{"id":614,"date":"2018-09-04T08:27:27","date_gmt":"2018-09-04T06:27:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=614"},"modified":"2018-09-29T12:50:45","modified_gmt":"2018-09-29T10:50:45","slug":"caos-libia-il-doppiogiochista-macron-e-il-ruolo-di-russia-ed-egitto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2018\/09\/04\/caos-libia-il-doppiogiochista-macron-e-il-ruolo-di-russia-ed-egitto\/","title":{"rendered":"Caos Libia: il doppiogiochista Macron e il ruolo di Russia ed Egitto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0251.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-616 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0251-300x191.jpg\" alt=\"IMG_0251\" width=\"300\" height=\"191\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0251-300x191.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0251-1024x652.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0251.jpg 1500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L&#8217;Italia sta perdendo (di nuovo) la Libia. La Francia la sta (di nuovo) conquistando? \u00c8 questo il verdetto pi\u00f9 o meno unanime dei principali osservatori circa gli scontri che si sono verificati a Tripoli negli ultimi giorni. Un verdetto, probabilmente, azzeccato, se nulla dovesse cambiare. Ma come \u00e8 potuto accadere tutto questo? Solo poche settimane fa gli italiani gioivano\u00a0per il successo diplomatico dell&#8217;incontro a Washington tra il <em>premier<\/em> Giuseppe Conte e l&#8217;inquilino della Casa Bianca, Donald Trump, che aveva assegnato all&#8217;Italia il ruolo di primo attore nel difficile processo di stabilizzazione dell&#8217;ex colonia, in vista di una conferenza a Roma che, in autunno, dovrebbe tracciare le future tappe per lo Stato nordafricano. Una scelta che a molti era sembrata una rivincita su quella Francia che, trascinando gli Stati Uniti di Obama, aveva annientato nel 2011 il regime di Muhammar Gheddafi, i cui rapporti con il Bel Paese erano noti, consegnando la Libia, un tempo un esempio di stabilit\u00e0 per l&#8217;Africa intera, al caos.<\/p>\n<p>Occorre per\u00f2 fare qualche passo indietro. L&#8217;Italia, sotto indicazione delle Nazioni Unite, ha scelto da tempo di riporre la sua fiducia e il suo supporto sul debole <i>premier<\/i> tripolitano Fayez Al Sarraj, un uomo il cui governo controlla a malapena la capitale, ma che gode della fiducia della &#8220;comunit\u00e0 internazionale&#8221;, ossia gli Stati Uniti e i loro alleati. La Francia invece, seguendo l&#8217;esempio di Russia ed Egitto, ha effettuato una scelta in controtendenza con la linea dei Paesi occidentali (cio\u00e8 con i suoi alleati&#8230;) sposando la causa del generale Khalifa Belqasim Haftar, militare e uomo forte prima del regime di Gheddafi, per cui combatt\u00e9 contro il Ciad negli anni &#8217;80, poi degli americani come figura da contrapporre al colonnello, il cui regime lo aveva condannato a morte. Tanto che, allo scoppio della rivoluzione nel 2011 lasci\u00f2 gli Stati Uniti, dove nel frattempo aveva riparato, per unirsi ai ribelli e divenirne uno dei principali comandanti militari.<\/p>\n<p>In questi anni Haftar, dopo aver sottratto diversi territorio alle milizie islamiste che hanno prosperato nel caos libico (fatto che lo ha reso un alleato naturale dell&#8217;Egitto di Al Sisi, per cui la principale preoccupazione \u00e8 quella di tenere lontani dai confini egiziani eventuali entit\u00e0 radicali) e dopo aver stabilito di fatto il suo comando sulla Cirenaica, la zona orientale ricca di risorse naturali (&#8220;mezzaluna petrolifera&#8221;) che ha come capitale Tobruk, dove ricopre attualmente il ruolo di Capo di Stato maggiore, non ha mai nascosto le proprie mire su Tripoli.<\/p>\n<p>Ora, il problema principale sorge forse dal fatto che, nonostante i maggiori giacimenti di petrolio,<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/energia\/eni-petrolio-libia-total-italia\/\"> cui mirano sia l&#8217;italiana ENI (in Libia dal 1959), che la francese <i>Total<\/i><\/a>, si trovino nell&#8217;est del Paese, la compagnia petrolifera di Stato riconosciuta dalla cosiddetta comunit\u00e0 internazionale sia soltanto una, la <i>NOC (National Oil Company)<\/i>, legata al debole Governo di Tripoli. Nel mese di luglio Haftar aveva minacciato di voler &#8220;spacchettare&#8221; la <i>NOC<\/i>, ma poi il problema era rientrato, <a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/energia\/libia-italia-petrolio-haftar\/\">con il generale che aveva restituito alla compagnia dei <i>terminal<\/i> petroliferi, in cambio di futuri ruoli di rilievo nella Banca Centrale Libica.<\/a><\/p>\n<p>La conferenza di Parigi lo scorso 29 maggio, organizzata dai francesi, aveva visto il presidente Macron, alla presenza del generale Haftar e di Al Sarraj, annunciare elezioni nel Paese per il 10 dicembre, motivo per cui ora Haftar e i suoi protestano contro l&#8217;iniziativa italiana.\u00a0L&#8217;attacco delle ultime ore della Settima Brigata ribelle su Tripoli va letto in questo quadro, considerando che la stessa brigata \u00e8 considerata vicina a Tobruk e ad Haftar.<\/p>\n<p><b>OBIETTIVO SPACCHETTARE LA &#8220;NOC&#8221;?<\/b><\/p>\n<p>Potrebbe quindi esserci il tentativo di destabilizzare Tripoli, che ha il controllo della <i>NOC<\/i>, per arrivare forse a una divisione del Paese in tre parti, disegno coltivato da tempo in alcuni ambienti francesi: Tripolitania, Cirenaica e Fezzan. Dividendo, nel contempo la <i>NOC<\/i> e assicurando il controllo della zona pi\u00f9 ricca di giacimenti, in via esclusiva, all&#8217;esercito di Haftar. E quindi agli alleati della Francia (e della Russia). A proposito di Mosca, nasce forse dal teatro libico il riavvicinamento a Parigi. Ieri nel corso di una conferenza in Svezia, <a href=\"https:\/\/sputniknews.com\/europe\/201809031067696261-france-russia-eu-macron-putin-relations\/\">Macron ha ribadito l&#8217;intenzione di voler costruire un sistema di sicurezza europeo insieme alla Russia<\/a>. Dichiarazioni che forse fanno comodo ora che c&#8217;\u00e8 da sistemare la questione nordafricana.<\/p>\n<p><b>L&#8217;ITALIA DEVE FAR VALERE I RAPPORTI CON TRUMP, AL SISI E IL CREMLINO<\/b><\/p>\n<p>Proprio per questo ruolo del Cremlino, e dell&#8217;Egitto dove il <i>vicepremier<\/i> italiano Di Maio \u00e8 stato recentemente e dove l&#8217;Italia ha grossi interessi energetici viste le recenti scoperte\u00a0di nuovi giacimenti, il Governo Conte si gioca sulla partita libica molto della propria credibilit\u00e0. Perch\u00e9, dati i buoni rapporti sbandierati con questi due Paesi e con la presidenza americana di Trump, \u00e8 forse su questi che dovr\u00e0 intervenire per risolvere la situazione. Prima che questa precipiti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;Italia sta perdendo (di nuovo) la Libia. 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