{"id":3025,"date":"2026-07-23T08:39:38","date_gmt":"2026-07-23T06:39:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=3025"},"modified":"2026-07-23T09:52:20","modified_gmt":"2026-07-23T07:52:20","slug":"maschera-e-volto-dell-america-trumpiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2026\/07\/23\/maschera-e-volto-dell-america-trumpiana\/","title":{"rendered":"Maschera e volto dell&#8217;America trumpiana"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_3026\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2026\/07\/madeinitaly-sea-416106.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-3026\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3026\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2026\/07\/madeinitaly-sea-416106-300x201.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2026\/07\/madeinitaly-sea-416106-300x201.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2026\/07\/madeinitaly-sea-416106-1024x686.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2026\/07\/madeinitaly-sea-416106-768x514.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2026\/07\/madeinitaly-sea-416106-1536x1028.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2026\/07\/madeinitaly-sea-416106.jpg 2000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3026\" class=\"wp-caption-text\"><em>Foto di Madeinitaly da Pixabay<\/em><\/p><\/div>\n<p>Esiste un equivoco che ha accompagnato Donald Trump (e il cosiddetto &#8220;trumpismo&#8221;) fin dalla sua prima comparsa sulla scena politica: aver scambiato il suo disprezzo per il linguaggio dell\u2019impero con un\u2019avversione per l\u2019impero stesso. Poich\u00e9 insultava la NATO, derideva l&#8217;<em>establishment<\/em> neoconservatore e democratico, criticava le <em>\u201cguerre infinite\u201d<\/em> e prometteva di occuparsi anzitutto dell\u2019America, molti lo definirono <a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/world-us-canada-37982000\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">isolazionista. <\/a>Altri videro in lui il presidente &#8220;jacksoniano&#8221; che avrebbe restituito gli Stati Uniti ai propri confini, sottraendoli alla missione di amministrare il pianeta. Era un\u2019illusione. E oggi, davanti alle fiamme che si estendono dall\u2019Ucraina al Golfo Persico, appare come una delle illusioni politiche pi\u00f9 costose del nostro tempo. <a href=\"https:\/\/www.whitehouse.gov\/remarks\/2025\/01\/the-inaugural-address\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Nel suo discorso d\u2019insediamento del gennaio 2025<\/a>, Trump promise che la potenza americana avrebbe fermato le guerre. La sua stessa amministrazione si era attribuita anzitempo il titolo di \u201c<em>presidenza della pace\u201d<\/em>. Ma il <a href=\"https:\/\/www.whitehouse.gov\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/2025-National-Security-Strategy.pdf?utm_source=substack&amp;utm_medium=email\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">documento sulla <em>Strategia per la sicurezza nazionale<\/em><\/a> pubblicato alla fine dello stesso anno dichiarava un obiettivo assai meno pacifico: prevenire l&#8217;egemonia &#8220;<em>globale e in alcuni casi regionale<\/em>&#8221; di altri attori rispetto agli Stati Uniti. Non il ritiro dal mondo, dunque, ma la riaffermazione del primato. Non la fine dell\u2019egemonia, bens\u00ec la sua liberazione dai rituali, dalle cautele e dalle ipocrisie del vecchio internazionalismo liberale. Trump, quindi, non voleva un\u2019America meno imperiale. Voleva un impero meno pudico.<\/p>\n<p>L\u2019equivoco \u00e8 nato, in parte, dal significato attribuito alla formula &#8220;<em>America First&#8221;<\/em>. La si interpretava come \u201c<em>l\u2019America torni a casa<\/em>\u201d, mentre significava soprattutto <a href=\"https:\/\/www.cfr.org\/backgrounder\/what-america-first\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u201c<em>l\u2019America comandi da sola\u201d<\/em><\/a>. Trump non rifiuta l\u2019intervento in quanto tale: rifiuta l\u2019intervento dal quale Washington non ricavi un vantaggio immediato, visibile e possibilmente monetizzabile. Non contesta le alleanze perch\u00e9 limitano la guerra, ma perch\u00e9 possono limitare la libert\u00e0 d\u2019azione degli Stati Uniti. Non vuole sciogliere la NATO: vuole trasformarla in una struttura tributaria, nella quale gli alleati paghino di pi\u00f9, acquistino pi\u00f9 armamenti americani e mettano territori, porti e basi <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/us\/trump-nato-spending-criticism-2024-02-11\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">al servizio della proiezione militare statunitense. <\/a>Ad Ankara, il segretario generale della NATO Mark Rutte ha recentemente <a href=\"https:\/\/www.nato.int\/en\/news-and-events\/events\/transcripts\/2026\/07\/08\/press-conference-by-nato-secretary-general-mark-rutte-following-the-meeting-of-heads-of-state-and-government-at-the-2026-nato-summit-in-ankara\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">celebrato la leadership di Trump<\/a> come la forza che starebbe \u201c<em>trasformando<\/em>\u201d e rafforzando l\u2019Alleanza. Nella preparazione del vertice, Rutte aveva persino descritto l\u2019Europa come una grande piattaforma per la proiezione della potenza americana. Il presunto distruttore della NATO \u00e8 diventato cos\u00ec il sovrano davanti al quale la NATO aumenta le spese, amplia la produzione bellica e promette obbedienza totale e assoluta.<\/p>\n<p>Alcuni osservatori hanno descritto questa metamorfosi attraverso formule radicali: \u00a0la <a href=\"https:\/\/www.globalresearch.ca\/disappearance-peace-president\/5927980\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">caduta della maschera pacifista del trumpismo<\/a>, il ritorno dell\u2019<em>escalation<\/em> come metodo ordinario di governo mondiale. \u00c8 una lettura polemica, ma coglie il cuore della contraddizione. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2025\/06\/23\/con-liran-trump-cambia-il-senso-dello-slogan-maga\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Trump non ha tradito gli slogan &#8220;<em>America First&#8221; <\/em>e<em> &#8220;Make America Great Again&#8221;<\/em>: ne ha manifestato il significato autentico<\/a>. Prima gli interessi americani, ovunque nel mondo; prima il diritto americano di decidere quali confini siano inviolabili, quali governi siano legittimi, quali traffici marittimi siano liberi e quali popoli debbano accettare la pace preparata a Washington. E l\u2019Ucraina rappresenta il primo laboratorio di questa trasformazione. Trump era infatti arrivato alla Casa Bianca promettendo <a href=\"https:\/\/www.npr.org\/2025\/06\/02\/nx-s1-5414522\/ukraine-peace-talks-russia-trump-putin-istanbul\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">una soluzione rapida<\/a> del conflitto. Si presentava come l\u2019unico uomo capace di parlare contemporaneamente con Mosca e Kiev. Qualche trattativa si \u00e8 effettivamente svolta: incontri a Istanbul nel 2025 e colloqui successivi ad Abu Dhabi e Ginevra nel 2026. Ma il negoziato si \u00e8 definitivamente interrotto lo scorso mese di febbraio, proprio mentre Washington trasferiva attenzione e risorse verso la guerra contro l\u2019Iran. A met\u00e0 luglio il Cremlino ha posto una pietra quasi tombale sulle ambizioni diplomatiche di Trump, dichiarando che <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/kremlin-says-theres-no-immediate-prospect-resuming-peace-talks-with-ukraine-2026-07-16\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">non esistono prospettive immediate per la ripresa dei colloqui<\/a>.<\/p>\n<p>La realt\u00e0, probabilmente, \u00e8 che la diplomazia \u00e8 stata sostituita, ancora una volta, dall\u2019amministrazione industriale della guerra. Al vertice di Ankara, infatti, Trump ha <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/europe\/trump-says-both-sides-ukraine-war-want-settlement-2026-07-08\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">annunciato la concessione all\u2019Ucraina di licenze per produrre intercettori <em>Patriot<\/em><\/a>. Il gesto viene presentato come difensivo, ma possiede un significato politico pi\u00f9 ampio: integrare ulteriormente Kiev nel sistema militare e produttivo occidentale. <a href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/topics_37750.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">La NATO afferma ormai di fornire, attraverso i propri membri, quasi tutta l\u2019assistenza militare ricevuta dall\u2019Ucraina<\/a>. In sintesi, come <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2025\/09\/25\/la-svolta-di-trump-leuropa-vuole-la-guerra-guerra-avra-ma-a-caro-prezzo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">dalle colonne di questo <em>blog<\/em> si era gi\u00e0 predetto mesi fa<\/a>: l\u2019Europa paga, l\u2019industria americana produce, l\u2019Ucraina combatte. \u00c8 questa la nuova versione dell\u2019isolazionismo: non ritirare l\u2019America dalla guerra, ma allontanare dall\u2019America una parte dei suoi costi. Soprattutto quelli umani. Tra gli osservatori pi\u00f9 allarmisti vi \u00e8 chi interpreta la concessione delle licenze per i <em>Patriot<\/em> e il riarmo europeo<a href=\"https:\/\/www.globalresearch.ca\/trump-ukraine-airspace-gambit-strategic-quagmire-produces\/5933571\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> come gradini verso uno scontro diretto tra NATO e Russia<\/a>. Alcune conclusioni, tuttavia, appaiono speculative, ma il rischio di una <em>escalation<\/em> \u00e8 discusso anche da analisti autorevoli. Intanto il fronte resta sostanzialmente bloccato e<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/commander-mykhailo-drapatyi-becomes-ukraines-commander-in-chief-2026-07-21\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> l\u2019Ucraina ha sostituito il proprio comandante militare in capo<\/a> nel mezzo di tensioni interne.<\/p>\n<p>Tuttavia \u00e8 in Medio Oriente che la delusione si trasforma in vera e propria confusione. Il 28 febbraio 2026 gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l\u2019Iran. Da allora la guerra ha attraversato continue ondate di bombardamenti e il fallimento, clamoroso, del memorandum siglato solo lo scorso mese di giugno. Nella notte tra il 22 e il 23 luglio le forze statunitensi hanno concluso la <a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/topnews\/2026\/07\/23\/pasdaran-petroliera-in-fiamme-a-hormuz-altre-due-fanno-dietrofront_7eaf4a9e-42ad-4197-ad2e-1fd4d38441a7.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">dodicesima notte consecutiva di attacchi.<\/a> Il tema dirimente \u00e8 il controllo dello stretto di Hormuz, dal quale transita il 25% del petrolio mondiale. Washington sostiene di voler proteggere la navigazione commerciale, Teheran, per contro, contesta questa legittimit\u00e0. Il presidente che doveva chiudere le \u201c<em>forever wars<\/em>\u201d, cos\u00ec, si trova cos\u00ec immerso in una guerra senza una chiara definizione di vittoria. Gli obiettivi proclamati dalla Casa Bianca includono la <a href=\"https:\/\/www.whitehouse.gov\/releases\/2026\/04\/president-trumps-clear-and-unchanging-objectives-drive-decisive-success-against-iranian-regime\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">distruzione delle capacit\u00e0 militari iraniane<\/a> e il contenimento del programma nucleare. Il Pentagono, nel frattempo, ha quantificato in <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/middle-east\/us-war-iran-has-cost-375-billion-so-far-pentagon-says-2026-07-21\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">37,5 miliardi di dollari i costi della guerra<\/a> e centinaia di feriti tra i militari americani. Una guerra che non rimane confinata: <a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/topnews\/2026\/07\/23\/houthi-attaccate-due-petroliere-saudite-che-hanno-violato-il-blocco-navale_9cb61920-e7e4-4180-b676-a5b1fbfee1f7.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">gli Houthi yemeniti, alleati dell&#8217;Iran, minacciano il traffico nel Mar Rosso<\/a>, mentre Israele e Libano tentano un fragile dialogo. Vi \u00e8 chi sostiene, probabilmente a ragione (sebbene non si capisca con quali probabilit\u00e0 di successo), che la guerra contro l\u2019Iran miri anche <a href=\"https:\/\/www.globalresearch.ca\/us-lost-war-iran-american-influence-military-bases-middle-east-ended\/5932565\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">a ridefinire l\u2019ordine regionale<\/a>. Altri osservatori sottolineano le <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/59f83b04-3c5a-41f3-b0b6-9238dd4186b8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">evidenti difficolt\u00e0, da parte americana, di tradurre la superiorit\u00e0 militare in risultati politici. <\/a>Gaza e la Palestina completano il quadro. Il piano di pace trumpiano prevede aiuti e una amministrazione tecnocratica, ma<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/middle-east\/trumps-board-peace-planning-pilot-humanitarian-zone-gaza-official-says-2026-07-08\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> la situazione resta critica<\/a> con milioni di civili in condizioni umanitarie drammatiche. In poche parole, il caos. Ma un caos dal quale emerge il predatore pi\u00f9 forte, anche a discapito di chi (per esempio gli europei) si racconta a torto come un &#8220;alleato&#8221;. Quando, invece, \u00e8 trattato da suddito. E paga il conto dei capricci del <em>dominus<\/em>, per esempio nell&#8217;ormai esorbitante costo dell&#8217;energia.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 questa, di fatto, la natura dell\u2019egemonia trumpiana. Essa non possiede pi\u00f9 il vocabolario universalista dei democratici o dei neo-conservatori, ma mantiene ben saldo l\u2019obiettivo del primato globale. Trump non ha smantellato l\u2019impero liberale, ne ha semplicemente strappato le decorazioni. La sua America non vuole governare ogni villaggio, ma pretende, allo stesso tempo, che nessun villaggio possa sottrarsi alle conseguenze delle decisioni prese a Washington. La delusione, oggi, appartiene a chi lo aveva creduto un uomo di pace. Al mondo dei sovranisti europei e <em>&#8220;MAGA<\/em>&#8220;. Per chi invece definisce ancora <em>\u201cisolazionista<\/em>\u201d il presidente sotto il quale l\u2019America bombarda l\u2019Iran, riarma l\u2019Ucraina e disciplina la NATO non resta che lo sconcerto. Perch\u00e9, se Trump prometteva di riportare l\u2019America a casa, ha invece finito per affermare, nei fatti, che l\u2019intero mondo deve essere casa sua.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Esiste un equivoco che ha accompagnato Donald Trump (e il cosiddetto &#8220;trumpismo&#8221;) fin dalla sua prima comparsa sulla scena politica: aver scambiato il suo disprezzo per il linguaggio dell\u2019impero con un\u2019avversione per l\u2019impero stesso. Poich\u00e9 insultava la NATO, derideva l&#8217;establishment neoconservatore e democratico, criticava le \u201cguerre infinite\u201d e prometteva di occuparsi anzitutto dell\u2019America, molti lo definirono isolazionista. Altri videro in lui il presidente &#8220;jacksoniano&#8221; che avrebbe restituito gli Stati Uniti ai propri confini, sottraendoli alla missione di amministrare il pianeta. Era un\u2019illusione. 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