{"id":2564,"date":"2022-02-28T14:14:31","date_gmt":"2022-02-28T13:14:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=2564"},"modified":"2022-03-14T11:56:57","modified_gmt":"2022-03-14T10:56:57","slug":"da-capitol-hill-allorlo-del-precipizio-nucleare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2022\/02\/28\/da-capitol-hill-allorlo-del-precipizio-nucleare\/","title":{"rendered":"Da Capitol Hill all&#8217;orlo del precipizio nucleare"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_2565\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/02\/1641281371-ilgiornale2-20220104082905809.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-2565\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2565\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/02\/1641281371-ilgiornale2-20220104082905809-300x200.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/02\/1641281371-ilgiornale2-20220104082905809-300x200.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/02\/1641281371-ilgiornale2-20220104082905809-1024x683.jpeg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/02\/1641281371-ilgiornale2-20220104082905809-768x512.jpeg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/02\/1641281371-ilgiornale2-20220104082905809.jpeg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2565\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;assalto di Capitol Hill<\/p><\/div>\n<p>C\u2019\u00e8 un lungo <em>fil rouge<\/em> che collega i drammatici eventi di<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/2021_United_States_Capitol_attack\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> Capitol Hill del 6 gennaio 2021<\/a>, quando, nel giorno dell\u2019insediamento del nuovo presidente statunitense Joe Biden, un gruppo di sostenitori del suo rivale Donald Trump fece irruzione nel palazzo del Campidoglio, un assalto costato il ferimento di centinaia di persone e la morte di quattro, (decessi seguiti nei mesi successivi dal suicidio di quattro poliziotti che avevano partecipato alla repressione) e la tragedia di questi giorni, con l\u2019esplosione del primo conflitto armato in suolo europeo dalla fine degli anni Novanta del XX secolo. Il<em> fil rouge<\/em> \u00e8 quello di una realt\u00e0 geopolitica, l\u2019Occidente a guida angloamericana, che, pur sentendosi (a ragione) militarmente dominante (nonostante <a href=\"https:\/\/www.adnkronos.com\/afghanistan-ritiro-usa-completo-ultimo-aereo-via-da-kabul_5tUS6H15xwZDI1UvGyJezO\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">l\u2019umiliante episodio del ritiro delle truppe dall\u2019Afghanistan<\/a> lasciato nuovamente alla merc\u00e9 del regime dei talebani dopo 20 anni di sostanziale occupazione), \u00e8 afflitta al suo interno da una situazione di inarrestabile decadenza che non intende accettare, con una forbice tra ricchi e poveri in costante allargamento, un declino demografico drammatico, lacerata da una gestione della pandemia che ha mandato in archivio le prassi tipiche di una democrazia liberale per portare invece nella quotidianit\u00e0 dei cittadini di Nord America, Oceania ed Europa occidentale un lessico e un atteggiamento caratteristico di governi con un\u2019impronta nettamente autoritaria. La protesta dei camionisti del <em>\u201cFreedom convoy<\/em>\u201d in Canada, che lo scorso 31 gennaio<a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/politica\/mondo\/canada-proteste-contro-lobbligo-vaccinale-il-premier-trudeau-lascia-la-capitale-reogrli7\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> ha \u201cinvitato\u201d il <em>premier<\/em> Justin Trudeau a fare le valigie e lasciare la capitale per una questione di sicurezza,<\/a> \u00e8 solo l\u2019ultimo segnale di un disagio profondo nel rapporto tra le <em>\u00e9lite<\/em> liberal-progressiste d\u2019Occidente, lanciate verso le magnifiche sorti e progressive del <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2020\/10\/23\/grande-reset-e-amazonizzazione-della-societa-cosa-prevede-il-paradiso-terrestre-della-superclass\/\">\u201c<em>Grande reset<\/em>\u201d<\/a> ecologico e sostenibile del sistema economico, e i loro amministrati.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, per\u00f2, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2020\/11\/10\/elezioni-usa-con-biden-vincono-il-capitalismo-del-silicio-e-lagenda-globalista-e-la-pace-con-pechino-non-ci-sara\/\">come su queste colonne era stato pronosticato<\/a>, la fine dell\u2019&#8221;anomalia\u201d (relativa) costituita da Trump ha portato a un riavvicinamento politico tra le due sponde dell\u2019Atlantico, tornate a parlare, con Biden, con voce corale, dimenticando cos\u00ec gli ammiccamenti del precedente quadriennio di personaggi come Merkel e Macron ai nemici della Casa Bianca o le allusioni a un futuribile \u201cesercito europeo\u201d, che, nei fatti, si \u00e8 poi rivelato l&#8217;ennesima illusione, al netto della possibile costituzione di forze di <em>rapid deployment<\/em> comuni da impiegare in contesti minori.<\/p>\n<p>L\u2019Occidente, ben consapevole (cos\u00ec come la controparte) che, visti anche i presupposti di cui sopra, la sfida con le autocrazie eurasiatiche (Cina e Russia) per tentare di conservare l\u2019egemonia unipolare dell\u2019impero del dollaro fosse ormai arrivata a un punto critico, ha ricominciato, con l\u2019amministrazione<em> \u201cdem<\/em>\u201d in sella a Washington, a esercitare una pressione costante su Mosca e Pechino e sui loro <em>partner<\/em>. Pressione che ha fatto seguito, \u00e8 giusto sottolinearlo, <a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-andrew_korybko_il_presidente_putin_non_ha_scatenato_la_terza_guerra_mondiale_lha_scongiurata\/37948_45332\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">all\u2019uscita unilaterale degli Stati Uniti<\/a>, negli ultimi anni, dal trattato sui missili anti-balistici (ABM), dal trattato sull\u2019impiego di forze nucleari a medio raggio (INF) e dal trattato \u201c<em>Open skies<\/em>\u201d e dalla costituzione dell\u2019alleanza militare Aukus con Gran Bretagna e Regno Unito. Una speciale menzione va poi dedicata al blocco, <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/02\/escalation-tra-russia-e-ucraina-putin-riconosce-i-secessionisti-di-donetsk-e-lugansk\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">grazie alle continue pressioni americane, del gasdotto <em>North Stream 2<\/em>, infrastruttura strategica per la Germania e l\u2019Europa continentale ma stoppata (ben prima che dalle sanzioni successive all\u2019invasione russa del 24 febbraio 2022) dalla decisione presa a settembre 2021 dall\u2019agenzia tedesca per le reti, la <em>Bundesnetzagentur<\/em>, di vietare il passaggio del gas dalle <em>pipeline<\/em> ormai pronte a causa del rischio di un monopolio da parte di Gazprom: chiaramente una scelta politica favorita dal Governo del nuovo cancelliere Olaf Scholz.<\/a><\/p>\n<div id=\"attachment_2566\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/02\/1644039482-ilgiornale2-20220205063731256.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-2566\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2566 size-medium\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/02\/1644039482-ilgiornale2-20220205063731256-300x198.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/02\/1644039482-ilgiornale2-20220205063731256-300x198.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/02\/1644039482-ilgiornale2-20220205063731256-1024x677.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/02\/1644039482-ilgiornale2-20220205063731256-768x508.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/02\/1644039482-ilgiornale2-20220205063731256.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2566\" class=\"wp-caption-text\">Vladimir Putin e Xi Jinping<\/p><\/div>\n<p>Una scelta, quella tedesca, che ha compromesso non solo un\u2019infrastruttura strategica, soprattutto in un momento di difficolt\u00e0 per l\u2019elevato costo delle commodities, dal valore di 55 miliardi di metri cubi di gas per tratta, ma anche i rapporti che la precedente cancelliera Merkel aveva saputo ricucire con il Cremlino. Non stupisce, quindi, che il presidente russo Vladimir Putin abbia ultimamente coordinato le proprie scelte con la Cina, verso le cui braccia \u00e8 stato sempre pi\u00f9 spinto negli ultimi anni proprio dall\u2019aggressivit\u00e0 occidentale. Il culmine si \u00e8 avuto con la presenza al fianco di Xi Jinping all\u2019apertura dei giochi olimpici invernali di Pechino e la dichiarazione congiunta del 4 febbraio 2022, con cui i due<em> leader<\/em> hanno, di fatto, formalizzato un patto ferreo di alleanza. Alcuni tra i passaggi principali del testo, riportati da Marinella Mondaini in un articolo su<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-dichiarazione_putinxi_il_mondo__entrato_ufficialmente_in_una_nuova_era\/40832_45045\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00a0<em>L&#8217;Antidiplomatico,<\/em><\/a>\u00a0non hanno bisogno di commento: si \u00e8 sottolineato infatti che <em>\u201cla posizione della Cina sulle richieste di sicurezza della Russia agli Stati Uniti e alla Nato \u00e8 di totale comprensione, rispetto e sostegno. Pechino \u00e8 solidale con Mosca, contro l\u2019ulteriore espansione della Nato a est<\/em>\u201d e che <em>\u201cla Cina e la Russia esortano gli Stati Uniti d\u2019America a rinunciare al piano di posizionare i missili di corta e media gittata con basamento a terra in Europa<\/em>\u201d. Da notare il riconoscimento delle pretese cinesi su Taiwan e, infine, il passaggio in cui Pechino e Mosca hanno condannato \u201c<em>l\u2019attivit\u00e0 militare biologica degli Stati Uniti\u201d.<\/em><\/p>\n<p>In questo percorso, quindi, si innesta la nuova crisi ucraina. Gi\u00e0 dal 2021 si era incominciato a parlare con sempre maggiore insistenza di un ingresso di Kiev nella Nato. Ora, al di l\u00e0 delle considerazioni sull\u2019allargamento a Est dell\u2019alleanza, che di fatto si trova gi\u00e0 ad accerchiare i confini russi, perch\u00e9 questo eventuale ingresso avrebbe potuto essere estremamente pericoloso per Mosca lo ha illustrato brillantemente l&#8217;analista geopolitico Andrew Korybko, secondo il quale gli Stati Uniti e i loro alleati si preparavano a installare nel territorio del \u201cgranaio d\u2019Europa\u201d un sistema balistico<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-andrew_korybko_il_presidente_putin_non_ha_scatenato_la_terza_guerra_mondiale_lha_scongiurata\/37948_45332\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> capace di neutralizzare, in ipotesi, i sistemi di difesa nucleare \u201c<em>second strike<\/em>\u201d russi<\/a>. Questo avrebbe significato, in breve, che in caso di attacco nucleare la Russia (che basa la propria influenza internazionale anche, se non soprattutto, sull\u2019enorme potenziale di deterrenza a disposizione) non sarebbe stata capace di difendersi adeguatamente e, quindi, sarebbe andata incontro a una possibile distruzione.<\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8 forse pi\u00f9 comprensibile capire il perch\u00e9 dell\u2019invasione, apparentemente folle, decisa da Vladimir Putin, al netto della retorica sulla necessit\u00e0 di ripulire l\u2019Ucraina da forze neonaziste, che non ha convinto nessuno, considerando che in sette anni dal colpo di Stato filo-occidentale di Maidan del 2014, il massacro di civili russofoni nel Donbass \u00e8 stato sistematico <a href=\"https:\/\/www.rainews.it\/articoli\/2022\/02\/crisi-ucraina-le-due-repubblice-separatiste-di-donetsk-e-luhansk-5ea0d945-8788-47f2-a331-3685d2a373c3.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">(si parla di oltre 14mila morti<\/a>), senza che questo abbia comportato alcuna reazione sconsiderata da parte russa. La scelta, (provocata dal fallimento del tentativo di ottenere un assenso alle richieste precedentemente avanzate all\u2019Occidente sulla neutralit\u00e0 della stessa Ucraina) \u00e8 stata effettuata non senza dover vincere qualche resistenza interna,<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/video\/2022\/feb\/22\/speak-plainly-putin-tense-exchange-spy-chief-ukraine-video\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> come un recente video del suo scambio con il capo dei servizi d\u2019<em>intelligence<\/em> esteri russo, Sergey Narishkyn<\/a>, ha lasciato intendere. I perch\u00e9 della possibile renitenza sono di facile intuizione: le contromosse da <em>hybrid warfare<\/em> adottate dall\u2019Occidente con le sanzioni e l\u2019esclusione di alcuni istituti finanziari della Federazione Russa dal sistema <em>Swift (<\/em>si tratta, di fatto, di una dichiarazione di guerra), rischiano di mettere in ginocchio finanziariamente un Paese gi\u00e0 provato da due anni di pandemia, con un\u2019economia sicuramente pi\u00f9 fragile rispetto al passato. Sono misure certamente non indolori anche per l\u2019Europa occidentale che, oggi, non ha modo di sostituire interamente le forniture energetiche russe e va quasi certamente incontro a una durissima crisi economica a sua volta. <a href=\"https:\/\/www.romanoprodi.it\/interviste\/le-sanzioni-colpiranno-italia-e-ue-la-russia-ci-sostituira-con-la-cina_18540.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Di pi\u00f9, secondo l\u2019ex premier italiano Romano Prodi, l\u2019impatto delle sanzioni, infatti, \u201c<em>sar\u00e0 del tutto asimmetrico. Costerebbero molto all\u2019Europa e in particolare all\u2019Italia e alla Germania. Costerebbero invece molto meno agli Stati Uniti che le stanno chiedendo con forza, ma non hanno con la Russia gli stessi nostri rapporti di scambio\u201d.<\/em><\/a><\/p>\n<p>Gli stessi Stati Uniti, dal canto loro, non possono che esultare per la situazione venutasi a creare. Hanno infatti gi\u00e0 ottenuto una frattura forse irreversibile tra la Russia e gli europei dell\u2019Ovest, necessit\u00e0 strategica funzionale alla sopravvivenza delle loro politiche imperiali, che si basano, in base alla classica dottrina geopolitica talassocratica anglosassone, sull\u2019assenza di un agglomerato che riesca a congiungere la massa continentale eurasiatica sotto le medesime insegne, ricompattando allo stesso tempo il fronte interno della Nato contro il nemico Putin.<\/p>\n<p>Un nemico che gli Stati Uniti e i loro alleati (ma sarebbe meglio parlare di <em>junior partner<\/em>, pronti ad assecondare senza colpo ferire gli ordini impartiti) hanno messo all\u2019angolo con continue provocazioni, ignorando (nella migliore delle ipotesi) fino a dove potessero arrivare le conseguenze. In questo scenario il conflitto diretto tra un\u2019alleanza guidata da un\u2019<em>\u00e9lite<\/em> che appare mossa da un pericoloso fervore ideologico, nella convinzione di rappresentare una \u201ccivilt\u00e0 del bene\u201d da esportare a ogni costo, pi\u00f9 che da logiche esclusivamente razionali, e i suoi sfidanti sempre pi\u00f9 assertivi \u00e8 solo (purtroppo) questione di tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C\u2019\u00e8 un lungo fil rouge che collega i drammatici eventi di Capitol Hill del 6 gennaio 2021, quando, nel giorno dell\u2019insediamento del nuovo presidente statunitense Joe Biden, un gruppo di sostenitori del suo rivale Donald Trump fece irruzione nel palazzo del Campidoglio, un assalto costato il ferimento di centinaia di persone e la morte di quattro, (decessi seguiti nei mesi successivi dal suicidio di quattro poliziotti che avevano partecipato alla repressione) e la tragedia di questi giorni, con l\u2019esplosione del primo conflitto armato in suolo europeo dalla fine degli anni Novanta del XX secolo. 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