{"id":1092,"date":"2017-12-03T16:12:52","date_gmt":"2017-12-03T15:12:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1092"},"modified":"2017-12-03T16:12:52","modified_gmt":"2017-12-03T15:12:52","slug":"non-nei-pupazzetti-non-tra-i-migranti-il-presepe-e-altrove-ad-amatrice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2017\/12\/03\/non-nei-pupazzetti-non-tra-i-migranti-il-presepe-e-altrove-ad-amatrice\/","title":{"rendered":"Non nei pupazzetti, non tra i migranti. Il presepe \u00e8 altrove, ad Amatrice"},"content":{"rendered":"<p>Simbolicamente, sinceramente\u2026<\/p>\n<p>Non annamo a cerc\u00e0 Maria pe\u2019 Roma, si dice nella Capitale. O Cristo \u00e8 ovunque, o non \u00e8 da nessuna parte. Nell\u2019epoca che tutto vuole relativizzare, la strada per il ritorno ai significati \u00e8 la salvezza.<\/p>\n<p><strong>Esploratori, e non archeologi. Andiamo alla ricerca del significato, perch\u00e9 ci possa rinnovare l\u2019origine. <\/strong>La battaglia non \u00e8 solo nel fare il Presepe, nel farlo fare, nel tutelarlo nelle piazze, nelle scuole, ma nel rinnovarne l\u2019essenza, soprattutto in quest\u2019epoca disgraziata. Nutrire l\u2019etica e l\u2019estetica, per salvare l\u2019origine e trasformarla in un prodotto che nel tempo parla di noi e ci rappresenta a differenza di usi e costumi, scelte politiche, economiche e sociali, che ha la forza di aderire ad ogni tempo, ma non di sciogliersi in esso, ed anzi di modificarlo: l\u2019identit\u00e0.<\/p>\n<p>La suggestione da vivere \u00e8 la salvezza, e la Bellezza della, e nella, salvezza, nella linearit\u00e0 di una Parola, di un messaggio, di un\u2019idea, perch\u00e9 puntellata sulle certezze di una maggiore profondit\u00e0 che non rappresenti un capriccio, non diventi superstizione. Allontanandosi dalla sacralit\u00e0. Uno dei maggiori pericoli odierni nella difesa di tutto ci\u00f2 che sia spirituale, cristiano. \u201c<em>La Chiesa ha sempre dato importanza ai segni, soprattutto liturgico sacramentali, sorvegliando per\u00f2 che non sconfinassero in una sorta di superstizione<\/em> \u2013 racconta in un\u2019intervista Padre Pietro Messa, Preside della Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Universit\u00e0 Antonianum -. <em>Alcuni gesti furono incentivati perch\u00e9 ritenuti adatti per la diffusione dell&#8217;annuncio evangelico e tra questi si segnala proprio il presepio nella cui semplicit\u00e0 indirizza tutto alla centralit\u00e0 di Ges\u00f9<\/em>\u201d. L\u2019annuncio evangelico, la parola del Vangelo, la direzione di Dio. Dio \u00e8 sempre, non solo quando l\u2019aereo sta cadendo e noi ci siamo dentro.<\/p>\n<p>Serviva fondere gli occhi, il corpo, l\u2019immagine e il suo significato originale, prima di tutto. Serviva e serve ancora.<\/p>\n<p>A partire da quell\u2019ispirazione primordiale del Presepe che nasce dal poverello di Assisi, a Greccio. Lo stesso che ha accolto tra i suoi chiunque volesse legarsi a Dio, cantando per Madonna Povert\u00e0 la bellezza della non differenza se stretta dal filo aureo che cinge le anime e le porta al Signore; lo stesso Francesco che, <strong>per\u00f2<\/strong>, impieg\u00f2 la sua vita a ricostruire la casa di Dio: \u201cFrancesco va&#8217; e ripara la mia chiesa, che come vedi, cade tutta in rovina\u201d. Ecco il senso, rifonda la mia Casa. Gli disse Cristo; ed egli and\u00f2 e mattone dopo mattone, ricostru\u00ec la Chiesa in rovina, donandole nuova vita, il suono ferreo delle campane che andava gi\u00f9, scapicollandosi nelle colline dell\u2019Umbria. Ed ecco a nuova esistenza per San Damiano, San Pietro alla Spira e la Porziuncola. Rinnovato il senso, s\u00ec, ma anche le fondamenta, le pietre, il portone di legno, i banchi e l\u2019altare, cose materiali, di un\u2019antica presenza che ritorna a vivere anche quella porzione di modernit\u00e0. E diventa continuit\u00e0 della Casa, dell\u2019origine.<\/p>\n<p>Ecco l\u2019eterna tangibilit\u00e0 della riconoscibilit\u00e0, ecco la conferma, come la Cresima. Ecco la strada del ritorno, l\u2019identit\u00e0 chiara e visibile. Ecco la preghiera, la rinascita.<br \/>\nEcco il presepe. Anche nel 2017. Non stravolto, ma ammodernato nel suo significato nel senso con cui San Francesco lo fa nascere.<\/p>\n<p>E prosegue la strada.<\/p>\n<p>Ogni significato \u00e8 fuso nella stessa grande origine. Cos\u00ec come \u201c<em>l\u2019anno liturgico della Chiesa non si \u00e8 sviluppato inizialmente partendo dalla nascita di Cristo, ma dalla fede nella sua risurrezione. Perci\u00f2 la festa pi\u00f9 antica della cristianit\u00e0 non \u00e8 il Natale, ma \u00e8 la Pasqua; la risurrezione di Cristo fonde la fede cristiana, \u00e8 alla base dell\u2019annuncio del Vangelo e fa nascere la Chiesa<\/em>\u201d, come ci ricorda Papa Benedetto XVI, tanto, quindi, ecco ricomporsi la nuova immagine del presepe, oltre a quello dei pupazzetti colorati, che unisce la famiglia in una tradizione non solo sacra. Associare concretamente l\u2019immagine moderna del Greccio francescano, facendo, in esso, convogliare i significati perch\u00e9 donino celestialit\u00e0, e formino la Casa. Ancora una volta. Nella Pasqua nasce la Chiesa, nella risurrezione, la comunit\u00e0. Da Francesco nasce il Presepe per offrire agli occhi del corpo il senso divino, e plasmare la forma della nativit\u00e0. Risurrezione, nascita.<\/p>\n<p>Ecco che solo con la chiarezza dell\u2019origine e della direzione, si evita la contaminazione di Dio nei capricci degli uomini. E si sottrae dalle deviazioni storte e perverse della politica, che vuole far credere, in maniera convincente ed esclusiva, quasi fosse un editto, che Dio e la Chiesa, cos\u00ec a seguire tutte le loro rappresentazioni, esistono solo nella direzione della tolleranza, dell\u2019accoglienza a senso unico, verso i migranti, mentre crescono i poveri italiani. Non \u00e8 Natale se, bastardo, non metti un gommone al centro del Presepe \u2013 come a Castenaso, in provincia di Bologna. \u201cGes\u00f9 Bambino nasce nel gommone\u201d, titola a proposito il Resto del Carlino -, o se non tiri fuori la sofferenza di chi \u00e8 fuggito per venire da noi e la rendi il centro e la priorit\u00e0 di ogni significato millenario, unico centro di dibattito possibile e ammesso \u2013 come il caso di Potenza, lo scorso anno, con un presepe con il barcone di profughi, la bandiera arcobaleno e Maria con un velo &#8220;islamico&#8221; -, o, ancora, se dimentichi la sofferenza dei migranti, verso cui, per\u00f2, vi \u00e8 ogni premura politica, ogni attenzione, velocit\u00e0 nell\u2019iniziative di ospitalit\u00e0, benvenuto e trasmissione di dignit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Empatia, laicissima pietas o misericordia? Come Cristo, a senso unico. La promozione del rispetto di ogni culto, e cos\u00ec di ogni sua manifestazione, come il Presepe; non la sostituzione di uno verso l\u2019altro, specie se quello sostituibile \u00e8 quello che ospita, non quello che viene ospitato.\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>E in quest\u2019ultima affermazione \u00e8 vero, com\u2019\u00e8 vero che la Croce di Cristo \u00e8 come il the infr\u00e8, \u00e8 buono qui, \u00e8 buono l\u00ec. \u00c8 buono ovunque, e la sua parola merita interpretazione, non deformazione, specie se farisea, politica, ideologica. E non si pu\u00f2 prescindere, amico, cittadino, dalla parola di Dio per difendere i Cristiani sotto attacco, il valore del presepe a livello universale, nelle case, quanto nelle scuole e negli uffici.<\/p>\n<p>\u201c<em>Perch\u00e9 io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi<\/em>\u201d (Matteo 25,35-44). Cos\u00ec che quando queste parole di Ges\u00f9 valgono per un migrante, per un Crocifisso che sparisce per fare uguaglianza, per un presepe col gommone al centro per fare integrazione, per una preghiera di Natale dei bambini a scuola cancellata per fare tolleranza \u2013 e scempi simili -, tutto questo valga per quanti dei nostri fratelli passeranno il Natale in una tenda o in alloggio di fortuna, al ghiaccio del Lazio di montagna, aspettando, da pi\u00f9 di un anno, tra le schifose promesse della politica, la dignit\u00e0 di una casa, piccola e insufficiente, ma origine da cui poter ricominciare. Resurrezione, come la Pasqua, nativit\u00e0, nascita, come il Natale, come il simbolo del Presepe. Come ad Amatrice.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la tolleranza \u00e8 dovere del fedele, ma non sia una trappola in cui cadere in questa modernit\u00e0, che vada, cio\u00e8, nella direzione esclusiva dettata dalla politica e dei suoi interessi elettorali, al suo porco espansionismo, ma rimanga attaccata alla Fede e al filtro della logica civile. Cos\u00ec quindi, \u201c<em>se, mietendo il tuo campo, vi avrai dimenticato qualche covone, non tornerai indietro a prenderlo; sar\u00e0 per lo straniero, per l&#8217;orfano e per la vedova, affinch\u00e9 il SIGNORE, il tuo Dio, ti benedica in tutta l&#8217;opera delle tue mani<\/em>\u201d (Deuteronomio 24:19). Per lo straniero, s\u00ec, quanto per l\u2019orfano e la vedova.\u00a0 Per una dignitosa accoglienza. E la Fede viene colonizzata dalla politica. Cos\u00ec, quei covoni avanzati, dimenticati, che servivano per l\u2019orfano e la vedova, vanno solo allo straniero.<\/p>\n<p>E questo non \u00e8 Cristo, \u00e8 paraculeria.<\/p>\n<p>Significati che si fondono e formano l\u2019origine. Solo qui \u00e8 la risposta ad ogni fottuto dramma di questo nostro tempo. Tanto \u00e8 il Natale, la nativit\u00e0, la nascita di Cristo, quanto \u00e8 il Sol Invictus, il Sole Invincibile che ha sconfitto le tenebre. Del male e delle menzogne. Sol Invictus che diventa Natale. Tanto \u00e8 la tolleranza, quanto la Pietas &#8211; la devozione religiosa, l\u2019amore per la patria e la famiglia -, sfiorando la Misericordia. Qui siamo noi, un puntino rosso nella mappa del mondo. Tanto vi \u00e8 cristianamente s\u00ec, un principio di uguaglianza. Sotto la Chiesa ricostruita da Francesco, vi devono essere tutti, orfani, vedove, stranieri, s\u00ec, e terremotati, poveri, chi \u00e8 ospitato, e chi ospita.<\/p>\n<p>Cos\u00ec quando vorrete rifugiarvi, in questo dramma continuo che sono i nostri giorni, in un\u2019immagine che vi riporti sulla strada del ritorno, pensate ad Amatrice, a quei fratelli, alla neve.<\/p>\n<p>Ecco dove tornare. Ed ecco dove andare: ad Amatrice. Andate a cercare l\u00ec, il presepe. La venerazione, l\u2019approfondimento spirituale, la mistica del silenzio, la coltivazione dell\u2019intimit\u00e0, la preghiera, non sono fattori esterni e lontani da ci\u00f2 per cui stiamo combattendo, ma ne sono l\u2019essenza stessa. Essenza stessa di cui il presepe \u00e8 investito. Presepe che non \u00e8, quindi, solo una battaglia laica e di rappresentazione sociale, in direzione della difesa di certi valori non negoziabili, come l\u2019integrit\u00e0 familiare, o la tutela politica della Fede, ma \u00e8 soprattutto un richiamo al Sacro, al simbolo, alla radice irrinunciabile di uomini che non vogliono vegetare inanimati, ma desiderano estendersi verso l\u2019Assoluto. Nelle cose piccole, ed in quelle universali.<\/p>\n<p>E nelle cose piccole, nel freddo dicembre, cade la neve.<\/p>\n<p>Ama il prossimo tuo come te stesso. E vallo a trovare sotto la croce di Cristo, prima di ogni (e)mozione politica. Perch\u00e9 non vi sia il fedele da battaglia; ma il fedele sia integrale, un guerriero credente. Che non ha bisogno di replicare rabbia in copia incolla col sistema che si erge a difesa del presepe nelle scuole, per pulirsi la coscienza, per fare il compitino anticonformista per casa; ma che ha necessit\u00e0 di farlo, e ancor prima di credere, di ragionare e proporre i precetti della Fede, da estendere, per\u00f2, universalmente, la parola di Dio; di impugnare sempre il Vangelo e qui ragionare sopra le cose. Partire per una crociata all\u2019improvviso, serve solo a spezzare gli eserciti.<\/p>\n<p>Cos\u00ec guardate questa foto.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/12\/24177121_10213306382206037_2878700468515234099_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1093\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/12\/24177121_10213306382206037_2878700468515234099_n-300x283.jpg\" alt=\"24177121_10213306382206037_2878700468515234099_n\" width=\"300\" height=\"283\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/12\/24177121_10213306382206037_2878700468515234099_n-300x283.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/12\/24177121_10213306382206037_2878700468515234099_n.jpg 635w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nGuardala cos\u00ec, dall\u2019alto. Spruzzata di neve. Che non sapendo, certamente, dove cadere, ricopre ogni cosa, morta o gioiosa.<br \/>\nGuardala e di a te stesso, \u201cnon ricorda un presepe?\u201d. Nativit\u00e0 della dissoluzione, grido disperato di rivoluzione. Non c\u2019\u00e8 stella che brilla, ma un cane che strilla, di notte, tra le macerie, solo spostate per non dar noia a\u00a0chi attende una casa, forse una Chiesa.<br \/>\nGuardala, e ricordati che prima di integrare altre civilt\u00e0, di eliminare il presepe, fulmine d\u2019amore francescano, di farne uno senza Ges\u00f9, e con dentro i pupazzetti della fantasia, ma con un gommone al centro, forse dovremmo ancora integrarci tra di noi, prendendo la sorella e il fratello senza pi\u00f9 niente, e con la vista della neve che ricopre la morte intorno, e portarlo da noi, come prossimo, prima di ogni altro prossimo.<br \/>\nGuardala, la neve ricopre anche l\u2019odio. Tra questi tetti marci trovi la croce di Cristo. La sua morte. E la sua rinascita. Qui \u00e8 il Natale.<br \/>\nUomo, Bergoglio, cittadino, la Croce di Cristo \u00e8 come il The Infr\u00e8, \u00e8 buona qui, ed \u00e8 buona anche l\u00ec, contemporaneamente.<\/p>\n<p>AMATRICE. Natale 2017<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Simbolicamente, sinceramente\u2026 Non annamo a cerc\u00e0 Maria pe\u2019 Roma, si dice nella Capitale. O Cristo \u00e8 ovunque, o non \u00e8 da nessuna parte. Nell\u2019epoca che tutto vuole relativizzare, la strada per il ritorno ai significati \u00e8 la salvezza. Esploratori, e non archeologi. Andiamo alla ricerca del significato, perch\u00e9 ci possa rinnovare l\u2019origine. La battaglia non \u00e8 solo nel fare il Presepe, nel farlo fare, nel tutelarlo nelle piazze, nelle scuole, ma nel rinnovarne l\u2019essenza, soprattutto in quest\u2019epoca disgraziata. 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