{"id":2588,"date":"2022-05-09T15:59:09","date_gmt":"2022-05-09T13:59:09","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=2588"},"modified":"2022-05-09T15:59:09","modified_gmt":"2022-05-09T13:59:09","slug":"ordo-pluriversalis-il-pensiero-di-leonid-savin-e-la-fine-della-pax-americana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2022\/05\/09\/ordo-pluriversalis-il-pensiero-di-leonid-savin-e-la-fine-della-pax-americana\/","title":{"rendered":"Ordo pluriversalis. Il pensiero di Leonid Savin e la fine della &#8220;pax americana&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Caporedattore della rivista &#8220;<em>Geopolitica&#8221;<\/em> dell&#8217;Universit\u00e0 di Mosca e del sito &#8220;<a href=\"https:\/\/www.geopolitika.ru\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Geopolitica.ru<\/em><\/a>&#8220;, Leonid Savin, autore e analista prolifico, con all&#8217;attivo gi\u00e0 tre pubblicazioni in lingua italiana, \u00e8 forse una delle &#8220;penne&#8221; pi\u00f9 interessanti per chi volesse comprendere che cosa realmente si muova, dietro la cortina di fumo della propaganda e della guerra psicologica, nella mente delle classi dirigenti moscovite incaricate di governare il conflitto in corso con l&#8217;Ucraina: direttore della Fondazione di monitoraggio e previsione dello sviluppo degli spazi culturali-territoriali (FMPRKTP), membro della societ\u00e0 militare-scientifica del Ministero della Difesa russo, Savin \u00e8 anche uno dei principali esponenti del movimento eurasista internazionale.<\/p>\n<p>Particolarmente interessante, a tal proposito, \u00e8 la recente pubblicazione in lingua italiana del saggio <a href=\"https:\/\/www.anteoedizioni.eu\/negozio\/strategie\/ordo-pluriversalis\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">&#8220;<em>Ordo pluriversalis. La fine della pax americana e la nascita del mondo multipolare<\/em>&#8220;<\/a>, edito da Anteo Edizioni, con la prefazione di Marco Ghisetti, giovane e brillante studioso di geopolitica, gi\u00e0 autore, per lo stesso editore, del saggio <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2021\/08\/23\/talassocrazia-il-dominio-dei-mari-e-la-geopolitica-anglo-statunitense\/\"><em>&#8220;Talassocrazia<\/em><\/a>&#8221; (il quale, peraltro, vedeva la prefazione dello stesso Savin).<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/05\/Ordo_pluriversalis.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2589 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/05\/Ordo_pluriversalis-214x300.jpg\" alt=\"\" width=\"214\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/05\/Ordo_pluriversalis-214x300.jpg 214w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/05\/Ordo_pluriversalis-731x1024.jpg 731w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/05\/Ordo_pluriversalis-768x1076.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/05\/Ordo_pluriversalis.jpg 772w\" sizes=\"(max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&#8220;<em>L\u2019opera<\/em> &#8211; spiega proprio Ghisetti &#8211; <em>comincia prendendo atto che il cosiddetto paradigma della &#8216;pace americana&#8217; sia collassato in seguito agli ultimi eventi, di cui lo scoppio di guerre calde in aree e zone che si riteneva ormai da tempo consolidate all\u2019intero dell\u2019orbita di Washington confermano chiaramente. L\u2019influenza statunitense si sta infatti ritirando in varie regioni del mondo, ma, pi\u00f9 che un generale tramonto della potenza d\u2019oltremare, ci\u00f2 \u00e8 anche dovuto ad un cambio di strategia, ovvero un riposizionamento, di Washington lungo nuove linee strategiche. Sta di fatto che per\u00f2 la crescita delle cosiddette potenze revisioniste, che hanno obbligato gli Stati Uniti a ritirarsi da regioni che avevano tentato di conquistare, non si esaurisce in un mero aumento della loro potenza relativa, ma \u00e8 anzi accompagnato ad una generale e diffusa sofferenza nei confronti della struttura mondiale che negli ultimi tempi si era andata delineando. <\/em><em>Per questa ragione la fine della pax americana pu\u00f2 comportare una vera e propria modifica dell\u2019intero assetto internazionale e non solo dell\u2019equilibrio di potenza. \u00c8 per questa ragione che l\u2019analisi di Savin intende andare pi\u00f9 a fondo delle numerose analisi gi\u00e0 presenti, individuando cos\u00ec sia le pi\u00f9 profonde ragioni della, ma anche delle eventuali alternative alla, fase di transizione che stiamo attualmente vivendo.<\/em> <em>Inoltre, dalla lettura di questo testo appare evidente che il fine di Savin non si fermi alla decostruzione o alla descrizione dell\u2019attuale fase di crisi. L\u2019obiettivo di Savin \u00e8 infatti costruttivo: il suo auspicio \u00e8 di riuscire ad individuare ed offrire delle grammatiche intellettuali che possano rivelarsi utile a questa costruzione alla cementazione del nuovo ordine multipolare in fase di gestazione. <\/em><em>Abbiamo scelto di proporre ora questo fresco studio di Savin proprio perch\u00e9 la recente azione russa in Ucraina (a cui si aggiunge un enorme e sottaciuto dinamismo di Mosca nell\u2019Africa subshariana) non solo hanno rapidamente confermato quanto prognosticato da Savin, ma impongono il bisogno, per ogni attore politico che voglia essere qualcosa di pi\u00f9 di un semplice oggetto della politica di potenza altrui, o per ogni analista che voglia orientarsi nell\u2019attuale fase di transizione, di cogliere pienamente sia le principali strategie delle grandi potenze, sia la visione del mondo che le indirizza. Esso \u00e8 quindi di particolar importanza e particolarmente utile per il lettore italiano. Infatti, l\u2019Italia, che si colloca al centro sia della macroregione mediterranea che di quella europea, \u00e8 un Paese la importanza \u00e8 ahinoi direttamente proporzionale all\u2019inettitudine della sua classe dirigente e al disinteresse in materia internazionale dell\u2019opinione pubblica, col risultato l\u2019Italia naviga priva di bussola in questa burrascosa fase di transizione. Il libro di Savin, che a dispetto del titolo e delle dimensione \u00e8 davvero di facile e scorrevole lettura, ha le potenzialit\u00e0 di offrire la bussola necessaria ad orientarsi nell\u2019attuale fase di crisi, con la possibilit\u00e0 quindi di rispondere pi\u00f9 consapevolmente ed opportunamente alla scelte che dovremo presto compiere&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Ma quali sono, dunque, le alternative all&#8217;attuale scenario globale proposte dall&#8217;autore?<\/p>\n<p><em>&#8220;Le alternative allo scenario attuale &#8211;<\/em> prosegue Ghisetti &#8211;<em> dipenderanno dalle azioni e dalla volont\u00e0 degli attori in gioco, e al tipo di ordine che vorranno e riusciranno ad instaurare. Il multipolarismo, e particolarmente l\u2019attuale fase di transizione, \u00e8 un cantiere aperto. Per Savin l\u2019ordine mondiale non \u00e8 un qualcosa che dipende esclusivamente dall\u2019equilibrio di potenza mondiale, poich\u00e9 la sua stessa struttura \u00e8 non \u00e8 un qualcosa di dato e immodificabile. Allo stesso tempo, Savin sostiene che nella politica mondiale coesistano numerosi livelli, tante visioni ed interpretazioni del mondo egualmente legittime, e che perci\u00f2 influenzano l\u2019ordine mondiale, qualsiasi esso sia. Per questa ragione Savin preferisce parlare di &#8216;pluriverso&#8217;, piuttosto che di multipolarismo. Essenzialmente e in questo momento, le principali alternative sono quelle fornite dalle principali potenze eurasiatiche (Russia e Cina), a cui si aggiungono quelle del mondo (o dei mondi) musulmano e latinoamericano, il cui denominatore comune \u00e8 appunto l\u2019opposizione al dominio della crematistica e di una singola potenza mondiale. A seconda dei successi delle loro politiche antiegemoniche, unite alla loro particolare visione del pluriverso politico, queste potenze offriranno la possibilit\u00e0 ad altre visioni del mondo di affermarsi, anche in regioni o in culture a loro distanti. Una di queste regioni \u00e8 proprio l\u2019Europa, nei confronti della quale Savin dedica un intero capitolo alla progetto di autonomia strategica e al particolare ruolo che essa potrebbe giocare&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Quali lezioni possono essere apprese dal saggio e dal pensiero di Savin, alla luce degli eventi pi\u00f9 recenti?<\/p>\n<p><em>&#8220;Una prima lezione<\/em> &#8211; continua il curatore dell&#8217;opera &#8211; <em>nonch\u00e9 la pi\u00f9 evidente, \u00e8 che non siamo pi\u00f9 in un periodo di &#8216;pace&#8217; garantito dall\u2019egemone statunitense, se di pace si pu\u00f2 parlare, dato che alcuni autori hanno, nemmeno completamente a torto, preferito parlare di &#8216;guerra infinita&#8217;, piuttosto che di &#8216;pace americana&#8217;. Una seconda lezione, che si deriva direttamente dalla prima \u00e8 che, viste le guerre che ormai sono scoppiate proprio sul suolo europeo, non \u00e8 per noi pi\u00f9 possibile presumere disinvoltamente ed ingenuamente che la nostra sicurezza possa completamente dipendere dalla volont\u00e0 benigna di un egemone che, evidentemente, \u00e8 disposto a far combattere a noi le sue guerre (o a combattere le sue guerre sulla nostra pelle). Una terza lezione \u00e8 che, vista la situazione attuale, dobbiamo deciderci a diventare responsabili del nostro destino e, perci\u00f2, decidere che cosa vogliamo fare e che cosa vogliamo essere in un mondo in cui la nostra importanza e l\u2019influenza delle nostre istituzioni politiche ed economiche sta velocemente diminuendo (per non parlare della nostra sempre pi\u00f9 irrisoria influenza culturale). Ottenuta questa consapevolezza si aprono dinnanzi a noi i portoni di ogni possibile futuro alternativo, verso il quale abbiamo la possibilit\u00e0 di indirizzare il nostro futuro storico, se solo fossimo consapevoli della situazione e volenterosi di intraprendere le azioni e gli eventuali rischi di tale impresa&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Che svolta pu\u00f2 arrecare l'&#8221;operazione speciale&#8221; decisa dal Cremlino in Ucraina alla transizione verso un modello policentrico?<\/p>\n<div id=\"attachment_2590\" style=\"width: 329px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/05\/parade-182508_1280.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-2590\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-2590\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/05\/parade-182508_1280-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"319\" height=\"239\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/05\/parade-182508_1280-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/05\/parade-182508_1280-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/05\/parade-182508_1280-768x576.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2022\/05\/parade-182508_1280.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 319px) 100vw, 319px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2590\" class=\"wp-caption-text\">Foto di Tatyana Kazakova da Pixabay<\/p><\/div>\n<p><em>&#8220;Nel libro<\/em> &#8211; spiega sempre Ghisetti &#8211; <em>Savin afferma a chiare lettere che l\u2019impegno della Russia per la costruzione di un modello policentrico per il mondo \u00e8 condizione sine qua non, sebbene da sola non sufficiente, per l\u2019effettiva cementazione di un mondo multipolare. Effettivamente, la Russia gi\u00e0 da pi\u00f9 di vent\u2019anni ha cercato di promuovere la costruzione di un mondo nel quale potesse salvaguardare la propria sovranit\u00e0 e mantenere una certa capacit\u00e0 di proiezione estera, che negli occhi degli uomini del Cremlino si manifesta in una politica volta a far rivestire a Mosca un ruolo di stabilizzatore e del ruolo di equilibratore nelle varie regioni mondiali. Ad esempio, con la Cina e gli Stati centroasiatici ha fissato una volta per tutte i rispettivi confini e cercato di armonizzare i propri progetti di integrazione con la Nuova Via della Seta cinese, evitando cos\u00ec che si instaurasse tra Pechino e Mosca un gioco a somma zero in Asia Centrale; nel Vicino e Medio oriente Mosca \u00e8 intervenuta militarmente e diplomaticamente al fine di stabilizzare la regione e di estromettere attori che invece fomentavano divisioni e conflitti interetnici e interreligiosi; anche nell\u2019Artico la Russia cerca di seguire la medesima politica, gettando le fondamenta delle future rotte artiche e cercando di evitare che si instauri una corsa al riarmo nel Mare Glaciale. <\/em><em>Il confine con l\u2019Europa Orientale \u00e8 perci\u00f2 l\u2019ultima zona di confine non ancora stabilizzata, o comunque nei confronti della quale in relativo progetto di integrazione (l\u2019Unione Europea) permane una situazione di gioco a somma zero, sebbene Mosca abbia cercato di instaurare col progetto di integrazione dell\u2019UE una relazione per certi versi simile a quella con la Nuova Via della Seta cinese. Non \u00e8 stato possibile far ci\u00f2 per via politica della NATO, che ha voluto prevenire ogni tipo di intesa Bruxelles\/Berlino-Mosca, fomentando cos\u00ec un gioco a somma zero nell\u2019Europa Orientale che \u00e8 alla fine degenerato nella guerra in Ucraina. La decisione di Mosca di procedere con quella che ha definito &#8216;operazione militare speciale&#8217;, la cui logica segue quella dell\u2019intervento in Siria in favore del governo di al-Assad, mostra la venuta al pettine delle contraddizioni nei rapporti della Russia con l\u2019Occidente e, da parte di Putin, di impedire alla dirigenza russa ogni velleit\u00e0 filo-occidentale. <\/em><em>Ci\u00f2 non significa che Mosca abbia voltato le spalle all\u2019Europa o all\u2019auspicio di stabilizzare anche il proprio confine occidentale. La Russia sa bene di non poterselo permettere, e il fatto che ufficialmente continui a definire quella in Ucraina una \u201coperazione militare speciale\u201d volta alla denazificazione e neutralizzazione dell\u2019Ucraina o alla protezione della popolazione russofona delle Repubbliche separatiste ne \u00e8 la prova. Tuttavia, le politiche europee volte, sotto pressione statunitense, a tagliare i ponti con la Russia, anche a prezzo di castrarsi e distruggersi economicamente e socialmente (la Russia invece \u00e8 in grado di sopravvivere a ci\u00f2, siccome ha seguito per ormai un ventennio una politica estera multivettoriale e una politica interna di quasi-autarchia), fatte nel nome di un vuoto predicozzo morale o di fedelt\u00e0 al mondo atlantico, non potranno che, da una parte, prolungare la situazione di guerra nella zona di confine euro-russa e, dall\u2019altra, velocizzare il declino europeo verso una situazione di isolamento e insignificanza internazionale. Ma la macroregione europea rimane ancora nonostante ci\u00f2 una di quelle pi\u00f9 strategiche a livello internazionale; ed \u00e8 probabilmente per questa ragione che Savin, che comincia il proprio studio indagando la crisi del modello occidentale (inizialmente eurocentrico e successivamente americanocentrico), lo conclude con un capitolo dedicato al declino europeo vis-\u00e0-vis la minoritaria, seppur presente, volont\u00e0 europea di affermare la propria autonomia strategica e culturale. L\u2019&#8217;operazione militare speciale&#8217; russa, detto altrimenti, non costituisce tanto una svolta nella costruzione di una mondo policentrico, quanto la sua accelerazione, accorciando perci\u00f2 il tempo entro il quale l\u2019Italia e l\u2019Europa devono decidere che cosa vogliono essere e che cosa vogliano fare nell\u2019attuale fase di transizione, col rischio di mancare all\u2019appello della storia e di cadere infine nell\u2019oblio&#8221;.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Caporedattore della rivista &#8220;Geopolitica&#8221; dell&#8217;Universit\u00e0 di Mosca e del sito &#8220;Geopolitica.ru&#8220;, Leonid Savin, autore e analista prolifico, con all&#8217;attivo gi\u00e0 tre pubblicazioni in lingua italiana, \u00e8 forse una delle &#8220;penne&#8221; pi\u00f9 interessanti per chi volesse comprendere che cosa realmente si muova, dietro la cortina di fumo della propaganda e della guerra psicologica, nella mente delle classi dirigenti moscovite incaricate di governare il conflitto in corso con l&#8217;Ucraina: direttore della Fondazione di monitoraggio e previsione dello sviluppo degli spazi culturali-territoriali (FMPRKTP), membro della societ\u00e0 militare-scientifica del Ministero della Difesa russo, Savin \u00e8 anche uno dei principali esponenti del movimento eurasista internazionale. 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