{"id":549,"date":"2018-08-27T11:05:54","date_gmt":"2018-08-27T09:05:54","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=549"},"modified":"2018-08-27T12:26:29","modified_gmt":"2018-08-27T10:26:29","slug":"da-lisbona-a-vladivostok-perche-alleuropa-ora-serve-una-grande-narrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2018\/08\/27\/da-lisbona-a-vladivostok-perche-alleuropa-ora-serve-una-grande-narrazione\/","title":{"rendered":"Da Lisbona a Vladivostok: perch\u00e9 all&#8217;Europa ora serve una grande narrazione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/08\/IMG_0022.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-551 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/08\/IMG_0022-300x225.jpg\" alt=\"IMG_0022\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/08\/IMG_0022-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/08\/IMG_0022-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/08\/IMG_0022.jpg 1365w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Rapporto tra <i>deficit<\/i> e PIL, conti in ordine, compiti a casa. Questa sciatta e scialba narrazione dell&#8217;Europa, asfittica e aziendalista, da ragioniere, non funziona. Lo si \u00e8 visto con l&#8217;emergere dei populismi, che hanno fatto dell&#8217;Europa, vista la sua insussistenza politica, il bersaglio privilegiato di ogni male. Ultimo esempio il caso della nave Diciotti.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa insomma, non se la passa bene, \u00e8 risaputo. Ma, oggi come oggi, sarebbe un peccato quasi mortale il permettere che il &#8220;malato&#8221; ci lasci le penne. Il perch\u00e9 ce lo sta insegnando la Germania che, per la prima volta forse, sta lanciando timidi segnali di volersi fare carico di un&#8217;egemonia anche politica sul continente, acquisendo sacche di autonomia rispetto all&#8217;eterno convitato di pietra, gli Stati Uniti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/08\/IMG_0020.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-552 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/08\/IMG_0020-300x204.jpg\" alt=\"Russia's President Putin listens to German Chancellor Merkel during a meeting on resolving the Ukraine crisis at the Kremlin in Moscow\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/08\/IMG_0020-300x204.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/08\/IMG_0020-1024x697.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/08\/IMG_0020.jpg 1400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>A dimostrarlo il recente incontro di Angela Merkel con Vladimir Putin a Schloss Meseberg, che ha cementato ufficialmente il tentativo di riavvicinamento di Berlino a alla Federazione Russa dopo anni difficili. Un rapporto quasi naturale quello tra Germania e Cremlino, che per\u00f2 \u00e8 sempre stato la spina nel fianco della Casa Bianca, la quale ha sempre avuto come obiettivo il tenere separata l&#8217;Europa occidentale, sotto la sua influenza dalla fine del secondo conflitto mondiale, dalla sua controparte orientale, dal cuore del grande continente eurasiatico, ricco di materie prime (e testate nucleari).<\/p>\n<p>Cos\u00ec mentre Trump, pur se osannato dai sovranisti europei, al di l\u00e0 delle sceneggiate di Helsinki, poi si trova a non avere grande libert\u00e0 di manovra rispetto al <i>deep state<\/i> statunitense (prova ne sono le nuove sanzioni contro Mosca), che lo tiene in scacco anche con la minaccia dell&#8217;<i>impeachment<\/i> relativa alla vicenda del <i>Russiagate<\/i>, l&#8217;odiata (sempre dai sovranisti) Merkel invece lavora alacremente per una rinnovata <i>ostpolitik<\/i>, che prospera nella frattura con gli Stati Uniti sui dazi, sul gasdotto <i>North Stream 2<\/i> e sulla questione iraniana.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo di lungo termine, forse, se lo \u00e8 lasciato sfuggire il suo ministro degli Esteri, il socialdemocratico Heiko Maas, pur noto in passato per la sua posizione filo-atlantista. A luglio aveva parlato della necessit\u00e0 di arrivare a un'&#8221;<a href=\"https:\/\/amp.cnn.com\/cnn\/2018\/07\/16\/europe\/heiko-maas-trump-comments-intl\/index.html\"><i>Europa sovrana (&#8230;) che non sia pi\u00f9 integralmente dipendente dagli Stati Uniti<\/i>&#8220;.<\/a> Ad agosto addirittura Maas ha parlato, in un comunicato che poi la Merkel ha, con un certo imbarazzo, definito come &#8220;<i>non concordato<\/i>&#8220;, <a href=\"http:\/\/amp.ilsole24ore.com\/pagina\/AElovBeF\">di un sistema di pagamenti alternativo al circuito <\/a><i><a href=\"http:\/\/amp.ilsole24ore.com\/pagina\/AElovBeF\">Swif<\/a>t<\/i> e indipendente dagli Stati Uniti. Mai, in Europa, ci si era spinti a tanto. Una linea di pensiero allineata con quella russa e cinese del progressivo superamento del dollaro. Mai parole di questo tipo erano state pronunciate, per giunta da un moderato, nel vecchio continente.<\/p>\n<p>Smentite a parte, \u00e8 evidente la voglia di autonomia di un&#8217;Europa (o meglio, per ora, di una Germania) che non vuole pi\u00f9 sottostare ai chiari di luna d&#8217;oltreoceano. I tempi di Obama, in cui l&#8217;integrazione euroatlantica a discapito dei rapporti con Mosca sembrava correre senza freni, sembrano lontani.<\/p>\n<p><b>ATTACCARE L&#8217;EUROPA ORA \u00c8 ASSURDO<\/b><\/p>\n<p>Se la Germania lotta per l&#8217;autonomia europea, assurdo sarebbe, da parte delle emergenti forze sovraniste, abbandonare e attaccare l&#8217;Europa proprio in questo momento. Perch\u00e9, che sia chiaro, il primo grosso problema di sovranit\u00e0 europeo \u00e8 proprio quello dei rapporti di forza con gli Stati Uniti. Non quello dell&#8217;Euro. Eppure questo sta accadendo.<\/p>\n<p>Il perch\u00e9, tornando all&#8217;origine del discorso che qui si sviluppa, \u00e8 da individuarsi anche e soprattutto nella narrazione lacunosa, inadeguata, da impiegati d&#8217;ufficio, da borghesi piccoli piccoli che i difensori del comune progetto europeo cercano di vendere. Oggi i movimenti che vogliono salvare l&#8217;Europa devono capire che senza uno strumento di pari potenza rispetto a quello dei populismi, ossia senza una grande visione, non si pu\u00f2 pretendere di guadagnare consenso popolare a un progetto visto, oggi come mai prima, lontano e distante.<\/p>\n<p><b>LA GRANDE VISIONE<\/b><\/p>\n<p>E allora, abbandonando l&#8217;inutile retorica della responsabilit\u00e0 (mai nella storia dell&#8217;umanit\u00e0 i grandi progetti sono stati partoriti da &#8220;responsabili&#8221;, ma sempre, semmai, da irresponsabili, da menti folli, visionarie e coraggiose, da Alessandro Magno a Bonaparte), cos\u00ec come quella, penosa e debolissima, dei diritti civili, serve un grande sogno. Un sogno davvero coraggioso. Che per\u00f2, nell&#8217;epoca della crisi di sistema del capitalismo finanziario anglosassone e della sua egemonia, non deve pi\u00f9 essere eresia.<\/p>\n<p>Quale potrebbe essere questo sogno? L&#8217;unico possibile, pur se da proiettare su un lungo, anzi lunghissimo, periodo. La grande Europa federale. Da Lisbona a Vladivostok. Il progetto geopolitico accarezzato da Napoleone, da Hitler e (in fondo) anche dall&#8217;Urss, al netto di ideologie condannate dalla storia e dei loro tragici risvolti, pu\u00f2 essere ancora il traguardo a lungo termine da perseguire per chi sogna il continente europeo, inclusa la grande Russia, come una superpotenza del mondo. L&#8217;Europa politica in luogo dell&#8217;Occidente americanizzato. Una realt\u00e0 costruita su quattro millenni di storia, cultura e tradizioni comuni. Difficile, aleatoria, praticamente impossibile da realizzare. Ma in grado di far sognare. Con buona pace di miopi nazionalismi e populismi. Ecco, se \u00e8 consentito dare un consiglio a chi l&#8217;Europa unita vuole salvarla, questa pu\u00f2 essere la visione in cui credere e far credere. Da promuovere con convinzione. Altro che responsabilit\u00e0, accoglienza e diritti civili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Rapporto tra deficit e PIL, conti in ordine, compiti a casa. Questa sciatta e scialba narrazione dell&#8217;Europa, asfittica e aziendalista, da ragioniere, non funziona. Lo si \u00e8 visto con l&#8217;emergere dei populismi, che hanno fatto dell&#8217;Europa, vista la sua insussistenza politica, il bersaglio privilegiato di ogni male. Ultimo esempio il caso della nave Diciotti. L&#8217;Europa insomma, non se la passa bene, \u00e8 risaputo. Ma, oggi come oggi, sarebbe un peccato quasi mortale il permettere che il &#8220;malato&#8221; ci lasci le penne. Il perch\u00e9 ce lo sta insegnando la Germania che, per la prima volta forse, sta lanciando timidi segnali di [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2018\/08\/27\/da-lisbona-a-vladivostok-perche-alleuropa-ora-serve-una-grande-narrazione\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1106,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[20879],"tags":[42,35,317274,19,62841,317275],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/549"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1106"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=549"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/549\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":558,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/549\/revisions\/558"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=549"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=549"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=549"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}