{"id":630,"date":"2018-09-05T09:18:22","date_gmt":"2018-09-05T07:18:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=630"},"modified":"2018-09-05T09:18:22","modified_gmt":"2018-09-05T07:18:22","slug":"da-idlib-al-donbass-passando-per-africa-e-borse-la-guerra-fredda-che-si-scalda-tra-eurasia-e-occidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2018\/09\/05\/da-idlib-al-donbass-passando-per-africa-e-borse-la-guerra-fredda-che-si-scalda-tra-eurasia-e-occidente\/","title":{"rendered":"Da Idlib al Donbass, passando per Africa e borse: la &#8220;guerra fredda&#8221; che si scalda tra Eurasia e Occidente"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0273.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-633 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0273-300x200.jpg\" alt=\"IMG_0273\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0273-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0273.jpg 950w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Dalla Cina arrivano altri 60 miliardi di dollari per lo sviluppo del continente africano, nell&#8217;ambito del progetto della Nuova Via della Seta. Nel mentre la Russia, nonostante le minacce di Trump, ha bombardato Idlib, dando il via alla liberazione dell&#8217;ultima porzione di Siria in mano ai ribelli. Nel Donbass, in Ucraina, affermano invece fonti dei guerriglieri locali, sarebbero giunti ufficiali militari dagli Stati Uniti e dal Canada, fatto che lascerebbe presagire una volont\u00e0 di intervenire militarmente da parte delle potenze occidentali.<\/p>\n<p>Che cosa hanno in comune queste tre notizie? Apparentemente slegate, sono invece unite da un <i>fil rouge<\/i>, un filo conduttore unico: il contrasto, sempre pi\u00f9 chiaro e netto, tra i due grandi schieramenti del panorama globale, l&#8217;Occidente a trazione angloamericana e l&#8217;Eurasia guidata da Russia, Cina e Iran. Un confronto che ormai tocca diverse sfere: la sfera geopolitica, quella economica e quella monetaria. Al proposito, gi\u00e0 si era parlato su questo <i>blog<\/i> dei congiunti sforzi russi e cinesi per inficiare il predominio globale del dollaro, sostituendolo progressivamente negli scambi. Il <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2018\/06\/26\/usa-cina-e-russia-tra-guerre-commerciali-e-de-dollarizzazione\/\">traguardo \u00e8 quello di una progressiva de-dollarizzazione<\/a> del mercato internazionale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0275.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-634 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0275.jpg\" alt=\"IMG_0275\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a><\/p>\n<p><b>VOSTOK 2018: LA PI\u00d9 GRANDE ESERCITAZIONE RUSSA DALLA GUERRA FREDDA. CON TRUPPE CINESI<\/b><\/p>\n<p>Si \u00e8 detto per\u00f2 che il confronto \u00e8 anche militare. E allora, a tal proposito, giova segnalare che quella che \u00e8 gi\u00e0 stata definita come la pi\u00f9 grande esercitazione militare russa dai tempi della Guerra Fredda (per la precisione dal 1981, quando il disgelo tra URSS e USA era ancora da venire), intitolata &#8220;<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2018\/08\/28\/world\/europe\/russia-military-drills.amp.html\">Vostok 2018&#8243; e che si svolger\u00e0 nei prossimi giorni con la partecipazione di 300mila soldati, 1000 aerei da combattimento e 900 carri armati, vedr\u00e0 per la prima volta un significativo contingente cinese, 3200 truppe<\/a>. \u00c8 il sintomo di una cooperazione strategica tra i due giganti, Mosca e Pechino, che \u00e8 sempre pi\u00f9 stretta. E che preoccupa gli Stati Uniti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0276.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-635\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0276-300x211.jpg\" alt=\"IMG_0276\" width=\"300\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0276-300x211.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0276.jpg 781w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><b>SIRIA: VIA ALL&#8217;OFFENSIVA SU IDLIB, TRUMP IGNORATO DAI RUSSI<\/b><\/p>\n<p>A proposito di preoccupazioni americane, il\u00a0<i>tweet<\/i> di Trump che invitava Russia e Iran (terza colonna portante dell&#8217;asse eurasiatico) a non partecipare agli attacchi dell&#8217;esercito siriano su Idlib<a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/idlib-russia-raid-turchia\/\"> \u00e8 stato liquidato con le bombe dei Sukhoi. <\/a>Putin e gli iraniani e i loro alleati delle milizie libanesi di <i>Hezbollah<\/i> non hanno la bench\u00e9 minima intenzione di mollare Assad sul finale di partita contro le ultime roccaforti jihadiste (inutile dire che &#8220;ribelli&#8221; sarebbe un termine eccessivamente edulcorato) e il governo siriano ben gradisce questo supporto. Con buona pace delle irricevibili richieste di Washington e Tel Aviv sul ritiro delle truppe sciite. Ovviamente in questo scenario, come gi\u00e0 si era detto, importante sar\u00e0 il ruolo della Turchia, che dovr\u00e0 scegliere da quale parte stare.<\/p>\n<p><b>UCRAINA: TRUPPE AMERICANE E CANADESI IN DONBASS?<\/b><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0277.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-637 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0277-300x174.jpg\" alt=\"IMG_0277\" width=\"300\" height=\"174\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0277-300x174.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0277.jpg 760w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Se in Siria la situazione volge a favore di Mosca e Teheran, in Ucraina, dopo la morte in un attentato del filo-russo Aleksandr Zakharchenko, <i>leader<\/i> della autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk, l&#8217;Occidente si fa minaccioso. Secondo Eduard Basarin, rappresentante del comando operativo filo-russo, le truppe del governo ucraino si starebbero preparando a un&#8217;offensiva che spezzerebbe definitivamente gli effetti degli accordi di Minsk. Inoltre, il capo dell\u2019ufficio stampa del comando operativo dell\u2019esercito di liberazione popolare di Donetsk, Daniil Besnosov, ha dichiarato che un gran numero di militari stranieri \u00e8 arrivato nel territorio del Donbass, tra cui, come si diceva, ufficiali militari di alto rango degli Stati Uniti e del Canada. <a href=\"https:\/\/www.fort-russ.com\/amp\/2018\/09\/major-is-the-us-and-canada-about-to-invade-donbass\/\">Lo riporta <i>Fort Russ<\/i><\/a>. Una situazione che, specie dall&#8217;assassinio di Zakharchenko, non promette nulla di positivo.<\/p>\n<p><b>DA PECHINO PIOGGIA DI MILIARDI SU AFRICA E PAESI ARABI<\/b><\/p>\n<p>Mentre la Federazione Russa \u00e8 attiva in prima linea in questo confronto con l&#8217;Occidente, la Repubblica Popolare Cinese per ora si tiene alla larga dai principali teatri di conflitto e in generale dal confronto militare (sebbene le sue spese in armamenti siano in costante e vertiginosa crescita). Ma la sua capacit\u00e0 di penetrazione economica, e quindi di sfida al primato occidentale in questo campo, grazie anche al progetto<i> Belt and Road Initiative, <\/i>\u00e8<i>\u00a0<\/i>inarrestabile. Per quanto concerne l&#8217;Africa, dopo i 60 miliardi gi\u00e0 stanziati nel 2015, durante il <i>Forum on China-Africa Cooperation<\/i> il presidente Xi Jinping ha infatti annunciato la sua volont\u00e0 di raddoppiare. &#8220;<i>Nello specifico <\/i>&#8211; <a href=\"https:\/\/www.milanofinanza.it\/amp\/news\/dalla-cina-altri-60-miliardi-per-l-africa-201809031608497165\">spiega<\/a> <i>Milano Finanza<\/i> &#8211; <i>dei 60 miliardi promessi per i prossimi tre anni 15 miliardi arriveranno sotto forma di aiuti e prestiti a interessi zero, altri 20 miliardi invece si materializzeranno come linee di credito a favore delle imprese, altri 10 miliardi saranno destinati a un fondo speciale per lo sviluppo del Paese, ulteriori 5 miliardi andranno a favorire le importazioni dall\u2019Africa e, infine, gli ultimi 10 miliardi serviranno per sostenere progetti privati delle imprese cinesi<\/i>&#8220;. Solo a luglio la Cina aveva annunciato la concessione di un prestito da 20 miliardi per i Paesi arabi.<br \/>\nQuesti investimenti, soprattutto nel continente nero, sono destinati a mutare i rapporti di forza globali. Non a caso la prima base militare cinese fuori dai confini nazionali \u00e8 stata aperta proprio nel continente nero, a Gibuti.<\/p>\n<p><b>CRISI E TENSIONI INTERNAZIONALI DA LEGGERE ALLA LUCE DEL CONFRONTO TRA BLOCCHI: \u00c8 LA &#8220;SECONDA GUERRA FREDDA&#8221;<\/b><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0281.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-642 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0281-300x200.jpg\" alt=\"IMG_0281\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0281-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0281-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0281.jpg 1500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00c8 dunque all&#8217;interno della progressiva e crescente conflittualit\u00e0 tra due blocchi, Occidente ed Eurasia, piuttosto che come situazioni isolate di conflittualit\u00e0 geopolitiche tra la Russia o l&#8217;Iran e gli Stati Uniti o economiche tra questi e la Cina, che bisogna necessariamente leggere le sempre pi\u00f9 numerose situazioni di instabilit\u00e0 globale? Alcuni osservatori iniziano a parlare di una <a href=\"https:\/\/nationalinterest.org\/feature\/america-vs-russia-china-welcome-cold-war-ii-25382\">&#8220;seconda guerra fredda&#8221;<\/a>. Certo \u00e8 difficile negare che queste instabilit\u00e0 siano figlie del tentativo del primo blocco, occidentale e liberale, di reagire alla progressiva perdita di influenza, con esiti purtroppo catastrofici. Se si fissa il 2001 (anno dell&#8217;attacco alle Torri Gemelle ma anche dell&#8217;ingresso della Cina nell&#8217;Organizzazione Mondiale del Commercio) come data di partenza di questo lungo confronto, si pu\u00f2 notare come tutti gli interventi militari a guida occidentale da allora abbiano prodotto esclusivamente destabilizzazioni mai (o mal) sanate: Afghanistan, Iraq, Libia, un elenco di Paesi precipitati nel caos e mai pi\u00f9 risollevatisi.<\/p>\n<p>A tal proposito tocca constatare come il presidente &#8220;anti <i>establishment<\/i>&#8221; Donald Trump si ponga, in realt\u00e0, in netta e totale continuit\u00e0 con i suoi predecessori. Le tensioni internazionali vanno infatti aumentando in quantit\u00e0 ed esacerbandosi in qualit\u00e0 e, nel contempo, le guerre commerciali nel segno del motto &#8220;<em>make America great again<\/em>&#8220;, da inserirsi nel tentativo di sovvertire la perdita di fette di egemonia economica causate della globalizzazione di cui sopra (globalizzazione che peraltro \u00e8 un prodotto interamente figlio dell&#8217;ordine mondiale liberale costruito dagli Stati Uniti) stanno accelerando il processo di scontro con la Cina.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0278.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-639 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0278-300x157.jpg\" alt=\"IMG_0278\" width=\"300\" height=\"157\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0278-300x157.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/09\/IMG_0278.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La grossa domanda tuttavia \u00e8 un&#8217;altra. Questa nuova e strana guerra fredda, diventer\u00e0 mai una guerra calda? Il buonsenso preferirebbe una risposta negativa. Tuttavia, se nella prima i blocchi erano anche ideologicamente riconoscibili, in questa seconda guerra fredda lo sono meno, con la conseguentemente minore consapevolezza collettiva di vivere una situazione molto seria e grave. Eppure, purtroppo, i segnali indicano che la disponibilit\u00e0 a prepararsi a qualcosa di grosso non possa essere del tutto esclusa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dalla Cina arrivano altri 60 miliardi di dollari per lo sviluppo del continente africano, nell&#8217;ambito del progetto della Nuova Via della Seta. Nel mentre la Russia, nonostante le minacce di Trump, ha bombardato Idlib, dando il via alla liberazione dell&#8217;ultima porzione di Siria in mano ai ribelli. Nel Donbass, in Ucraina, affermano invece fonti dei guerriglieri locali, sarebbero giunti ufficiali militari dagli Stati Uniti e dal Canada, fatto che lascerebbe presagire una volont\u00e0 di intervenire militarmente da parte delle potenze occidentali. Che cosa hanno in comune queste tre notizie? 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