{"id":2652,"date":"2023-02-16T12:22:59","date_gmt":"2023-02-16T11:22:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=2652"},"modified":"2023-02-16T12:22:59","modified_gmt":"2023-02-16T11:22:59","slug":"la-deriva-di-sanremo-e-non-solo-ecco-cosa-si-cela-dietro-il-blackout-delloccidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2023\/02\/16\/la-deriva-di-sanremo-e-non-solo-ecco-cosa-si-cela-dietro-il-blackout-delloccidente\/","title":{"rendered":"La deriva di Sanremo e non solo: ecco cosa si cela dietro il &#8220;Blackout&#8221; dell&#8217;Occidente"},"content":{"rendered":"<p>Numerose sono le polemiche che hanno visto come protagonista il recente Festival di Sanremo. Nel mirino dei critici sono finiti i contenuti ad alto tasso ideologico-propagandistico (e spesso di dubbio gusto) che hanno dominato la scena di quella che ufficialmente \u00e8 ancora (o, per lo meno, avrebbe dovuto essere) la pi\u00f9 importante manifestazione canora nazionale. Tuttavia non \u00e8 una grande novit\u00e0: l&#8217;intera produzione culturale occidentale sembra attraversata da una crescente mancanza di originalit\u00e0 e, per contro, da una sempre pi\u00f9 invadente presenza dell&#8217;ideologia promossa da una parte (evidentemente molto influente) delle <em>\u00e9lite<\/em> dell&#8217;Ovest del mondo.<\/p>\n<p>Un&#8217;ideologia di cui si parla ampiamente nell\u2019ultimo libro della saggista ed economista Ilaria Bifarini, intitolato &#8220;<em>Blackout<\/em>&#8220;. Un saggio che \u00e8 gi\u00e0 divenuto un caso di successo.<\/p>\n<div id=\"attachment_2653\" style=\"width: 204px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2023\/02\/61zQxzSufHL.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-2653\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2653\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2023\/02\/61zQxzSufHL-194x300.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2023\/02\/61zQxzSufHL-194x300.jpg 194w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2023\/02\/61zQxzSufHL-663x1024.jpg 663w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2023\/02\/61zQxzSufHL-768x1187.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2023\/02\/61zQxzSufHL-994x1536.jpg 994w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2023\/02\/61zQxzSufHL.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2653\" class=\"wp-caption-text\">La copertina del libro &#8220;Blackout&#8221;<\/p><\/div>\n<p><em>\u201cIl festival della musica italiana<\/em> \u2013 spiega l\u2019autrice &#8211; <em>gi\u00e0 da tempo megafono della propaganda neoprogressista, quest\u2019anno ha raggiunto uno dei suoi picchi di indecorosit\u00e0, icasticamente rappresentato dalla simulazione di un atto sodomitico tra Fedez e uno dei cantanti in gara, andato in onda in prima serata davanti a un pubblico composto tradizionalmente da famiglie. Siamo di fronte al dilagare di un\u2019ideologia dissacratoria, nichilista e autodistruttiva, che disprezza l\u2019essere umano e le leggi della Natura e cerca di rovesciarle in tutti i modi, negando le identit\u00e0 di genere, la genitorialit\u00e0, il senso della misura e del limite etico. Come spiego nel mio ultimo saggio, si tratta di un mostro partorito dal liberalismo occidentale, giunto all\u2019apice del nichilismo, che rifiuta ogni legame col passato, i canoni estetici e le tradizioni culturali. Ne troviamo piena espressione nella furia iconoclasta della cancel culture, che si abbatte sui personaggi e i simboli della cultura occidentale e rilegge la storia secondo una lente colpevolizzante, per cui all\u2019uomo bianco, etero, istruito, appartenente ai Paesi industrializzati, viene imputata la colpa di ogni male, reo di nefandezze e soprusi verso le minoranze. Queste ultime, finalmente risvegliatesi, dovranno ora ottenere il proprio riscatto, arrivando al paradosso di teorizzare una dittatura delle minoranze, dei diversi, come predica la wokeness. Allo stesso modo la questione ambientale si trasforma in violento fanatismo, divenendo un culto penitenziale ed espiatorio, basato sul dogma inconfutabile dell\u2019origine antropica del cambiamento climatico, con un autolesionismo da parte dell\u2019Occidente, in particolare dell\u2019Europa, che altrove lascia sconcertati. Il comune denominatore di questa ideologia totalizzante, catechizzata dalle \u00e8lite globaliste in chiave gnostica e propagandata dal mainstream, \u00e8 proprio il paradosso, il cortocircuito logico e cognitivo, un blackout mentale appunto. Siamo di fronte a un oscuramento dello spirito e della ragione, che minaccia la sopravvivenza della nostra civilt\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;utilizzo dei <em>media<\/em> per veicolare gli schemi concettuali del pensiero dominante non \u00e8 una novit\u00e0. Solo che, rispetto al passato e a quanto avviene ad altre latitudini, l&#8217;impressione \u00e8 che, in questo caso, si promuovano sempre pi\u00f9 insistentemente, piuttosto che dei valori atti a conservare un certo tipo di status quo, dei disvalori nichilistici totalmente distruttivi. Nel mondo della cosiddetta controinformazione c&#8217;\u00e8 anche chi parla addirittura di un culto luciferino delle \u00e9lite occidentali. Solo complottismo?<\/p>\n<p><em>\u201cIl paradosso<\/em> \u2013 prosegue Ilaria Bifarini &#8211; c<em>onsiste proprio in questo: una parte della popolazione, sebbene per fortuna non maggioritaria come si vorrebbe far credere, ma che purtroppo comprende le nuove generazioni, aderisce come fosse una religione a un\u2019ideologia che predica distruzione, annichilimento e depauperamento, sia spirituale che materiale. Alla base c\u2019\u00e8 una visione misantropica e malthusiana, che trova espliciti riferimenti nella vasta letteratura dei club mondialisti e delle stesse organizzazioni internazionali, nonch\u00e9 dei cosiddetti filantropi. Per scelta metodologica sono molto attenta a non cadere in possibili ricostruzioni dietrologiche o sensazionalistiche e riporto sempre le fonti delle analisi nei miei saggi. Effettivamente esiste una matrice luciferina, che ritroviamo come filo conduttore nel pensiero dell\u2019\u00e8lite globalista e che ormai \u00e8 stata sdoganata senza pudore dalla narrazione predominante, come testimoniato dall\u2019esibizione di simboli e messaggi espliciti da parte del mondo dello spettacolo, addirittura in prima serata sul palco dell\u2019Ariston. Un esempio lampante dell\u2019influenza di questo credo tra le organizzazioni internazionali \u00e8 rappresentato dalla Lucis Trust (derivazione di Lucifer Trust), associazione a carattere filantropico e spirituale che si ispira dichiaratamente al culto di Lucifero e ha una stretta collaborazione con l\u2019ONU, che le riconosce uno statuto di organo consultivo, con varie istituzioni che si occupano di formazione e invita i suoi adepti a seguire gli incontri del Forum di Davos, designando i componenti quali \u2018Membri illuminati del Gruppo dei Servitori Mondiali\u2019 che operano per un bene superiore. Il nemico dichiarato, come testimoniato anche dalle pubblicazioni del Club di Roma, \u00e8 la religione cristiana, che deve adeguarsi al nuovo spirito dei tempi. Bergoglio da questo punto di vista ha attuato un\u2019apertura senza precedenti, tanto che la stessa Lucis Trust ne elogia l\u2019operato\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Esiste un rapporto tra queste concezioni del mondo e il Grande Reset, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2020\/12\/18\/il-grande-reset-di-ilaria-bifarini-per-comprendere-la-quarta-rivoluzione-post-industriale\/\">di cui hai parlato in un tuo precedente libro?<\/a><\/p>\n<p><em>\u201cDecisamente. Il Grande Reset di Davos non va interpretato soltanto come il tentativo, per fortuna scongiurato, almeno per ora, di attuare un governo biototalitario su scala mondiale basato sul terrorismo pandemico. \u00c8 un progetto pi\u00f9 ampio, che prevede un rafforzamento della cooperazione tra pubblico e privato, tra governi, grandi multinazionali e filantrocapitalisti per realizzare una nuova visione del mondo, da sempre portata avanti dall\u2019\u00e9lite globalista. Il potere e il carattere inedito di questa ideologia suicidaria che abbiamo delineato consiste nella capacit\u00e0 di penetrazione nell\u2019opinione pubblica, forte di una macchina della propaganda e di una schiera di personaggi del mondo politico, industriale e dello spettacolo che se ne fanno portatori. Non solo prezzolati del sistema, ma veri e propri ipnotizzati, che hanno perso la facolt\u00e0 di discernere la realt\u00e0 dalla finzione, come sosteneva Hanna Arendt. Rispetto ai totalitarismi del passato non c\u2019\u00e8 per\u00f2 alcuna promessa di sviluppo, di benessere o di gloria, ma al contrario si predica la rinuncia, la cancellazione della storia, della cultura e persino della bellezza, in nome di un futuro di decrescita, economica e demografica, e di degradazione morale. Anche l\u2019introduzione in Occidente dell\u2019entomofagia, l\u2019alimentazione a base di insetti, rientra in questa deriva ideologica sacrificale. In cambio viene offerto il diritto di scegliere chi siamo, se uomo, donna o \u2018altro\u2019, in una societ\u00e0 totalmente liquida, nei legami e nelle identit\u00e0. Per fortuna, come dicevo, \u00e8 un\u2019ideologia di fatto minoritaria, nonostante la grande risonanza mediatica e la colonizzazione di tutti gli ambiti della cultura e della formazione. Il rischio per le generazioni a venire per\u00f2 \u00e8 enorme\u201d.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;impressione che chiunque provi ad avanzare una narrazione differente rispetto a quella, sempre pi\u00f9 folle e fanatica, propagandata dal mainstream si esponga al rischio di una rigida e soverchiante censura, con ovvie conseguenze professionali, sociali ed economiche, \u00e8 piuttosto forte. Forse \u00e8 per questo che, di fronte a vere e proprie aberrazioni come quelle andate in scena sul palco dell&#8217;Ariston (basti pensare al volgare siparietto &#8220;fluido&#8221; tra Fedez e Rosa Chemical durante l&#8217;ultima serata), nel corso di un evento pagato con i soldi dei contribuenti, anche quei pochi che ancora percepiscono l&#8217;assurdit\u00e0 di tutto ci\u00f2 non trovano il coraggio di opporsi?<\/p>\n<div id=\"attachment_2442\" style=\"width: 286px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2020\/12\/Ilaria_Bifarini.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-2442\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2442\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2020\/12\/Ilaria_Bifarini-276x300.jpg\" alt=\"\" width=\"276\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2020\/12\/Ilaria_Bifarini-276x300.jpg 276w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2020\/12\/Ilaria_Bifarini.jpg 454w\" sizes=\"(max-width: 276px) 100vw, 276px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2442\" class=\"wp-caption-text\">Ilaria Bifarini<\/p><\/div>\n<p><em>\u201cQuesta \u00e8 la grande arma di difesa della narrazione: la censura, sempre pi\u00f9 onnipervasiva e capillare, adoperata contro chiunque osi mettere in dubbio il discorso predominante. \u00c8 il caso dei social network: dapprima hanno consentito a personaggi fuori dal coro di condividere la propria visione critica, raggiungendo un pubblico impensabile prima di allora, poi gli stessi padroni del discorso (pensiamo a Zuckerberg, che detiene una quota spropositata del settore) hanno avviato delle vere e proprie purghe, per cui \u00e8 impossibile per chi \u00e8 finito nel mirino della censura persino digitare determinate parole, come Covid, vaccino o gender, senza incappare nell\u2019implacabile algoritmo. Cos\u00ec, chi non ha voce all\u2019interno del mainstream, come in 1984 pu\u00f2 essere vaporizzato da un momento all\u2019altro per sempre. A me \u00e8 successo con Linkedin, il cui profilo \u00e8 stato cancellato definitivamente per aver riportato che l\u2019aspirina evitava le ospedalizzazioni per Covid. Proprio durante il totalitarismo pandemico abbiamo avuto la massima dimostrazione di come sia impossibile per chiunque rivesta un ruolo di visibilit\u00e0 pubblica discostarsi dalla narrazione dominante: nessuno, neanche i pi\u00f9 audaci dissidenti, hanno mai dichiarato in televisione di non essersi vaccinati. Si trattava di infrangere un tab\u00f9 fatale, sarebbero stati probabilmente lapidati in pubblico, o semplicemente non sono stati ammessi nei salotti televisivi neanche per interpretare il fatidico ruolo di capro espiatorio. Emblematico, e triste, il caso della cantante Madame: se vuoi rimanere nel giro devi cospargerti il capo di cenere e incolpare persino i tuoi genitori. Contestare Sanremo per un artista equivale a condannarsi all\u2019ostracizzazione perenne, cos\u00ec come per un giornalista o un opinionista. Tuttavia, la sinistra radical chic e neoprogressista che \u00e8 andata in scena all\u2019Ariston dovrebbe emanciparsi dalla propria supponenza di superiorit\u00e0 morale e intellettuale e non sottovalutare la disertazione delle urne nei giorni successivi da parte del suo elettorato\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Numerose sono le polemiche che hanno visto come protagonista il recente Festival di Sanremo. Nel mirino dei critici sono finiti i contenuti ad alto tasso ideologico-propagandistico (e spesso di dubbio gusto) che hanno dominato la scena di quella che ufficialmente \u00e8 ancora (o, per lo meno, avrebbe dovuto essere) la pi\u00f9 importante manifestazione canora nazionale. Tuttavia non \u00e8 una grande novit\u00e0: l&#8217;intera produzione culturale occidentale sembra attraversata da una crescente mancanza di originalit\u00e0 e, per contro, da una sempre pi\u00f9 invadente presenza dell&#8217;ideologia promossa da una parte (evidentemente molto influente) delle \u00e9lite dell&#8217;Ovest del mondo. Un&#8217;ideologia di cui si parla [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2023\/02\/16\/la-deriva-di-sanremo-e-non-solo-ecco-cosa-si-cela-dietro-il-blackout-delloccidente\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1106,"featured_media":2653,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[47],"tags":[6518,262765,34523,193231],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2652"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1106"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2652"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2652\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2654,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2652\/revisions\/2654"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2653"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2652"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2652"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2652"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}