{"id":2856,"date":"2025-04-11T11:20:25","date_gmt":"2025-04-11T09:20:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=2856"},"modified":"2025-04-11T11:20:25","modified_gmt":"2025-04-11T09:20:25","slug":"marletta-dallucraina-alla-chiesa-passando-per-il-2030-una-lettura-metapolitica-della-crisi-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2025\/04\/11\/marletta-dallucraina-alla-chiesa-passando-per-il-2030-una-lettura-metapolitica-della-crisi-globale\/","title":{"rendered":"Marletta: &#8220;Dall&#8217;Ucraina alla Chiesa, passando per il 2030: una lettura metapolitica della crisi globale&#8221;"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_2857\" style=\"width: 214px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2025\/04\/067418d4-4253-4045-84ac-da754fa7a110.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-2857\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2857 size-medium\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2025\/04\/067418d4-4253-4045-84ac-da754fa7a110-204x300.jpg\" alt=\"\" width=\"204\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2025\/04\/067418d4-4253-4045-84ac-da754fa7a110-204x300.jpg 204w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2025\/04\/067418d4-4253-4045-84ac-da754fa7a110.jpg 524w\" sizes=\"(max-width: 204px) 100vw, 204px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2857\" class=\"wp-caption-text\">Gianluca Marletta<\/p><\/div>\n<p>Gianluca Marletta, storico e studioso di tradizioni e religioni, docente e saggista con alle spalle numerose pubblicazioni e co-pubblicazioni di valore sui medesimi temi (tra questi \u201c<em>Apocalissi. La fine dei tempi nelle religioni<\/em>\u201d, scritto con Mario Polia per Sugarco Editore nel 2008, \u201c<em>La fabbrica della manipolazione<\/em>\u201d, \u201c<em>Unisex<\/em>\u201d e \u201c<em>Governo globale<\/em>\u201d, scritti con Enrica Perucchietti per Arianna Editrice tra il 2017 e il 2019, \u201c<em>Ufo &amp; alieni. Origini, storia e prodigi di una pseudo-religione<\/em>\u201d, \u201c<em>L\u2019Eden, la resurrezione e la terra dei viventi<\/em>\u201d e \u201c<em>La guerra del tempio<\/em>\u201d, pubblicati con Irfan Edizioni nel 2017 e 2018 e l\u2019ultimo \u201c<em>Odissea. La storia di tutte le storie<\/em>\u201d, scritto con Valentina Ferranti per XPublishing nel 2024) \u00e8 il personaggio che inaugura, all\u2019interno di questo blog, una nuova rubrica dedicata alle interviste. Si tratta di una rubrica (o, per meglio dire, un \u201csalotto\u201d virtuale) che nasce per informare e per offrire, in tempi complessi e turbolenti, chiavi di lettura volutamente \u201clente\u201d e da meditare in un mondo che, invece e purtroppo, corre sempre pi\u00f9 veloce. Un esperimento che spero sia gradito ai lettori ma che, allo stesso tempo (non intendo negarlo) \u00e8 utile anche a chi qui scrive, per nutrire una sete di conoscenza che, cocciuta e testarda, \u00e8 dura a placarsi.<\/p>\n<p><strong>Dal Medio Oriente all\u2019Ucraina, chi, con la nuova presidenza Trump, si attendeva una rapida soluzione dei due conflitti che, pi\u00f9 degli altri, tengono il mondo con il fiato sospeso \u00e8, almeno per il momento, rimasto deluso. In particolare, per quanto riguarda il teatro bellico nell\u2019Est europeo, nonostante gli stessi USA si siano dimostrati pi\u00f9 che inclini a trovare un accordo con Mosca, ha stupito la postura dell\u2019UE, decisamente pi\u00f9 assertiva e aggressiva, nonostante sia quella che pi\u00f9 ha da perdere da un prolungamento dell\u2019interruzione dei rapporti con il Cremlino. La sensazione, Gianluca, \u00e8 che la geopolitica, da sola, non possa pi\u00f9 spiegare queste conflittualit\u00e0, mentre servano nuove e pi\u00f9 profonde chiavi di lettura, forse addirittura metapolitiche\u2026<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cGli aspetti metapolitici, che per il conflitto medio-orientale sono pi\u00f9 evidenti, data la nota preminenza dell\u2019elemento religioso (<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2019\/01\/11\/la-guerra-del-tempio-escatologia-del-conflitto-mediorientale-e-non-solo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ne ho parlato ampiamente nel mio saggio \u201cLa guerra del tempio\u201d<\/a>), valgono anche per l\u2019Ucraina. Attenzione, non sono i soli. Limitarsi a un singolo livello interpretativo, del resto, \u00e8 sempre sbagliato: le chiavi di lettura e le motivazioni sono sempre molteplici. Ma, senza un\u2019analisi metapolitica, si rischia di non capire la complessit\u00e0 del mosaico. Soprattutto in questi ultimi tempi. Chiediamoci: perch\u00e9 l\u2019Europa, che non ha voluto cominciare la crisi Ucraina, che, \u00e8 bene ricordarlo, data ormai al 2013, e che pi\u00f9 di chiunque altro ne ha subito gli effetti oggi, da \u2018pompiere\u2019 per necessit\u00e0, si trova improvvisamente a svolgere il ruolo, apparentemente pazzesco, date le circostanze, di elemento \u2018incendiario\u2019? Potremmo asserire che la causa sia una classe dirigente impreparata e totalmente impazzita, ma temo sarebbe una spiegazione fin troppo facile. Dunque bisogna presupporre che vi siano circoli o gruppi di potere, ai quali non \u00e8 facile dire di no, che stanno spingendo in maniera forte verso questa postura europea. Ritengo, cio\u00e8, che se, da un lato, gli Stati Uniti intendono disimpegnarsi dal contesto europeo, per concentrarsi sul Pacifico, e quindi aprono a negoziati, svolgendo di fatto il ruolo di \u2018poliziotto buono\u2019 nei confronti della Federazione Russa, dall\u2019altro fidarsi completamente di Putin non conviene nemmeno a loro, poich\u00e9 \u00e8 l\u2019unico che ancora pu\u00f2 esercitare un\u2019opposizione reale all\u2019Occidente collettivo. Cos\u00ec all\u2019UE \u00e8 stato e assegnato il ruolo, mi si passi il termine, da \u2018poliziotto cattivo\u2019, quello che deve tenere alta la pressione. Questo, per\u00f2, \u00e8 anche molto pericoloso. Si pensi, poi, al ritrovato protagonismo, in Europa, da parte del Regno Unito, promotore, con la Francia, della cosiddetta \u2018coalizione dei volenterosi\u2019. La visita di re Carlo III in Italia, a prescindere dal contenuto delle dichiarazioni pubbliche, assume in tale contesto anche un elevato valore simbolico. Di pi\u00f9: \u00e8 un\u2019indicazione\u201d. <\/em><\/p>\n<p><strong>Un\u2019altra cosa che incuriosisce, nell\u2019ambito di questo atteggiamento bellicista europeo, \u00e8 il fatto che, curiosamente, come scadenza per l\u2019attuazione del piano di riarmo sia stata fissata la data del 2030. Un anno che ricorre ormai costantemente, nei consessi pi\u00f9 elitari dell\u2019Occidente collettivo: penso al famigerato \u201creset\u201d del WEF o ad Agenda 2030 dell\u2019ONU. Dalle varie transizioni (ecologica e digitale) agli armamenti, sembra una data buona per tutte le stagioni, come si suol dire. Anche qui c\u2019\u00e8 qualcosa di simbolico?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cPersonalmente, essendo studioso di determinate tematiche, confesso che quando vidi comparire tutti questi opuscoli, manifesti e financo testi scolastici con riferimento ai famigerati \u2018goals\u2019 del 2030, rimasi abbastanza colpito. Questa data \u00e8 infatti la stessa citata da autori e maestri degli studi tradizionali, come l\u2019oblato benedettino Silvano Panunzio o l\u2019allievo di Ren\u00e9 Guenon, Gaston Georgel, che, attraverso calcoli basati sulla precessione degli equinozi e la tradizione induista dei cicli cosmici, la individuarono come possibile fine del \u2018kali yuga\u2019, vale a dire la corrente \u2018et\u00e0 oscura\u2019, la quarta del Manvatara, destinata a durare complessivamente oltre 6mila anni. Allo stesso tempo, per\u00f2, il 2030 fu indirettamente menzionato anche dal curioso autore-esploratore polacco di inizio Novecento, Ferdynand Ossendowski nel suo \u2018Bestie, uomini e dei\u2019, come l\u2019anno in cui, secondo una profezia, il \u2018Re del mondo\u2019 sarebbe tornato dalla sua dimora nell\u2019Agartha. In ambito solo cristiano, a tale data (approssimativamente, si va dal 2030 al 2033), si arriva per\u00f2 anche attraverso le profezie sulla durata bi-millenaria della Chiesa a partire dalla predicazione di Ges\u00f9 e ancora Panunzio vi arriv\u00f2 contemplando le cosiddette profezie di Malachia. In una societ\u00e0 scientista e razionalista pu\u00f2 sembrare assurdo, eppure \u00e8 del tutto possibile che, anche in certi ambienti elitari, si subisca il fascino di suggestioni di tipo esoterico e che quindi la scelta del 2030 non sia casuale. La certezza non c\u2019\u00e8, chiaramente, ma la storia degli influssi esoterici sulla politica contemporanea non \u00e8, come erroneamente taluni pensano, materia da stravaganti complottisti, ma un dato di fatto, ormai certificato da ricerche e pubblicazioni, delle quali mi sono anche occupato personalmente\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>A proposito della \u201cfine di un ciclo\u201d, in molti ormai sembrano entrati in una prospettiva decisamente apocalittica, paventando l\u2019arrivo di un conflitto di vasta portata, capace di coinvolgere potenze nucleari o, in altri casi, l\u2019avvento di eventi cataclismatici (\u00e8 il caso dei catastrofisti del clima). Cosa ne pensi?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cDa un punto di vista degli studi tradizionali, di qualunque tradizione si stia parlando, la fine di un ciclo corrisponde in ogni caso a eventi traumatici e catastrofici. Si tratta di immagini ben lontane da certe teorie della moderna \u2018new age\u2019 sui salti quantici e le elevazioni collettive di coscienza, che fanno abbastanza sorridere. Catastrofe, per\u00f2, significa anche ricapitolazione. Siamo noi che erroneamente abbiamo dato al termine una chiave di lettura esclusivamente \u2018hollywoodiana\u2019, basandoci magari sulle immagini di certi film che tendono a spettacolarizzare eventi straordinari pi\u00f9 o meno naturali. Alla fine di un ciclo umano, del resto, si verificano comunque e sempre una o pi\u00f9 situazioni drammatiche, che, sempre da un punto di vista dell\u2019interpretazione tradizionale, hanno anche lo scopo, quasi alchemico, di separare ci\u00f2 che andr\u00e0 perduto e bruciato (si pensi alla concezione ellenica dell\u2019ekpyrosis) e, invece, gli elementi che fioriranno, trasmutati e purificati, nel ciclo successivo. Di esempi di questo tipo la storia \u00e8 piena: se pensiamo alla fine dell\u2019impero romano, quella fu certamente la fine di un mondo. E non fu una passeggiata, per chi la visse. Se Sant\u2019Agostino in quel momento temette che fosse arrivata la fine dei tempi, non lo fece perch\u00e9 era un esaltato, ma perch\u00e9 effettivamente la situazione socio-politica, in quei frangenti, era veramente drammatica: il crollo di Roma, che per secoli aveva rappresentato la stabilit\u00e0, era vissuto come un elemento apocalittico. E lo era, nel suo contesto. Anche sul termine \u2018apocalisse\u2019, per\u00f2, va fatta una precisazione. Questa parola significa anche \u2018disvelamento\u2019, un guardare all\u2019essenza delle cose, alla realt\u00e0 nuda e cruda. Ogni passaggio di questo tipo, ogni fine quindi, \u00e8 necessariamente dolorosa. Le grandi fini, poi, penso anche alla fine dell\u2019ancien regime, hanno spesso la caratteristica di non essere mai troppo attese: \u00e8 vero, ci sono una serie di segnali premonitori, ma il crollo, quando avviene, arriva di schianto. Noi probabilmente oggi viviamo in uno di quei frangenti della storia, pare innegabile. Ci sono, del resto, tutta una serie di situazioni che stanno venendo al pettine: la crisi economica, la crisi geopolitica, soprattutto la sfida posta dalle cosiddette \u2018potenze revisioniste\u2019 all\u2019egemonia statunitense, la crisi culturale. Tutto sta andando verso un redde rationem. Non sappiamo come finir\u00e0, ma \u00e8 difficile immaginare che un \u2018reset globale\u2019 arrivi in maniera \u2018soft\u2019\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Parlando di <em>redde rationem<\/em>, uno di questi \u00e8 sicuramente quella conflittualit\u00e0 esasperata che ormai si verifica a ogni livello tra progressisti e conservatori o tradizionalisti. Una conflittualit\u00e0 che \u00e8 in atto anche nella Chiesa. Tutto questo avviene mentre papa Bergoglio affronta seri problemi di salute\u2026<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cLa crisi della Chiesa, a differenza di quanto sostiene certa vulgata conservatrice, non esiste n\u00e9 da 12, n\u00e9 da 60 anni. Si tratta di un processo secolare. La Cristianit\u00e0, che si identificava con l\u2019intera societ\u00e0 occidentale, del basso medioevo, era ricchissima. E non mi riferisco a una ricchezza materiale: si pensi alla cavalleria, alle arti, alla produzione culturale. La Divina commedia, la cattedrale di Chartres, l\u2019amor cortese sono tre manifestazioni di un\u2019altezza e di una sapienza incredibile che, per\u00f2, di l\u00ec a 150 anni sarebbe gi\u00e0 stata inconcepibile. Non lo era gi\u00e0 pi\u00f9, e da tempo, durante il Concilio di Trento. Perch\u00e9? Perch\u00e9, a un certo punto, a mio modesto avviso, c\u2019\u00e8 stato un irrigidimento formale, in cui si \u00e8 data attenzione esclusivamente all\u2019aspetto morale e a una teologia di tipo scolastico-razionalista, dimenticando la patristica. Questa realt\u00e0, cos\u00ec rigida, di fronte alla modernit\u00e0 secolarizzante e rampante, \u00e8 letteralmente andata in pezzi. La mia \u00e8 una spiegazione che non piacer\u00e0 ai progressisti come ai reazionari, ma, ritengo, ha il pregio di essere meno schematica, meno \u2018dualistica\u2019. Oggi siamo di fronte a una crisi della Chiesa senza ritorno: non pu\u00f2 essere umanamente risolta. Ci vorrebbe un ritorno alle origini, che non \u00e8 un ritorno al XVI secolo, impostazione tipica di certo reazionarismo neo-guelfo, ma, per lo meno, alla patristica, tornare a guardare a Oriente, in senso non solo geografico. Significherebbe tornare ad acquisire una chiave di lettura sapienziale delle cose. Che oggi, a parte qualche singolo, non \u00e8 proprio nelle corde della Chiesa, sia quella progressista sia quella conservatrice. Anche questa crisi \u00e8 un segno potente. Anche in passato la Chiesa ha vissuto gravi crisi di tipo istituzionale, ma rimanevano potenzialit\u00e0 di tipo notevole. Oggi, invece, nel cristianesimo occidentale, da un punto di vista sapienziale e spirituale non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nulla da dire. Rimane la validit\u00e0 dei sacramenti e della preghiera, ma il resto \u00e8 davvero in una situazione catastrofica. Anche per la Chiesa, quindi, servirebbe un \u2018reset\u2019 apocalittico, veramente apocalittico\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Alludevi al ritorno a Oriente, sembra un po\u2019 venuto meno anche il dialogo tra il cristianesimo occidentale e cattolico e quello orientale-ortodosso. Ritieni ci sia ormai incomunicabilit\u00e0 tra i due rami? E quale \u00e8 il ruolo del ramo protestante?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cIl dialogo tra cattolicesimo e ortodossia \u00e8 sempre stato molto difficile. Anche perch\u00e9, dopo cos\u00ec tanti secoli di separazione, l\u2019ortodossia ha assorbito caratteristiche per certi aspetti pi\u00f9 asiatiche che europee. Certo, con la crisi geopolitica in Ucraina lo iato si \u00e8 allargato a dismisura e oggi, da entrambe le parti ci si guarda con estrema diffidenza, come qualcosa di \u2018totalmente altro\u2019. Per contro, per\u00f2, l\u2019attuale situazione internazionale ha portato anche a un proficuo riavvicinamento tra ortodossia e islam, che potrebbe avere sviluppi fecondi. Paradossalmente, invece, la galassia protestante, pur essendo molto eterodossa rispetto al cristianesimo apostolico, possiede oggi notevoli capacit\u00e0 politiche: ha un potenziale di incidere, nel bene o nel male, sulla realt\u00e0 e di imporre le proprie visioni ben superiore agli altri due rami. Questo per vari motivi: anche finanziario, se si pensa al ruolo assunto negli Stati Uniti da certe confessioni dell\u2019arcipelago protestante in contesti elettorali. L\u2019amministrazione di Donald Trump, per essere pi\u00f9 espliciti, se fa la voce grossa anche in maniera scomposta nei confronti dell\u2019\u00e9lite americana, lo fa anche basandosi sulla protezione offerta da questi ambienti. Quali effetti questo avr\u00e0 sul futuro e sul cristianesimo in Occidente, in particolare, possiamo, al momento, solo ipotizzarlo\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Gianluca Marletta, storico e studioso di tradizioni e religioni, docente e saggista con alle spalle numerose pubblicazioni e co-pubblicazioni di valore sui medesimi temi (tra questi \u201cApocalissi. 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