{"id":1051,"date":"2017-11-10T09:39:44","date_gmt":"2017-11-10T08:39:44","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1051"},"modified":"2017-11-10T09:47:45","modified_gmt":"2017-11-10T08:47:45","slug":"litalia-crepa-ma-il-problema-sono-ancora-i-fascisti-facciamo-piazza-pulita-delle-banalita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2017\/11\/10\/litalia-crepa-ma-il-problema-sono-ancora-i-fascisti-facciamo-piazza-pulita-delle-banalita\/","title":{"rendered":"L&#8217;Italia crepa, ma il problema sono ancora i fascisti. Facciamo &#8220;Piazza pulita&#8221; delle banalit\u00e0."},"content":{"rendered":"<p>Mentre tutto muore, qui, in questo letamaio di omertosi, di accontentati, di scesi a compromessi e mai risaliti; di nani che proiettano ombre di giganti, di corrotti e arrestati, indagati, e poveracci che si scannano davanti alla porta rotta di un ufficio di periferia per avere una casa popolare, mentre una partita Iva un figlio, in quest\u2019unica, misera esistenza, se lo sogna, qualcuno sfata il mito e salva il mondo, e lo fa in diretta tv, su La7: durante il fascismo, \u00e8 provato da alcune ricerche fatte ad hoc, i treni NON partivano in orario, ma soprattutto, non si poteva lasciare le chiavi di casa sulla porta. Perch\u00e9 quel millantato senso di sicurezza, nell&#8217;Italia del Ventennio, era solo un&#8217;illusione.<\/p>\n<p>Succede davvero, a Piazza Pulita, il programma di approfondimento condotto da Corrado Formigli.<\/p>\n<p>Come se non bastasse, eccolo. Ecco il pullulare patetico e orizzontale, piatto come la banalit\u00e0 di chi non ha argomenti, da oltre quarant\u2019anni. Svastiche, celtiche, tatuaggi, leggi razziali. Fascismo, fascisti e shoah. E poi la gara tra chi \u00e8 pi\u00f9 fascista tra Casa Pound e Forza Nuova. E ancora, poveri pazzi, razzi sparati addosso allo schermo di qualche milione di italiani che nel dubbio della propria evanescenza sociale, della propria inconsistenza, domattina avr\u00e0 un motivo in pi\u00f9 per essere incolonnato in marcia verso il tempo perso, della ripetizione, della rassicurante conformit\u00e0. Il tempo perso di un Paese lasciato marcire nel Mediterraneo, galleggiare, come merda, come in un Gange di morti. Incolonnato, quel milione di italiani, verso l\u2019unico pensare, l\u2019unico guardare, l\u2019unico sentire. Verso le certezze di regime, trasmesse non da attivisti di un centro sociale, non dai fantasmi del Partito Comunista Italiano, n\u00e9 dai suoi figli: ma dalla televisione e da un programma di libera visione.<\/p>\n<p>Simone Di Stefano, vice presidente di Casa Pound, invitato da Formigli a Piazza Pulita per discutere di politica, del suo movimento, dei risultati elettorali e soprattutto della questione \u201cSpada\/vicinanza a Casa Pound\u201d, cos\u00ec fortemente al centro delle cronache degli ultimi giorni. Di Stefano, al suo fianco Alessandro Giuli, direttore di Tempi.it, di fronte il plotone d\u2019esecuzione. Tre astri che guideranno questa terra disgraziata lontano da se stessa, col vociare del gossip, con l&#8217;insistenza del trinariciuto 2.0: Wladimiro Guadagno, David Parenzo, e Alan Friedman.<\/p>\n<p>Un assurdo momento di televisione, cos\u00ec assurdo da non crederci.<\/p>\n<p>Cos\u00ec assente e fuorviante, cos\u00ec anacronistico, fuori tempo e fuori luogo da evocare il suono stridulo e lontano della plastica che ricopriva i divani della zia tirchia. Una coltre di molecole fuse, densa e opaca, che come cataratta si frappone tra gli occhi di chi pratica il politicamente corretto a livello olimpico, e una visione di maturit\u00e0 intellettuale, che si intravede, senza speranza, cos\u00ec sfocata ed effimera, da portare alla cecit\u00e0 del preconfezionato ad arte, che porta, ancora oggi, a parlare in televisione di tatuaggi con la svastica come massimo problema d&#8217;Italia. Che porta ad invitare il leader di un movimento non allineato alla vomitevole conformit\u00e0, all\u2019istituzione ideologica odierna, ed incalzarlo continuamente, fino a processarlo, per provare a costringerlo ad ammettere con la forza della diretta che s\u00ec, Roberto Spada \u00e8 cos\u00ec tanto dei &#8220;suoi&#8221;, che se guardi bene, risulta pure tra i fondatori di Casa Pound, magari. Pur non c\u2019entrando nulla, per davvero, con Casa Pound. Che porta ad invitare il leader di un movimento che &#8220;non sia di sinistra&#8221;, concedergli pochissimo spazio per replicare alle critiche e mandare, in sottofondo, il video di alcuni disadattati che negano l\u2019esistenza dei campi di sterminio, si ammantano di svastiche, cimeli, pupazzi e cazzi strambi fuori moda, trasformando\u00a0il senso della storia,\u00a0nel quarto d&#8217;ora di ricreazione alle scuole medie.\u00a0 Proiettandone i video, cos\u00ec da confondere gli spettatori &#8211; &#8220;questi figuri sono di Casa Pound, di Forza Nuova, sono cani sciolti? Chissenefrega, sono tutti fascisti&#8221;, pens\u00f2 Italo Disperato, l&#8217;italiano ammodernato), arrivando fino al ridicolo: sfatare i miti del fascismo.<\/p>\n<p>Quali? Vi chiederete. Beh, quello secondo cui i treni, durante il ventennio, partivano in orario. Ebbene, grazie allo staff infallibile di Piazza Pulita \u2013\u00a0d&#8217;ogni buon gusto, s&#8217;intende\u00a0-, che ha effettuato ricerche mirate, gli italiani, ora, sapranno che i treni \u201cmussoliniani\u201d non partivano in orario.<\/p>\n<p>Stiamo scherzando, vero?<\/p>\n<p>Ributtante, osceno, vergognoso processo alle idee, alle estensione politica e culturale, all\u2019essere oltre la sinistra. Per negare, ancora una volta, che esiste vita oltre la sinistra. Che un\u2019altra mano lava il viso della coscienza di un Paese che a detta dei sacerdoti del progresso \u00e8 il migliore dei mondi possibili, laddove l\u2019emancipazione, la tolleranza e il rispetto si ergono fieri come conquiste della moderna civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Nel 2017. Con il Paese in ginocchio, si parla ancora di svastiche, celtiche, tatuaggi, leggi razziali, in tv. Di fascismo. Si parla della gara tra chi \u00e8 pi\u00f9 fascista tra Casa Pound e Forza Nuova.<\/p>\n<p>Un assurdo, adolescenziale, non costruttivo, stereotipato, immaturo attacco (pre)elettorale per nutrire le moltitudini, mantenendole in ambiente controllato, comodo e sicuro, allevandone i difetti perch\u00e9 diventino diritti. L\u00ec dove la credenza \u00e8 un\u2019illusione, e non sanamente un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 verso un mondo che vuole scolparsi di tutto<\/p>\n<p>Cosa si \u00e8 visto stasera su Piazza Pulita? La macchina del fango nella pi\u00f9\u00a0bassa forma, il gioco degli stereotipi, pari solo ai disegni di bimbi di Quarta elementare. Alle forme essenziali ed essenzialmente riconducibili all&#8217;estetica della banalit\u00e0. Senza un minimo di decenza, nessuno ha chiesto come Casa Pound, sfortunata protagonista della serata, intenda tecnicamente realizzare il sogno di un italiano, quello di essere ricordato nelle preghierine serali del proprio Stato pagliaccio, aperto solo nei giorni feriali, a mezzo servizio, quello di potersi elevare verso il lavoro, mantenersi integro, e potersi permettere (PERMETTERE) la dignit\u00e0 di una famiglia.<\/p>\n<p>Nessuno, n\u00e9 Formigli \u2013 che incredibilmente, agli occhi di ogni spettatore, anche del meno attento, ha insistito fortemente, per tutta la serata nel tentativo di associare la violenza, in senso lato, e Spada Roberto al movimento della Tartaruga -, n\u00e9 il signor Guadagno, n\u00e9, tantomeno, i signori Parenzo e Friedman. Al contrario, s\u2019\u00e8 visto odio. Perch\u00e9 l\u2019Italia continua ancora, maledettamente, a pendere dalle labbra di Ennio Flaiano (o forse, chiss\u00e0, di Mino Maccari, la paternit\u00e0 \u00e8 incerta, l\u2019efficacia sempiterna): &#8220;in Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti propriamente detti e gli antifascisti&#8221;.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 imbarazzante.<br \/>\nNon \u00e8 cultura.<br \/>\nNon \u00e8 giornalismo.<br \/>\nNon \u00e8 visione, n\u00e9 spontaneismo. Non \u00e8 mitopoiesi.<br \/>\nNon \u00e8 democrazia, n\u00e9 tutela dell\u2019espressione.<br \/>\nTutto ci\u00f2 terrorizza, al di l\u00e0 di ogni posizione. Terrorizza sapere di correre verso il progresso, col freno a mano della provincialit\u00e0, che \u00e8 uno stato della mente, tirato. Perch\u00e9 se questo \u00e8 il livello del dibattito culturale e politico della televisione italiana, cos\u00ec sfrontato e arrogante, portato avanti da chi pretende di rieducare ogni sistema a noi vicino, sia esso intimo, o civilmente sociale, se a questo antiquariato siamo fermi, non ci si pu\u00f2 stupire se non c&#8217;\u00e8 integrazione, se muore la trasgressione, se non serve a nulla la disintegrazione. Se un popolo rompe la fila davanti all&#8217;Apple Store per correre dietro ad un Pokemon con il cellulare.<\/p>\n<p><strong>Cosa vedono gli occhi<\/strong><\/p>\n<p>Voi dite Casa Pound. Voi dite. Ma avessimo intorno una societ\u00e0 che fa della virt\u00f9 e della bellezza la propria opera d&#8217;arte, che si dedica il tempo e la vita, che risplende di luce propria, a dimensione d&#8217;uomo. Allora una cassetta di frutta consegnata ad una signora povera, sdentata e commossa, che le riaccende il sorriso in un quartiere dormitorio di una grande citt\u00e0 dove tutti insieme, vicinissimi, si fa la solitudine, sarebbe nulla. Allora la spesa consegnata ai dimenticati, ai vinti del rione, quella cassetta di frutta, sarebbe abitudine &#8211; concordi o no, la direzione \u00e8 chiara. Afferma Di Stefano: &#8220;. Ma in questo mondo di merda. In questa porcile scoperto. Bubboni di inconsistenza. In questo letamaio di omertosi, che \u00e8 un cancro che galleggia nel Mediterraneo, grande Gange di morti, un leader \u2013 Simone Di Stefano ndr -, che accusato il suo movimento di collusione con la mafia, non solo smentisce chiaramente, ma indice una conferenza stampa per tirare in faccia al Paese che schifa anche solo l&#8217;idea di essere associato a certi nomi \u2013 Spada Roberto ndr -, e rilancia, chiedendo al Parlamento e alla Procura un&#8217;indagine, chiedendo di verificare, ai massimi organi della democrazia, se davvero esistano rapporti tra Casa Pound e il clan Spada, \u00e8 qualcosa di raro. Non ricordo, in questa societ\u00e0 che brilla come i denti di un ubriaco, nessuno fare questo. Se non oltre la smentita, la frutta \u00e8 marcia, in campagna elettorale.<\/p>\n<p>Poi si chiudono gli occhi e si vedono le promesse di Renzi e della Boschi di lasciare la politica; si vedono segreterie politiche spartirsi i piccoli brandelli del niente che rimane di un partito; si vedono cerchi magici indirizzare continuamente e forzatamente le scelte dei movimenti politici sul territorio; si sentono gli &#8220;onest\u00e0&#8221; gridati dal PentaStelle, e la sua metamorfosi in sistema, con indagati un po&#8217; ovunque nel Paese.<br \/>\nE allora dove sono gli altri, i puri, i candidi, i lucidi. Dove sono? Farisei, si sentono puzzare. Continuamente sentirsi cristianucci nell&#8217;epoca in cui Cristo s&#8217;\u00e8 fermato ad Eboli, ha preso un aereo ed \u00e8 andato in America Latina. Dove sono i solidali? A fissare i passanti rotolarsi per terra dal dolore e pensare che non gli toccher\u00e0 mai. Meglio correre girandosi dall\u2019altra parte. A guardare, intensamente, la pagliuzza nell&#8217;occhio dell&#8217;altro, ignorando il trave nel proprio. I cristianucci. I farisei.<\/p>\n<p>Gli occhi vedono il 5 Stelle\u00a0strillare che CasaPound se la fa con (gli) Spada, che per\u00f2 sponsorizza il 5 Stelle e lo ha votato ad Ostia, comune commissariato per mafia sotto reggenza del Pd. Gli occhi vedono l&#8217;Italia\u00a0essere un bel posto se non fosse una fiaba per adulti.<\/p>\n<p>Presi dall&#8217;essere italiani a comando, a rispondere al fischio come il cane; a fare tutti la politica, la grandezza dei sistemi, la filosofia da bancone, ci si dimentica, poi, di essere donne e uomini. Donne e uomini del presente. Donne e uomini scriventi la storia.\u00a0Donne e uomini, non replicanti.<br \/>\nPoi verr\u00e0 la politica e tecnica. La fuffa, la retorica, le cravatte annodate col Windsor; le raccomandazioni, i palati inutilmente fini, i borghesi in Vespa, spariscono di fronte a ci\u00f2, si annichiliscono, piccoli, senza argomenti. E li rimangono, all\u2019ultimo punto di ripristino utile, laddove sono stati settati, perch\u00e9 oltre il dettato, e il dettame, non riescono a vedere, ma riempiono le seggiole di un programma televisivo, prendendosi il lusso di\u00a0 voler raccontare il nostro tempo, senza capirne le onde, fermi a ci\u00f2 che \u00e8 stato. Cos\u00ec come i feudatari che si incastellano, i fiumi di libri, il sushi e le presentazioni per raccontarcela tra di noi. Un\u2019occhiata chic, fugace al culo di quella ballerina-pittrice, amica di casa dell\u2019architetto che ci ha portati qui a deliziarci di Bertold Brecht, o della storia\u00a0a targhe alterne di Rosario Villari.<\/p>\n<p>Brucia la consistenza di un&#8217;alternativa. Brucia come sale nella carne chi accudisce il popolo.<\/p>\n<p>Nulla rimane, se non un segno, piccolo e denso, nel grande libro della storia, come una testimonianza di qualcosa che \u00e8 stato fatto, un lascito, un esempio, un&#8217;eredit\u00e0. Influire, esserci.<\/p>\n<p>E voi, cari camerieri del sistema, non rimarrete. Se non in qualche paragone sull\u2019impotenza.<\/p>\n<p><em>Un pensiero, uno sfogo, una riflessione ad alta voce; selvaggia, ma sincera.<\/em><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/emaricucci\/\" target=\"_blank\">(SEGUIMI SU FACEBOOK)<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mentre tutto muore, qui, in questo letamaio di omertosi, di accontentati, di scesi a compromessi e mai risaliti; di nani che proiettano ombre di giganti, di corrotti e arrestati, indagati, e poveracci che si scannano davanti alla porta rotta di un ufficio di periferia per avere una casa popolare, mentre una partita Iva un figlio, in quest\u2019unica, misera esistenza, se lo sogna, qualcuno sfata il mito e salva il mondo, e lo fa in diretta tv, su La7: durante il fascismo, \u00e8 provato da alcune ricerche fatte ad hoc, i treni NON partivano in orario, ma soprattutto, non si poteva [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2017\/11\/10\/litalia-crepa-ma-il-problema-sono-ancora-i-fascisti-facciamo-piazza-pulita-delle-banalita\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1066,"featured_media":1055,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[79480],"tags":[99874,262822,57213,8549,226184,262823],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1051"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1066"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1051"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1051\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1059,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1051\/revisions\/1059"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1055"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1051"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1051"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1051"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}