{"id":2964,"date":"2025-11-20T11:13:15","date_gmt":"2025-11-20T10:13:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=2964"},"modified":"2025-11-21T11:51:09","modified_gmt":"2025-11-21T10:51:09","slug":"quando-la-croce-celtica-guardava-alla-mezzaluna-il-nuovo-saggio-su-islam-e-destra-radicale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2025\/11\/20\/quando-la-croce-celtica-guardava-alla-mezzaluna-il-nuovo-saggio-su-islam-e-destra-radicale\/","title":{"rendered":"Quando la croce celtica guardava alla mezzaluna: il nuovo saggio su Islam e destra radicale"},"content":{"rendered":"<p data-start=\"242\" data-end=\"854\">Ci sono pagine della storia italiana che sembrano destinate a rimanere in penombra. Non per mancanza di fascino, anzi: perch\u00e9 troppo scomode, troppo difficili da incasellare nelle narrazioni consolidate che ancora oggi modellano la memoria pubblica (e che trovano sovente riscontro nell&#8217;attualit\u00e0 politica, dove i diversi schieramenti appaiono felicemente inseriti in stereotipi costruiti ad arte). <a href=\"https:\/\/cinabroedizioni.it\/prodotto\/andrea-biondo-la-croce-celtica-e-la-mezzaluna\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em data-start=\"492\" data-end=\"525\">La croce celtica e la mezzaluna<\/em><\/a>, nuovo volume della collana<em> Politik\u00f3n<\/em> di <em>Cinabro Edizioni<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2025\/11\/CELTICAMEZZALUNA_COPERTINA_FRONTE-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2965 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2025\/11\/CELTICAMEZZALUNA_COPERTINA_FRONTE-1-213x300.jpg\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2025\/11\/CELTICAMEZZALUNA_COPERTINA_FRONTE-1-213x300.jpg 213w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2025\/11\/CELTICAMEZZALUNA_COPERTINA_FRONTE-1.jpg 544w\" sizes=\"(max-width: 213px) 100vw, 213px\" \/><\/a><\/em>, scritto da Andrea Biondo, si colloca esattamente in questa zona d\u2019ombra. E lo fa con l\u2019ambizione \u2013 rara e preziosa \u2013 di riportare alla luce una vicenda complessa, stratificata, perfino sorprendente: quella dei rapporti tra neofascismo italiano e mondo arabo-islamico tra il 1950 e il 1990.<\/p>\n<p data-start=\"856\" data-end=\"1462\">Un paradosso apparente, certo. Per decenni, nel <em>mainstream<\/em>, si \u00e8 preferito coltivare l\u2019idea di una destra italiana chiusa, identitaria, impermeabile ai venti del mondo. Biondo mostra invece un quadro ben diverso: quello di un <em>milieu<\/em> politico che, pur tra mille contraddizioni, svilupp\u00f2 interlocuzioni e simpatie verso i movimenti di liberazione mediorientali proprio negli anni in cui la Sinistra guardava con occhi romantici ai <em>kibbutz<\/em> israeliani. Un rovesciamento di prospettiva che spiazza il lettore contemporaneo, abituato a paradigmi che oggi sembrano granitici ma che, nella Guerra fredda, erano tutt\u2019altro che tali.<\/p>\n<p data-start=\"1464\" data-end=\"2012\">Il libro \u2013 334 pagine dense di spunti\u00a0 \u2013 ricostruisce con rigore e ritmo narrativo un mosaico che attraversa l\u2019intero scacchiere afro-asiatico: dall\u2019Egitto di Nasser alla Libia di Gheddafi, dal Libano dei campi profughi alla Palestina dei fedayn, fino all\u2019Afghanistan dei mujaheddin, dove non manc\u00f2 la presenza di giovani militanti provenienti dall\u2019area neofascista italiana, attratti dal mito dell\u2019antimperialismo e dalla suggestione di una \u201cterza forza\u201d alternativa sia a Washington che a Mosca.<\/p>\n<p data-start=\"2014\" data-end=\"2537\">Biondo, esperto di comunicazione che da anni studia la storia della destra radicale degli anni di piombo, non indulge n\u00e9 alla nostalgia n\u00e9 alla demonizzazione: osserva, ricostruisce e lascia parlare i protagonisti. Ne emerge un mondo attraversato da fratture e scissioni interne, dai fermenti del Movimento Sociale Italiano alle galassie movimentiste che gli ruotavano attorno, fino agli estremismi dei NAR, anch\u2019essi toccati dall\u2019idea che nel mondo arabo si giocasse una partita decisiva contro l\u2019egemonia delle superpotenze.<\/p>\n<p data-start=\"2539\" data-end=\"2961\">Il risultato \u00e8 un\u2019opera che colma un vuoto storiografico e offre, allo stesso tempo, una chiave di lettura nuova per comprendere la cultura politica di una parte del neofascismo italiano nel secondo Novecento. Una storia &#8220;segreta&#8221;, come recita il sottotitolo e, proprio per questo, da riscoprire. <em data-start=\"2963\" data-end=\"2996\">La croce celtica e la mezzaluna<\/em> non \u00e8 solo un libro: \u00e8 un invito a riconsiderare categorie troppo spesso date per scontate. E a riconoscere che le realt\u00e0 politiche, anche quelle pi\u00f9 scomode e radicali, non vivono mai solo di schemi stereotipati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ci sono pagine della storia italiana che sembrano destinate a rimanere in penombra. Non per mancanza di fascino, anzi: perch\u00e9 troppo scomode, troppo difficili da incasellare nelle narrazioni consolidate che ancora oggi modellano la memoria pubblica (e che trovano sovente riscontro nell&#8217;attualit\u00e0 politica, dove i diversi schieramenti appaiono felicemente inseriti in stereotipi costruiti ad arte). La croce celtica e la mezzaluna, nuovo volume della collana Politik\u00f3n di Cinabro Edizioni, scritto da Andrea Biondo, si colloca esattamente in questa zona d\u2019ombra. 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