{"id":970,"date":"2018-11-09T10:24:50","date_gmt":"2018-11-09T09:24:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/?p=970"},"modified":"2018-11-11T12:18:21","modified_gmt":"2018-11-11T11:18:21","slug":"erdogan-un-equilibrista-a-parigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2018\/11\/09\/erdogan-un-equilibrista-a-parigi\/","title":{"rendered":"Erdogan: un equilibrista a Parigi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/11\/IMG_1970.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-972 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/11\/IMG_1970-300x200.jpg\" alt=\"IMG_1970\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/11\/IMG_1970-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/11\/IMG_1970-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/files\/2018\/11\/IMG_1970.jpg 1500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Tra i <i>leader<\/i> pi\u00f9 spregiudicati del panorama internazionale spicca certamente il presidente\u00a0turco, Recep Tayyip Erdogan. Come si era gi\u00e0 detto su <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/puglisi\/2018\/10\/15\/khashoggi-brunson-e-quel-filo-conduttore-che-passa-da-ankara-e-doha\/\">queste<\/a> colonne a proposito dell&#8217;<i>affaire<\/i> Khashoggi, il &#8220;sultano&#8221; di Ankara e, dietro di lui, il Qatar e l&#8217;intera filiera dei Fratelli Musulmani, dopo due anni a braccetto con Russia e Iran, stanno infatti tentando sempre di pi\u00f9 un riavvicinamento all&#8217;Occidente e agli Stati Uniti, a danno dell&#8217;Arabia Saudita.<\/p>\n<p>Non \u00e8 forse un caso che, in occasione di una visita al presidente ucraino Petro Poroshenko di pochi giorni fa, Erdogan abbia reiterato in maniera decisamente vigorosa il proprio sostegno all&#8217;integrit\u00e0 territoriale dell&#8217;Ucraina, negando il riconoscimento dell'&#8221;annessione&#8221; (essendosi trattato di un sostanziale plebiscito popolare le virgolette sono pi\u00f9 che opportune) russa della Crimea.<\/p>\n<p>&#8220;<i>La nostra posizione \u00e8 di sostegno alla sovranit\u00e0 e integrit\u00e0 territoriale, oltre che unit\u00e0 politica, dell&#8217;Ucraina<\/i> &#8211; ha spiegato Erdogan &#8211; <i>Abbiamo sottolineato ancora una volta come non abbiamo mai riconosciuto e mai riconosceremo l&#8217;annessione illegale della Crimea. Continueremo a proteggere i diritti e gli interessi dei tatari di Crimea, sia coloro che sono rimasti sul territorio della penisola che quelli costretti a lasciare la regione<\/i>&#8220;.<\/p>\n<p>La dura presa di posizione di Erdogan arriva alla vigilia della sua partecipazione, nella giornata di domani, alle celebrazioni per il centenario della fine della prima guerra mondiale a Parigi, su invito del presidente francese Emmanuel Macron. Un invito doveroso, dopo che l&#8217;inquilino dell&#8217;Eliseo era stato invitato dal suo omologo turco a Istanbul per il <i>meeting<\/i> sulla Siria con Angela Merkel e Vladimir Putin. Partecipazione curiosa invece quella di Erdogan, perch\u00e9 la Turchia ottomana nella Grande guerra fu tra le nazioni sconfitte. In Turchia, nello stesso giorno, si celebrer\u00e0 l&#8217;ottantesimo anniversario della scomparsa di Mustafa Kemal Ataturk, fondatore del moderno stato turco ma anche eroe di guerra dell&#8217;impero proprio nel primo conflitto mondiale.<\/p>\n<p>Comunque sia, la cerimonia parigina sar\u00e0 per Erdogan anche l&#8217;occasione per incontrare sia Donald Trump che Vladimir Putin, tra i quali sta evidentemente giocando da equilibrista.<br \/>\nChe il rapporto con gli <i>USA<\/i>, dopo i minimi livelli raggiunti in estate, con la crisi della lira turca e la crisi diplomatica per la detenzione di Andrew Brunson in corso, sia in pieno recupero lo dimostra il fatto che la Turchia \u00e8 tra gli otto Paesi esentati dalle nuove sanzioni statunitensi contro l&#8217;Iran. Con una piccola ma sostanziale e vantaggiosa differenza rispetto agli altri sette: la Turchia \u00e8 l&#8217;unica realt\u00e0 direttamente confinante con la Repubblica Islamica.<\/p>\n<p>Non \u00e8 finita qui, perch\u00e9 nei giorni scorsi, attraverso l&#8217;ambasciata statunitense ad Ankara, gli <i>USA<\/i> hanno garantito ai Turchi &#8220;<em>in virt\u00f9 della cooperazione anti-terrorismo con gli alleati nella NATO<\/em>&#8220;, di aver stanziato delle ricompense monetarie di diversi milioni di dollari per chi consentir\u00e0 di inviduare tre esponenti &#8220;<em>della formazione terroristica del PKK, il Partito Comunista Curdo<\/em>&#8220;. Un segnale che non pu\u00f2 che fare piacere a Erdogan, il quale ha pi\u00f9 volte chiesto agli americani di cessare il supporto per lo &#8220;<i>spin-off<\/i>&#8221; siriano del <i>PKK<\/i>, ovvero le forze dell&#8217;Unita di Protezione del Popolo (<i>YPG<\/i>), che detengono i territori e est dell&#8217;Eufrate, dove nei giorni scorsi truppe statunitensi hanno svolto pattugliamenti congiunti proprio con i curdi. Dopo il recente <i>meeting<\/i> di Istanbul, l&#8217;esercito turco aveva bombardato le postazioni dell&#8217;<i>YPG<\/i> nei pressi di Kobane.<\/p>\n<p>Sembra difficile che gli americani rinuncino al loro supporto alle truppe curde in Siria per compiacere le mire di Erdogan, per il quale i territori occupati dall&#8217;<i>YPG<\/i> sono vitali dal punto di vista della politica energetica. E, viceversa, \u00e8 anche difficile che la Turchia faccia, in cambio della &#8220;testa&#8221; di tre esponenti del <i>PKK<\/i>, retromarcia sull&#8217;acquisto, peraltro gi\u00e0 finalizzato, dei sistemi antiaerei S400 russi, il vero obiettivo di Washington. Per\u00f2, con il &#8220;sultano&#8221;, mai dire mai&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Tra i leader pi\u00f9 spregiudicati del panorama internazionale spicca certamente il presidente\u00a0turco, Recep Tayyip Erdogan. Come si era gi\u00e0 detto su queste colonne a proposito dell&#8217;affaire Khashoggi, il &#8220;sultano&#8221; di Ankara e, dietro di lui, il Qatar e l&#8217;intera filiera dei Fratelli Musulmani, dopo due anni a braccetto con Russia e Iran, stanno infatti tentando sempre di pi\u00f9 un riavvicinamento all&#8217;Occidente e agli Stati Uniti, a danno dell&#8217;Arabia Saudita. 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