{"id":2886,"date":"2025-06-12T10:44:41","date_gmt":"2025-06-12T08:44:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=2886"},"modified":"2025-06-12T11:17:56","modified_gmt":"2025-06-12T09:17:56","slug":"franz-il-filosofo-autistico-una-neurodivergenza-che-rende-non-conformi-solitari-e-creativi-cosi-fa-paura-al-sistema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2025\/06\/12\/franz-il-filosofo-autistico-una-neurodivergenza-che-rende-non-conformi-solitari-e-creativi-cosi-fa-paura-al-sistema\/","title":{"rendered":"Franz, il filosofo autistico: &#8220;Una neurodivergenza che rende non conformi, solitari e creativi: cos\u00ec fa paura al sistema&#8221;"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_2887\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2025\/06\/OIP.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-2887\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2887 size-medium\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2025\/06\/OIP-300x265.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"265\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2025\/06\/OIP-300x265.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2025\/06\/OIP.jpg 474w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2887\" class=\"wp-caption-text\">Emanuele Franz<\/p><\/div>\n<p>Vulcanico filosofo, editore (\u00e8 il fondatore della Audax Editrice), artigiano, promotore di concorsi culturali e restauratore di libri antichi: Emanuele Franz, 43 anni da Moggio Udinese, in Friuli, \u00e8 un personaggio unico nel panorama culturale italiano. A riprova di questa unicit\u00e0 vi \u00e8 anche il modo in cui, recentemente, ha affrontato una diagnosi di autismo: scrivendo un libro (&#8220;<em>L&#8217;Io autistico<\/em>&#8221; \u00e8 il titolo), attraverso il quale ha voluto raccontare il cammino che lo ha condotto a scoprire la sua neurodivergenza e, al tempo stesso, a leggerla non come un limite ma come un motore di potenzialit\u00e0 creative e spirituali. Approfittiamo della sua cortesia per chiedergli di raccontarci questa esperienza.<\/p>\n<p><strong>Hai ricevuto una diagnosi di autismo solo di recente. Come lo hai scoperto?<\/strong><\/p>\n<p><em>&#8220;La diagnosi ufficiale \u00e8 arrivata nel 2025, ma il cammino \u00e8 stato lunghissimo. Fin da bambino ero &#8216;diverso&#8217;: non riuscivo a stare con gli altri, parlavo con un linguaggio mio, vivevo in un mondo interiore. Questo mi ha portato ad anni di consulti con psicologi, psichiatri, neurologi, ognuno con una diagnosi diversa: chi parlava di ritardo mentale, chi di depressione. Negli anni \u201980 e \u201990 non si sapeva cosa fare con bambini come me, se non tentare di forzarli a essere &#8216;normali&#8217;. Col tempo ho iniziato a sospettare di essere autistico. Ma l\u2019autismo, va chiarito, non \u00e8 una malattia: \u00e8 una specificit\u00e0 neurologica, una neurodivergenza. La vera sofferenza non nasce dalla sindrome in s\u00e9, ma dal fatto che essa rende difficile il rapporto con l\u2019esterno. Quando una persona autistica \u00e8 nella sua &#8216;zona comfort&#8217;, non soffre affatto&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><strong>Quali sono le principali incomprensioni sull\u2019autismo, secondo te?<\/strong><\/p>\n<p><em>&#8220;C\u2019\u00e8 ancora molta confusione. Si parla soprattutto dei casi gravi e scolastici, mentre si ignora la vasta gamma di autistici che, con fatica, trovano un equilibrio. C\u2019\u00e8 uno stereotipo dominante che ci vede come esseri muti, dementi, isolati. Invece l\u2019autistico ha intelligenza e anche intenzionalit\u00e0 sociale, ma ha difficolt\u00e0 a negoziare le informazioni tra il mondo interno e quello esterno. Questo non \u00e8 causato da traumi, vaccini o fattori culturali: \u00e8 un funzionamento intrinseco del sistema nervoso. Si pu\u00f2 parlare di &#8216;difetto&#8217; solo nel momento in cui ci si misura con un mondo che non ci \u00e8 naturale. L\u2019autistico sta bene nella solitudine, nel silenzio, nella natura. Fugge l\u2019artificiale, le maschere sociali, e questo lo rende impermeabile a certe dinamiche: non ha senso di appartenenza come lo intende la massa, fatica ad apprendere da modelli collettivi, quindi \u00e8 costretto a sviluppare una creativit\u00e0 autonoma&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><strong>Tu sostieni che l\u2019autismo non sia solo una divergenza neurologica, ma anche spirituale. In che senso?<\/strong><\/p>\n<p><em>&#8220;Nel mio libro &#8216;L\u2019Io autistico&#8217;, scritto con i neuroscienziati Sergio Zanini e Franco Fabbro, e con l\u2019epistemologo Silvano Tagliagambe, esploro il legame tra autismo e sinestesia: la capacit\u00e0 di percepire suoni come colori o immagini come sensazioni fisiche. \u00c8 una modalit\u00e0 percettiva tipica degli autistici, che rompe le barriere tra immaginazione e realt\u00e0 e favorisce un tipo di creativit\u00e0 radicale. Ho avuto anche il privilegio di collaborare con Susanna Tamaro, che ha scoperto di essere autistica dopo i 40 anni. Entrambi condividiamo l\u2019idea che l\u2019autismo sia anche una condizione spirituale. Come scriveva San Paolo, siamo lettere viventi scritte nei cuori: credo che lo Spirito agisca nella carne, nel sistema nervoso, per introdurre nel mondo idee nuove. Ma per farlo, a volte, deve alterare i meccanismi ordinari dell\u2019organismo. Da qui l\u2019autismo, come possibilit\u00e0 d\u2019emergere di un\u2019intuizione fuori dal comune&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><strong>Proponi, pare di capire, una visione rivoluzionaria: l\u2019autismo come risorsa e non come svantaggio. Perch\u00e9 questa prospettiva \u00e8 ancora cos\u00ec difficile da accettare?<\/strong><\/p>\n<p><em>&#8220;Perch\u00e9 l\u2019autistico non \u00e8 prevedibile. E questo disturba. Il marketing, la politica, il sistema educativo si fondano su schemi causa-effetto. Ma l\u2019autistico non reagisce come &#8216;ci si aspetta&#8217;: non \u00e8 persuadibile con gli strumenti del consenso di massa. \u00c8 un soggetto creatore, non conforme. E dunque, in una societ\u00e0 che misura il valore sull\u2019adattabilit\u00e0 e sulla performance collettiva, risulta inabile. Ma lo sarebbe solo in questo modello. In un altro tipo di societ\u00e0 \u2013 una che riconosce il valore dell\u2019individualit\u00e0, del contributo unico \u2013 l\u2019autistico non solo sarebbe abile, ma addirittura essenziale. Purtroppo oggi viviamo tra due modelli fallimentari: uno tradizionalista, fisso e non inclusivo; e uno che predica un\u2019inclusione illimitata e indistinta. Nessuno dei due funziona per chi, come noi, ha bisogno di autenticit\u00e0 e profondit\u00e0&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><strong>Cosa proponi, allora, per una convivenza pi\u00f9 armonica con la neurodivergenza?<\/strong><\/p>\n<p><em>&#8220;Un nuovo modello sociale. Non una collettivit\u00e0 uniforme, ma una comunit\u00e0 vera, dove ogni individuo conserva la propria indivisibilit\u00e0. Un piccolo nucleo in cui ciascuno offre il proprio apporto rimanendo se stesso. L\u2019autismo va riconosciuto come un modo differente \u2013 non inferiore \u2013 di processare il mondo. Richiede adattamenti, certo, ma restituisce alla societ\u00e0 una straordinaria ricchezza. In fondo, molti grandi pensatori \u2013 da Nietzsche a H\u00f6lderlin \u2013 hanno avuto visioni cos\u00ec potenti da non riuscire pi\u00f9 a tornare a una &#8216;vita normale&#8217;. Ma il punto \u00e8 proprio questo: che cos\u2019\u00e8, davvero, una vita normale?&#8221;.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Vulcanico filosofo, editore (\u00e8 il fondatore della Audax Editrice), artigiano, promotore di concorsi culturali e restauratore di libri antichi: Emanuele Franz, 43 anni da Moggio Udinese, in Friuli, \u00e8 un personaggio unico nel panorama culturale italiano. 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