{"id":1117,"date":"2018-01-13T11:50:41","date_gmt":"2018-01-13T10:50:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1117"},"modified":"2018-01-13T11:50:41","modified_gmt":"2018-01-13T10:50:41","slug":"basta-filtri-politicamente-corretti-e-ora-di-parlare-coi-migranti-non-dei-migranti-e-ora-di-capire-chi-sono-e-cosa-vogliono-dalla-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2018\/01\/13\/basta-filtri-politicamente-corretti-e-ora-di-parlare-coi-migranti-non-dei-migranti-e-ora-di-capire-chi-sono-e-cosa-vogliono-dalla-storia\/","title":{"rendered":"Basta filtri politicamente corretti. \u00c8 ora di parlare coi migranti, non dei migranti. \u00c8 ora di capire chi sono e cosa vogliono dalla storia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2018\/01\/162834699-58855a87-c231-4652-b9b4-0cc34257c231.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1118\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2018\/01\/162834699-58855a87-c231-4652-b9b4-0cc34257c231-300x300.jpg\" alt=\"162834699-58855a87-c231-4652-b9b4-0cc34257c231\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2018\/01\/162834699-58855a87-c231-4652-b9b4-0cc34257c231-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2018\/01\/162834699-58855a87-c231-4652-b9b4-0cc34257c231-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2018\/01\/162834699-58855a87-c231-4652-b9b4-0cc34257c231.jpg 660w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il Santo Padre parla di loro. Venera le Veneri. Li offre come protagonisti al mondo della Fede persino nella messa di Natale e nella successiva del nuovo anno. Intravede in Ges\u00f9 Cristo una sola guancia. La guancia della tolleranza, dell&#8217;accoglienza, della Misericordia. L&#8217;altra faccia dell&#8217;Altissimo, quella del timor di Dio, del Vangelo, della difesa della Casa, e della Chiesa, \u00e8 buia. E troppo lontana dagli occhi del Pontefice.<br \/>\nLa politica parla di loro. Li pone al centro dei propri desideri erotici, in un&#8217;estensione estetica senza fine<br \/>\nLa societ\u00e0 civile parla di loro. Gli <strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2017\/07\/18\/opere-darte-mostre-startup-concerti-e-festival-empatia-tutto-per-i-migranti-dallitalia-solo-le-sciocchezze-non-migrano-mai\/\" target=\"_blank\">organizza mostre, opere d\u2019arte<\/a><\/strong> \u2013 come la recentissima Piet\u00e0 di Fabio Viale, in cui la Vergine Maria non tiene pi\u00f9 in braccio il Cristo, ma un migrante nudo, in carne e ossa -, premi, pensieri, concerti, squadre di calcio, corsi specifici, da quelli di Boxe, come a La Spezia, a quelli pre-parto, come in Friuli.<\/p>\n<p>Ossessione istituzionale e ideologica. Che\u00a0tacciano pure i popoli d\u2019Europa, in queste frange confuse della storia, stretti nella sovranazionalit\u00e0, spauriti dal terrorismo, confusi dalla liquidit\u00e0 del sesso, induriti dalla mancanza di Dio, abbrutiti dalla sparizione della Bellezza ai bordi delle strade, incancreniti dalla materia, dal tocco, dalla tangibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Chiunque ne parla, chiunque li raffronta, li pone in statistiche, con la certezza, secondo la narrazione di questo mondo, che servano, come acqua agli assetati. Servano a dare un&#8217;iniezione di (s)fiducia alla genti europee, a farle rendere conto della propria grezza rozzezza, nell&#8217;essere ancora unite e legate a dei ritmi umanamente sostenibili, a dei suoni, a delle origini, a delle visioni. Annodati in una comunit\u00e0, in una Tradizione che parla di loro e che li connette ai padri e ai contemporanei, finanche a loro stessi. Servono a rimpolpare genti, come quelle italiane, che non fanno pi\u00f9 figli. Per i pi\u00f9 arditi, addirittura, a pagare le pensioni, o ad insegnare civilt\u00e0 all\u2019universit\u00e0 della vita, come quella di Facebook.<\/p>\n<p>Immigrati. Perch\u00e9 stiamo perdendo la <strong>battaglia semantica<\/strong>, senza alcun istinto razzistico, ma con una dose salvifica di attaccamento alla realt\u00e0. Ma ancora un briciolo di lucidit\u00e0 forse rimane. Coloro che da una terra arrivano, si trasferiscono ad un&#8217;altra. In una statica brevit\u00e0. Al contrario di migranti, che continuano a migrare, da una terra, arrivano ad un&#8217;altra e poi ad un&#8217;altra ancora, e ancora. Fino a cosa, a quando, a dove, non si sa. In un senso di continua dinamicit\u00e0.<\/p>\n<p>Ebbene, ora, hic et nunc, pongo la mia breve e insufficiente virgola nel grande libro della storia. Cos\u00ec come voi. Protagonisti, non spettatori. Integrali, non replicanti. E allora ho diritto di pormi delle domande. Per fare la mia porzione di orizzonte.<\/p>\n<p>Immigrati, migranti. Transitanti.<\/p>\n<p>Hanno sofferto tanto? Voglio parlare della tanta sofferenza. Hanno viaggiato? Voglio parlare del viaggio. Hanno fame? Voglio parlare della fame. Non gli sta bene l&#8217;Italia? Voglio parlare del perch\u00e9 non gli stia bene dell&#8217;Italia. Volevano esattamente questo Paese? Voglio cogliere ogni stato affettivo, anche il pi\u00f9 delicato. Hanno fatto la guerra? Voglio sapere tutto. Come l&#8217;hanno fatta, quando, per quanto, con quale armamento e con quale schieramento.<\/p>\n<p>Quanti morti hanno sulla coscienza, se li hanno. Morituri mediterranei. Morituro, Mediterraneo.<\/p>\n<p>Piangono la patria? Voglio sapere perch\u00e9 l&#8217;hanno lasciata cos\u00ec brutalmente.<\/p>\n<p>Mi sono rotto le palle di sentir parlare dei migranti. Migranteggiare, mercanteggiare.<br \/>\nSiamo maturi per sentire l&#8217;aria che mi scorre in faccia senza una maschera.<br \/>\n<strong>Io voglio sentir parlare coi migranti<\/strong>. Mi sono rotto le palle di sentirmi sostituito, e non so neanche da chi. Io che ho trent&#8217;anni, e che un figlio, ora come ora, posso solo sognarlo, pur lavorando come senza sosta, mentre devo cogliere delicatamente il fatto che saranno loro a riempire l&#8217;Italia di figli? Mi sono stancato di sentirmi un villico, uno stronzo, uno che ha tutto, solo perch\u00e9 occidentale bianco, e quindi, per mia\u00a0natura, oltranzista, xenofobo, inferiore in quanto a capacit\u00e0 di aprire la propria anima, nella societ\u00e0 del clitoride, che gode di ogni sensibilit\u00e0 indotta.<br \/>\nChi dovrei integrare? Lo stereotipo fornito per legge, o l&#8217;uomo?<\/p>\n<p>Immigrati, viaggiatori, transitanti. Voglio vederli assumersi le proprie responsabilit\u00e0. Constatare quanto hanno capito di essere nel civile Occidente, in un Paese con delle sensibilit\u00e0 diverse, delle esigenze pregresse, delle ferite incancrenite mai sanate, piene di vermi, di lividi; constatare se capiscono chi sono e dove sono, se intuiscono un&#8217;altra Legge. Un disagio. Se hanno voglia o ci stanno gabbando tutti. Se sono un frutto della pi\u00f9 strategica casualit\u00e0, o di una sottomissione ideologica. Capire cos&#8217;\u00e8 per loro Dio, cosa la speranza, cosa la danza della propria terra, cosa l&#8217;identit\u00e0, e il futuro. La dignit\u00e0 di un uomo. Cos&#8217;\u00e8 la casa, chi \u00e8 a casa. Capire se capiscono il nostro disagio.<\/p>\n<p>E non siate banali. Perch\u00e9 il fenomeno ci vola sopra le teste. Non abbiamo la possibilit\u00e0, in un sistema che alleva ogni capriccio e lo estende fino a farlo diventare un diritto, di parlare con loro. Paradossalmente. Ci fidiamo della delega che offriamo ogni volta.<\/p>\n<p>Un uomo pu\u00f2 spiegare se stesso, se non esiste diversit\u00e0. E allora: siamo tutti uguali, secondo la narrazione di questo tempo? Siamo tutti degni di nota? Perch\u00e9 non si pu\u00f2 farlo? Se tutto \u00e8 sincero, e non c&#8217;\u00e8 nulla da nascondere, perch\u00e9 il dialogo con loro \u00e8 sempre filtrato da un&#8217;associazione, dal governo, da un intellettuale, da un programma tv, da una povera vecchiona vietato scopare o da un portatore di sandali ex PCI?<\/p>\n<p>Perch\u00e9, se veramente si cerca un\u2019integrazione che non sia una sostituzione, non si crea, secondo effetti di legge, un\u2019associazione di rappresentanza di migranti, immigrati, transitanti che dialoghi con la societ\u00e0 civile, e spieghi le sue ragioni, le ragioni di questa esistenza duplice?<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 filtrato. Mentre viviamo palesemente l&#8217;illusione della partecipazione. La presenza nella globalit\u00e0, che rimane virtuale, altrimenti troppo estesa per poterci comprendere tutti. Come numero e come figura. Pulita la coscienza di bravi cittadini, magari su qualche sito internet di terz&#8217;ordine, abbiamo realizzato noi stessi, delegando. Delegando la nostra coscienza critica alla politica, la nostra capacit\u00e0 spirituale di lettura degli uomini, al sermone di un Papa politico. La nostra volont\u00e0 di interpretazione del reale, a qualche media, il cui messaggio ci aggrada, mentre si arricchisce. Click dopo click.<\/p>\n<p>Nel silenzio c&#8217;\u00e8 la sostituzione. Nel dialogo l&#8217;integrazione impossibile. E che si parli, allora.<\/p>\n<p>Immigrati. Sono o non sono uomini pieni? Sono uomini, anch&#8217;essi, del proprio tempo, o pupazzi di un&#8217;epoca, ombre di un&#8217;era, transito perpetuo, adattamento al nuovo dinamismo, pionieri della nuova precariet\u00e0?<\/p>\n<p>Non ceder\u00f2 la mia terra, se non hai un nome scolpito nel marmo di un sacrario. Non render\u00f2 la subordinazione antropologica, un declassamento necessario. Io non voglio sentirmi declassato! Almeno vorrei capire, vorrei poter leggere il mio tempo. Ed eccomi qui, quindi, con onest\u00e0, a chiedermi cosa s&#8217;intenda per integrazione, visti i presupposti ideologici e le stramberie da campagna elettorale con cui abbiamo a che fare ogni giorno. Necessariamente, essa, dovr\u00e0 essere sostituzione, evocando il senso proprio di Renaud Camus nel suo <em>Le grand remplacement<\/em>,\u00a0 fusione di due civilt\u00e0, o una dignitosa e momentanea ospitalit\u00e0?<\/p>\n<p>Io voglio sapere, io voglio capire. E dato che noi stessi stiamo scrivendo la nostra porzione di storia, \u00e8 dato interrogarci, \u00e8 nostro diritto, fin nella natura delle cose, in quelle pi\u00f9 semplici, che finiscono per reggere il tutto, anche le strutture pi\u00f9 complesse, dalla foglia, al figlio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il Santo Padre parla di loro. Venera le Veneri. Li offre come protagonisti al mondo della Fede persino nella messa di Natale e nella successiva del nuovo anno. Intravede in Ges\u00f9 Cristo una sola guancia. La guancia della tolleranza, dell&#8217;accoglienza, della Misericordia. L&#8217;altra faccia dell&#8217;Altissimo, quella del timor di Dio, del Vangelo, della difesa della Casa, e della Chiesa, \u00e8 buia. E troppo lontana dagli occhi del Pontefice. La politica parla di loro. Li pone al centro dei propri desideri erotici, in un&#8217;estensione estetica senza fine La societ\u00e0 civile parla di loro. 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