{"id":2429,"date":"2020-12-08T11:22:24","date_gmt":"2020-12-08T10:22:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=2429"},"modified":"2020-12-08T11:22:24","modified_gmt":"2020-12-08T10:22:24","slug":"dal-mare-nostrum-allartico-passando-per-il-baltico-limportanza-dei-mediterranei-delleurasia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2020\/12\/08\/dal-mare-nostrum-allartico-passando-per-il-baltico-limportanza-dei-mediterranei-delleurasia\/","title":{"rendered":"Dal &#8220;Mare Nostrum&#8221; all&#8217;Artico, passando per il Baltico, l&#8217;importanza dei &#8220;mediterranei&#8221; dell&#8217;Eurasia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2020\/12\/Copertina-1-2021-Prima-scaled-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2431 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2020\/12\/Copertina-1-2021-Prima-scaled-1-213x300.jpg\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2020\/12\/Copertina-1-2021-Prima-scaled-1-213x300.jpg 213w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2020\/12\/Copertina-1-2021-Prima-scaled-1.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 213px) 100vw, 213px\" \/><\/a>Un prezioso dono natalizio in anticipo per gli appassionati di geopolitica. \u00c8 infatti uscito in questi giorni (ed \u00e8 quindi disponibile per l&#8217;acquisto) il <a href=\"https:\/\/www.eurasia-rivista.com\/negozio\/lxi-i-mediterranei-delleurasia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">nuovo numero (il 61esimo) di &#8220;Eurasia &#8211; Rivista di Studi Geopolitici&#8221;. Il titolo \u00e8 intrigante: &#8220;I mediterranei dell&#8217;Eurasia&#8221;. <\/a>Il volume affronta il tema del dominio sui mari, dove sempre pi\u00f9 sono destinate a sfidarsi le maggiori potenze del tempo presente. Si parla, naturalmente, di Stati Uniti, Cina e Russia, ma anche di ambiziosi attori regionali come la Turchia, impegnata nel Mediterraneo Orientale, teatro, come noto dalle cronache, di una contesa con la Grecia, Cipro e la Francia. Ma perch\u00e9 declinare il termine &#8220;mediterranei&#8221; al plurale? Esistono altri mari cos\u00ec definibili, oltre al Mediterraneo eponimo?<\/p>\n<p><em>&#8220;&#8216;Mediterraneo&#8217;<\/em> &#8211; spiega il direttore di Eurasia, il professor Claudio Mutti &#8211; <em>\u00e8 un bacino marittimo che, come dice la parola stessa, si trova &#8216;in mezzo alle terre&#8217;, essendo quasi interamente circoscritto da esse. Se il Mare Mediterraneo per antonomasia \u00e8 quello compreso tra le coste dell\u2019Europa, dell\u2019Asia occidentale e del Nordafrica, Yves Lacoste ha identificato altri due mari che possono essere definiti anch\u2019essi &#8216;mediterranei&#8217;, in quanto circondati da terre: un &#8216;mediterraneo&#8217; americano, formato dal Golfo del Messico e dal Mar delle Antille, nonch\u00e9 un &#8216;mediterraneo&#8217; estremo-orientale, formato da Mar Giallo, Mar Cinese Orientale e Mar Cinese Meridionale. Applicando il criterio del geopolitico francese alla massa continentale eurasiatica, risulter\u00e0 che le sponde del nostro grande continente sono bagnate, oltre che dal Mediterraneo eponimo, da altri tre mari &#8216;mediterranei&#8217;: il Mar Glaciale Artico, il Baltico ed il &#8216;mediterraneo&#8217; estremo-orientale&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Si parla di realt\u00e0 geografiche al centro delle contese del presente e del futuro del mondo: se infatti gli Stati Uniti d\u2019America sono considerati l\u2019archetipo di una potenza talassocratica, non vale lo stesso discorso per la Cina, eppure la sfida tra i due giganti geopolitici pare destinata a realizzarsi sempre di pi\u00f9 anche e proprio sui mari.<\/p>\n<p><em>&#8220;La strategia terrestre degli Stati Uniti<\/em> &#8211; prosegue Claudio Mutti &#8211; <em>dopo aver tentato invano di attaccare la Repubblica Popolare Cinese destabilizzandone le province pi\u00f9 interne (Tibet e Xinjiang), mira a sabotare i progetti infrastrutturali della Nuova Via della Seta. Pi\u00f9 che la terra, \u00e8 per\u00f2 il mare a profilarsi come il teatro del conflitto cino-americano. Gi\u00e0 all\u2019epoca di Obama gli USA, allarmati dal primato produttivo che la Cina andava acquisendo, hanno spostato il loro asse geostrategico nell\u2019area indo-pacifica, dove si stava assestando il nuovo centro del commercio mondiale. Di qui l\u2019importanza geostrategica del &#8216;mediterraneo&#8217; estremo-orientale e, in particolare, del Mar Cinese Meridionale, un\u2019area che, oltre ad essere ricca di risorse naturali, costituisce il punto di snodo delle attivit\u00e0 economiche globali. Qui, in questa area contesa fra le due superpotenze, la presenza militare degli Stati Uniti mira ad esercitare nei confronti della Cina un\u2019azione di &#8216;contenimento&#8217; che possa ritardare il tramonto dell\u2019egemonia americana&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Come si diceva, tuttavia, vi sono anche una serie di potenze regionali che stanno impostando la propria visione strategica con ben pi\u00f9 di uno sguardo rivolto al contesto marittimo. Tra queste c&#8217;\u00e8 la Turchia di Recep Tayyip Erdogan, cui, in questo numero di Eurasia, sono dedicate numerose riflessioni.<\/p>\n<p><em>&#8220;L\u2019attuale proiezione marittima della Turchia<\/em> &#8211; spiega Mutti &#8211; <em>\u00e8 codificata nell\u2019ormai celebre dottrina della &#8216;Patria blu&#8217; (Mavi Vatan) formulata dall\u2019ammiraglio Cem G\u00fcrdeniz. Si pu\u00f2 dire che tale dottrina rappresenti un perfezionamento della visione geopolitica &#8216;neo-ottomana&#8217;, la quale \u00e8 stata revisionata alla luce della natura peninsulare dell\u2019Anatolia e della fondamentale importanza dei mari che ne bagnano le sponde. Gli strateghi di Ankara sono convinti che la partita per il primato globale verr\u00e0 giocata sui mari e sugli oceani del mondo, per cui il futuro della Turchia dipender\u00e0 dal suo radicamento nel Mediterraneo. \u00c8 in questa prospettiva che si spiega perch\u00e9 Ankara abbia aperto diversi fronti sulle sponde mediterranee, da Cipro alla Libia, a costo di provocare levate di scudi da tutte le parti&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Affascinante, fosse anche solo per la forza che esercita sulle fantasie dell&#8217;immaginario collettivo, abituato a collegarla ai ricordi di storiche ed eroiche spedizioni, \u00e8 la contesa per il Mar Glaciale Artico&#8230;<\/p>\n<p><em>&#8220;Si pu\u00f2 avere un\u2019idea dell\u2019importanza dell\u2019Oceano Artico (o Mar Glaciale Artico, secondo la denominazione in uso tra i geografi italiani)<\/em> &#8211; conclude Mutti &#8211; <em>se si considera che l\u2019anno scorso l\u2019Amministrazione statunitense ha tentato di acquistare la Groenlandia, la pi\u00f9 grande isola del mondo, la quale appartiene politicamente alla Danimarca, uno degli otto Stati costieri del &#8216;mediterraneo&#8217; artico. L\u2019Artico ha acquisito una crescente importanza non solo per le risorse naturali presenti nei suoi fondali, ma anche per le nuove vie marittime che lo attraversano, pi\u00f9 brevi e pi\u00f9 sicure di quanto non siano il canale di Suez, il canale di Panama o lo stretto di Magellano, anche se le rotte artiche (il cui utilizzo \u00e8 prevalentemente stagionale e legato al petrolio ed al gas naturale) sono ancora lontane dal superare per importanza le rotte commerciali consuete&#8221;.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un prezioso dono natalizio in anticipo per gli appassionati di geopolitica. \u00c8 infatti uscito in questi giorni (ed \u00e8 quindi disponibile per l&#8217;acquisto) il nuovo numero (il 61esimo) di &#8220;Eurasia &#8211; Rivista di Studi Geopolitici&#8221;. Il titolo \u00e8 intrigante: &#8220;I mediterranei dell&#8217;Eurasia&#8221;. 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