{"id":1138,"date":"2018-02-11T01:43:30","date_gmt":"2018-02-11T00:43:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1138"},"modified":"2018-02-11T01:43:30","modified_gmt":"2018-02-11T00:43:30","slug":"10-carabinieri-costretti-a-scappare-contro-400-schifosi-delinquenti-limmagine-della-fine-di-uno-stato-indegno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2018\/02\/11\/10-carabinieri-costretti-a-scappare-contro-400-schifosi-delinquenti-limmagine-della-fine-di-uno-stato-indegno\/","title":{"rendered":"10 Carabinieri costretti a scappare contro 400 schifosi delinquenti. L\u2019immagine della fine di uno Stato indegno."},"content":{"rendered":"<p>Perdonate\u00a0lo sfogo.<\/p>\n<p>Che grande schifo.<\/p>\n<p>Ricorderemo questo 10 febbraio come un chiodo arrugginito che va a chiudere la bara d\u2019Italia. Il mio Paese mi fa male.<\/p>\n<p>Da Pastrengo, a Macerata. Dalla carica a cavallo, ai dieci Carabinieri contro i 400 delinquenti. E qui, in questa assurda favoletta nel quinto anno dell\u2019Era della tolleranza, in questa immagine, prima di tutto, prima di ogni rinnovata considerazione sui centri sociali, sull\u2019antifascismo militante, ormai assurto al livello superiore di montagna di merda, sul silenzio contraddittorio della sinistra che blatera di moralit\u00e0 a targhe alterne, sul PD che ha creato ad arte uno scenario di contrapposizione civile surreale, confermato dal suo non esprimersi, rispolverando i fantasmi del passato per distrarre dal presente, <em>divide et impera<\/em>, su una frantumazione di un popolo adolescente, mai stato veramente tale, prima di ogni altra analisi, in questa immagine <strong>sta la fine epica, etica ed estetica dello Stato<\/strong>.<\/p>\n<p>In quei 10 Carabinieri costretti a scappare di fronte a 400 bimbi viziati, figli di babbo, delinquenti. Scarto ed insulto di una generazione che far\u00e0 fallire la continuit\u00e0 della gente d\u2019Italia. Gi\u00e0 indebolita dalla propria cocente mediocrit\u00e0 di provincia. Truccata male, vestita peggio, mai nata, mai risorta. Abortita alla messa la domenica. Tra una preghiera, un gossip, due bei baffi neri, un pregiudizio sul vicino, un compito da fare per pulirsi la coscienza di bravo cittadino e un piatto di spaghetti all\u2019acido.<\/p>\n<p>E allora viene da chiedersi, senza mezzi termini: l<strong>o Stato, cazzo, dov\u2019\u00e8?<\/strong><\/p>\n<p>Autorizzare un corteo zeppo di rancore gratuito, ben noto, di clandestini e di &#8220;bandiere&#8221; dell&#8217;Anpi, in un giorno di memoria nazionale, istituito per Legge, nel Giorno del Ricordo, in una citt\u00e0 ancora in lacrime, in cui una ragazza \u00e8 stata ammazzata e fatta a pezzi da un clandestino. Una manifestazione per la tolleranza che canta contro i morti infoibati dei cori da stadio. A strafottersene\u00a0di quanto buia e profonda sia la foiba della coscienza.<\/p>\n<p><strong>Lo Stato, cazzo, dov\u2019\u00e8?<\/strong><\/p>\n<p>Quando i propri figli si dividono il quartiere in una misera guerra tra poveracci. Corvi che beccano i resti. E su qualche brandello si ammazzano. In nome di un problema inesistente: il fascismo. Il fascismo. Il fascismo.<\/p>\n<p>Vomito.<\/p>\n<p><strong>Lo Stato, cazzo, dov\u2019\u00e8?<\/strong><\/p>\n<p>Lo Stato che non \u00e8 pi\u00f9 padre, non \u00e8 pi\u00f9 confine. N\u00e9 fine. Se non servit\u00f9 della sovranazionalit\u00e0. Non \u00e8 garante, ne equilibrio delle forze sociali. Non \u00e8 <em>primus inter pares<\/em>. \u00c8 una paresi. E una parentesi, assieme.<\/p>\n<p><strong>Lo Stato, cazzo, dov\u2019era?<\/strong><\/p>\n<p>Quando ha lasciato dieci Carabinieri a prendere le botte, senza neanche qualche lacrimogeno. Cos\u00ec da poter disperdere quella mandria di maiali. Che per tutta risposta si avventano su uno di loro, che cade, e lo pestano tutti insieme. Niente lacrimogeni, in sotto numero. Ma perch\u00e9?<\/p>\n<p><strong>Lo Stato, cazzo, dov\u2019\u00e8?<\/strong><\/p>\n<p>Quando si tratta di applicare la legge. E di pensarne una nuova, se necessario, per garantire la serenit\u00e0 dei cittadini e la dignit\u00e0 della propria stessa essenza. Come la Legge Cossiga, come la Legge Reale. Dov\u2019\u00e8 l\u2019inasprimento delle pene per la sovversione, per il vandalismo e la violenza politica di grave entit\u00e0? Dov\u2019\u00e8 il suo pugno duro? Dove sono le sue palle di marmo? Dove sono i provvedimenti contro le scorribande dell&#8217;estrema sinistra, contro i centri sociali? Leggi \u201cspeciali\u201d impossibili da realizzare nell\u2019epoca che vuole discolparsi da tutto, evitando, per incompetenza e vigliaccheria, di assumersi responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>E allora come pu\u00f2 essere Stato?<\/p>\n<p><strong>Lo Stato, cazzo, dov\u2019\u00e8?<\/strong><\/p>\n<p>Quando si tratta di bilanciare i significati, di prendere per mano la propria gente e condurla nella <strong>lucidit\u00e0<\/strong> del confronto democratico. Dove? Quando si tratta di garantire un pareggio nella battaglia semantica che si sta combattendo. Secondo cui, se manifesti contro le discriminazioni, non vai insultando i morti. Se manifesti per la pace, e contro il fascismo, non vai a tirare mazzate ai Carabinieri. Se vai a manifestare per l\u2019evoluzione di modernit\u00e0 di un Paese, per il progresso, non vai a ripescare i fascisti con tutti i treni in orario, i balilla e l\u2019obelisco del Foro Italico. E se ti senti di sinistra, e sai che gli italiani in condizione di povert\u00e0 che piangono di nascosto dai figli sono milioni, non ti senti anche un po\u2019 stronzo a pensare che il tuo unico obiettivo \u00e8 prendertela con chi gli porta la spesa in periferia, perch\u00e9 non ti frega dei poveri, ma della visibilit\u00e0 elettorale che ha il tuo avversario?<\/p>\n<p><strong>Lo Stato, cazzo, dov\u2019\u00e8?<\/strong><\/p>\n<p>Non si sentono parlare i suoi rappresentanti. Che, gi\u00e0 lo so, oggi tireranno fuori la criptica critichetta della domenica, in cui si capisce fin troppo bene da che parte stanno, come a farci un\u2019elemosina di Stato, appunto. Ed oggi, oh disgrazia, sar\u00e0 il pi\u00f9\u00a0scolorito Presidente della Repubblica della storia recente a doversi spacchettare dal ghiaccio dei silenzi in cui si mantiene in vita, a riaccendersi di colore, dal grigio che lo perseguita, evocando, magari, calma, tranquillit\u00e0, democrazia; di dare sempre la precedenza, di ringraziare e di salutare quando si esce dalla salumeria. All\u2019indomani di una giornata VERGOGNOSA per la decenza di ogni cittadino onesto e rispettabile. Sempre che non tiri in ballo il fascismo.<\/p>\n<p><strong>Lo Stato, cazzo, dov\u2019\u00e8?<\/strong><\/p>\n<p>Dov\u2019\u00e8 Minniti? O nel girone dei mandanti morali? E chi sono a questo giro i mandanti morali, eh Boldrini, Saviano et similia?<\/p>\n<p><strong>Lo Stato cazzo dov\u2019era?<\/strong><\/p>\n<p>Quando moriva Pamela, quando avviene la grande mistificazione, che riesce a trasformare un prodotto della sua superficialit\u00e0, nell\u2019esatto opposto, ovvero in un\u2019azione da ricondurre specificamente alla bont\u00e0 della visione antifascista? Da Oseghale a Traini, il passo \u00e8 breve e, anche qui, surreale. Ma non c\u2019\u00e8 equilibrio, subito la condanna: Oseghale pagher\u00e0, ma Traini \u00e8 il vero cancro di questo tempo. Un tempo che \u00e8&#8230;Stato.<\/p>\n<p><strong>Lo Stato, cazzo, dov\u2019\u00e8?<\/strong><\/p>\n<p>Quando deve specificare la propria posizione, e prendere le distanze, in nome dei valori dell\u2019antifascismo, di cui si riempie tanto la bocca, tramite i suoi figuri. A sentirlo, l\u2019antifascismo \u00e8 il pi\u00f9 alto e moderno valore repubblicano. Eppure, nello stesso calderone c\u2019\u00e8 lo Stato, e le teste di cavolo manesche dei centri sociali; ci sono i bambini portati in gita da piccoli a osannare la prima copia della Costituzione, e c\u2019\u00e8 chi si rifiuta di mettere a disposizione un sala comunale ad un movimento, come Casa Pound, ad esempio, che, democraticamente l\u2019ha richiesta, ha pi\u00f9 di cento sedi in Italia, ha raccolto ben pi\u00f9 firme di quelle necessarie per la candidatura, e sar\u00e0 presente e &#8220;votabile&#8221;, quindi, in tutti i collegi del Paese? Un movimento perfettamente riconosciuto dalla democrazia, dotato di uno specifico programma complesso e dettagliato, di un\u2019alternativa, quindi non di una cartelletto elettorale senz\u2019arte, n\u00e9 parte, n\u00e9 significato<\/p>\n<p><strong>Lo Stato cazzo dov\u2019\u00e8?<\/strong><\/p>\n<p>Quando si tratter\u00e0 di tirare la linea del rigore, di richiamare tutti all\u2019attenzione, all\u2019ordine, impedendo, come possibile, che si minimizzi ci\u00f2 che \u00e8 accaduto oggi tra Piacenza e Macerata. L\u2019anarchia pi\u00f9 perfida, pi\u00f9 infima, sporca, viscida, come quella pelle butterata, quei capelli arruffati, quell\u2019eskimo sporco di chi oggi ha sputato sui morti, cantando \u201ccom&#8217;\u00e8 bello far le foibe da Trieste in gi\u00f9\u201c, e rendendo noto a tutti che non esistono morti di serie A e di serie B, ma direttamente che del Giorno del Ricordo, in questo Paese, non frega quasi un cazzo a nessuno. Percepito com\u2019\u00e8, lontano nella storia, lontano negli eventi, a causa di una corruzione ideologica, dell\u2019impronta che l\u2019egemonia culturale imperante gli ha attribuito, legandolo, in una perfetta operazione psicosociale, tipica delle sinistre, anche solo nell\u2019evocazione, alla destra estrema, nazionalista, possibilmente fascista, e quindi di conseguenza, all\u2019immagine del razzismo, della fazione, dell\u2019intolleranza verso il resto, insomma, ad una questione \u201cdi parte\u201d<\/p>\n<p><strong>Lo Stato, cazzo, dov\u2019\u00e8?<\/strong><\/p>\n<p>Lo Stato chi \u00e8? \u00c8 Stato perch\u00e9?<\/p>\n<p>Questo Stato non c\u2019\u00e8. Questo Stato puzza di morto, \u00e8 un\u2019offesa, \u00e8 un cavillo, \u00e8 un pezzo di colla di trattati internazionali, \u00e8 una vena sottopelle fina, invisibile, che non d\u00e0 pi\u00f9 sangue. Si tiene in piedi a forza, \u00e8 una convenzione, un&#8217;abitudine. Questo Stato \u00e8 maleducato, incapace di formare, di essere esempio, di assumersi delle responsabilit\u00e0. Di permanere, di rimanere, di ricordare.<\/p>\n<p>E alla fine di tutto questo, dove finisce lo Stato, in Italia, inizia la societ\u00e0 (in)civile. E proprio in questo settore, qualcuno ce l\u2019ha fatta. <strong>Ce l\u2019ha fatta a deviare l\u2019attenzione, a prosciugare quel ruscello fino e quasi rinsecchito di attenzione che il Giorno del Ricordo ha in questo Paese<\/strong>. In un esperimento psicosociale tristissimo, quasi assimilabile a quello dei cani di Pavlov, che appena sentivano il campanello, correvano a sbavare. Per riflesso condizionato.<\/p>\n<p>Come quei cani, tanti italiani. Che nella pigrizia di sviluppare un proprio pensiero critico, assoceranno il Giorno del Ricordo ai fascisti rancorosi, a qualcosa di destra, banalmente e brutalmente inteso, dimenticando, per l\u2019appunto, che settanta anni fa si trattava di italiani, di connazionali, di fratelli, e non di fascisti.<\/p>\n<p>Ma alla fine di una giornata cos\u00ec vergognosamente amara, viene da chiedersi, pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, con le vene del collo gonfie di sangue che \u00e8 benzina, aspra e bruciante: lo Stato dov\u2019era?<\/p>\n<p>E a tutti quei connazionali guardano in silenzio da dietro le tapparelle, ricordo solo che\u00a0gli italiani di oggi, senza quelli di ieri, della Pietas, della Misericordia e del rispetto, della ferrea moralit\u00e0 romana, finanche cattolica, sono solo una vaga e stereotipata espressione geografica, sono solo dei portatori sani di baffi neri, pizza e mandolino. Inutili alla storia.<\/p>\n<p><em>&#8220;Il mio Paese mi fa male in questi empi anni,<\/em><br \/>\n<em>per i giuramenti non mantenuti,<\/em><br \/>\n<em>per il suo abbandono e per il destino,<\/em><br \/>\n<em>e per il grave fardello che grava i suoi passi&#8221;<\/em><\/p>\n<p>(Robert Brasillach, poeta)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/emaricucci\/\" target=\"_blank\">(SEGUIMI SU FACEBOOK)<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Perdonate\u00a0lo sfogo. Che grande schifo. Ricorderemo questo 10 febbraio come un chiodo arrugginito che va a chiudere la bara d\u2019Italia. Il mio Paese mi fa male. Da Pastrengo, a Macerata. Dalla carica a cavallo, ai dieci Carabinieri contro i 400 delinquenti. E qui, in questa assurda favoletta nel quinto anno dell\u2019Era della tolleranza, in questa immagine, prima di tutto, prima di ogni rinnovata considerazione sui centri sociali, sull\u2019antifascismo militante, ormai assurto al livello superiore di montagna di merda, sul silenzio contraddittorio della sinistra che blatera di moralit\u00e0 a targhe alterne, sul PD che ha creato ad arte uno scenario di [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2018\/02\/11\/10-carabinieri-costretti-a-scappare-contro-400-schifosi-delinquenti-limmagine-della-fine-di-uno-stato-indegno\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1066,"featured_media":1139,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[79480],"tags":[65848,244822,40791,244470,6332,259186,88,45041],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1138"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1066"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1138"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1138\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1140,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1138\/revisions\/1140"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1139"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1138"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1138"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1138"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}