{"id":1028,"date":"2017-11-02T14:50:26","date_gmt":"2017-11-02T13:50:26","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1028"},"modified":"2017-11-02T15:28:24","modified_gmt":"2017-11-02T14:28:24","slug":"abbiamo-bisogno-di-credere-per-non-crepare-in-unorgia-di-robot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2017\/11\/02\/abbiamo-bisogno-di-credere-per-non-crepare-in-unorgia-di-robot\/","title":{"rendered":"Abbiamo bisogno di credere, per non crepare in un&#8217;orgia di robot"},"content":{"rendered":"<p>E in questo spazio, non sar\u00e0 la logica letterale, ma il significo sentimentale, del credere. Non sar\u00e0 solo ritenere vero qualcosa, ma quel processo che mantiene gli uomini tali, e gli impedisce, ancora per un po\u2019, di diventare replicanti.<\/p>\n<p>La scorsa notte ho acceso un lumino e ho lasciato che la sua fiamma ardesse nel camino per indicare ancora una volta ai miei morti la strada. Di seguire la luce. Unica casa prima e dopo la morte. Chi \u00e8 andato avanti prosegue, e nella prosecuzione, nel cammino, nella continuit\u00e0, nel continuo movimento sta la vita, la generazione e la rigenerazione. Chi \u00e8 morto non si ferma ad ingrassare i vermi. Si stacca e prosegue.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/11\/il_mondo_dei_replicanti_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1035\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/11\/il_mondo_dei_replicanti_2-300x128.jpg\" alt=\"il_mondo_dei_replicanti_2\" width=\"300\" height=\"128\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/11\/il_mondo_dei_replicanti_2-300x128.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/11\/il_mondo_dei_replicanti_2.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>E abbiamo <strong>bisogno<\/strong> di credere. In tante cose, persino nell&#8217;utilit\u00e0 del tempo perso. Ardente bisogno di credere, di credere al fuoco e alla luce, al ritorno, alla compagnia dei morti, all\u2019eterno, alla riscossa dei vivi. Di credere ad una visione che si frapponga necessariamente fra il diritto di un ragazzino di vivere la propria sessualit\u00e0 come natura vuole, e una donna che tira un ceffone in piena faccia ad un porco molestatore, anzich\u00e9 denunciarne gli abusi vent&#8217;anni dopo, a propria convenienza. Abbiamo bisogno di credere in un&#8217;alternativa ad un mondo che <strong>alleva ogni capriccio, che permettere di incarnarsi e lottare per i proprio sbagli. <\/strong>Per cui l&#8217;obesit\u00e0 \u00e8 deleteria per la salute, e quindi sbagliata come bene etico, ti fa crepare prima, molto prima. Ma oggi gli obesi hanno diritto a sentirsi discriminati ogni volta che qualcuno fa notare loro che stanno sbagliando, continuando ad avere diritti sempre pi\u00f9 importanti per allevare il proprio capriccio.<\/p>\n<p><strong>La civilt\u00e0 europea \u00e8 fondata sulla credenza, e poi \u00e8 affondata sul tavolo da pranzo<\/strong>. Nella credenza si ripone, si prende, si usa con cura e poi si ripone di nuovo. Qualcosa che \u00e8 posto. Sul tavolo da pranzo si mangia, ci si abbuffa, si taglia, si morde, si mastica. Dal mito, a Cristo, fino agli eroi della letteratura. Archetipi, simboli, tradizioni. Dalla credenza, al tavolo della cucina, l\u00ec tutto sta finendo. E la rivoluzione \u00e8 diventata un pranzo di gala.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 il <strong>pensare unico<\/strong> che muta il significato di credenza. Anch\u2019esso lascia credere, s\u00ec, lascia credere che credere sia da creduloni, da uomini inadatti nell\u2019epoca dei robot, dei siti che ti portano il cibo a casa, dello smontaggio degli uomini e della creazione in serie dei replicanti che <strong>eseguono, ritwittano, ribattono<\/strong>, s\u2019incazzano e poi si <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/11\/puigdemont-incriminazione.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1031\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/11\/puigdemont-incriminazione-300x200.jpg\" alt=\"puigdemont-incriminazione\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/11\/puigdemont-incriminazione-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/11\/puigdemont-incriminazione.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>accontentano, sempre, si accendono e si spengono, fanno i capricci sull\u2019indipendenza del proprio paesino,\u00a0dopo ridondanti discorsi ideali, e quando gli va male, <strong>fuggono in Belgio<\/strong>; e si fanno minoranza, sempre pi\u00f9 minoranza, fino a diventare la maggioranza, non pi\u00f9 silenziosa, ma aggressiva.<\/p>\n<p><strong>Credere non \u00e8 mai\u00a0esclusivit\u00e0 di un Dio, n\u00e9 va confuso questo atto nobile con la mera sfera divina<\/strong>, ma \u00e8 contatto e connessione. Fluidificante tra le necessit\u00e0, quella di crepare dignitosamente, ad esempio, e di trovare poi qualcosa aldil\u00e0 che non sia terminazione. Quella di cambiare una vita che ci fa stare male, credendo fortemente in noi stessi, nella nostra tempra, nel sacrificio, nella volont\u00e0, un sentire nobile che appartiene sempre meno a questo mondo.<\/p>\n<p>Credere non \u00e8, contrariamente a ci\u00f2 che oggi \u00e8 ritenuto corretto, un processo di banale e sterile semplificazione. Ma una <strong>tra le pi\u00f9 complesse operazioni di un uomo<\/strong> (e non di un replicante quale oggi si pretende un individuo diventi, quel borghese piccolo, piccolo, di Monicelli). Incarnando perfettamente lo sforzo, essenzialmente singolare, di comprendere, capire, cogliere, ragionare, operazioni inutili nell\u2019epoca di un processore che annienta il pensiero critico con 3 milioni di risultati in 0.7 secondi, cos\u00ec come sugger\u00ec qualche secolo fa <strong>Pietro Abelardo: \u201cNon credere nulla prima di averlo compreso\u201d<\/strong>. Non credere a Dio se vuoi servirtene come un genio della lampada, sfiorando il quale vuoi tutte le tue paure annientate, le malattie dei tuoi figli sanate, senza aver minimamente compreso ci\u00f2 che Egli voglia da te, senza aver a lui dedicato un minuto. Non credere nella rinascita, se non ti sai dedicare la vita. Non credere nella rivoluzione, se sei continuamente in contraddizione. Non credere ad una Patria se non ne hai compreso l\u2019essenza, ma solo l\u2019apparenza. Se ne cogli la storia a comando. Non credere ai morti se li ritieni <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/11\/BIB69add4_wswsw.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-1032\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/11\/BIB69add4_wswsw-244x300.jpg\" alt=\"BIB69add4_wswsw\" width=\"244\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/11\/BIB69add4_wswsw-244x300.jpg 244w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/11\/BIB69add4_wswsw.jpg 716w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a>tali.<\/p>\n<p><strong>Credere non \u00e8 un\u2019illusione, ma un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 in un mondo che vuole scolpevolizzarsi da tutto.<\/strong> Perch\u00e9 sa di essere colpevole. Colpevole di aver creato uomini fragili che corrono sempre ai ripari, si vanno a nascondere dietro le spalle del moderatismo obbligatorio, accusano di razzismo, e sono i primi, che per egoistica difesa, diventano razzisti, in barba ad ogni garanzia democratica. Colpevoli di aver sterilizzato la logica ed averla, poi, affogata nel profitto. Giustificando ogni involuzione mentale. Dall\u2019abbattimento di un monumento, al sorriso isterico che tende i muscoli a forza nel vedere Niky Vendola con un passeggino e un figlio dentro: il suo; o di supina accettazione dell\u2019idea che in inghilterra, il laboratorio di esperimenti della futura Europa disumana, pian, piano, si viaggia verso il <strong>post-sessualismo<\/strong>, e quindi:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201c<em>Ha cominciato timidamente a percorrere la strada della cancellazione dell&#8217;identit\u00e0 sessuale, introducendo nel censimento l&#8217;abolizione della domanda del sesso di appartenenza, introducendo nelle scuole divise unisex,\u00a0<\/em><em>ed adesso si sta spingendo oltre, su pratiche mediche aberranti: bloccare artificialemente la pubert\u00e0 per consentire al bambino di riflettere ancora sulla propria identit\u00e0 sessuale, per mezzo di terapie a base di ormoni ed estrogeni che bloccano il ciclo mestruale e la maturit\u00e0 del seme.<\/em>\u201d (Il Giornale).<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Credere \u00e8 una boccata di anticonformismo<\/strong>, non necessariamente collegata con il buon senso d\u2019acchitto, in un mondo in cui viene considerato malsano reagire. E diventa <strong>processo vitale per la generazione dell\u2019azione<\/strong>, e quindi della realizzazione pratica di uomo che vuole essere sovrano di se stesso e del proprio tempo, quel crederci fino in fondo che realizza l\u2019idea, di Ezra Pound, quel credere folle e militante, dagli stronzi, ai santi, che fonda sul rifiuto la propria forza, di Furio Colombo, fermo su quel terribile pensiero, gi\u00e0 quarantadue anni fa, di quella tragedia \u201c<em>che non ci sono pi\u00f9 esseri umani, ci sono strane macchine che sbattono l\u2019una contro l\u2019altra\u201d: &#8220;Il rifiuto \u00e8 sempre stato un gesto essenziale. I santi, gli eremiti, ma anche gli intellettuali. I pochi che hanno fatto la storia sono quelli che hanno detto di no, mica i cortigiani e gli assistenti dei cardinali. Il rifiuto per funzionare deve essere grande, non piccolo, totale, non su questo o quel punto, &#8220;assurdo&#8221; non di buon senso<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/11\/virginiaraggi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1034\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/11\/virginiaraggi-300x183.jpg\" alt=\"virginiaraggi\" width=\"300\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/11\/virginiaraggi-300x183.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/11\/virginiaraggi.jpg 950w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E solo credendo vides, vedi credendo, solo credendo si fa la storia. Ma <strong>\u00e8 chi non crede a un cazzo che si permette di fare la storia<\/strong>, non il contrario, oggigiorno. Come Virginia Raggi e i suoi sodali amministrativi, che non credendo a nulla e impediscono di credere. Che non avendo storia, annullano la storia, mettendo i sigilli alla sezione di Colle Oppio a Roma, per degli affitti non pagati, <a href=\"http:\/\/www.ilmessaggero.it\/roma\/cronaca\/colle_oppio_fdi_raggi-3339317.html\" target=\"_blank\">ma le cose sembrerebbero essere andate diversamente<\/a>, il condizionale \u00e8 comunque d&#8217;obbligo.<\/p>\n<p><strong>Ma il credere non deve interromperci dall\u2019avere dubbi<\/strong>. Si pu\u00f2 dubitare, nei momenti di tregua conseguenti alle fatiche della fede, per dirla con Cioran de <em>L\u2019inconveniente di essere nati<\/em>, e si pu\u00f2 sanare l\u2019assenza dell\u2019aver creduto.<\/p>\n<p>Credere \u00e8 un punto di partenza spirituale. Non credere, una prospettiva civile. E l\u2019inverso. Ben ci sta. Purch\u00e9 sia concesso e rispettato, in questo posto di merda che il sistema Occidente \u00e8 diventato, RISPETTATO, l\u2019atto del credere.<\/p>\n<p>Io non mi credo. Credo. <strong>Nell\u2019atto del non credere si realizza, comunque, la credenza<\/strong>. Non \u00e8 la sua negazione. La sua negazione \u00e8 l\u2019annullamento della necessit\u00e0 di credere che \u00e8 dentro di ognuno. E qui, tra i tanti aspetti, va realizzandosi la trasformazione dell\u2019uomo in replicante. Non credere, agire. <strong>Privando, per\u00f2, di ogni profondit\u00e0 il significato di azione<\/strong>, che non \u00e8 pi\u00f9 compimento, scelta e raggiungimento, sacrificio e ispirazione, ma semplice esecuzione, possibilmente a comando, di atti concreti e spirituali. Compra, tollera, critica, arrabbiati, rasserenati, oggi vota, domani no. Cos\u00ec come questo mondo vuole, e a me questo mondo fa schifo. Mentre concede la piccola <strong>vanit\u00e0 per sciocchi<\/strong> di ritenere confortevole un cibo, magari, relegando l\u00ec, nel comfort food, il ricordo caloroso e accogliente, di qualcosa di tradizionale, buttando in gattabuia noi e ogni significato di tradizione. Ci\u00f2 che ci fa stare bene diventa una vellutata di zucca?<\/p>\n<p>Vuoi credere, <strong>ti dice il politicamente corretto<\/strong>, credi pure a ci\u00f2 che ritieni giusto, sei il benvenuto nel mondo della tolleranza (schizofrenica); ma mi raccomando, ti avverto, se credi troppo, ti tolgo le croci da aule ed uffici, se credi troppo, verrai <strong>isolato, relegato<\/strong> ad oggetto antico e fuori moda, neanche vintage, e quindi affascinante; una bestia curiosa da vedere allo zoo, semplicemente inutile agli occhi degli uomini di oggi. Sentiti libero, continua il<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/11\/candela-fiamma.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-1030\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/11\/candela-fiamma-300x223.jpg\" alt=\"candela-fiamma\" width=\"300\" height=\"223\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/11\/candela-fiamma-300x223.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/11\/candela-fiamma.jpg 537w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> mondo moderno, ma se credi nei confini, sei un barbaro, se credi in Dio, uno sciocco superstizioso, se ti alimenti di mito, credi alle favole, e forse hai bisogno di essere psicanalizzato in un sushi bar da un film di Verdone, il secondo Verdone, quello delle prediche psicologiche; se credi in una bandiera, sei buono solo per fare il militare. Se credi nell\u2019evoluzione degli uomini, prim\u2019ancora che dei sistemi in cui vivono, sei un cristianaccio. Se credi in una reazione, sei un fascista. E cos\u00ec via <strong>se credi, impedisci, se esegui, progredisci<\/strong>, secondo l\u2019istituzione ideologica odierna.<\/p>\n<p>E io in questo mondo non mi ritrovo. Non \u00e8 confortevole, \u00e8 troppo lontano da casa. E non voglio andare via, non voglio smettere di ricordare, non voglio smettere di credere.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ho acceso un lumino, io, vivo, per indicare di nuovo la strada ai miei morti. Unendo due mondi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E in questo spazio, non sar\u00e0 la logica letterale, ma il significo sentimentale, del credere. Non sar\u00e0 solo ritenere vero qualcosa, ma quel processo che mantiene gli uomini tali, e gli impedisce, ancora per un po\u2019, di diventare replicanti. La scorsa notte ho acceso un lumino e ho lasciato che la sua fiamma ardesse nel camino per indicare ancora una volta ai miei morti la strada. Di seguire la luce. Unica casa prima e dopo la morte. Chi \u00e8 andato avanti prosegue, e nella prosecuzione, nel cammino, nella continuit\u00e0, nel continuo movimento sta la vita, la generazione e la rigenerazione. [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2017\/11\/02\/abbiamo-bisogno-di-credere-per-non-crepare-in-unorgia-di-robot\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1066,"featured_media":1035,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[79480],"tags":[262818,13287,262816,60861,244822,2699,225762],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1028"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1066"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1028"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1028\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1041,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1028\/revisions\/1041"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1035"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1028"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1028"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1028"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}