{"id":1827,"date":"2019-10-25T12:18:59","date_gmt":"2019-10-25T10:18:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=1827"},"modified":"2019-10-26T07:23:19","modified_gmt":"2019-10-26T05:23:19","slug":"lasse-tra-mosca-e-ankara-resiste-alla-prova-della-siria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2019\/10\/25\/lasse-tra-mosca-e-ankara-resiste-alla-prova-della-siria\/","title":{"rendered":"L&#8217;asse tra Mosca e Ankara resiste alla prova della Siria"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1829 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/10\/1448695275-putin-erdogan-300x278.jpg\" alt=\"ansa - manila alfano - PUTIN-ERDOGAN, SFIDA TRA LO 'ZAR' E IL 'SULTANO' SU ASSAD\" width=\"300\" height=\"278\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/10\/1448695275-putin-erdogan-300x278.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2019\/10\/1448695275-putin-erdogan.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Regge, di fronte alla difficile prova della Siria nord-orientale il rapporto tra Mosca e Ankara, tra la &#8220;Terza&#8221; e la &#8220;Seconda Roma&#8221;. Se dietro alla decisione statunitense di consentire un ingresso turco nell\u2019area controllata precedentemente dai curdi poteva esserci la volont\u00e0 di mettere in crisi la <em>partnership<\/em> tra Putin ed Erdogan, alla luce dell\u2019incontro svoltosi tra i due presidenti marted\u00ec a Sochi questa sembra invece resistere. E cos\u00ec le cronache dicono che, se da parte turca <em>\u201cnon c&#8217;\u00e8 la necessit\u00e0 di nuove operazioni&#8221;<\/em> contro i combattenti curdi dopo l\u2019operazione \u201c<i>Sorgente di pace<\/i>\u201d, come ha fatto sapere il ministero della Difesa di Ankara con una nota ufficiale, <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/esteri\/2019\/10\/22\/news\/siria_erdogan_minaccia_riprendera_offensiva-239175342\/\" target=\"_blank\">da parte russa si \u00e8 raggiunto l\u2019accordo per una &#8220;<em>safe zone<\/em>&#8220;<\/a> a Oriente dell\u2019Eufrate per oltre 400 chilometri lungo il confine con la Turchia.<\/p>\n<p>Il risultato, allo stato attuale, \u00e8 che <a href=\"https:\/\/www.tgcom24.mediaset.it\/mondo\/turchia-siria-putininvita-erdogan-incontro-entro-pochi-giorni_9860738-201902a.shtml\" target=\"_blank\">l\u2019esercito regolare siriano \u00e8 rientrato in una citt\u00e0 simbolo della resistenza curda, come\u00a0Kobane<\/a>, la Turchia ha ottenuto il controllo di una fascia di territorio estesa oltre 100 chilometri e profonda 30 e gli unici a perdere terreno, rispetto alla situazione pre-intervento delle forze turche, sono stati i curdi che ora devono lasciare, sotto il vigile sguardo dei militari russi, le citt\u00e0 di Tal Rifat e Manbij.<\/p>\n<p>Il futuro della Siria, dunque, si ridisegna sull\u2019asse tra il Bosforo e il Cremlino, che ha saputo, nonostante la sorpresa, cogliere le opportunit\u00e0 della scelta\u00a0di Trump di inizio ottobre di ritirare i soldati americani. Gi\u00e0, e gli Stati Uniti? La decisione di ritirare le truppe verso l&#8217;Iraq si \u00e8 rivelata contrastata da buona parte dell\u2019<em>establishment<\/em> di Washington, che sui curdi aveva puntato con decisione nell\u2019ottica di uno smembramento della Siria. Un ritiro che resta comunque ambiguo visto che, <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/mondo\/pagine\/siria-trump-lascia-militari-zona-pozzi-petroliferi\" target=\"_blank\">come riporta, tra gli altri, <em>Avvenire<\/em>, lo stesso Donald Trump sta valutando un piano per <em>\u201cimpedire il ritorno del Daesh nella regione a seguito dell&#8217;invasione turca ed impedire alle forze del governo siriano, con il sostegno dell&#8217;alleato russo, di prendere il controllo dei pozzi petroliferi nella regione<\/em>\u201d<\/a>. Vale a dire mantenere parte dei soldati a controllare ci\u00f2 che pi\u00f9 interessa agli statunitensi: <a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/esteri\/2019\/10\/25\/news\/trump-ci-teniamo-il-greggio-in-siria-282803\/\" target=\"_blank\">pozzi di petrolio, come ha annunciato su <em>Twitter<\/em> lo stesso <em>The Donald<\/em>.<\/a><\/p>\n<p>Tuttavia se l\u2019inquilino della Casa Bianca, alle prese con le necessit\u00e0 contingenti di una ormai prossima campagna elettorale per la rielezione, che mal si conciliano con l&#8217;interventismo militare, sembra o per lo meno deve mostrarsi soddisfatto dei risultati conseguiti (il presidente americano ha parlato di \u201c<em>grande successo al confine fra Turchia e Siria. Una zona sicura \u00e8 stata creata. Il cessate il fuoco ha retto e le missioni di combattimento sono finite. I curdi sono al sicuro e hanno lavorato molto bene con noi. I prigionieri dell\u2019Isis catturati sono al sicuro\u201d<\/em>) e <a href=\"http:\/\/www.rainews.it\/dl\/rainews\/articoli\/Siria-Trump-revoca-le-sanzioni-contro-la-Turchia-abbiamo-salvato-le-vite-di-migliaia-di-curdi-7ad3a05f-dfbd-4a0f-9ecb-8234fce4b11b.html?refresh_ce\" target=\"_blank\">ha annunciato la revoca delle sanzioni ad Ankara<\/a>, sul versante atlantico non tutti sembrano pensarla allo stesso modo. Cos\u00ec <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2019\/10\/23\/siria-assad-accetta-laccordo-turchia-russia-usa-indagare-ankara-per-crimini-di-guerra-curdo-si-da-fuoco-davanti-a-sede-onu-ginevra\/5528648\/\" target=\"_blank\">ad esempio il rappresentante permanente degli <em>USA<\/em> alla <em>NATO<\/em>, Bailey Hutchinson, che ha spiegato come, relativamente all\u2019operato delle truppe turche, \u201c<em>ci sono state accuse di crimini di guerra che devono essere investigate sotto gli auspici dell\u2019organo adeguato\u201d<\/em><\/a>. La risposta di Erdogan? Per il presidente turco, che considera formalmente i curdi dell\u2019YPG come terroristi, \u201c<em>i Paesi della Nato e i Paesi dell&#8217;Unione Europea<\/em>\u201d sono colpevoli di sostenerli. E, a proposito di UE, \u00e8 da appuntare il vuoto pneumatico per quanto attiene al contesto siriano, dove, in una fase interessante e critica come quella degli ultimi giorni, le istituzioni comunitarie sembrano scomparse.<\/p>\n<p><strong>PER GLI USA SEMBRA UNA DISFATTA. MA SI CONSOLANO CON LE PROTESTE IN LIBANO E IRAQ&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Comunque, traendo le somme, alle <em>elite<\/em> atlantiche che dal 2011 tanto si erano spese per una rapida liquidazione della Siria la situazione <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2019\/10\/25\/siria-la-grottesca-disfatta-americana\/5530903\/\" target=\"_blank\">deve apparire sempre di pi\u00f9 come una disfatta<\/a>. Soprattutto dopo che l\u2019ultimo potenziale fattore di destabilizzazione, quello dell\u2019intervento turco che poteva spezzare l\u2019asse Erdogan-Putin, sembra essere scemato nel giro di neppure venti giorni.<\/p>\n<p>Per quanto attiene al Medio Oriente, dalle parti di Washington diversi sono quelli che possono comunque\u00a0rallegrarsi per le violente proteste che, curiosamente all\u2019unisono, stanno destabilizzando due Paesi che come la Siria sono caratterizzati da una forte influenza politica dell\u2019odiato Iran: <a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/mondo\/mediooriente\/2019\/10\/25\/iraq-oggi-nuove-proteste_2e0b7101-73fc-427f-890f-a959d7c4b411.html\" target=\"_blank\">Iraq<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/mondo\/mediooriente\/2019\/10\/24\/libano-proteste-contro-aoun-lasci_0f97a279-725a-4123-9560-d6f5179eba09.html\" target=\"_blank\">Libano<\/a>. Coincidenza singolare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Regge, di fronte alla difficile prova della Siria nord-orientale il rapporto tra Mosca e Ankara, tra la &#8220;Terza&#8221; e la &#8220;Seconda Roma&#8221;. Se dietro alla decisione statunitense di consentire un ingresso turco nell\u2019area controllata precedentemente dai curdi poteva esserci la volont\u00e0 di mettere in crisi la partnership tra Putin ed Erdogan, alla luce dell\u2019incontro svoltosi tra i due presidenti marted\u00ec a Sochi questa sembra invece resistere. 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