{"id":797,"date":"2018-10-08T10:23:07","date_gmt":"2018-10-08T08:23:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=797"},"modified":"2018-10-11T14:59:33","modified_gmt":"2018-10-11T12:59:33","slug":"iran-prossima-una-esportazione-di-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2018\/10\/08\/iran-prossima-una-esportazione-di-democrazia\/","title":{"rendered":"Iran: prossima una &#8220;esportazione di democrazia&#8221;?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/10\/IMG_1170.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-802 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/10\/IMG_1170-300x200.jpg\" alt=\"U.S. President Trump delivers remarks at the start of the NATO summit at their new headquarters in Brussels\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/10\/IMG_1170-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/10\/IMG_1170-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/10\/IMG_1170.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Dal 1979 l&#8217;Iran \u00e8 una spina nel fianco degli Stati Uniti. E le motivazioni reali, chiaramente, sono geopolitiche oltre che ideologiche (anche se queste, vista la nota influenza dell&#8217;<i>Israel lobby<\/i> a Washington, soprattutto in campo repubblicano, non sono comunque secondarie). Da un lato, con il regno dell&#8217;alleato Pahlavi, gli americani potevano esercitare un controllo indiretto su un territorio puntato come una lancia verso il cuore della massa continentale eurasiatica e quindi dell&#8217;URSS (oggi occupato dalla Russia e dai Paesi dell&#8217;Asia centrale) e questo, dopo la rivoluzione degli <i>ayatollah,\u00a0<\/i>non \u00e8 ovviamente pi\u00f9 stato possibile. E, mai come oggi, con la progressiva costituzione di un asse tra Mosca, Teheran e Pechino, e dopo che proprio l&#8217;Iran e le milizie sciite libanesi di <i>Hezbollah<\/i> hanno svolto un ruolo fondamentale nel capovolgimento delle sorti del conflitto siriano a favore di Assad (e Putin) e a sfavore dei jihadisti sponsorizzati in maniera pi\u00f9 o meno palese dall&#8217;Occidente, il ruolo dell&#8217;Iran nel contrasto ai disegni egemonici americani in Medio Oriente era emerso con tale evidenza.<\/p>\n<p>Dall&#8217;altro, sul fronte energetico, l&#8217;Iran resta uno dei maggiori produttori di petrolio al mondo. Ma un produttore che, al contrario di storici alleati degli <i>USA<\/i> come i sauditi, non si allinea alle volont\u00e0 di Washington. <a href=\"https:\/\/gefira.org\/2018\/08\/08\/lesson-from-iran\/\">L&#8217;ultima delle quali, dietro l&#8217;impulso dei pesanti investimenti americani nel <i>fracking<\/i>, spinge per una riduzione della produzione globale che favorisca una crescita dei prezzi del <i>crude oil<\/i>.<\/a>\u00a0Senza considerare poi il controllo esercitato da Teheran sullo Stretto di Hormuz, fondamentale via di transito per il trasporto petrolifero via mare a livello mondiale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, dall&#8217;ascesa alla Casa Bianca di Donald Trump, i falchi del <i>deep state<\/i> statunitense sembrano non volere pi\u00f9 attendere per il regolamento di conti con Teheran. E dopo l&#8217;uscita unilaterale dal <i>JCPOA<\/i>, l&#8217;accordo sul nucleare iraniano che era stato forse l&#8217;unico effetto positivo della politica estera di Obama e le conseguenti pressioni che stanno gi\u00e0 mettendo in forti difficolt\u00e0 l&#8217;economia iraniana, sembra dunque prepararsi una nuova &#8220;esportazione di democrazia&#8221;, sotto la forma di una possibile operazione di &#8220;<i>regime change<\/i>&#8220;, questa volta ai danni non di un attore secondario, ma dell&#8217;Iran, una delle tre colonne portanti del nuovo asse degli avversari geopolitici dell&#8217;America costituito anche da Russia e Cina&#8230;<\/p>\n<p><b>RUDOLPH GIULIANI INVOCA IL &#8220;REGIME CHANGE&#8221;<\/b><\/p>\n<p>Del resto, se le parole hanno un peso, a palesare che si stia pericolosamente scivolando verso uno scenario di pi\u00f9 o meno aperta conflittualit\u00e0 \u00e8 stato lo stesso Trump, nel suo discorso alle Nazioni Unite di pochi giorni fa. <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2018\/sep\/23\/trump-attorney-rudolph-giuliani-us-iran-regime-change\">Addirittura allucinanti, nella loro trasparenza, le affermazioni dell&#8217;ex sindaco di New York, Rudolph Giuliani,<\/a> oggi avvocato di Trump, il quale, da Parigi, ha detto che gli Stati Uniti vogliono effettuare al pi\u00f9 presto un &#8220;<i>regime change<\/i>&#8221; in Iran, sostenendo l&#8217;organizzazione terroristica (e fino a pochi anni fa riconosciuta come tale anche dagli stessi americani) in esilio dei <i>Mujaheedin Khalq<\/i>, oppositori del governo iraniano, e auspicato che la loro prossima riunione possa svolgersi in patria&#8230; Talmente palesi le affermazioni di Giuliani che persino Nikki Haley, la solitamente aggressiva ambasciatrice statunitense all&#8217;ONU, <a href=\"https:\/\/nypost.com\/2018\/09\/23\/haley-denies-giulianis-claim-of-iran-revolution\/amp\/\">ha dovuto<\/a> affrettarsi a smentirle.<\/p>\n<p>John Kerry, segretario di Stato durante la presidenza Obama, ha messo in guardia l&#8217;opinione pubblica statunitense sulla potenziale pericolosit\u00e0 della situazione. <a href=\"https:\/\/it.sputniknews.com\/amp\/politica\/201810066595555-John-Kerry-sostenitori-usa-iran\/\">L&#8217;uscita dal <i>JCPOA<\/i> degli Stati Uniti, secondo Kerry<\/a>, ha senza dubbio aperto la strada per un confronto diretto con l&#8217;Iran.<\/p>\n<p>Da notare che anche la Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite <a href=\"https:\/\/www.cbsnews.com\/amp\/news\/us-sanctions-iran-un-international-court-of-justice-humanitarian-goods-ruling\/\">ha pochi giorni fa ordinato agli USA di ritirare parte delle nuove sanzioni <\/a>(inflitte proprio in seguito all&#8217;uscita dall&#8217;accordo nucleare) perch\u00e9 queste avrebbero un impatto sui civili.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/10\/IMG_1171.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-804\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/10\/IMG_1171-300x100.jpg\" alt=\"IMG_1171\" width=\"300\" height=\"100\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/10\/IMG_1171-300x100.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/10\/IMG_1171.jpg 665w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><b>QUELL&#8217;ATTENTATO JIHADISTA CON 29 MORTI NELL&#8217;INDIFFERENZA DELL&#8217;OCCIDENTE<\/b><\/p>\n<p>Intanto il Paese degli <i>ayatollah<\/i> sciiti \u00e8 stato vittima, alla fine di settembre, di un attentato di matrice jihadista rivendicato sia dall&#8217;<i>ISIS<\/i>, sia da parte dei separatisti arabi di <i>Al Ahwaz<\/i>, durante una parata militare proprio ad Ahvaz, citt\u00e0 simbolo della guerra tra Iraq e Iran negli anni &#8217;80. <a href=\"http:\/\/www.askanews.it\/esteri\/2018\/09\/22\/iran-strage-a-parata-24-morti-zarif-accusa-regime-straniero-pn_20180922_00067\">L&#8217;attentato ha provocato 29 morti e 53 feriti. Il ministro degli Esteri iraniano Zarif non ha avuto dubbi nell&#8217;additare ancora una volta come ispiratori <\/a>dell&#8217;attacco i Paesi del Golfo, alleati dell&#8217;Occidente: Arabia Saudita su tutti. Comunque sia le dimostrazioni di solidariet\u00e0 occidentali sono state tiepide, per usare un eufemismo.<\/p>\n<p><b>SE FRANCIA E ITALIA SI ACCODANO A WASHINGTON CONTRO I PROPRI INTERESSI<\/b><\/p>\n<p>Spiega\u00a0<a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2018\/10\/06\/sovranisti-ma-servi-degli-americani-trump-ci-chiede-di-schierarci-cont\/39649\/\">Alberto Negri in un articolo su <i>L&#8217;Inkiesta<\/i><\/a> che &#8220;<i>entrano in campo le storiche relazioni pericolose francesi, internazionali e italiane con il fronte anti-Iran. Circa 3500 Mujaheddin Khalq (MEK), oppositori di Teheran un tempo di stanza in Iraq si sono acquartierati in Albania. Parigi e Teheran sono ai ferri corti per la presenza del MEK in Francia, usato da tempo dai servizi israeliani e americani. Nei Balcani, grazie anche ai finanziamenti delle monarchie sunnite del Golfo, si \u00e8 formato negli anni, tra Kosovo, Albania, Bosnia e Macedonia, un esercito di jihadisti: almeno un migliaio in questi anni si sono arruolati in Siria per combattere contro Bashar Assad, appoggiato da russi e iraniani. Adesso i jihadisti sconfitti stanno tornando nei Balcani e potrebbero essere utilizzati in funzione anti-Iran, come per altro \u00e8 gi\u00e0 avvenuto finora nella guerra per procura siriana. Il recente attentato con 30 morti nella citt\u00e0 iraniana di Ahwaz alla parata dei Pasdaran, le Guardie della Rivoluzione, \u00e8 stato probabilmente un\u2019avvisaglia di questa nuova strategia&#8221;.<\/i><\/p>\n<p>Schiacciati nella contesa tra gli Stati Uniti e l&#8217;Iran ci sono dunque i Paesi europei, per i quali l&#8217;apertura del mercato non solo energetico iraniano sarebbe fondamentale e che, dalla scorsa primavera, stanno difendendo il <i>JCPOA<\/i>. Tuttavia, anche in questo caso, la voce dell&#8217;Europa non \u00e8 unitaria e il coraggio sembra latente. Se la Germania si \u00e8 addirittura spinta a ipotizzare un circuito di pagamento alternativo per bypassare le sanzioni americane alle compagnie che fanno affari con l&#8217;Iran e la stessa Angela Merkel, durante <a href=\"https:\/\/www.timesofisrael.com\/merkel-visits-israel-amid-deep-disagreements-over-palestinians-iran\/\">la sua recente visita a Tel Aviv <\/a>ha confermato l&#8217;intenzione di proseguire con l&#8217;accordo, la posizione della Francia \u00e8 ben pi\u00f9 ambigua. Recentemente, con la motivazione di uno sventato attacco da parte dei\u00a0servizi segreti persiani contro una riunione\u00a0dei soliti\u00a0<i>Mujaheddin Khalq<\/i> a Parigi, il governo francese ha annunciato il congelamento dei beni di due cittadini iraniani, oltre che dell&#8217;<i>intelligence<\/i> di Teheran. Senza dimenticare che le compagnie francesi sono state solerti a lasciare il Paese dopo le minacce di sanzioni americane. \u00c8 per quanto riguarda l&#8217;Italia, primo <i>partner<\/i> commerciale dell&#8217;Iran in Europa? Sebbene il <i>premier<\/i> Conte abbia confermato al suo omologo iraniano Rouhani l&#8217;intenzione di sostenere l&#8217;accordo nucleare, la situazione \u00e8 fotografata con grande lucidit\u00e0 sempre da Alberto Negri. &#8220;<i>All\u2019Italia, se fa la brava applicando le sanzioni a Teheran, viene garantito il greggio della Libia che in Cirenaica verr\u00e0 spartito con i francesi<\/i>&#8220;, spiega il giornalista, che racconta inoltre come &#8220;<i>la Lega ha detto di no a una proposta Cinquestelle, avanzata peraltro da Unioncamere, per organizzare un istituto di credito autonomo per garantire l&#8217;export di piccole e medie imprese in Iran&#8221;.<\/i><\/p>\n<p>L&#8217;Europa insomma, o comunque buona parte di essa, si sta come al solito e al di l\u00e0 delle dichiarazioni diplomatiche ufficiali allineando a una strategia contraria ai suoi interessi e che promette di portare nuova destabilizzazione in un Medio Oriente gi\u00e0 profondamente segnato dal caos.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dal 1979 l&#8217;Iran \u00e8 una spina nel fianco degli Stati Uniti. 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