{"id":1143,"date":"2018-02-24T13:08:35","date_gmt":"2018-02-24T12:08:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1143"},"modified":"2018-02-24T13:08:35","modified_gmt":"2018-02-24T12:08:35","slug":"non-chiamateli-antifascisti-chiamateli-col-loro-nome-terroristi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2018\/02\/24\/non-chiamateli-antifascisti-chiamateli-col-loro-nome-terroristi\/","title":{"rendered":"Non chiamateli antifascisti. Chiamateli col loro nome: terroristi"},"content":{"rendered":"<p>Torino. Dentro parlano. Fuori menano alla Polizia per impedire che quelli dentro parlino. Neanche la democrazia \u00e8 pi\u00f9 certificazione di legittimit\u00e0.<\/p>\n<p>Dalle Leggi Cossiga e Reale, dai blindati, la pistola da poter sfoderare, carica, se strettamente necessario per sparare ad altezza uomo o in aria, quando lo Stato voleva, poteva, almeno per dare una parvenza di esistenza, ai chiodi conficcati nelle gambe degli agenti del Reparto Mobile, come accaduto a Torino.<br \/>\nE allora fermiamo un attimo il lunapark della tensione e facciamoci una domanda: questa benedetta Repubblica va difesa, oppure no? E soprattutto da chi? Da terroristi. Diamo un nome alle cose.<\/p>\n<p>Quelli impiegati a Torino contro le Forze dell\u2019Ordine possono essere definiti IED (Improvised Explosive Device), ordigni esplosivi improvvisati. Pieni di chiodi e cocci, volutamente preparati per ferire, possibilmente in modo grave, e coprire un raggio d\u2019impatto ampio. Armi fatte in casa, per impedire che una compagine politica, col il proprio simbolo sulla scheda, si confronti con i propri elettori. Nell\u2019epoca in cui stiamo perdendo miseramente la battaglia semantica, ed in cui anche la leziosa fretta giornalistica non distingue un iraqueno da un giapponese e li definisce tutti kamikaze, non fa differenza e chiama tutti fascisti, in assenza di fascismo, e senza giustificazione concettuale, occorre dare un nome alle cose. Che serva a definire i contorni del reale. Uno Ied \u00e8 prerogativa di un\u2019organizzazione terroristica che, secondo precisa definizione, inquadra le azioni di un gruppo organizzato che pratica terrorismo. Ovvero \u00ab azione e metodo di lotta politica (per sovvertire o destabilizzare una struttura di potere) che, per imporsi, fa uso di atti di estrema violenza, come attentati e sabotaggi, anche nei confronti di persone innocenti\u00bb. Cos\u00ec si esprime la lingua italiana.<\/p>\n<p>E la domanda \u00e8 sempre quella che ci siamo posti: lo Stato, oltre le dichiarazioni spicciole, dov&#8217;\u00e8? Se lo chiede anche il Generale dell&#8217;Arma dei Carabinieri Gino Briganti, su Facebook: \u00abIn uno Stato serio, dopo i fatti di Torino, alle prime luci dell&#8217;alba, sarebbero scattate perquisizioni in tutti i centri sociali d&#8217;Italia alla ricerca di armi, ex art.41 del T.U.L.P.S.. E ci\u00f2 anche senza autorizzazione della magistratura, stante la necessit\u00e0 e l&#8217;urgenza, evidenziata dalla acclarata disponibilit\u00e0 di questa organizzazione criminale di stampo mafioso-terroristico, di strumenti atti ad offendere,\u00a0 considerati armi dal suddetto Testo di leggi.\u00a0 Sono convinto che troverebbero arsenali di ogni tipo che stanno accantonando per il 5 marzo p.v. Sono catastrofico? No, semplicemente realista alla luce del susseguirsi di gravi fatti\u00bb.<\/p>\n<p>E le cose, a norma di legge, dovrebbero cambiare. Dai \u201ccompagni che sbagliano\u201d, a stronzi che ragliano, e che, nel silenzio del piccolo garage di periferia, li vedi ridere mentre caricano di chiodi l\u2019involucro, passandosi una canna d\u2019erba e motteggiandosi di brutto: \u201cOh zio cazzo zio! Alla Madama la mettiamo in groce a zio! Io con i fasciocazzozio non ci parlo! A quelli di razzifascio cazzo Pound gli facciamo la festa\u201d.<\/p>\n<p>Non credete sia andata cos\u00ec? Non credete abbiano detto cose simili? Pensate che col loro maglione a girocollo e il cappello di lana in testa, la sera in cui fabbricavano i \u201cregalini\u201d per la Polizia, parlassero di Marcuse o del socialismo libertario di Chomsky, integrandolo, magari, con interessantissime tesi sul proletariato 2.0, quello che fra un po\u2019, per non fare un cazzo si beccher\u00e0 pure il reddito di cittadinanza, magari mentre guarda Netflix mangiando due cavallette alla cannella, parafrasando Simone Di Stefano? Non credete, allora guardate qui.<\/p>\n<p>[youtube l1Kl2A7bcRA&amp;t=9s]<\/p>\n<p>Siamo sempre a Torino. Gianni Tonelli, segretario del Sindacato Autonomo di Polizia e candidato per Lega, si \u201cconfronta\u201d con due creature del bosco antifascista:.<\/p>\n<p>Qualcosa di pi\u00f9 di una bravata cantando Bella Ciao sotto la doccia.<\/p>\n<p>Non a caso, <strong><a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/i-servizi-segreti-anarchici-pi-pericolosi-dei-jihadisti-1497506.html\" target=\"_blank\">come riportato anche dal Giornale<\/a><\/strong>, da parte di antagonisti, anarchici et similia, si contano, dal 2017 a oggi, \u00ab99 casi di bombe, gazebo assaltati, scontri con la polizia e violenze di altro genere. In pratica un assalto ogni quattro giorni. Con un bilancio di 67 agenti feriti. Ma se si annoverano anche le minacce e le sassaiole dei No Tav, i feriti totali sono oltre cento: un vero e proprio bollettino di guerra\u00bb. Numeri e dati che fanno parte di un rapporto dei servizi segreti che testimonia, in maniera scritta, ovviamente, ed ufficiale, che il mondo anarchico-antagonista sia, in questo Paese, ben pi\u00f9 pericoloso della minaccia terrostica jihadista. Una decina di pagine dedicate alla minaccia anarco-insurrezionalista considerata pi\u00f9 tangibile di quella jihadista, con 7 azioni in 11 citt\u00e0 italiane. Attivit\u00e0 eversive che hanno visto l\u2019utilizzo di pacchi esplosivi, attentanti incendiari e danneggiamenti, come a Genova, Torino, Modena, Firenze, e in altri luoghi.<\/p>\n<p>Nel frattempo la Polizia s\u2019incazza, e non fantozzianamente parlando. La Polizia s\u2019incazza ma non fa rumore, l\u2019ennesimo comunicato che cade nel vuoto. Non c\u2019\u00e8 eco, per lei, se non quello dell\u2019Ur-fascismo, da citare necessariamente a due anni dalla morte, forse l\u2019unica scusa per ricordare il suo trapasso. A imbestialirsi \u00e8 il Coisp, Coordinamento per l&#8217;indipendenza sindacale delle Forze di Polizia, che con la voce del suo segretario Domenico Pianese, si esprime in un comunicato: \u00abMa quale antifascisti, hanno tentato di uccidere gli Agenti. Sei Poliziotti feriti gravemente. Punire questi criminali e dire basta. La strategia del disordine messa in atto da movimenti che si definiscono antifascisti &#8211; incalza Pianese &#8211; e che con questo cercano invano di mascherare i loro chiari intenti criminali, \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente, e si diffonde a macchia d\u2019olio in maniera niente affatto casuale elevando il livello dello scontro ad un punto tale che lo Stato non pu\u00f2 pi\u00f9 ignorarlo n\u00e9 restare inerme. Questi criminali devono essere assicurati alla giustizia e ricevere pene severissime\u00bb.<\/p>\n<p>Sempre il Coisp, in un altro comunicato, aveva definito la situazione caldissima di questi giorni e il mondo anarchico-antagonista<strong> \u00ab<\/strong>plotoni di pacifisti organizzati per fare la guerriglia\u00bb e \u00abannoiati simil-rivoluzionari\u00bb.<\/p>\n<p>Ecco, appunto. Diamo un nome alle cose. E intanto ci domandiamo: che differenza c&#8217;\u00e8 tra lo Stato che porta in gita i bimbi a vedere la prima copia della Costituzione, e il delinquente dei centri (a)sociali che tira blocchetti alla Polizia in decine di citt\u00e0 italiane? Nel silenzio e nella permissione, nessuna. E un&#8217;altra fugace riflessione.\u00a0 Nel 2001 il fronte No Global che distrusse Genova, facendoci scappare il morto, Agnoletto &amp; co., erano tutti contro il capitalismo, la globalizzazione. Tutti figli di Chomsky.\u00a0 17 anni dopo, dovresti trovarli, paradossalmente ma secondo logica post-ideologica e coerenza ideale, per meccanismo visionario e urgenze dei tempi, al fianco simbolico, certamente, di Casa Pound o della Lega, a morte contro questa sinistra che ha dimenticato gli ultimi, le periferie e le fabbriche, per abbracciare il culto estremo della globalizzazione e del capitalismo. Tutti figli di Calamandrei.<\/p>\n<p>E invece no.<br \/>\nHanno preferito abortire la propria identit\u00e0, per odiare quella altrui.<\/p>\n<p>Esempio tra tanti. Ecco perch\u00e9 l&#8217;antifascismo non \u00e8 un&#8217;identit\u00e0, ma un tentativo disperato di sembrare di averne una per continuare ad esistere.<\/p>\n<p>50 anni fa, nel \u201968, almeno volevano fare la colorata rivoluzione culturale, in un\u2019orgia di peli, schizzi, pugni chiusi e fantasia. Magari da mandare al potere, lei s\u00ec.\u00a0La fantasia&#8230;<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/emaricucci\/?ref=bookmarks\" target=\"_blank\">SEGUIMI SU FACEBOOK<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>(Ph copertina tratta da Il Secolo d&#8217;Italia)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Torino. Dentro parlano. Fuori menano alla Polizia per impedire che quelli dentro parlino. Neanche la democrazia \u00e8 pi\u00f9 certificazione di legittimit\u00e0. Dalle Leggi Cossiga e Reale, dai blindati, la pistola da poter sfoderare, carica, se strettamente necessario per sparare ad altezza uomo o in aria, quando lo Stato voleva, poteva, almeno per dare una parvenza di esistenza, ai chiodi conficcati nelle gambe degli agenti del Reparto Mobile, come accaduto a Torino. E allora fermiamo un attimo il lunapark della tensione e facciamoci una domanda: questa benedetta Repubblica va difesa, oppure no? E soprattutto da chi? Da terroristi. 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