{"id":2891,"date":"2025-06-23T13:14:17","date_gmt":"2025-06-23T11:14:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=2891"},"modified":"2025-06-23T17:41:14","modified_gmt":"2025-06-23T15:41:14","slug":"con-liran-trump-cambia-il-senso-dello-slogan-maga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2025\/06\/23\/con-liran-trump-cambia-il-senso-dello-slogan-maga\/","title":{"rendered":"Con l&#8217;Iran Trump ha cambiato il senso dello slogan &#8220;MAGA&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2025\/06\/1741241664-azvluys8m42zrfiivyzp-fotogramma.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2892 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2025\/06\/1741241664-azvluys8m42zrfiivyzp-fotogramma-300x200.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2025\/06\/1741241664-azvluys8m42zrfiivyzp-fotogramma-300x200.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2025\/06\/1741241664-azvluys8m42zrfiivyzp-fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2025\/06\/1741241664-azvluys8m42zrfiivyzp-fotogramma-768x512.jpeg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2025\/06\/1741241664-azvluys8m42zrfiivyzp-fotogramma.jpeg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L&#8217;attacco diretto degli Stati Uniti di Donald Trump alle infrastrutture nucleari iraniane di <a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/mondo\/mediooriente\/2025\/06\/22\/fordow-natanz-e-isfahan-i-tre-siti-iraniani-colpiti_6e02c26a-a6c1-4ee8-9bfc-34e6abc2318a.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Fordow, Natanz e Isfahan<\/a> lascia il mondo con il fiato sospeso. Quella che si era presentata agli elettori come la presidenza che avrebbe terminato le<em> &#8220;infinite wars&#8221;\u00a0<\/em>fomentate dall&#8217;<em>\u00e9lite<\/em> liberal e neoconservatrice, dal cosiddetto &#8220;<em>Deep State&#8221;<\/em>, si \u00e8 infine fatta trascinare in un&#8217;avventura militare che pensa forse di potere controllare ma che, in realt\u00e0, rischia di sfuggirle di mano e di finire dritta nel percorso invece sognato e immaginato dall&#8217;onnipotente<em> lobby<\/em> israeliana e dal comparto militare-industriale. Che, non \u00e8 un caso, questo momento lo attendeva e lo preparava da tempo: la decapitazione sistematica dei <em>proxy<\/em> iraniani della regione (o supposti tali) da Hezbollah fino ad Hamas, sulla scia della vendetta per il 7 ottobre 2023, da parte di Israele, coronata dal definitivo crollo della Siria di Bashar Al Assad, non poteva che essere il preludio a un confronto diretto con quello che, per Tel Aviv, \u00e8 il nemico di sempre: Teheran.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Trump si \u00e8 trovato, proprio mentre erano in corso i negoziati sul nucleare iraniano sostenuti dalla sua stessa amministrazione, improvvisamente di fronte al rapporto AIEA che presupponeva che gli ayatollah avessero abbastanza uranio da realizzare l&#8217;atomica, <a href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/mondo\/2025\/06\/19\/bomba-atomica-iran-aiea\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">poi clamorosamente smentito dal direttore dell&#8217;agenzia, Rafael Grossi<\/a>\u00a0(purtroppo e curiosamente solo dopo che gli attacchi reciproci tra israeliani e iraniani erano iniziati). Lo stesso rapporto, infatti, \u00e8 servito da &#8220;semaforo verde&#8221; per le prime incursioni di Israele. In questo frangente,<em> The Donald<\/em> ha effettuato, confermando la propria imprevedibilit\u00e0, un clamoroso cambiamento di posizioni: prima sostenendo i bombardamenti israeliani, poi minacciando un intervento diretto degli USA e, infine, facendolo slittare di due settimane. Salvo, poi, attaccare davvero e senza preavviso quelli che erano stati identificati come i siti-cardine del programma atomico della Repubblica Islamica. Un riavvicinamento alle posizioni dei neoconservatori alla Bush, con annesso e brutale &#8220;tradimento&#8221; del principio di non ingerenza caro al mondo <em>MAGA<\/em> del partito Repubblicano, <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/us-news\/2025\/jun\/22\/iran-attack-maga-reaction-trump\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">al punto che i suoi dirigenti pi\u00f9 esposti non hanno potuto mancare di sottolinearlo<\/a>. Non a caso, per limitare le polemiche, Trump si \u00e8 fatto ritrarre, mentre osservava i bombardamenti USA dalla <em>Situation room<\/em> della Casa bianca, con il cappellino rosso della corrente e lo <em>slogan<\/em> &#8220;<em>Make America great again<\/em>&#8221; ben in vista. Uno <em>slogan<\/em> e un concetto che, cos\u00ec, cambiano radicalmente di segno, adattandosi perfettamente a quello che \u00e8 l&#8217;obiettivo vero e reale dell&#8217;<em>\u00e9lite<\/em> finanziaria e militare atlantico-occidentale, che mal sopporta ogni vagheggiamento di possibili <em>appeasement<\/em>, anche se limitati, con i nemici giurati: <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2022\/02\/28\/da-capitol-hill-allorlo-del-precipizio-nucleare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">stroncare <em>manu militari<\/em> la sfida all&#8217;egemonia del dollaro posta dalle potenze &#8220;revisioniste&#8221; eurasiatiche<\/a> (pi\u00f9 che dai BRICS, impalpabili sotto il profilo militare), Russia e Cina. Una sfida che si vuole attuare anche attraverso quella <em>&#8220;Nuova via della seta&#8221;<\/em> di cui l&#8217;Iran, <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/estero\/news\/2025-06-22\/iran-da-energia-a-commercio-interessi-pechino-32000145\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">importante <em>partner<\/em> e fornitore di materie prime per la Repubblica Popolare<\/a>, \u00e8 snodo fondamentale. Condurre il Paese verso una guerra con l&#8217;Occidente collettivo, per destabilizzarlo e, magari, favorire un cambio di regime, \u00e8 quindi parte di questo piano pi\u00f9 ampio, del quale fa naturalmente parte anche il conflitto russo-ucraino che ha creato un solco netto tra Mosca e l&#8217;Europa occidentale, altro obiettivo desiderato.<\/p>\n<p>Questo disegno si innesta perfettamente sulle visioni messianiche alla base del &#8220;Grande Israele&#8221; quale unica potenza regionale egemone in Medio Oriente, non fosse altro perch\u00e9 l&#8217;unica realmente &#8220;nucleare&#8221; (seppur non dichiarata, in quanto non aderente al Trattato di non proliferazione e ai suoi controlli) dell&#8217;area. Visioni spinte dalle fazioni pi\u00f9 oltranziste del sionismo, che oggi costituiscono le basi del non pi\u00f9 solido potere di Benjamin Netanyahu. Il quale, \u00e8 bene ricordarlo, a poche ore dall&#8217;inizio degli attacchi era in un&#8217;aula di tribunale, <a href=\"https:\/\/stream24.ilsole24ore.com\/video\/mondo\/israele-netanyahu-arriva-tribunale-premier-e-accusato-corruzione\/AHl6MrAB\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">per difendersi da accuse di corruzione, frode e violazione della fiducia pubblica<\/a>. Una <a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/governo-netanyahu-in-bilico-mentre-a-gaza-e-sterminio-210952\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">debolezza politica<\/a>, quella vissuta dal premier di Tel Aviv, che ha probabilmente contribuito ad accendere la miccia, per compattare il suo popolo attorno alla sua figura.<\/p>\n<p>Il vicepresidente americano J.D. Vance ha intanto fatto capire, dichiarando che gli Stati Uniti non sono <a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/esteri\/2025\/06\/22\/video\/usa_vance_non_vogliamo_un_cambio_di_regime_in_iran-15202415\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">&#8220;<em>in guerra con l&#8217;Iran ma con il suo programma nucleare<\/em>&#8220;<\/a>, che l&#8217;intervento americano aveva forse lo scopo, almeno dal punto di vista &#8220;<em>MAGA&#8221;,<\/em> di eliminare la &#8220;scusa&#8221; con cui Israele (ma in realt\u00e0, come sopra ampiamente esposto, anche l&#8217;intero <em>establishment<\/em> occidental-atlantico) vorrebbe trascinare Washington dentro al conflitto: le strutture di arricchimento dell&#8217;uranio di Teheran. Un&#8217;operazione rischiosissima che rischia, per\u00f2, di condurre dritti verso uno scenario bellico che pu\u00f2 incendiare tutto il Medio Oriente. E non solo. Soprattutto perch\u00e9 Trump e i suoi hanno gi\u00e0 dato ampia dimostrazione di come non siano assolutamente in grado di frenare le pulsioni pi\u00f9 &#8220;guerrafondaie&#8221;. Ma, del resto, sarebbe forse stato ingenuo aspettarsi altro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;attacco diretto degli Stati Uniti di Donald Trump alle infrastrutture nucleari iraniane di Fordow, Natanz e Isfahan lascia il mondo con il fiato sospeso. Quella che si era presentata agli elettori come la presidenza che avrebbe terminato le &#8220;infinite wars&#8221;\u00a0fomentate dall&#8217;\u00e9lite liberal e neoconservatrice, dal cosiddetto &#8220;Deep State&#8221;, si \u00e8 infine fatta trascinare in un&#8217;avventura militare che pensa forse di potere controllare ma che, in realt\u00e0, rischia di sfuggirle di mano e di finire dritta nel percorso invece sognato e immaginato dall&#8217;onnipotente lobby israeliana e dal comparto militare-industriale. 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