{"id":3031,"date":"2026-09-08T11:33:38","date_gmt":"2026-09-08T09:33:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=3031"},"modified":"2026-09-08T11:33:38","modified_gmt":"2026-09-08T09:33:38","slug":"la-piccola-borghesia-teledipendente-dittatura-dei-mangiatori-di-cronaca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2026\/09\/08\/la-piccola-borghesia-teledipendente-dittatura-dei-mangiatori-di-cronaca\/","title":{"rendered":"La piccola borghesia tele-dipendente, ovvero la dittatura dei mangiatori di cronaca"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_3049\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2026\/09\/yousafbhutta-popcorn-7025931.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-3049\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3049\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2026\/09\/yousafbhutta-popcorn-7025931-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2026\/09\/yousafbhutta-popcorn-7025931-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2026\/09\/yousafbhutta-popcorn-7025931-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2026\/09\/yousafbhutta-popcorn-7025931-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2026\/09\/yousafbhutta-popcorn-7025931.jpg 1500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3049\" class=\"wp-caption-text\">Foto di yousafbhutta da Pixabay<\/p><\/div>\n<p>Ogni epoca produce un proprio tipo umano prevalente ed egemone, all&#8217;interno del dibattito pubblico. La nostra, quella dei mezzi di comunicazione di massa, ha prodotto il piccolo borghese tele-dipendente: non abbastanza ricco da governare, non abbastanza povero da ribellarsi, abbastanza impaurito da obbedire a qualunque assurda norma (anzi, di invocarla) purch\u00e9 venga presentata dal piccolo schermo, di gran lunga e checch\u00e9 se ne dica ancora il <em>media<\/em> pi\u00f9 influente, come forma di tutela di un non meglio precisato &#8220;<em>bene di tutti<\/em>&#8220;. La sua principale aspirazione non \u00e8 essere libero, colto o giusto. \u00c8 essere normale. Essere, cio\u00e8, &#8220;<em>come tutti<\/em>&#8220;: vestire come gli altri, pensare come gli altri, scandalizzarsi insieme agli altri. La normalit\u00e0, per lui, non \u00e8 equilibrio: \u00e8 mimetismo. Coincide con la media, e la media con la mediocrit\u00e0 elevata a criterio morale. Il piccolo borghese teme soprattutto di apparire diverso. Non domanda se un\u2019opinione sia vera, ma se sia accettabile. Persino la trasgressione deve essere autorizzata dalla moda. Difende la causa del mese e si sente anticonformista insieme a milioni di persone identiche.<\/p>\n<p>\u00c8 il prototipo dell\u2019uomo-massa: colui che rinuncia alla propria misura per riceverla dalla moltitudine. La sua coscienza funziona per contagio: ride quando gli altri ridono, si commuove quando il montaggio televisivo glielo ordina, odia quando il titolo gli indica il colpevole. Per questo la cronaca \u00e8 il suo ambiente naturale. La realt\u00e0 complessa lo annoia; il caso umano, l&#8217;emotivit\u00e0 istantanea lo eccitano. Analizzare strutture sociali ed economiche o dinamiche di potere richiede studio, fatica, letture mentre commentare un fatto di sangue necessita soltanto di una reazione pavloviana: esprimere un giudizio. Ecco, davanti a una tragedia, il piccolo borghese ritrova finalmente la propria funzione pubblica: giudicare. Non conosce gli atti, ma conosce gi\u00e0 la pena. Ignora cause ed effetti, ma pretende che \u201c<em>si faccia qualcosa<\/em>\u201d. E la politica, incapace di governare processi che durano anni, asseconda emozioni che durano una settimana. O anche meno.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 in questo modo che il piccolo borghese diventa l\u2019arma bianca delle grandi concentrazioni di capitale e di potere. Delle cosiddette <em>lobby<\/em>. Non perch\u00e9 sia consapevolmente al loro servizio, ma perch\u00e9 indirizza la rabbia verso ci\u00f2 che non mette mai in discussione i reali rapporti di forza: quelli economici <em>in primis<\/em>. Sorveglia i comportamenti mentre altri amministrano la ricchezza e il dominio. Discute il gesto sconveniente, la frase offensiva, il delitto del giorno; non discute chi determina i salari o chi trasforma i diritti in servizi a pagamento. Il denaro governa le strutture. La piccola borghesia pattuglia, invece, la morale.<\/p>\n<p>In alto si concentrano patrimoni, si privatizzano beni, si precarizza il lavoro. In basso, l\u2019uomo piccolo-borghese e tele-dipendente chiede divieti, scuse pubbliche, licenziamenti esemplari e nuovi reati. Crede di esercitare sovranit\u00e0 perch\u00e9 pu\u00f2 partecipare alla lapidazione mediatica di uno sconosciuto. La sua emotivit\u00e0 \u00e8 preziosa perch\u00e9 prevedibile. Basta offrirle una vittima, un colpevole e una frase semplice: \u201c<em>Mai pi\u00f9\u201d<\/em>, \u201c<em>tolleranza zero<\/em>\u201d, <em>\u201cchi sbaglia paga\u201d<\/em>. Formule perfette per una classe che confonde la severit\u00e0 con la seriet\u00e0. Il moralismo nasce da questa debolezza. Chi non sa spiegare il mondo preferisce processarlo. La condanna offre un\u2019illusione di superiorit\u00e0 senza imporre la fatica della comprensione. Il piccolo borghese tele-dipendente non vuole capire perch\u00e9 una societ\u00e0 produca violenza o precariet\u00e0: vuole trovare la persona cattiva che permetta a tutti gli altri\u00a0 di sentirsi buoni.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, ma gli altri chi? Gli altri componenti la folla, ovviamente, della quale lui stesso fa parte. Una folla, quella moderna, che non si raduna pi\u00f9 soltanto nelle piazze. Si sincronizza davanti agli schermi. Milioni di individui isolati recepiscono, proprio come il cane di Pavlov, il medesimo<em> shock<\/em> emotivo e, inconsapevoli, lo scambiano per un giudizio personale. \u00c8 il paradosso dell\u2019uomo-massa contemporaneo: vive solo, ma non pensa mai da solo. Anche la sua idea di ordine \u00e8 povera. Non pretende istituzioni efficienti, comunit\u00e0 solide o rapporti economici giusti. Pretende che nessuno turbi la superficie. Vuole parole educate in luoghi di lavoro brutali e comportamenti decorosi dentro una societ\u00e0 fondata sulla competizione permanente.<\/p>\n<p>La normalit\u00e0 diventa cos\u00ec la maschera del disordine. Purch\u00e9 tutto appaia conforme, nulla deve essere realmente giusto. Ecco perch\u00e9 il grande capitale non pu\u00f2 temere questa classe. Anzi, pu\u00f2 solo amarla. E servirsene. Sa che potr\u00e0 impoverirla, purch\u00e9 le lasci il diritto di sentirsi migliore di qualcuno: dell\u2019immigrato, del disoccupato o del personaggio appena dichiarato impresentabile. E il piccolo borghese ricambia, difendendo la norma perch\u00e9 teme il vuoto che troverebbe fuori di essa. Non ha una struttura di pensiero abbastanza forte da sostenerlo. Possiede soltanto l\u2019approvazione degli altri. Per questo obbedisce alla media e chiama equilibrio la propria paura di esclusione.<\/p>\n<p>Non \u00e8 il potere a dover imporre il conformismo. Gli basta convincere milioni di persone che essere &#8220;normali&#8221; (cio\u00e8 il pi\u00f9 possibile omologati alla mediocrit\u00e0) sia una virt\u00f9. Da quel momento\u00a0la folla piccolo-borghese e tele-dipendente far\u00e0 tutto da sola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ogni epoca produce un proprio tipo umano prevalente ed egemone, all&#8217;interno del dibattito pubblico. La nostra, quella dei mezzi di comunicazione di massa, ha prodotto il piccolo borghese tele-dipendente: non abbastanza ricco da governare, non abbastanza povero da ribellarsi, abbastanza impaurito da obbedire a qualunque assurda norma (anzi, di invocarla) purch\u00e9 venga presentata dal piccolo schermo, di gran lunga e checch\u00e9 se ne dica ancora il media pi\u00f9 influente, come forma di tutela di un non meglio precisato &#8220;bene di tutti&#8220;. La sua principale aspirazione non \u00e8 essere libero, colto o giusto. \u00c8 essere normale. 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