{"id":1080,"date":"2017-11-26T17:15:51","date_gmt":"2017-11-26T16:15:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1080"},"modified":"2017-11-26T17:33:53","modified_gmt":"2017-11-26T16:33:53","slug":"si-alle-donne-no-alle-marmotte-in-via-destinzione-il-femminismo-odia-le-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2017\/11\/26\/si-alle-donne-no-alle-marmotte-in-via-destinzione-il-femminismo-odia-le-donne\/","title":{"rendered":"S\u00ec, alle donne. No, alle marmotte in via d\u2019estinzione. Il femminismo odia le donne"},"content":{"rendered":"<p>Solo un geometrico pensiero domenicale. Veloce, salato. Punto.<\/p>\n<p>Roma, lite al corteo di &#8216;Non una di meno&#8217;: le donne vietano a un uomo di sfilare in testa.<strong>\u00a0<\/strong>A un ragazzo che insisteva per sfilare in testa al corteo di &#8216;Non una di meno&#8217;,\u00a0 le organizzatrici hanno chiesto di spostarsi perch\u00e9 le prime file erano &#8220;riservate&#8221; a loro, scatenando una reazione incredula. Lui: &#8220;Perch\u00e9 non posso stare qui?&#8221; Le femministe: &#8220;Vai pi\u00f9 indietro, \u00e8 la giornata delle donne. Non \u00e8 nulla di straordinario, sarai solo quattro metri pi\u00f9 indietro&#8221;.\u00a0 Una discussione che ha coinvolto anche altre manifestanti, non tutte d&#8217;accordo (Repubblica).<\/p>\n<p>Strappate\u00a0le donne dalle mani del femminismo. Ma anche gli uomini. Poveri maschiacci occidentali, di cui \u00e8 sempre colpa. Per non riuscire a lavorare sotto una valanga di stress, per essere sempre meno padri e amanti focosi. Per non riuscire pi\u00f9 a stabilire rapporti di virilit\u00e0 alla base dell\u2019educazione e del rapporto con i propri figli, che generano ritualit\u00e0 necessaria a identificare e fortificare i ruoli, le funzioni, a generare esempio. Mentre le donne marciscono nella premura soffocante del sistema, e si trasformano in marmotte delle Ande in via d\u2019estinzione, l\u2019uomo, &#8220;vigliacco&#8221;, viene superato, e retrocesso. Sempre pi\u00f9 gi\u00f9, tanto \u201cnon \u00e8 nulla di straordinario, sarai solo quattro metri pi\u00f9 indietro\u201d.<\/p>\n<p>E trema il fondo di ogni tempo, con la necessit\u00e0 di uguaglianza fattiva ed antibiologica.<\/p>\n<p>Dedicando alle donne lo spazio della riserva non si realizza emancipazione, \u00e8 generazione di caso umano. Non \u00e8 premura, \u00e8 ghetto. Noi pretendiamo che chi vuole fare il progresso ci dica qualcosa di nuovo, chess\u00f2, come estinguere la mentalit\u00e0 provinciale in questo Paese? O come schiaffeggiare la corruzione. Non che continui a reinterpretare l\u2019esistente, che a tutti andava benissimo, francamente.<br \/>\nNo alle marmotte in via d\u2019estinzione. S\u00cc alle donne.<br \/>\nIl femminismo odia le donne, cos\u00ec come il machismo gli uomini.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che merita una protezione ulteriore, sussidiaria, studiata, gi\u00e0 di per s\u00e9, rappresenta un fenomeno a parte nello scorrere naturale di ci\u00f2 che viviamo. Dedicare attenzione, contrariamente, \u00e8 segno ineluttabile di maturit\u00e0 civile.<\/p>\n<p>Ma vi prego basta. Il femminismo odia le donne. Come un amore che diventa rabbia, e poi odio, per tenere incatenato a s\u00e9 il partner che fu, e che forse, non torner\u00e0 mai. Per cambiarlo, per tenerci troppo, per gestirlo, ghermirlo, non lasciarlo espandere, seppur sapendo di sbagliare, col rischio di perderlo nel mare di altre strade quando s\u2019alza il vento forte del distacco.<\/p>\n<p>Il femminismo \u00e8 una delle pi\u00f9 crude, maligne ed inutili contraddizioni in termini sociologici, politici, antropologici che esista in questo teatro vuoto che \u00e8 il nostro sistema attuale, dove ogni difetto viene allevato fino a diventare diritto, dove ci si sfiora virtualmente sognando la California e magari un reddito di cittadinanza senza aver voglia di fare un cazzo. Laddove, il femminismo parla di emancipazione e realizza il ghetto. Poi lo arreda, nel tentativo di distruggerlo nuovamente, e lo espande sempre pi\u00f9. Anacronistica utopia che \u00e8 alla base dei meccanismi delle sinistre. Il loop che ha reso inutile la sinistra alla rivoluzione, all\u2019influenza e alla tutela delle categorie sociali, e, probabilmente, al governo della cosa pubblica.<\/p>\n<p>Non certo delle destra, che per quanto cafone nell\u2019affrontare il mondo, arrivano ad un\u2019armonia decisamente pi\u00f9 lineare, a livello di struttura ossea; una visione costruita su un trespolo di idee, almeno piantato per terra.<\/p>\n<p>Il linguaggio di genere, l\u2019istituzione di un\u2019apposita commissione che tenta, quantomeno, di influenzare il nostro parlare etico rivolto alle donne &#8211; un vero e proprio gruppo di esperti per \u201csensibilizzare la societ\u00e0 sull\u2019uso corretto della lingua italiana in un\u2019ottica rispettosa di entrambi i generi\u201d. \u201c<em>Il linguaggio rispecchia la cultura di una societ\u00e0 e ne influenza i comportamenti<\/em>\u201d, cos\u00ec l\u2019Onorevole Giovanna Martelli, consigliera del Presidente del consiglio dei Ministri per le Pari opportunit\u00e0 in una nota, \u201c<em><strong>educare e sensibilizzare a una comunicazione e informazione rispettosa e priva di stereotipi e visioni degradanti del femminile\u00a0<\/strong><\/em><em>fa parte della rivoluzione culturale che \u00e8 necessaria per la lotta alla violenza sulle donne<\/em>\u201d. Prosegue: \u201c<em><strong>Il gruppo sar\u00e0 composto da esperte ed esperti del linguaggio di genere, del mondo del lavoro, di modelli educativi e di sociologi<\/strong><\/em><em>\u00a0che svolgeranno l\u2019incarico a titolo gratuito e avranno vari compiti tra cui quello di predisporre delle linee guida per promuovere il linguaggio di genere presso la pubblica amministrazione e nel settore dei media<\/em>\u201d -. E il femminicidio \u2013 guai a chiamarlo semplicemente omicidio, per altro gi\u00e0 normalmente punito per legge -; e le giornate dedicate, e la figura in famiglia, e la maternit\u00e0 che fa male, e il sesso da fare da sola, e cos\u00ec delirando. E tutti i costrutti che possono venirvi in mente negli ultimi anni politici d\u2019Italia, che non hanno solo un nome, badate bene, cio\u00e8 quello di Laura Boldrini, ma che fanno parte di un\u2019intera rete di degenerazione antropologica.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, se vi \u00e8 forza nella figura della donna, acquisita da conquiste che la propria caparbia e combattente natura le ha garantito, non certo la mano unta della militante femminista, rischia di svanire nella debolezza di un processo umano che non \u00e8 mai lasciato essere, lasciato autogestirsi, poich\u00e9 l\u2019autodeterminazione \u00e8 NEMICA di chi ci vuole tutti uguali, neutri, asettici, sterilizzati in nome del progresso. Svanisce la forza umana e sociale della donna, lentamente, nel costante abbraccio premuroso di quella big mother di cui Jean Yves Le Gallou teorizza. Le Gallou, saggista francese ed ex deputato europeo del FN, a partire dall\u2019ispirazione di Jean Raspail, scrittore prolifico e lucidissimo precursore, che gi\u00e0 nel 1973, nel romanzo \u201cIl campo dei santi\u201d, aveva immaginato l\u2019esodo di milioni di profughi verso l\u2019Europa e la sottomissione delle \u00e9lites culturali europee. Di cosa parla Le Gallou? Di Big Brother, Big Other e Big Mother, la morsa disumanizzante: \u00abBig Other. Un\u2019adorazione senza limiti per l\u2019altro, amplificata dall\u2019odio di s\u00e9, della propria cultura, della propria civilt\u00e0. Un\u2019ideologia unica che ci assoggetta grazie ai metodi del Big Brother: la societ\u00e0 di sorveglianza che conosciamo, in cui la polizia del pensiero \u00e8 onnipresente. Un\u2019ideologia unica che s\u2019impone tanto pi\u00f9 facilmente a individui che sono indeboliti dalla tutela di Big Mother: il principio di precauzione applicato dalla culla alla tomba\u00bb<em>.<\/em><\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 muta la donna, e va in metamorfosi il significato di femminilit\u00e0: da condizione biologica ed umana, a costrutto ideologico che indirizza il divenire. Oltrech\u00e9, ovviamente, tentare di modificare l\u2019intima condizione di femminilit\u00e0.<\/p>\n<p>E cos\u00ec la Grande Madre, non pi\u00f9 archetipo della generazione, immagine soave, femmina gentile, eletta dea del fuoco della famiglia, materna procreazione e contenitrice di vita, distorce il proprio significato alla luce del presente, diventando costola deviata e perversa della femminilit\u00e0. La Big Mother, qualcosa che inietta insicurezza, frena le nostre certezze, le rende antiche e inadeguate, e non solo a livello politico, tenendoci appiccicata a s\u00e9. Essa sterilizza ogni umana necessit\u00e0 di esplorazione, di avventura, di far guerra per difendere ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 caro e irrinunciabile, pacifizza, azzera la purezza, distoglie dalla voglia di reazione, di curiosit\u00e0, di scoperta.<\/p>\n<p>Una forza ben visibile, e assolutamente concreta, che si esprime in ogni atto politico ed istituzionale di chi gestisce il villaggio globale, relativizzando ogni cosa, dal concetto di identit\u00e0 sessuale biologica, alla Fede, dai genitali, fino al rapporto con i figli e con la propria terra. E cos\u00ec via. Andando a far tremare ogni identit\u00e0, ogni riferimento visibile nel caos, fin nelle corde pi\u00f9 intime.<\/p>\n<p>Ed ecco un figlio che non riesce ad essere adulto, ed un madre castratrice.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 fragile, come ginocchia piccole e insufficienti, tremolanti; lasciate senza il calcio del pensiero critico, della forza di reazione, stanno per cedere e spezzarsi. Cos\u00ec le donne senz\u2019anima, ma con un libretto di istruzioni, sono addomesticate, per paura, per necessit\u00e0, per inganno, dietro alle parole giuste da usare per loro, alle cose giuste da fare per loro, alle intenzioni giuste da nutrire per loro, cos\u00ec come nei sentimenti, nel sesso, nel rivolgersi semplicemente ad esse.<\/p>\n<p>Siate donne come vi pare, ma siate donne. Che donna sia nella pi\u00f9 grande conquista odierna, l\u2019autodeterminazione. Che faccia rima con moralit\u00e0, con immoralit\u00e0, con immortalit\u00e0, ma sia libera dal giogo del femminismo. Semplicemente donna come condizione naturale, di pari spessore a quella maschile, ed anzi struttura dell\u2019essere mondo, non parentesi da aprire. E alla femminista non date un cazzo. In tutti i sensi\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Solo un geometrico pensiero domenicale. Veloce, salato. Punto. Roma, lite al corteo di &#8216;Non una di meno&#8217;: le donne vietano a un uomo di sfilare in testa.\u00a0A un ragazzo che insisteva per sfilare in testa al corteo di &#8216;Non una di meno&#8217;,\u00a0 le organizzatrici hanno chiesto di spostarsi perch\u00e9 le prime file erano &#8220;riservate&#8221; a loro, scatenando una reazione incredula. Lui: &#8220;Perch\u00e9 non posso stare qui?&#8221; Le femministe: &#8220;Vai pi\u00f9 indietro, \u00e8 la giornata delle donne. Non \u00e8 nulla di straordinario, sarai solo quattro metri pi\u00f9 indietro&#8221;.\u00a0 Una discussione che ha coinvolto anche altre manifestanti, non tutte d&#8217;accordo (Repubblica). 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