{"id":2425,"date":"2020-11-28T11:43:36","date_gmt":"2020-11-28T10:43:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=2425"},"modified":"2020-11-28T11:43:36","modified_gmt":"2020-11-28T10:43:36","slug":"le-fake-news-al-tempo-del-covid-come-funziona-la-disinformazione-in-una-societa-sempre-piu-orwelliana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2020\/11\/28\/le-fake-news-al-tempo-del-covid-come-funziona-la-disinformazione-in-una-societa-sempre-piu-orwelliana\/","title":{"rendered":"Le fake news al tempo del Covid: come funziona la disinformazione in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 orwelliana"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2020\/11\/cover_Fakenews.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-2426 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2020\/11\/cover_Fakenews-215x300.jpg\" alt=\"\" width=\"272\" height=\"380\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2020\/11\/cover_Fakenews-215x300.jpg 215w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2020\/11\/cover_Fakenews.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 272px) 100vw, 272px\" \/><\/a>Due anni fa veniva pubblicato, per i tipi di Arianna Editrice, il saggio &#8220;<em>Fake News&#8221;, <\/em>della scrittrice e giornalista Enrica Perucchietti, con prefazione dell&#8217;attuale presidente della RAI, Marcello Foa. Il volume, che riscosse immediato successo, mostrava una copertina provocatoria: un uomo con la bocca simbolicamente tappata da un fazzoletto bianco. Non \u00e8 forse e allora un caso che la nuova edizione, aggiornata, ampliata e con la prestigiosa aggiunta di un&#8217;introduzione firmata da Marcello Veneziani, sia uscita in questi giorni, nel pieno di una pandemia che ha costretto a coprire la bocca tutta l&#8217;umanit\u00e0&#8230;<\/p>\n<p><em>&#8220;In effetti<\/em> &#8211; spiega l&#8217;autrice &#8211;<em> il nemico invisibile ci ha tappato la bocca ed eroso sempre maggiori libert\u00e0 e spazi di socialit\u00e0, traghettandoci verso un paradigma di &#8216;uomo virtuale&#8217;, una creatura sola, spaesata, terrorizzata, ipocondriaca, che nutre sospetto verso chiunque possa rappresentare una minaccia per la salute e la sicurezza. La riedizione aggiornata e ampliata del libro vuole, da un lato mostrare come sia l\u2019informazione ai tempi del Covid-19 (sempre pi\u00f9 spettacolarizzata, contrastante, contraddittoria e a tratti indistinguibile dalla propaganda), dall\u2019altro documentare e spiegare, esempi alla mano, come essa abbia fallito l\u2019intento di essere obbiettiva. Il giornalismo sta infatti diventando una filiera, una catena di montaggio per aumentare l\u2019efficienza e ridurre i tempi e i costi di produzione: si dedica sempre meno tempo a verificare le notizie, prediligendo la quantit\u00e0 e la spettacolarizzazione, le insinuazioni piccanti e i retroscena che possono portare a vendere qualche copia in pi\u00f9 di un quotidiano o a soddisfare qualche linea politica o editoriale.<\/em>\u00a0 <em>L\u2019attuale pandemia ha legittimato un\u2019accelerazione nel tentativo di creare una informazione certificata, le notizie col \u201cbollino\u201d degli autoproclamati professionisti dell\u2019informazione di cui gi\u00e0 parlavo nella prima edizione, legittimando pertanto il controllo e l\u2019oscuramento dei contenuti che non collimano con la narrativa del pensiero unico (i casi sono ormai all\u2019ordine del giorno). A ci\u00f2 si aggiunge il problema delle &#8216;fake news&#8217; e della post-verit\u00e0 che negli ultimi anni ha acquisito sempre pi\u00f9 spazio e importanza anche nel dibattito pubblico, portando alla presentazione di disegni di legge, alla creazione di task force e Commissioni parlamentari e dall\u2019altro a stringere sempre di pi\u00f9 le maglie della censura dell\u2019informazione controcorrente&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Quando si parla di <em>fake news<\/em>, in effetti, spesso lo si fa additando l&#8217;informazione cosiddetta &#8220;non allineata&#8221;, ritenuta colpevole di ogni male, soprattutto in questo periodo. In realt\u00e0 per\u00f2 le bufale vengono diffuse anche dalla stampa <em>mainstream<\/em>&#8230;<\/p>\n<div id=\"attachment_1064\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/12\/Enrica-Perucchietti-2.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1064\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1064 size-medium\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/12\/Enrica-Perucchietti-2-300x215.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"215\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/12\/Enrica-Perucchietti-2-300x215.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/12\/Enrica-Perucchietti-2.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1064\" class=\"wp-caption-text\">Enrica Perucchietti<\/p><\/div>\n<p><em>&#8220;Ho voluto inserire<\/em> &#8211; prosegue l&#8217;autrice a proposito del suo libro &#8211; <em>numerosi esempi di fake news diffuse dai media mainstream per mostrare come nemmeno il giornalismo classico sia immune dal prendere cantonate e diffondere notizie infondate: dalle \u201carmi di distruzione di massa iraquene\u201d alla strage di Timisoara, dalle bufale grottesche sulla Corea del Nord (che in realt\u00e0 provenivano da giornali semisatirici sud-coreani) alle notizie sfacciatamente false sul Covid-19 (dallo scandalo Surgisphere sulla falsa tossicit\u00e0 dell\u2019idrossiclorochina alle numerose bufale diffuse nei mesi per generare terrorismo mediatico e mantenere una narrazione catastrofistica), dalla strumentalizzazione di tematiche politicamente corrette (tramite il ricorso alla tecnica dell\u2019empatia e la tecnica del &#8216;frame&#8217;) alla censura &#8216;costruttiva&#8217; e il boicottaggio di notizie scomode per il Sistema. A ci\u00f2 ho voluto anche aggiungere un intero capitolo sull\u2019utilizzo mediatico delle fallacie, ossia di quelle tecniche retoriche specifiche che vengono utilizzate per sabotare e disinnescare qualunque tipo di confronto ritenuto pericoloso e liquidare il confronto, fino all\u2019analisi del fenomeno della patologizzazione del dissenso&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Una discreta importanza \u00e8 stata assegnata, sempre dal contesto del pensiero dominante, ai cosiddetti &#8220;<em>debunker<\/em>&#8220;, i &#8220;<em>cacciatori di bufale&#8221;<\/em>, che, per\u00f2 e molto spesso, non sono certamente attori disinteressati nel mondo dell&#8217;informazione.<\/p>\n<p><em>&#8220;A mio dire<\/em> &#8211; prosegue la Perucchietti &#8211; <em>rappresentano i mastini del pensiero unico, i guardiani dei cancelli dell\u2019informazione certificata. Il totalitarismo democratico ha infatti i suoi cani da guardia, i suoi psicopoliziotti, pronti a riportare all\u2019ovile chiunque dissenta od osi manifestare pubblicamente dei dubbi. Il senso critico non \u00e8 consentito ed \u00e8 pericoloso perch\u00e9 pu\u00f2 \u201ccontagiare\u201d il resto della popolazione, portando a un calo di consenso e va pertanto limitato, ostacolato, censurato. Il debunking classico \u00e8 una forma di manipolazione che consiste nello smontare e confutare, facendone apparire l\u2019infondatezza e la capziosit\u00e0, teorie e informazioni che vanno contro il pensiero ufficiale o dominante. Si utilizza anche il discredito e il dileggio, se non addirittura il cyberbullismo, per ridicolizzare i diffusori di queste teorie indipendenti. Per screditare un ricercatore e le sue teorie, i debunkers usano tutti i mezzi possibili, compreso l\u2019attacco personale e la strumentalizzazione di qualunque cosa possa tornare utile alla causa. Principalmente una teoria scomoda verr\u00e0 bollata come paranoica, complottista, bugiarda, estrema, oscurantista: lo scopo \u00e8 rendere insensata, folle la teoria e un pazzo bugiardo chi la promuove (e allora sar\u00e0 a seconda delle volte, verr\u00e0 etichettato come un \u201ccomplottista\u201d, un \u201cnegazionista\u201d, un \u201cfascista\u201d, ecc.) in modo da delegittimarne le ricerche e rovinarne la reputazione. Costoro, inoltre, sostengono la censura del web e dell\u2019informazione controcorrente, quando per primo \u00e8 proprio il potere a manipolare l\u2019informazione, a fare propaganda e a diffondere fake news, ricorrendo a tecniche auree dell\u2019ingegneria sociale. Se dovessimo censurare, multare, arrestare coloro che mentono, i primi a farne le spese dovrebbero essere alcuni giornalisti e molti, molti politici&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>La disamina della situazione dell&#8217;informazione contemporanea parte, nel saggio, da Orwell (il riferimento naturalmente \u00e8 a 1984). Una situazione cui, oggi, siamo incredibilmente vicini.<\/p>\n<p><em>&#8220;In parte\u00a0<\/em> &#8211; conclude la scrittrice &#8211; <em>stiamo gi\u00e0 vivendo diversi aspetti preconizzati da Orwell in 1984: siamo sottoposti da mesi a una politica dell\u2019odio, del sospetto, della paura e della solitudine, volta a distruggere ogni tipo di rapporto sociale (vi sono persino riferimenti alla Lega antisesso orwelliana), a disorientare e spersonalizzare gli individui, a incentivare la delazione, a legittimare l\u2019autoritarismo, a creare fazioni offrendo alle masse capri espiatori contro cui proiettare le proprie pulsioni di morte e le proprie paure, a giustificare la psicopolizia e le sanzioni contro gli psicocriminali. I poteri dominanti sembrano aver deciso di sfruttare come un pretesto la pandemia per stringere le maglie del controllo sociale grazie all\u2019introduzione di dispositivi governativi basati sulla &#8216;biosicurezza&#8217;, instradandoci verso una distopia simile al totalitarismo cupo immaginato da Orwell che presumibilmente culminer\u00e0 in un Grande Reset. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2020\/10\/23\/grande-reset-e-amazonizzazione-della-societa-cosa-prevede-il-paradiso-terrestre-della-superclass\/\">Il Grande Reset viene presentato come &#8216;un\u2019occasione&#8217; derivante dal Covid-19<\/a> e si presenta come la promozione di un\u2019Agenda globale volta a scardinare e ristrutturare l\u2019economia mondiale secondo linee specifiche. Non si tratta, per\u00f2, come molti economisti pensano, &#8216;solo&#8217; di un reset dell\u2019economia mondiale, perch\u00e9 il crollo dell\u2019economia industriale si pone come trampolino di lancio per ben altri obiettivi che coinvolgeranno e sconvolgeranno l\u2019intera societ\u00e0, traghettandola verso una direzione post-umana che avevo gi\u00e0 analizzato in Cyberuomo. La paura (inoculata quotidianamente dai media mainstream, dai loro bollettini dei morti e dalla loro &#8216;criminologia sanitaria&#8217;) e la minaccia della salute, infatti, hanno indotto nell\u2019opinione pubblica l\u2019idea che si debba per forza scegliere tra salute e libert\u00e0 per poter tornare a sentirsi &#8216;sicuri&#8217; arrivando ad accettare di cedere libert\u00e0, privacy, diritti fondamentali e acconsentire mansuetamente a qualunque regola imposta dall\u2019alto, mostrando una cieca e passiva obbedienza nei confronti dell\u2019autorit\u00e0. Come se non bastasse, e qua torniamo al tema portante del mio libro, abbiamo anche assistito alla creazione strisciante di una specie di Miniver orwelliano con l\u2019obiettivo di vigilare su cosa \u00e8 vero e cosa no e di silenziare le opinioni &#8216;dissidenti&#8217;. Dissidenti che vengono sempre pi\u00f9 spesso equiparati a dei &#8216;pazzi&#8217;, aprendo alla patologizzazione del dissenso e a una moderna forma di psicoreato&#8221;.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Due anni fa veniva pubblicato, per i tipi di Arianna Editrice, il saggio &#8220;Fake News&#8221;, della scrittrice e giornalista Enrica Perucchietti, con prefazione dell&#8217;attuale presidente della RAI, Marcello Foa. Il volume, che riscosse immediato successo, mostrava una copertina provocatoria: un uomo con la bocca simbolicamente tappata da un fazzoletto bianco. Non \u00e8 forse e allora un caso che la nuova edizione, aggiornata, ampliata e con la prestigiosa aggiunta di un&#8217;introduzione firmata da Marcello Veneziani, sia uscita in questi giorni, nel pieno di una pandemia che ha costretto a coprire la bocca tutta l&#8217;umanit\u00e0&#8230; &#8220;In effetti &#8211; spiega l&#8217;autrice &#8211; il [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2020\/11\/28\/le-fake-news-al-tempo-del-covid-come-funziona-la-disinformazione-in-una-societa-sempre-piu-orwelliana\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1106,"featured_media":2426,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[47],"tags":[387511,317437,229509,405695],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2425"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1106"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2425"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2425\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2427,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2425\/revisions\/2427"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2426"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2425"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2425"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2425"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}