{"id":1101,"date":"2017-12-18T14:54:12","date_gmt":"2017-12-18T13:54:12","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1101"},"modified":"2017-12-18T14:54:12","modified_gmt":"2017-12-18T13:54:12","slug":"dal-papa-agli-antifascisti-fino-a-chi-odia-il-presepe-san-francesco-non-era-un-hippy-ne-una-scusa-contro-lideologizzazione-della-funzione-della-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2017\/12\/18\/dal-papa-agli-antifascisti-fino-a-chi-odia-il-presepe-san-francesco-non-era-un-hippy-ne-una-scusa-contro-lideologizzazione-della-funzione-della-fede\/","title":{"rendered":"Dal Papa, agli antifascisti, fino a chi odia il presepe: San Francesco non era un hippy, n\u00e9 una scusa. Contro l&#8217;ideologizzazione della funzione della Fede"},"content":{"rendered":"<p>San Francesco non era un hippy. Esattamente come non lo era Cristo, che per un pelo non diventa una maglietta post-Woodstock. Essi non erano ci\u00f2 che pu\u00f2 far comodo. Erano ci\u00f2 che erano.<br \/>\nE cos\u00ec con questo valzer di mistificazioni, quest\u2019epoca comprende, forse, la peggiore delle ideologizzazioni della funzione della Fede. Peggiore, forse, dei Patti Laternanensi, poi Craxi-Casaroli del 1984; peggiore, forse, delle Madonne a caso nei riti \u2018ndranghetisti, o nel breviario di Tot\u00f2 Riina, mai pace all\u2019anima sua. Una fu convenienza, l\u2019altra demenza. Oggi, invece, lucidissima devianza. Alla storia non rimane la convenienza, troppo legata al momento; n\u00e9 la demenza, troppo effimera per fare radici. Mentre la devianza, s\u00ec, perch\u00e9 rischia di diventare deviazione, assuefazione, nuova verit\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/12\/16-09-26245-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1103\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/12\/16-09-26245-1-300x188.jpg\" alt=\"16-09-26245-1\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/12\/16-09-26245-1-300x188.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2017\/12\/16-09-26245-1.jpg 650w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il poverello d\u2019Assisi, nel suo saio ci riassume tutti. Ferventi, menefreghisti. Assidui, latitanti di Dio. Atei, agnostici, credenti. Patrono d\u2019Italia, gi\u00e0 lo \u00e8. Della laicissima Italia, nella laicissima Europa che, semplicemente, fa a meno di menzionare le proprie origini spirituali tra le sue carte. Europa di carta, fragile impilamento di convenzioni, trattati, sanzioni e regolamenti (di conti).<br \/>\nUn punto minimale, come vuole la pubblicit\u00e0 di oggi, sullo sfondo verde di una collina. Un hotspot per Dio, che non \u00e8 un\u2019imprecazione, attaccato al terreno.<br \/>\nPoverello. Italiano. Guerresco, puttaniere, figlio borghese. E per questo pi\u00f9 santo di tutti. Pi\u00f9 vicino a Dio di ogni pecora farisea, di ogni brava donna che corre all\u2019eucaristia, la Domenica, dopo aver preso le botte dal marito che le siede accanto. Di quegli hypokritai, ipocriti, attori che non vivono Dio, ma giocano il loro ruolo, cos\u00ec definiti da Cristo, che si credono di essere il Bene, ma nient\u2019altro sono che il Male. Ma non dir\u00e0 nulla, n\u00e9 nulla confesser\u00e0. Forse perch\u00e9 la confessione, come sacramento, ormai \u00e8 in forzato pensionamento.<br \/>\nDio lo sceglie perch\u00e9 \u00e8 bello e ricco, e ci sa fare di scherma. Andava alla guerra quando l\u2019ha chiamato a s\u00e9. Perch\u00e9 ad Esso servono guerrieri della Fede, per scendere ancora tra gli uomini. Non solo attimi di estatica trascendenza, ma anche cadute da cavallo. Botte forti per vite forti.<\/p>\n<p>San Francesco \u00e8 il collegamento tra Dio e gli uomini.<\/p>\n<p>E Francesco d\u2019Assisi, tra gli uomini, \u00e8 quello che a Ges\u00f9 Cristo rassomiglia di pi\u00f9. Nella barba diradata, nella dimensioni dei giganti alti un metro e mezzo. Francesco di Pietro di Bernardone \u00e8 un ponte senza tempo, senza spazio. Che comprende il tempo di tutti, lo spazio di molti, tra Dio, l\u2019Assoluto, il cielo stellato sopra di me, e la legge morale che \u00e8 in me. \u00c8 un riempimento, non un riempitivo. \u00c8 assieme testimonial della Chiesa spompata, senza lucidit\u00e0 e senza idee, e testimonianza. \u00c8 povero e rock, cantore e perdonatore. Antipapa e papesco. Regolatore. Come in Cristo ci riconosci la sinistra e la destra. La moltiplicazione dei pani e dei pesci, e la difesa della casa. Al contempo ci trovi una delle possibilit\u00e0 chiavi di volta per il ritorno alla sovranit\u00e0 degli uomini, e quindi ad una condizione umana sostenibile, ancor prima che politica, economica, strutturale, ideologica, che sviluppi il pensiero critico, l\u2019angolo intimo e spirituale, la sacra indipendenza degli uomini, la loro capacit\u00e0 di essere il tempo che vivono, e non solo ipocriti, attori, appunto; la loro capacit\u00e0 di reagire alle imposizioni ideologiche, snaturanti, aberranti, annientanti e, soprattutto, massificanti, che rendono uomini standard, costretti a replicare, a pensar poco e bene, e a non trasformare il prodotto della loro intimit\u00e0, del loro pensiero critico in azione.<\/p>\n<p>Francesco D\u2019Assisi, riferimento universale nell\u2019epoca del cedimento di ogni faro nel buio. Molti crollati, come la religiosit\u00e0, molti pieni di crepe a rischio cedimento, come la famiglia. Talmente rock da essere l\u2019unico collante percepito tra il fedele e l\u2019ateo. Ricongiungimento al Divino persino per l\u2019agnostico. San Francesco \u00e8 l\u2019antistato. \u00c8 il grimaldello teorico: per mettere ordine al caos, ci vuole ordine, non altro caos, correndo incontro alla semplicit\u00e0, che regge e regola il tutto, e smonta l\u2019eccessiva complessit\u00e0. La semplicit\u00e0, dalla foglia, al figlio, \u00e8 generazione di un processo vitale. Facilmente individuabile, scalzo, ancora lo vedi camminare tra le colline dell\u2019Umbria. Vedi un punto, vedi un saio. Sai che l\u00ec c\u2019\u00e8 Dio.<\/p>\n<p>Sai che c\u2019\u00e8 Dio. E non una scusa. Una scusa per un Papa, per gli estremisti del migrantismo, paravento per la politica, indifferenza per chi \u00e8 incapace, con la propria vita, di testimoniare Dio, valga per un ministro del Culto, o per un fedele. Proprio come per quelli che ignorano il Presepe, non lo fanno, lo cancellano. Perch\u00e9 s\u00ec, \u00e8 vero che Francesco \u00e8 l\u2019alfiere della pace, della letizia, della povert\u00e0 e della tolleranza. Ma \u00e8 pur vero che non \u00e8 un santo sociale, ma una liason con Dio e la sua parola. Impossibile, quindi, ridurlo ad un hippie. Impossibile eleggerlo a santo patrono dei migranti, degli antipresepisti, del bergoglismo, se si va, necessariamente, a dimenticare l\u2019aspetto teologico, divino, spirituale, cristiano della sua essenza. Perch\u00e9 \u00e8 qui che Francesco diventa scomodo, in quanto capace di unire l\u2019uomo al precetto di Dio, di completarlo ed integrarlo, non di separarlo dal Divino per offrirlo in sacrificio al culto estremo, ed unico possibile, della materia, della Tecnica come involuzione ripetitiva ed organizzatrice, come divinit\u00e0 del raggiungimento, in quanto strada lastricata per il Progresso: Dove sono le tenebre, che io porti la luce. E quindi dove sono le tenebre della negazione, della censura, della dimenticanza, dell\u2019oppressione, fa che io, tramite Dio, porti la luce. E l\u2019uomo, da solo, pu\u00f2 farcela a reagire, a ritrovare se stesso. Passando anche e soprattutto per Dio, per\u00f2: \u201cDove \u00e8 dubbio, che io porti la fede\u201d.<\/p>\n<p>Proponendo, quindi, un santo sociale, anzich\u00e9 \u201cintegrale\u201d, si compirebbe un gesto barbaro e indegno, che ricorda quelli che, forzatamente, riducono Ernesto Che Guevara a paladino di una destra rivoluzionaria, finanche conservatrice, per via delle sue uscite \u201cnazionaliste\u201d. Leggasi mistificazione, non interpretazione.<br \/>\nE se non ci rimane che aggrapparci alla realt\u00e0, alla geometria, alla logica, e a certi riferimenti dati, alla semplicit\u00e0, alla lucidit\u00e0 per non impazzire ed andare a regredire nella categoria del nuovo millennio, quella delle non-persone, San Francesco va assolutamente riscoperto. Ma non come misero oggetto di militanza e presenza. Come ispiratrice virt\u00f9 esemplificativa di una vita sostenibile, con Dio, certamente, ma soprattutto con s\u00e9 stessi. Va fatto riscoprire ad un Papa green, che anzich\u00e9 confermare il proprio popolo, sembra pensare a compiacere il mondo dei non-credenti, quasi Dio dovesse diventare una giustificazione per chi non ci crede. Ad un Papa che vede nei migranti il volto di Ges\u00f9 e fa politica, anzich\u00e9 pensare a riempire le Chiese, che dedica un giubileo alla misericordia, anzich\u00e9 al Timor di Dio, come suggerito da Camillo Langone, proprio nel momento, grazie alla trasformazione materialistica della vita, del tocco, dell\u2019erotismo appagante della tangibilit\u00e0, di un Dio genio della lampada, a cui si chiede di curare le malattie dei propri figli, senza che nessuno gli dedichi l\u2019anima, Cristo, e con s\u00e9 il senso di Assoluto, scappano dalla nostra vita, ormai impegnata in una continua esecuzione di compiti concreti, che ci inquadra nel ruolo di cittadini e di individui, senza che nessuno si dedichi la vita.<\/p>\n<p>Un Papa che vuole chiamarsi Francesco, perch\u00e9 \u00e8 bella la sua figura oggi, ma a cui, per dirla con Marcello Veneziani, manca l\u2019aura del sacro, il carisma religioso, la grazia del Santo Padre\u201d. E continua: \u201cLo sento pi\u00f9 come il presidente di una Ong, a capo di una grande, antica organizzazione non governativa. Il suo tema cruciale non \u00e8 il rapporto tra l\u2019uomo e Dio, il mistero della fede e della resurrezione, l\u2019anima immortale e Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo. Ma \u00e8 l\u2019accoglienza, i migranti, il soccorso ai poveri di tutto il mondo, il dialogo coi non credenti, o coi credenti d\u2019altre religioni, a partire dagli islamici, la voglia di compiacere i media e lo Spirito del Tempo, pi\u00f9 che lo Spirito Santo\u201d. A cosa servirebbe un\u2019altra ONG, nella fattispecie individuabile in questa Chiesa con tanti diritti e pochi doveri? \u201cBergoglio fa un passo in pi\u00f9 e si accoda all\u2019ideologia dello sconfinamento di popoli, di culture, di sessi, di ogni limite. Come una qualsiasi Boldrini o un Mattarella, coi quali Bergoglio forma il Trio Accoglienza. Vuol trasformare l\u2019Italia in un corridoio umanitario e l\u2019Europa in un grande centro di accoglienza, tuona contro i muri altrui e dimentica di vivere nel sicuro recinto dalle Mura Vaticane\u2026 Per il resto, Francesco sta facendo precipitare la Chiesa cattolica verso un destino sindacale-umanitario, genere Emergency o sant\u2019Egidio, da agenzia per la ristorazione filantropica universale; un ente spiritualmente spento che preferisce dialogare con i progressisti atei piuttosto che con i cattolici non progressisti. E senza convertire alla fede nessuno\u201d.<\/p>\n<p>In quella chiesa, ormai simile ad un\u2019agenzia sociologica, ad una cooperativa sociale, ad un\u2019associazione, anzich\u00e9 ad istituzione umana e divina allo stesso tempo. Continuando ad occuparsi con superficialit\u00e0 spirituale, sempre pi\u00f9 riassuntino opportunistico delle Sacre Scritture, teologico, impegnata a richiamare la povert\u00e0 solo parlando dei migranti, dei sistemi sociali. Indaffarata nel dimenticare che la salvezza dell\u2019ecclesia, della comunit\u00e0, dell\u2019origine, dell\u2019identit\u00e0 spirituale, \u00e8 fondamento per l\u2019uomo, specie occidentale, inevitabilmente passante dal Vangelo. Per cui la teologia, l\u2019interpretazione del Vangelo, dei precetti sacri, e degli accordi religiosi essenziali, costituiti di pontificato in pontificato, diventano sempre meno preponderanti rispetto al messaggio che pubblicamente la Chiesa offre; generando cos\u00ec non un faro nella tempesta, non un\u2019interpretazione maggiore del tempo, ma un\u2019ennesimo tweet sulla realt\u00e0, che si perde in un mare di fugaci letture che si \u201caccodano all\u2019ideologia\u201d. Qui, Francesco d\u2019Assisi ricorda il ruolo del sacerdote, la strada del Ministro del Culto. Ricorda che essi hanno dei doveri, e non solo dei diritti, proprio nell\u2019epoca del diritto facile. Hanno il dovere della testimonianza di Dio, tra i tanti. Dovere che, tra SACERDOTI DANZANTI, PRETI CANTANTI, MESSE CONCERTO, o vigliaccate come la mancata creazione, e quindi celebrazione, del Presepe per paura di offendere i fedeli musulmani \u2013 come accaduto qualche giorno fa. Don Sante Braggi\u00e8, cappellano del cimitero civico di Cremona, ha deciso di non allestire il tradizionale presepe per &#8220;non urtare la sensibilit\u00e0 dei musulmani&#8221;. -, viene sempre meno. \u201cRicordatevi, fratelli miei sacerdoti, ci\u00f2 che \u00e8 scritto riguardo alla legge di Mos\u00e8: colui che la trasgrediva, anche solo nelle prescrizioni materiali, per sentenza del Signore, era punito con la morte senza nessuna misericordia.\u201d<\/p>\n<p>Fratello Sole. Sorella Luna. S\u00ec, ma anche \u201cdove \u00e8 odio, fa&#8217; che io porti l&#8217;amore. Dove \u00e8 offesa, che io porti il perdono. Dove \u00e8 discordia, che io porti l&#8217;unione\u201d. Per gli antifascisti che predicano l\u2019inclusione democratica, rendono santa quella Costituzione che permette loro di esprimersi. Abituati alla mistificazione, alla deviazione, essi stravolgono anche ci\u00f2 che gli occhi vedono. E paraculamente si riscoprono francescani perversi, nelle parole di negazione e censura, anzich\u00e9 in quelle di tolleranza e accettazione di un messaggio diverso. Cos\u00ec capita di leggere una nota di alcuni intellettuali e accademici di Perugia, contro una pacifica e legittima manifestazione di Casa Pound, contro il degrado cittadino. Una missiva in cui si legge la chiarissima volont\u00e0 di impedire ai neofascisti di sfilare, di esserci, anche solo di essere, di esistere. Nella quale cui si contrastava fortemente la manifestazione nella citt\u00e0 di Perugia \u201cmultietnica e democratica\u201d. Ed in cui, insieme, \u201cla regione di San Francesco dicano un secco no a questo ritorno al passato, riaffermando i valori della Costituzione antifascista nata dalla Resistenza\u201d. La regione di San Francesco. Ma San Francesco non avrebbe voluto questo. Ed ecco, tra le tante, l\u2019immagine bieca e stupida dell\u2019ideologizzazione della funzione della Fede. \u201cDove \u00e8 odio, fa&#8217; che io porti l&#8217;amore. Dove \u00e8 offesa, che io porti il perdono. Dove \u00e8 discordia, che io porti l&#8217;unione\u201d.<br \/>\nE cos\u00ec ragionando semplicemente per spunti, si giunge al Presepe, con una riflessione finale che costituiva un mio commento uscito nei giorni scorsi su Il Giornale, e che vuole chiudere questo percorso.<\/p>\n<p>&#8220;Amatrice vista in foto dall\u2019alto sembra un presepe. Tra quei resti, vi \u00e8 una disperata richiesta d\u2019attenzione. Nell\u2019inverno delle coscienze, si gela al freddo dell\u2019indifferenza di Stato che costringeranno Cristo, dal sisma del 2016, a nascere ancora in un alloggio di fortuna, e ad aspettare una casetta per ritrovare dignit\u00e0 nel dramma. Una casa per ripararsi dalla distruzione e rinnovare l\u2019esistenza. Evocazione del Natale, che \u00e8, insieme, richiamo allo spirito di Francesco d\u2019Assisi, da cui nacque l\u2019immagine del Presepe, a Greccio.<br \/>\nOccorre recuperare i significati.<br \/>\nNel cammino di San Francesco \u00e8 racchiuso il senso del presepe, come vicinanza e manifestazione di Dio; il pi\u00f9 puro senso di misericordia ed accoglienza, ma anche la necessit\u00e0 di ricostruire la casa dalla rovina: \u00abFrancesco va&#8217; e ripara la mia chiesa\u00bb. Rifonda la casa in disgrazia, gli disse Cristo; mattone su mattone, egli don\u00f2 nuova immagine ad un\u2019antica essenza, alle macerie di San Damiano. Poco prima di Natale, mentre impazza la tolleranza dei buonisti, qui \u00e8 il significato del Presepe, nelle mani di Francesco d\u2019Assisi, che non solo accolgono chi migra, ma, ancor pi\u00f9, ricostruiscono la distruzione, offrendo nuova vita e armonia alle macerie di Amatrice. Cos\u00ec come dovrebbe essere. Ma non \u00e8.<br \/>\nE mentre ci si sbraccia per rendere l\u2019integrazione, sostituzione, mentre a Castenaso (Bologna), Cristo nasce in un gommone, che viene messo al centro del Presepe in una piazza cittadina, \u2013 per evidenziare \u00abil problema legato all\u2019accoglienza dei migranti\u00bb, secondo il sindaco Sermenghi -, la ricostruzione ad Amatrice \u00e8 ferma &#8211; \u00abin un anno sono state presentate mille domande di contributo e approvate cento, a fronte di 60 mila case da sistemare o ricostruire\u00bb (Corriere della Sera) -. Su 3.700 casette richieste, solo 1.300 sono state consegnate, mentre ci si annulla nella riconoscenza sfrenata dell\u2019accoglienza, e nell\u2019irriconoscenza delle proprie priorit\u00e0. Torna alla mente la figura di San Francesco, ed una reazione concreta alla contaminazione ideologica della funzione della Fede, che il politicamente corretto dei nostri giorni opera. In quel \u201cprossimo tuo\u201d da amare come te stesso, che \u00e8 migrante, s\u00ec, ma anche, e ancor pi\u00f9, un italiano a cui non rimane pi\u00f9 nulla. L\u2019empatia \u00e8 a senso unico. Guardando quella foto di Amatrice dall\u2019alto, viene da pensare che prima di integrare altre civilt\u00e0, forse dovremmo ancora integrarci tra di noi, prendendo per mano quei fratelli senza pi\u00f9 niente, prima di ogni altro prossimo. Tra quei resti di case trovi la croce di Cristo. La sua morte. E la sua rinascita. Tra gli italiani che non vanno pi\u00f9 di moda, l\u00ec \u00e8 il Natale e il presepe&#8221;<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/emaricucci\/\" target=\"_blank\">SEGUIMI SU FACEBOOK<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>San Francesco non era un hippy. Esattamente come non lo era Cristo, che per un pelo non diventa una maglietta post-Woodstock. Essi non erano ci\u00f2 che pu\u00f2 far comodo. Erano ci\u00f2 che erano. E cos\u00ec con questo valzer di mistificazioni, quest\u2019epoca comprende, forse, la peggiore delle ideologizzazioni della funzione della Fede. Peggiore, forse, dei Patti Laternanensi, poi Craxi-Casaroli del 1984; peggiore, forse, delle Madonne a caso nei riti \u2018ndranghetisti, o nel breviario di Tot\u00f2 Riina, mai pace all\u2019anima sua. Una fu convenienza, l\u2019altra demenza. Oggi, invece, lucidissima devianza. Alla storia non rimane la convenienza, troppo legata al momento; n\u00e9 la [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2017\/12\/18\/dal-papa-agli-antifascisti-fino-a-chi-odia-il-presepe-san-francesco-non-era-un-hippy-ne-una-scusa-contro-lideologizzazione-della-funzione-della-fede\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1066,"featured_media":1103,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[79480],"tags":[9195,65848,72469,34383,25887,23456,40680,49375],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1101"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1066"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1101"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1101\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1104,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1101\/revisions\/1104"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1103"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1101"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1101"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1101"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}