{"id":1069,"date":"2017-11-23T11:29:12","date_gmt":"2017-11-23T10:29:12","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1069"},"modified":"2017-11-23T11:29:12","modified_gmt":"2017-11-23T10:29:12","slug":"dal-tempio-allo-scempio-cosi-hanno-ridotto-la-chiesa-ad-unorgia-di-pessimo-gusto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2017\/11\/23\/dal-tempio-allo-scempio-cosi-hanno-ridotto-la-chiesa-ad-unorgia-di-pessimo-gusto\/","title":{"rendered":"Dal tempio, allo scempio. Cos\u00ec hanno ridotto la chiesa ad un\u2019orgia di pessimo gusto"},"content":{"rendered":"<p><em>&#8220;Va bene la musica per onorare il Padre. Ma si era detto di non esagerare!&#8221;<\/em><br \/>\n(Ges\u00f9 di Nazareth)<\/p>\n<p>Campi da tennis, vacche crocifisse. Bigotti agghindati a festa, a cui mancano le palle dell\u2019albero attaccate alle orecchie. Turisti, biglietti da pagare, sacerdoti che hanno dimenticato il senso dell\u2019omelia, fino a trasformarla in un quarto d\u2019ora di noioso intrattenimento, un po\u2019 come la ricreazione in terza media.<\/p>\n<p>Cos\u2019\u00e8 questo nuovo fenomeno cult, un po\u2019 trash, un po\u2019 nostalgia canaglia di Albano cantata alla sagra del porco salato di Roccadisotto, con in sottofondo Sunshine, lollipop and rainbows, anzich\u00e9 il Te Deum? \u00c8 la Chiesa. La Chiesa, benvenuti nel portale di transizione, dove si perde la ragione, dove sacro e profano si uniscono cos\u00ec tanto, da dare vita ad un\u2019orgia disgustante.<\/p>\n<p><strong>Dal tempio, allo scempio. Chiesa consacrate, con la dignit\u00e0 di Dio. Chiese sconsacrate, con la dignit\u00e0 degli uomini, sul senso originario del luogo. Non c&#8217;\u00e8 differenza.<\/strong><\/p>\n<p>Ormai nelle Chiese si trova di tutto. C\u2019\u00e8 il tennis, <strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/nannipieri\/2017\/11\/23\/tennis-in-chiesa\/\" target=\"_blank\">come riporta nel suo blog<\/a><\/strong>, il critico d\u2019arte Luca Nannipieri: \u201c<em>La bellissima chiesa affrescata di San Paolo in Converso a Milano \u00e8 l\u00ec a disposizione. Ci hanno steso il pavimento in pvc, il rettangolo di gioco, la rete, ci sono le racchette e le palline e, con un po\u2019 di culo, puoi anche vedere se la tennista di turno, durante un rovescio, porta gli slip bianchi come Maria Sharapova, la bellissima russa che incanta i fans per le gambe e le sue mutande. Del resto le chiese storiche sono il luogo ideale per giocare a tennis e rimorchiare<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/11\/una-vacca-crocifissa-in-chiesa-davanti-allaltare-lultima-frontiera-dellarte-belga.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1071\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/11\/una-vacca-crocifissa-in-chiesa-davanti-allaltare-lultima-frontiera-dellarte-belga-300x200.jpg\" alt=\"una-vacca-crocifissa-in-chiesa-davanti-allaltare-lultima-frontiera-dellarte-belga\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a>C\u2019\u00e8 l\u2019arte \u201ccontemporaneamente\u201d, in quanto definizione: contemporaneamente contemporanea, e contemporaneamente un insulto al buon gusto, priva di ogni carica emozionale, di ogni spinta immortale, di ogni elaborazione tecnico-artigianale, perfetto matrimoney tra arte e modernit\u00e0, priva di ogni immaginazione, banale, putrefatta, marcescente, che ha valore perch\u00e9 costa, parafrasando Angelo Crespi, e non viceversa. Che non ha ambizione, n\u00e9 estensione.<br \/>\nCome la <strong>vacca in chiesa<\/strong>, (in)degna opera dell\u2019artista Tom Herck. Una vacca appesa alla Croce, davanti all\u2019altare, in una chiesa di Kuttekoven, a Looz, in Belgio, consacrata al culto di Nostro Signore. Installazione autorizzata dal vescovo di Hasselt, monsignor Patrick Hoogmartens, come riporta il Foglio. Di male, in Belgio. Oppure, corre alla mente, <strong>l\u2019enorme sasso senza forma<\/strong>, sospeso a mezz\u2019aria, opera degli artisti Steinbrener\/Dempf &amp; Huber, nel cuore della navata centrale della chiesa gesuita di Vienna. Ma la lista, in giro per il mondo, \u00e8 lunga.<\/p>\n<p>Chiese come gallerie d\u2019arte contemporanea. Chiese come flash mob per imbecilli, come compitino per casa, come botteghino, come bivacco. Biglietti da pagare per entrare nelle Cattedrali, selfie a San Pietro, un tempo centro della cristianit\u00e0, ormai, tra voci, schiamazzi, rumori di otturatori virtuali e smartphone sembra di stare davanti all\u2019Apple Store quando il grande Capitale partorisce l\u2019ennesima cagata mangia-masse che tra le tante funzioni innovative, oltre a farti il bidet, telefona anche. A San Pietro, di eterno, \u00e8 rimasta ormai solo la fila per entrare.<\/p>\n<p>Ed ancora canti, balli, preti danzanti, fedeli che si prendono sottobraccio. Centinaia di video spopolano in rete, inutile e impossibile citarli tutti. C\u2019\u00e8 Don Bruno, parroco di Margno (LC), che canta i Mamma Maria dei Ricchi e poveri ai matrimoni, per \u201carrivare al cuore della gente\u201d. Ce n\u2019\u00e8 un altro che canta, e balla anche, Mario Mengoni, mettendo su una coreografia da Amici di Maria De Filippi. C\u2019\u00e8 quell\u2019altro che, durante la funzione, fa uno spogliarello, con la scusa del suo compleanno, per mostrare la maglia della Juve, portata sotto agli abiti sacri. Un Don Bruno, chiss\u00e0 che non sia quello che canta ai matrimoni, come Peppe e Giovanno, che hanno tutto il repertorio disponibile, dall\u2019arrivo degli sposi al ristorante, fino al taglio serale della torta.<\/p>\n<p>[youtube YoOgvasmDUQ]<\/p>\n<p>Ahhhh, e come non citare il coro dei fedeli fomentati dopo la danza, durante una messa? \u201cSi vede, si sente, Ges\u00f9 \u00e8 qui presente!\u201d.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/m.facebook.com\/story.php?story_fbid=10215273812548120&amp;id=1518798935&amp;hc_location=ufi\" target=\"_blank\">Ecco a voi le immagini.<\/a><\/strong><\/p>\n<p>QUESTA CHIESA \u00c8 PORNOGRAFIA INDIANA. Fatta male, insoddisfacente, inguardabile. Vergognosa, umiliante. Umiliante per tutti, specie per chi, credente, sta ancora facendo i conti con la partenza di Cristo per il Sud-America, dopo una forte litigata al telefono. Dio ha abbandonato queste terre, \u00e8 partito, s\u2019\u00e8 fermato ad Eboli, ha preso un aereo ed \u00e8 volato in America Latina, lasciandoci una latrina di improvvisazione pontificia, met\u00e0 green, met\u00e0 Jefferson Airplane a Woodstock \u201968; met\u00e0 Manu Chao, met\u00e0 francescana; met\u00e0 religiosa, meta-religiosa.<\/p>\n<p>Come figli dell\u2019Impero romano, dovremmo essere incazzati due volte. Soprattutto perch\u00e9, morti i padri, abbiamo asfaltato quella stradina sterrata preziosissima, quella del Ritorno, che ci conduceva a loro; e a suoi bordi, abbiamo aperto tanti fast food. Cos\u00ec, noi italiani, su tutti, che dovremmo essere faro di spiritualit\u00e0, richiamo e riferimento fermo nel mondo che vuole necessariamente autoannullarsi, abbiamo cancellato l&#8217;armonia di una comunit\u00e0 realmente emancipata, laddove, anticamente, eravamo noi a dettare le linee guida della maturazione civile, artistica, politica, filosofica, sempre subordinando al sacro il nostro Essere, le nostre citt\u00e0, persino la dignit\u00e0 dell&#8217;arte. Dedicandoci la vita. Dedicandoci la strada.<\/p>\n<p>Sacro.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che sconvolge, per\u00f2, \u00e8 la scomparsa di Dio dalla quotidianit\u00e0. Tre fattori vengono a mischiarsi: la provincializzazione dell\u2019esperienza divina, ridotta ad un compito per casa o ad una casualit\u00e0 necessaria \u2013 come festeggiare il Natale odiandosi. Ritualit\u00e0 frigida, una cantilena senza fine, in ambo i sensi, e senza fondo, che fa vestire bene la domenica per andare in Chiesa. Dio diventa una vuota pantomima, uno stereotipo di inserimento sociale, o di servizio, qualcosa \u201cda fare\u201d che non svilupper\u00e0 nessuna dimensione interiore -, e poi l\u2019abitudine a dare una forma ed un fine materiale a qualsiasi cosa ed infine la (non)scoperta del fatto che, nicceanamente, Dio \u00e8 morto sotto il peso della Tecnica \u2013 in quel grido disperato della Parabola del folle: \u00abDio \u00e8 morto! E noi lo abbiamo ucciso!\u00bb, che non rappresenta la constatazione della Sua inesistenza, anzi, l\u2019innalzamento disperato a supremo valore, proprio mentre trionfa la Tecnica. Definizione estremizzata al massimo dai \u201cmoderni\u201d, che ha visto in essa, con il progressivo sviluppo della scienza, la via per giungere al benessere economico e alla serenit\u00e0 della classe borghese &#8211; come da accezione negativa nel pensiero j\u00fcngeriano -, soffocando ogni ulteriore manovra di rianimazione divina e mitologica, proprio nella grande assenza di significati che aiutano la vita ad essere, prim\u2019ancora di tutto, della politica, dello stress, delle elezioni, di un\u2019erezione.<\/p>\n<p>La disabitudine alla religione o alla coltivazione dello Spirito, \u00e8 disabitudine alla civilt\u00e0, intesa come evoluzione pubblica e interiore del <em>civis<\/em>, del cittadino. Ad un\u2019ispirazione che lenisca le paure materiali, quotidiane, che riempia i vuoti. La religione, aiuta la vita e avvezza alla morte, al dolore, alla solitudine, alla vecchiaia. \u00abLa modernit\u00e0 atea \u2013 dice Marcello Veneziani &#8211; li addormenta, li alleva; e, tramite lo svago, simula, eccita e distrae. Non muta il verdetto ma il tipo di consolazione\u00bb<\/p>\n<p>La meccanica scava i fondali degli oceani, ci fa correre sempre pi\u00f9 veloce sulle strade. Ci brucia le retine di bellezza chirurgica che non crediamo pi\u00f9 possibile altrove. La scienza cura, affina la tecnologia per permettere qualsiasi gesto accomodante, coccolante, riduce ogni curiosit\u00e0 e minimizza gli spostamenti; inventa un\u2019app per qualsiasi cosa, porta oltre il sistema solare stando su un divano in streaming, mentre gli uomini si atrofizzano, perdono il tono muscolare, non sentono il bisogno di dedicarsi la vita, ma di assisterle come spettatori paganti. Io pago, quindi voglio. Li porta a sentirsi eroticamente appagati dell\u2019abbraccio del consumismo che li studia, li indirizza, li sperimenta e poi li accontenta di risultati tangibili, visibili, che limitano, sempre pi\u00f9 marcatamente, ogni moto spirituale, ogni parte dinamica dell\u2019anima, compresi i sentimenti, da una preghiera, alla semplice voglia di capire, di ragionare sopra le cose, di crescere mentalmente, di non avere quello che tutti hanno per sentirsi parte del mondo, di ricercare un legame, di capire la primavera, di vivere la natura e chiedersi se su quel masso enorme, sopra al torrente, tutto ha avuto origine.<\/p>\n<p>E il concetto di spiritualit\u00e0, di Fede, di Dio, torna ad essere questione marginale, rispetto alla notoriet\u00e0 su Facebook, un dettaglio tra le tasse, la strada per andare a cercare lavoro e la proprio crisi familiare, nella volont\u00e0 di uscire dalla sofferenza e ritrovare un mondo sano e non matto.<br \/>\nDio appare inconciliabile con la complessit\u00e0 ed \u00e8 pericoloso per la modernit\u00e0: una regola formativa di vita pura, un richiamo troppo esplicito alle radici che hanno formato il volto delle comunit\u00e0 d\u2019Occidente, i suoi albori che hanno fuso paganesimo e fede, che hanno evoluto gli uomini dei villaggi.<\/p>\n<p>Il resto \u00e8 una rana crocifissa, opera di Martin Kippenberger, o il Cristo immerso nel piscio, opera di Andres Serrano.<\/p>\n<p>2017. Nelle chiese c&#8217;\u00e8 tutto. Campi da tennis, con relative partite (ne parla Luca Nannipieri in un pezzo di oggi), vacche crocifisse, opere d&#8217;arte mostruose e poco adatte, bigotti vestiti a festa, turisti, preti che non colgono il senso dell&#8217;omelia e la fanno passare come la ricreazione alle scuole medie.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 tutto. Mancano solo i FEDELI.<br \/>\nDal tempio allo scempio.<\/p>\n<p>Due domande: 1) che cazzo c&#8217;entra tutto questo con la Chiesa? 2) Dov&#8217;\u00e8 la fermezza dell&#8217;Istituzione religiosa, la medesima che c&#8217;\u00e8 nell&#8217;imporre tolleranza e accoglienza verso chi migra? Segnale del fatto che tollerare gli amici ha stufato, dopo secoli, proviamo qualcosa di nuovo, qualcosa di esotico&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201c<\/em><em>Abbiamo conosciuto Dio molto tempo fa. Ed ora, dopo anni di amicizia, lo stiamo allontanando da noi, cacciandolo dalle nostre terre. In ambo i sensi: il Dio cristiano dell\u2019Occidente e il senso di spiritualit\u00e0 e tradizione che pervadeva noi tutti. Il Genius Loci, lo spirito guida, la narrazione di come i nostri rit(m)i siano stati generati. Nei crocifissi rimossi dalle aule, nella volont\u00e0 di lasciare Dio fuori dalle carte ufficiali dell\u2019Unione Europa, nelle chiese vuote, nelle ore di religione a scuola che non portano da nessuna parte, fino alle centinaia di cristiani in Medioriente massacrati, genocidio in streaming; nelle contraddizioni della Chiesa si confonde il dogma. Tra Benedetto XVI e Papa Francesco, tra la strenua difesa della tradizione cristiana, un Dio vivo negli uomini integri, fino ad una chiesa pi\u00f9 pop, che chiede ad ogni cristiano, gi\u00e0 vessato dal suo tempo, di farsi da parte per i fratelli migranti col volto di Ges\u00f9.<\/em><\/p>\n<p>Un uomo rigido, non avr\u00e0 estensione verso l\u2019Assoluto, ma neanche verso il passato epico, mitologico. Non riuscir\u00e0 ad espandere se stesso, affidando la propria vita a ci\u00f2 che vive materialmente, senza consolazione.<\/p>\n<p>[youtube G3-clXzjjHg]<\/p>\n<p><em>Gli uomini sono stati svuotati di profondit\u00e0, convinti che ogni collegamento con ci\u00f2 che \u00e8 superiore a noi, divino, sia azzerato dalle conquiste della scienza, della tecnologia, nell\u2019appagamento. Il mistero \u00e8 ridotto a riviste sciatte. Il mito \u00e8 una \u201cfavola che viene sempre meno raccontata\u201d.<br \/>\nE gli uomini non vogliono Dio, ne sono indifferenti, lo ritengono superato, per questo lo stanno ammazzando, permettendo che se ne reprima l\u2019immagine. Vogliono un genio della lampada, che li rassicuri, che realizzi, li appaghi. Che li tocchi. Un Dio erotico che provochi piacere istantaneo; che li salvi dalla catastrofe, che guarisca le malattie dei loro figli, senza aver dedicato un solo minuto fuori dalle loro richieste, a coltivare lo spirito, la fede, non solo misticamente, ma anche come completezza terrena dell\u2019individuo. Aridamente, senza aver mai percorso neanche la strada \u201coriginaria\u201d del mito\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>(E.Ricucci, Torniamo uomini, ed. IlGiornale, 2017)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Va bene la musica per onorare il Padre. Ma si era detto di non esagerare!&#8221; (Ges\u00f9 di Nazareth) Campi da tennis, vacche crocifisse. Bigotti agghindati a festa, a cui mancano le palle dell\u2019albero attaccate alle orecchie. Turisti, biglietti da pagare, sacerdoti che hanno dimenticato il senso dell\u2019omelia, fino a trasformarla in un quarto d\u2019ora di noioso intrattenimento, un po\u2019 come la ricreazione in terza media. Cos\u2019\u00e8 questo nuovo fenomeno cult, un po\u2019 trash, un po\u2019 nostalgia canaglia di Albano cantata alla sagra del porco salato di Roccadisotto, con in sottofondo Sunshine, lollipop and rainbows, anzich\u00e9 il Te Deum? \u00c8 la [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2017\/11\/23\/dal-tempio-allo-scempio-cosi-hanno-ridotto-la-chiesa-ad-unorgia-di-pessimo-gusto\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1066,"featured_media":1072,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[79480],"tags":[9894,116,262834,5316,244822,4694,262836,2699,262831,8992],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1069"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1066"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1069"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1069\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1073,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1069\/revisions\/1073"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1072"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1069"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1069"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1069"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}