{"id":2988,"date":"2026-07-09T14:11:00","date_gmt":"2026-07-09T12:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=2988"},"modified":"2026-07-09T14:11:00","modified_gmt":"2026-07-09T12:11:00","slug":"lamicizia-ecco-perche-oggi-e-ampiamente-sopravvalutata-e-perche-amore-e-famiglia-sono-svalutati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2026\/07\/09\/lamicizia-ecco-perche-oggi-e-ampiamente-sopravvalutata-e-perche-amore-e-famiglia-sono-svalutati\/","title":{"rendered":"L\u2019amicizia? Ecco perch\u00e9 oggi \u00e8 ampiamente sopravvalutata (e perch\u00e9 amore e famiglia sono svalutati)"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_2990\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2026\/07\/robyrad-wine-6002736_1920.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-2990\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2990\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2026\/07\/robyrad-wine-6002736_1920-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2026\/07\/robyrad-wine-6002736_1920-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2026\/07\/robyrad-wine-6002736_1920-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2026\/07\/robyrad-wine-6002736_1920.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2990\" class=\"wp-caption-text\"><em>Foto di robyrad da Pixabay<\/em><\/p><\/div>\n<p>\u00c8 una delle convinzioni pi\u00f9 radicate della cultura occidentale contemporanea, che raramente viene messa in discussione: l&#8217;idea secondo cui i legami fondati sulla famiglia e sulla coppia rappresenterebbero un modello ormai superato, quasi un retaggio di un passato ingombrante dal quale emanciparsi. Da almeno 30 anni una parte consistente della narrazione e della produzione culturale propone un ideale diverso: l&#8217;individuo libero da vincoli stabili, capace di costruire una rete di relazioni leggere, reversibili e prive di obblighi permanenti. Cos\u00ec, mentre famiglie e coppie sono state scacciate dal pantheon laico della contemporaneit\u00e0, l&#8217;amicizia \u00e8 stata elevata a valore assoluto. Un ribaltamento che non \u00e8 nato dal nulla, ma \u00e8 stato inoculato nella coscienza collettiva anche attraverso la cultura pop. Il prototipo di questa narrazione \u00e8 la serie TV simbolo degli anni Novanta: &#8220;<em>Friends&#8221;.<\/em> Un vero e proprio manifesto ideologico globale, che ha letteralmente spiegato a milioni di giovani in tutto il mondo come le risate senza impegno sul divano con gli amici siano infinitamente migliori rispetto al calore impegnativo di un focolare. In quella <em>sitcom<\/em>, se la famiglia d&#8217;origine viene ridotta a macchietta polverosa e concentrato di nevrosi, l&#8217;amicizia \u00e8 elevata a unica vera oasi di salvezza e comprensione, abituando intere generazioni all&#8217;idea che si possa restare eterni adolescenti, all&#8217;ombra di una sigla televisiva (&#8220;<em>I&#8217;ll be there for you<\/em>&#8220;) che promette una presenza che poi, alla realt\u00e0 dei fatti, si rivela un ridicolo miraggio.<\/p>\n<p>Eppure quante volte ci sentiamo ripetere che &#8220;<em>gli amici sono la famiglia che ci scegliamo&#8221;<\/em>? Una frase rassicurante, divenuta ormai un mantra, che, raccogliendo pienamente la narrazione di cui sopra, suggerisce implicitamente come i rapporti familiari e sentimentali siano il luogo delle costrizioni, mentre le amicizie rappresenterebbero l&#8217;autenticit\u00e0, la spontaneit\u00e0 e la libert\u00e0. La famiglia diventa una gabbia, il matrimonio un compromesso, la responsabilit\u00e0 un peso. Al contrario, le chat di gruppo, le cene, gli aperitivi, i fine settimana tra amici e le compagnie numerose vengono raccontati come l&#8217;espressione pi\u00f9 alta della felicit\u00e0 contemporanea. Quella che fa sentire terribilmente <em>\u201ccool\u201d<\/em>. \u00c8 una rappresentazione di certo seducente. Ma \u00e8 anche profondamente parziale. Perch\u00e9 l&#8217;amicizia \u00e8 senza dubbio uno dei doni pi\u00f9 belli dell&#8217;esistenza, ma non \u00e8 mai stata pensata per sostenere il peso che soltanto alcuni legami sono in grado di sopportare. Per sua stessa natura, infatti, essa \u00e8 un rapporto libero, privo di quei vincoli morali, affettivi e spesso persino giuridici che caratterizzano una famiglia o una relazione amorosa stabile. \u00c8 proprio questa assenza di obblighi a renderla piacevole. Ma \u00e8 anche ci\u00f2 che la rende inevitabilmente fragile.<\/p>\n<p>Nella quotidianit\u00e0 tutto questo passa inosservato. Finch\u00e9 la vita scorre serenamente, gli amici condividono con noi passioni, interessi, divertimenti e momenti felici. Ma quando arrivano le vere prove \u2014 una malattia, una crisi economica, un lutto, una difficolt\u00e0 familiare, la vecchiaia \u2014 emerge una differenza che nessuna retorica riesce a cancellare. I legami costruiti sull&#8217;impegno tendono a restare. Quelli fondati esclusivamente sulla libera disponibilit\u00e0, molto pi\u00f9 spesso, si affievoliscono. \u00c8 una constatazione che pu\u00f2 apparire scomoda, ma che appartiene all&#8217;esperienza concreta di moltissime persone. Come scriveva magistralmente Oriana Fallaci: \u00ab<em>L\u2019amicizia \u00e8 un ripiego effimero, artificioso, e spesso una menzogna. Non aspettarti mai dall\u2019amicizia i miracoli che l\u2019amore produce: gli amici non possono sostituire l\u2019amore. Non possono strappare alla solitudine, riempire il vuoto, offrire quel tipo di compagnia. Hanno la propria vita, gli amici, i propri amori. Sono un\u2019entit\u00e0 indipendente, estranea, una presenza transitoria e soprattutto priva di obblighi. Riescono ad essere amici dei tuoi nemici, gli amici. Vanno e vengono quando gli pare o gli serve, e si dimenticano facilmente di te: non te ne sei accorto? Oh, andando promettono montagne. Magari in buona fede. Conta-su-di-me, rivolgiti-a-me, chiama-me. Per\u00f2, se li chiami, nella maggior parte dei casi non li trovi. Se li trovi, hanno qualche impegno inderogabile e non vengono. Se vengono, al posto delle montagne ti portano una manciata di ghiaia: gli avanzi, le briciole di se stessi. E tu fai la medesima cosa con loro. No, a me non basta l\u2019amicizia. Io ho bisogno dell&#8217;amore(&#8230;)\u00bb<\/em>. L&#8217;amicizia scherza, l&#8217;amore si impegna.<\/p>\n<p>In questa semplice presa di coscienza si condensa una distinzione fondamentale. L&#8217;amicizia \u00e8 preziosa proprio perch\u00e9 nasce dalla libert\u00e0; l&#8217;amore, invece, trova la propria forza nella responsabilit\u00e0. L&#8217;uno pu\u00f2 accompagnare la vita, l&#8217;altro contribuisce a costruirla. Confondere queste due dimensioni significa attribuire all&#8217;amicizia un compito che, nella maggior parte dei casi, non pu\u00f2 realisticamente assolvere.<\/p>\n<p>Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto la natura dei rapporti umani. Riguarda soprattutto il modello culturale che negli ultimi decenni ha progressivamente incentivato relazioni sempre pi\u00f9 liquide e reversibili. Cio\u00e8, in sintesi, meno responsabili. Il sociologo Zygmunt Bauman aveva colto con straordinaria lucidit\u00e0 questo fenomeno parlando di <em>&#8220;modernit\u00e0 liquida<\/em>&#8220;: una societ\u00e0 nella quale tutto diventa temporaneo, perfino gli affetti. Se ogni legame deve poter essere sciolto senza conseguenze, allora inevitabilmente anche la disponibilit\u00e0 a investire emotivamente nell&#8217;altro si riduce. Non sorprende, allora, che oggi aumentino contemporaneamente sia le occasioni di socializzazione sia il senso di solitudine. Mai come nell&#8217;epoca dei <em>social network<\/em>, delle chat di gruppo e delle connessioni permanenti le persone hanno avuto cos\u00ec tanti contatti. Eppure mai come oggi si registra una diffusa difficolt\u00e0 nel costruire relazioni realmente durature. Molti adulti arrivano alla mezza et\u00e0 con un&#8217;agenda piena di impegni, decine di conoscenze, centinaia di contatti sul telefono e una vita sociale apparentemente brillante. Ma basta che sopraggiunga una crisi autentica perch\u00e9 quella folla si assottigli rapidamente, lasciando emergere un vuoto che nessun aperitivo e nessun fine settimana fuori porta riescono davvero a colmare.<\/p>\n<p>In questo senso il mito dell&#8217;amicizia assoluta finisce per diventare funzionale anche al modello economico dominante. Una societ\u00e0 composta da individui sempre pi\u00f9 soli, sempre pi\u00f9 concentrati sulla propria autorealizzazione e sempre meno disposti a costruire legami definitivi \u00e8 anche una societ\u00e0 composta da consumatori ideali. Il &#8220;<em>single<\/em> di successo&#8221;, costantemente impegnato a migliorare il proprio <em>status<\/em>, a curare la propria immagine, a viaggiare, acquistare, accumulare esperienze e validazione sociale, rappresenta una figura perfettamente coerente con una cultura nella quale il consumo sostituisce progressivamente l&#8217;appartenenza.<\/p>\n<p>Naturalmente sarebbe ingiusto sostenere che ogni amicizia sia superficiale o che ogni famiglia rappresenti un rifugio felice. Esistono amicizie capaci di attraversare una vita intera ed esistono famiglie incapaci di offrire protezione e amore. Ma le eccezioni non possono diventare la regola. E soprattutto non possono cancellare una verit\u00e0 antropologica che attraversa ogni epoca: le relazioni pi\u00f9 profonde sono anche quelle che chiedono di pi\u00f9. Forse la vera illusione del nostro tempo non consiste nell&#8217;avere troppi amici, bens\u00ec nell&#8217;aver creduto che bastassero. Perch\u00e9 una vita pu\u00f2 essere piena di inviti, di notifiche, di fotografie sorridenti e di tavolate affollate senza essere davvero condivisa. La differenza non si misura da quanti ci applaudono quando tutto procede bene, ma da chi resta quando la vita smette di essere uno spettacolo. \u00c8 in quel momento che ogni retorica cade e ogni gerarchia dei sentimenti si ricompone da sola. Perch\u00e9 gli amici possono rendere pi\u00f9 bella la strada, ma sono l&#8217;amore e la famiglia a costruire la casa nella quale, prima o poi, ciascuno di noi avr\u00e0 bisogno di tornare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 una delle convinzioni pi\u00f9 radicate della cultura occidentale contemporanea, che raramente viene messa in discussione: l&#8217;idea secondo cui i legami fondati sulla famiglia e sulla coppia rappresenterebbero un modello ormai superato, quasi un retaggio di un passato ingombrante dal quale emanciparsi. 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