{"id":2480,"date":"2021-03-09T16:55:49","date_gmt":"2021-03-09T15:55:49","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=2480"},"modified":"2024-03-04T17:17:07","modified_gmt":"2024-03-04T16:17:07","slug":"negare-per-affermare-la-sfida-al-mono-cognitivismo-pandemico-di-emanuele-franz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2021\/03\/09\/negare-per-affermare-la-sfida-al-mono-cognitivismo-pandemico-di-emanuele-franz\/","title":{"rendered":"Negare per affermare: la sfida al &#8220;mono-cognitivismo&#8221; pandemico di Emanuele Franz"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2021\/03\/io-nego-emanuele-franz-libro.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2727 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2021\/03\/io-nego-emanuele-franz-libro-185x300.jpg\" alt=\"\" width=\"185\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2021\/03\/io-nego-emanuele-franz-libro-185x300.jpg 185w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2021\/03\/io-nego-emanuele-franz-libro.jpg 414w\" sizes=\"(max-width: 185px) 100vw, 185px\" \/><\/a>Un libro sul Covid-19 il cui titolo \u00e8 \u201c<a href=\"https:\/\/www.libreriauniversitaria.it\/io-nego-pensieri-filosofo-davanti\/libro\/9788896144466\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Io nego<\/em><\/a>\u201d. Facile, facilissimo finire all\u2019indice dei cacciatori di negazionisti. Il filosofo-editore friulano Emanuele Franz, patron della Audax Editrice e gi\u00e0 autore di svariati saggi, tuttavia, non \u00e8 tipo da intimorirsi di fronte alle minacce del \u201cpandemicamente corretto\u201d. E cos\u00ec ha sfornato quest\u2019ultimo volume, che gode della prefazione del noto psichiatra e criminologo Alessandro Meluzzi (ha definito il testo \u201cun atto di resistenza all\u2019oscurantismo dei nostri tempi\u201d) oltre che dell\u2019apprezzamento di personalit\u00e0 come, tra gli altri, Vittorio Sgarbi, che ha riconosciuto all\u2019autore \u201cuna autonomia di pensiero sempre pi\u00f9 rara oggi\u201d.<\/p>\n<p>Ma che cos\u2019\u00e8, allora, questo <em>\u201cIo nego\u201d<\/em>? Si tratta forse di una provocazione?<\/p>\n<p><em>\u201cLo \u00e8, in effetti<\/em> \u2013 spiega il suo autore &#8211; <em>ma nel senso etimologico: dal latino provocare, dalla radice vocare, \u2018chiamare\u2019, nel senso di \u2018chiamare fuori\u2019, ed io non solo mi chiamo fuori ma chiamo fuori anche gli altri dal mono-cognitivismo. Generalmente, quando tutti la pensano allo stesso modo su un argomento \u00e8 il momento di iniziare a sospettare che ci sia qualcosa che non quadra. Intendo dire che quando la medesima risposta viene fornita sia dal sistema che dagli oppositori al sistema stesso ecco che nasce la mia proposizione \u201cIo nego\u201d che, di per s\u00e9, almeno grammaticalmente, \u00e8 una affermazione, l\u2019affermazione della vita in contrapposizione a chi la vita la vuole scindere. Cerco di spiegarmi meglio. Tutte le norme per arginare questa pandemia sono volte a separare gli uomini, i corpi degli uomini. Niente strette di mano, niente assembramenti, niente aggregazioni n\u00e9 riunioni n\u00e9 baci n\u00e9 abbracci. In sostanza la sintesi \u00e8 eliminata in favore della lisi. Pur tuttavia, in spregio a tutte le norme anti-Covid, la vita stessa \u00e8 un assembramento, perlomeno di cellule. Infatti il corpo \u00e8 un assembramento di miliardi e miliardi di cellule che volgono a una unit\u00e0 superiore. Lo stesso principio soggiace alla comunit\u00e0 di uomini, che, con il loro essere sociali, formano una unit\u00e0 vitale superiore, quella della comunit\u00e0, radicata dal senso dell\u2019appartenenza. Appare evidente che la divisione dei corpi, voluta da chi gestisce questa presunta emergenza sanitaria, \u00e8 un dividere, dal greco, Diaballein, \u201cdiaballo\u201d, \u03b4\u03b9\u03b1\u03b2\u03ac\u03bb\u03bb\u03c9, il verbo greco antico da cui deriva la parola \u201cdiavolo\u201d. Ed \u00e8 a questo punto che io, come uomo di pensiero, intervengo con la mia negazione. Io nego infatti tale operazione divisoria, e affermo l\u2019unit\u00e0. Prima di me Gorgia, Plotino, e altri, hanno osato negare per arrivare a una Unit\u00e0 superiore\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Gi\u00e0, ma questi sono pensieri da filosofo. Da \u201celevato\u201d. E come vive dunque una persona di questo tipo il periodo di confinamento che, con l&#8217;unica eccezione dell&#8217;estate 2020, prosegue a fasi alterne ormai da un anno? Lo spiega ancora Emanuele Franz, che sostiene di aver affrontato il tutto<em> \u201ccon la preghiera e la fiducia che esista un Piano che tutto porta al Bene, che tutto concorra al Bene, come diceva San Paolo nella sua celebre Lettera ai Romani. Indubbiamente non come lo slogan \u2018andr\u00e0 tutto bene\u2019 del pensiero ricorrente, slogan peraltro ripreso dalla mistica Giuliana di Norwich, dopo averlo decontestualizzato e volgarizzato. Un uomo dedito alla filosofia sa che il Tempo, e in generale la storia dell\u2019uomo e l\u2019uomo stesso, sono un Progetto e che un cumulo di sassi accozzato casualmente, come un coagulo di nervi e carne, non pu\u00f2 aver prodotto un Michelangelo, un Botticelli, un Mozart. Quindi con la Fiducia che un Senso ci sia. Tale sentimento che mi accompagna, accompagn\u00f2 alte figure religiose della storia, come San Carlo Borromeo che nel 1576, in una Milano ammorbata dalla peste, opponendosi ai magistrati della citt\u00e0 che avrebbero voluto proibire le processioni e le preghiere collettive dei fedeli diresse una processione a piedi scalzi nel centro della citt\u00e0 nel pieno della peste. O ancora Teresa D\u2019Avila, Santa, come \u00e8 noto, che nel suo capolavoro \u2018Il castello interiore\u2019, avendo a mente che il Cristo toccava i lebbrosi con le sue stesse mani, diceva che: \u2018L&#8217;apprensione di perdere la salute cede il posto alla convinzione che si potr\u00e0 sopportare tutto con l&#8217;aiuto di Dio, poich\u00e8 il naturale \u00e8 congiunto al soprannaturale\u2019. Oggi invece il Papato annulla la Messa di Natale, e vediamo Sacerdoti con mascherina e guanti, in Chiesa distanziamento sociale, Suore che non ti stringono la mano per paura del contagio, il Papa che invita tutti a vaccinarsi&#8230;possibile che il mondo della Fede, che pi\u00f9 di ogni altro dovrebbe rappresentare la vittoria dello Spirito sulla materia, dia un esempio di terrore, di paura?\u201d.<\/em><\/p>\n<p>A proposito della paura, oggi sembra, sempre di pi\u00f9, che gli esseri umani si siano scordati un fatto quasi banale: cio\u00e8 che la morte fa parte delle eventualit\u00e0 della vita. Sembra quasi che gli esseri umani abbiano rinunciato a vivere nell&#8217;illusione di non morire\u2026<\/p>\n<p><em>\u201cIn effetti \u2013<\/em> commenta Franz &#8211;<em> con il Covid e dopo il Covid, ci siamo dimenticati che anche prima le persone morivano. Le norme anti-contagio dei nostri politici colpiscono elementi che da millenni caratterizzano la civilt\u00e0 umana, come la stretta di mano, il linguaggio emotivo del volto, l&#8217;incontro, ma anche celebrazioni e ritualit\u00e0 universali e specifiche della specie umana. Basti pensare che certe forme espressive dell&#8217;uomo, come la sepoltura e il culto dei morti, sono fra le pi\u00f9 antiche ritualit\u00e0 dell&#8217;uomo ed anzi, \u00e8 accertato che lo sviluppo del pensiero simbolico ha origine da questa istanza metafisica e che \u00e8 in ci\u00f2 che la specie umana si distingue dalle bestie. Dunque io oso affermare che nella norma non vi \u00e8 lo scopo di arginare una infezione, quanto quello di eliminare il Rito, il Simbolo. Ma senza questi l\u2019uomo \u00e8 al pari della bestia. Appare quasi inevitabile avanzare il sospetto che lo scopo ultimo della sanit\u00e0 scientista sia eradicare il pensiero simbolico e metafisico dall&#8217;uomo per farne un animale da laboratorio\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Cos\u00ec, questo aver rinunciato a una libert\u00e0 primaria, quella di movimento, potrebbe averla compromessa per sempre. Lo stesso pu\u00f2 dirsi per la socialit\u00e0.<\/p>\n<p><em>\u201cIl sistema<\/em> \u2013 conclude il filosofo friulano &#8211;<em> in sommo grado con questa gestione sanitaria, vuole eliminare i rapporti fisici fra le persone, e de-corporeizzarli al sommo grado, incitando alla virtualizzazione dei rapporti inter-personali fino all&#8217;estinzione del rapporto reale, carnale. <\/em><br \/>\n<em>Noi ben sappiamo, come loro, l\u2019importanza del guardarsi negli occhi, dell\u2019abbracciarsi, del contatto vivo, degli sguardi: due polmoni che respirano la stessa aria nella medesima stanza sono un sistema di forze antagoniste alla divisione e alla paura poich\u00e9 l\u2019aria che esce da un seno ed entra nell\u2019altro genera un\u2019entit\u00e0 vivente terza che \u00e8 pi\u00f9 forte dei due che l\u2019hanno respirata, e che \u00e8 capace di scardinare il sistema che vuole disossare, dividere e controllare. Il respiro, e quindi il respirare assieme, \u00e8 da millenni che \u00e8 consacrato come energia vitale, dai Veda allo Pneuma, ed \u00e8 esattamente qui che si vuole colpire: impedire che le persone si incontrino significa impedire che respirino assieme, ovvero che generino entit\u00e0 viventi capaci di resistere all\u2019oscurit\u00e0.<\/em><br \/>\n<em>Per fortuna, concludo con ottimismo, dicendo che il respiro esiste anche senza polmoni, la luce del sole esiste prima degli occhi che la guardano, pertanto fintantoch\u00e9 vi sar\u00e0 luce vi saranno sempre occhi nuovi che nasceranno, finch\u00e9 vi sar\u00e0 il fiato dell\u2019universo, nuovi polmoni sorgeranno atti a riceverlo\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un libro sul Covid-19 il cui titolo \u00e8 \u201cIo nego\u201d. Facile, facilissimo finire all\u2019indice dei cacciatori di negazionisti. 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