{"id":239,"date":"2018-06-25T14:15:30","date_gmt":"2018-06-25T12:15:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=239"},"modified":"2018-06-25T19:04:34","modified_gmt":"2018-06-25T17:04:34","slug":"leuropa-da-salvare-dalle-elites-europee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2018\/06\/25\/leuropa-da-salvare-dalle-elites-europee\/","title":{"rendered":"L&#8217;Europa da salvare. Dalle elites europee"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/06\/MAGDI-1-696x490.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-240 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/06\/MAGDI-1-696x490-300x211.jpg\" alt=\"MAGDI-1-696x490\" width=\"300\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/06\/MAGDI-1-696x490-300x211.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/06\/MAGDI-1-696x490.jpg 696w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Non c&#8217;\u00e8 pace in un Occidente sempre pi\u00f9 diviso. Se il naufragio del G8 si \u00e8 consumato sulla libera circolazione delle merci, un altro naufragio, quello del vertice dell&#8217;Unione Europea tenutosi ieri a Bruxelles, ha rischiato di consumarsi sulle politiche per l&#8217;immigrazione. <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/migranti-berlino-segue-litalia-cos-sfuma-riforma-dublino-1536744.html#\/ballottaggi\/tempo-reale\/1\">Dopo il\u00a0collasso\u00a0della prima proposta di revisione del regolamento di Dublino<\/a>, che non aveva convinto non solo<a href=\"https:\/\/www.panorama.it\/news\/esteri\/visegrad-chi-sono-cosa-vogliono-paesi-ribelli-europa\/\"> il gruppo di Visegrad<\/a> (che al <em>meeting<\/em> non ha volutamente partecipato), ma anche l&#8217;Austria e l&#8217;Italia e, alla fine, pure la Germania, anche quest&#8217;ultima riunione era destinata ad andare incontro a un inesorabile fallimento, non fosse stato per la disponibilit\u00e0 del Governo italiano a trattare, con una proposta alternativa che\u00a0sarebbe ora al vaglio degli altri esecutivi in vista della riunione del Consiglio Europeo di questo gioved\u00ec.<\/p>\n<p>Comunque sia, nello psicodramma continentale in atto, si registra la <em>debacle<\/em> soprattutto del presidente francese Emmanuel Macron, nel suo tentativo, appoggiato dal neo <em>premier<\/em> spagnolo Pedro Sanchez, di far passare come condiviso un progetto di revisione della gestione dei flussi, in considerazione del maggior numero di migranti economici rispetto ai rifugiati, che sarebbe invece, almeno sulla carta, ulteriormente penalizzante per i Paesi pi\u00f9 esposti.<a href=\"http:\/\/www.secoloditalia.it\/2018\/06\/migranti-nessun-hotspot-in-libia-cosi-macron-ci-ha-rifilato-il-bidone\/\"> La proposta di realizzare degli <em>hotspot<\/em> nei Paesi di primo approdo, che vedrebbe l&#8217;Italia chiaramente in prima linea a gestire l&#8217;emergenza migratoria, piuttosto che in Nord Africa, come richiesto dagli stessi italiani, ha sollevato dubbi e perplessit\u00e0. <\/a>Per capire il perch\u00e9 basta un dato: <a href=\"http:\/\/www.rainews.it\/dl\/rainews\/media\/I-migranti-e-la-riforma-del-regolamento-di-Dublino-ecco-cosa-si-vuole-cambiare-e4224afe-74db-48d5-b84b-8cb94a3a3640.html\">nel solo 2017 quattro Paesi di primo approdo si sono dovuti fare carico del 77% dei migranti in suolo europeo.<\/a><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 per\u00f2 dell&#8217;altro. I recenti e scomposti atteggiamenti della Francia, che ha ingaggiato nei giorni precedenti al vertice una vera e propria guerra verbale a distanza con la stessa Italia e il suo nuovo Governo, hanno segnalato un nervosismo e una tensione senza precedenti nel consesso comunitario. Nervosismo forse causato dal fatto che, per la prima volta, le posizioni politico-ideologiche un tempo largamente dominanti in ambito UE si sono improvvisamente trovate costrette a una mediazione. Il dibattito al vertice infatti non \u00e8 solo questione di <em>realpolitik<\/em>, anche se, in un certo senso, segnala proprio il ritorno di un&#8217;impostazione pragmatica\u00a0nelle modalit\u00e0 di <em>decision making<\/em> dei Paesi periferici, dopo anni di silente sudditanza nei confronti dell&#8217;egemonia franco-tedesca.<\/p>\n<p>Il confronto, al di la delle questioni contingenti in materia di migranti, che pure hanno la loro notevole rilevanza, \u00e8 piuttosto tra due visioni del mondo: da un lato i Paesi, non solo Germania e Francia ma anche la Spagna, che presentano governi ancorati a un paradigma di pensiero <em>liberal<\/em>, trasversale rispetto alle categorie di centro e sinistra, caratterizzato da una passiva e positiva accettazione delle direttive del globalismo (ordoliberismo tecnocratico, libera circolazione di merci e persone) e del progressismo etico, dall&#8217;altro i Paesi, come Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Austria, Slovenia e Italia, guidati invece da esecutivi di impronta nazionalista o quantomeno protezionista, fino a pochi anni fa fenomeno circoscritto al solo Est Europa post-comunista. Esecutivi che rappresentano, in questo preciso momento storico segnato dai successi della <em>Brexit<\/em>, di Trump negli Stati Uniti e infine dei vari movimenti di destra populista, la corrente emergente, spinta dall&#8217;insoddisfazione delle ormai ex classi medie impoverite, dei cosiddetti &#8220;perdenti&#8221; della globalizzazione. Categorie sociali che,\u00a0avendone ricavato solo svantaggi, non condividono pi\u00f9 la narrativa e l&#8217;impostazione culturale del <em>mainstream<\/em>, partorita dalle <em>elites<\/em>.<\/p>\n<p>Il vero spartiacque saranno con ogni probabilit\u00e0 le elezioni europee del 2019, che diranno definitivamente se per il cosiddetto populismo si sar\u00e0 trattato di una parentesi oppure se questo sia destinato a essere maggioranza in seno all&#8217;europarlamento, con tutto ci\u00f2 che ne conseguir\u00e0 in termini di equilibri politici. Ci\u00f2 non toglie che il confronto diplomatico che si sta consumando sul suolo del vecchio continente sia gi\u00e0 oggi di non scarso interesse. Un confronto che si inserisce in un pi\u00f9 ampio filone che riguarda tutto l&#8217;emisfero occidentale del globo, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2018\/05\/30\/quei-liberals-europei-stretti-tra-trump-putin-e-la-cina\/?repeat=w3tc\">che vede\u00a0contrapporsi\u00a0la nuova linea Trump e quella del vecchio <em>establishment<\/em> euro-atlantico<\/a>. <em>Establishment<\/em> di cui fa parte un&#8217;Angela Merkel pi\u00f9 pacata, almeno in questo momento, nei confronti dei sovranisti, rispetto ai rappresentanti delle sinistre europee, come il francese Macron (<a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/macron-insulta-ancora-populisti-lebbrosi-1543656.html#\/ballottaggi\/tempo-reale\/1\">che li ha definiti addirittura &#8220;<em>lebbrosi<\/em>&#8220;<\/a>) o lo spagnolo Sanchez. La cancelliera tedesca vive del resto una situazione politica interna molto complicata, trovandosi a gestire, nella <em>grosse koalition<\/em> che la sostiene in patria, da un lato le\u00a0istanze progressiste dei socialisti, dall&#8217;altro la <em>CSU<\/em> bavarese di Horst Seehofer, appartenente al PPE come la<em> CDU<\/em> della stessa Merkel, che sta ultimamente spingendo verso una linea pi\u00f9 dura sull&#8217;immigrazione. Senza contare la progressiva crescita dell&#8217;opposizione nazionalista di <em>Alternative Fur Deutschland<\/em>.<\/p>\n<p>Inoltre, se la sfida della Germania oggi deve essere quella di tentare di rafforzare il progetto europeo, di cui \u00e8 Paese egemone, nonostante questi rapidi cambiamenti, tale risultato non si potr\u00e0 di certo raggiungere con un atteggiamento ideologico o impositivo, quale quello attualmente in voga presso l&#8217;<em>elite liberal<\/em>, ma piuttosto con una visione pragmatica. Per questo non sar\u00e0 d&#8217;ora in poi pi\u00f9 possibile ignorare con sufficienza le richieste dei sovranisti, dei populisti e degli eurocritici. Occorrer\u00e0 piuttosto il saperle integrare positivamente, al fine di evitare una deriva distruttiva rispetto alla costruzione europea, in una nuova visione che sappia andare oltre i paradigmi culturali di fine XX secolo, per ritrovare quel concetto di Europa dei popoli fino ad oggi rimasto, purtroppo, solo una bellissima idea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non c&#8217;\u00e8 pace in un Occidente sempre pi\u00f9 diviso. Se il naufragio del G8 si \u00e8 consumato sulla libera circolazione delle merci, un altro naufragio, quello del vertice dell&#8217;Unione Europea tenutosi ieri a Bruxelles, ha rischiato di consumarsi sulle politiche per l&#8217;immigrazione. 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