{"id":1156,"date":"2018-04-07T11:17:31","date_gmt":"2018-04-07T09:17:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1156"},"modified":"2018-04-07T11:20:03","modified_gmt":"2018-04-07T09:20:03","slug":"no-alla-schifosa-censura-si-al-manifesto-provita-vogliamo-essere-civilta-non-cirinna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2018\/04\/07\/no-alla-schifosa-censura-si-al-manifesto-provita-vogliamo-essere-civilta-non-cirinna\/","title":{"rendered":"No alla schifosa censura, s\u00ec al manifesto ProVita. Vogliamo essere civilt\u00e0, non Cirinn\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Facciamo fare quattro saldi in paideia ai progressisti!<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2018\/04\/provita.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1160\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2018\/04\/provita-225x300.jpg\" alt=\"Manifesto ProVita a Roma:Pd,offende scelta donne,sia rimosso\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2018\/04\/provita-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2018\/04\/provita.jpg 457w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Cancellare quella gigantografia di un feto (a fianco in una foto dell&#8217;ANSA), che oggi vale molto meno di un diritto civile a caso, pescato nel cilindro delle libert\u00e0, ci ha reso simili all&#8217;Iran che cancella, censura le mammelle della Lupa Capitolina.<br \/>\nQuel manifesto spaventava. Perch\u00e9 era un invito ad assumersi le proprie responsabilit\u00e0 in un mondo che vuole discolparsi da tutto. Dietro lo scudo dei diritti da tutelare, delle libert\u00e0 da garantire c&#8217;\u00e8 il terrore di essere pienamente uomini e donne, di portare a compimento, nel caos odierno, la propria virilit\u00e0, la propria femminilit\u00e0, la riconferma di contenere la vita, di essere vita. E il coraggio, pensate un po\u2019, di darlo per scontato, mettendo in discussione non le basi, ma cercando di capire come conciliare la famiglia con la modernit\u00e0 che di essa, vuole fare semplicemente a meno. Saremo medievali? Allora s\u00ec, meglio essere dei medievali ancora legati alla vita come LOGICA continuit\u00e0. Il medioevo partoriva. In tutti i sensi. Figli, civilt\u00e0, Bellezza.<\/p>\n<p><strong>Sulla civilt\u00e0, e non sulla Cirinn\u00e0, \u00e8 fondato questo nostro essere<\/strong>. A sentirla parlare, sembra che la Cirinn\u00e0, colei che pretende di trasformare i capricci delle minoranze in diritto, che brama per scrivere il tempo nuovo, sia nata da un diritto civile, non da una vagina. Dalla colatura di due pagine attaccate e protocollate, non dal fare l\u2019amore.<\/p>\n<p>E io continuo a fidarmi degli antichi, capaci di trovare nelle colonne del nostro miglior essere, una regola per non diventare improvvisamente dei maiali pazzi, capaci di autodistruggerci nelle nostre stesse angosce. Non con una guerra, non con la pi\u00f9 crudele tortura, ma con la negazione di noi stessi. E quell\u2019humanitas, greca, romana, che nel tempo, parlando con Giovanni Reale, si evolve nel Cristianesimo, e poi nell\u2019Umanesimo, fino a trasformarsi nel Rinascimento, \u00e8 il freno supremo alla nostra volont\u00e0 di autoannullarci. Ma la storia \u00e8 progressiva, non necessariamente progresso, da intendersi come miglioramento che ci stacca dal passato e ci rende futuro, e si inizia a sentir puzza di una nuova etichetta che calza benissimo con le logiche del villaggio globale, dei coinquilini, anzich\u00e9 dei cittadini, dei replicanti, anzich\u00e9 degli uomini, (padri, rito e virilit\u00e0), e delle donne, (femminilit\u00e0, maternit\u00e0, divinit\u00e0 che contiene la vita, come Maria): la <strong>dis-humanitas<\/strong>. In quanto a disumanit\u00e0 siamo dei veri fighi. Laddove, a differenza del tempo che fu, non c\u2019\u00e8 dignitas, n\u00e9 gravitas, non c\u2019\u00e8 integritas, n\u00e9 pietas. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 dignit\u00e0, seriet\u00e0, dovere; non c\u2019\u00e8 amore e compassione, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un cazzo che si avvicini al senso cristiano, tradotto, di Misericordia, se non a senso unico, ovvero verso il povero migrante. L&#8217;abbraccio \u00e8 a senso unico. Non c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 di dedicarsi la vita e di sfuggire, in un sol colpo, alla nostalgia del presente che ci porta a vivere questo tempo ma di sentirsi mai padroni di esso, parafrasando Marcello Veneziani.<\/p>\n<p>Tutto quello sgomento per il grosso manifesto proVita apparso a Roma. <strong>Pro Vita, non pro sodomia, pro cocaina, pro violenza negli stadi, pro turismo sessuale in Thailandia<\/strong>. Ma siccome Monica Cirinn\u00e0 e tutta la banda di protestatori sono i perfetti chierichetti di quella grande chiesa che da Che Guevara arriva fino a madre Teresa, anche ricordare che tutti siamo stati feti, prima di diventare ministri, scrittori, qualunquisti, ipocriti o saggi, diventa un problema serio. Attendiamo il momento in cui la supercazzola progressista arrivi a girare quella frittata su tutte, la pi\u00f9 pesante e impiastricciata, <strong>quando il diritto non sar\u00e0 ad abortire, ma a fare dei figli<\/strong>.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 l\u2019imposizione egemonica avr\u00e0 talmente slacciato la propria intimit\u00e0 da una concezione vitale e vitalistica dell\u2019universo, \u00a0spirituale e biologica, per cui fare figli non sar\u00e0 pi\u00f9 necessario, n\u00e9, in qualche forma, \u201cobbligo morale\u201d di partecipazione al tempo e al divenire, di realizzazione, di continuit\u00e0. Meglio l\u2019illusione della partecipazione globale che vince oggi. Al limite si potr\u00e0 fondere tutti e due, nel prossimo avvenire: faccio un figlio e lo posto su Facebook come scudo di una povert\u00e0 arrembante. \u201cGuarda ho un figlio e ho fame\u201d. Figli come ricatto. E come vedete, il futuro \u00e8 gi\u00e0 presente. Perch\u00e9 le unit\u00e0 sociali, che un tempo si chiamavano famiglia, saranno perfette slegate da Dio, da un vincolo morale, da un patto culturale, da un matrimonio, da figli da crescere, da ruoli da condurre, da un passato ingombrante; meglio sole e sempre precarie, carne da macello del consumo all\u2019eccesso, all\u2019ingrasso. Zitto e replica.<\/p>\n<p><strong>Hanno fatto e hanno detto, il manifestone \u00e8 stato fatto eliminare<\/strong>. In fondo, ti ricordava solo com\u2019eri quando tua madre decise di non abortirti. E qui brucia la pelle di terrore. La pelle degli uomini d\u2019oggi. Segnaposto esistenziali, lontani dai padri romani, ancor pi\u00f9 da quelli medievali. E tutti noi che, arretrando culturalmente, abbiamo le tonache e le spade come stereotipo di\u00a0 tempi in cui si forgiava il nostro essere Civilt\u00e0, non Cirinn\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Eri solo un feto<\/strong>. Spaventa la verit\u00e0? La verit\u00e0 che \u00e8 una missione, \u00e8 contenuta nella coscienza che diventa il discrimine per riconoscerla, oggigiorno. Purch\u00e9 la coscienza non sia inquinata da un atto di forza esterno, magnetico, che ti porta a s\u00e9 col ricatto di farti vivere una dimensione superiore. Nel rapporto con la coscienza, accompagnata dalla capacit\u00e0 di un pensiero critico, costruito, solitamente, sulla coltivazione di noi stessi, da intendersi come sviluppo del processo culturale che ci porta a ragionare sopra le cose, sta il voler viaggiare verso la verit\u00e0 o verso la sua brutta copia.<\/p>\n<p>E la realt\u00e0 \u00e8 la casa della verit\u00e0. Realt\u00e0 unica via. Un\u2019ambizione. Cos\u00ec come ricordare all\u2019Italia, a cui fa sempre male la memoria, la contraddizione dei nuovi profeti della narrazione del nostro tempo, che spacciano al grammo e al kilo come verit\u00e0 assoluta. Cos\u00ec l\u2019anagrafe antifascista di Stazzema, dove gli appartenenti ad un \u201ccredo\u201d firmano un patto e si isolano tutti unti, dal resto della societ\u00e0. <strong>Vogliono la democrazia, vietandola<\/strong>. Alla faccia del fascismo e dell\u2019emancipazione da ogni diktat. O il femminismo, che\u00a0 rende veramente donna, ma poi, per le femministe ci sono donne e donne, ci sono le vecchie partigiane da celebrare, e le povere ciociare stuprate nel \u201944 dai goumiers, da dimenticare, cos\u00ec come le schiave Yazide, o le vittime delle violenze nella notte del Capodanno di Colonia.<\/p>\n<p>Dire la verit\u00e0 sar\u00e0 sempre pi\u00f9 un atto rivoluzionario quando alla realt\u00e0 si sostituisce la narrazione di essa. La manipolazione mediatica, il nonsenso, il parallelismo. E diciamola la verit\u00e0: \u201c<em>In base al Pensiero Unico democratico, oggi imperante, non si pu\u00f2 dire che esistono cose volgari, idee volgari, persone volgari: bisogna proclamare otto volte al giorno che tutti sono ugualmente nobili, confondendo in maniera marchiana la pari dignit\u00e0 e, in ultima analisi, la sacralit\u00e0 di ogni anima umana, con ci\u00f2 che, poi, i singoli individui decidono di fare della propria vita; confondendo, cio\u00e8, la nobilt\u00e0 della natura umana, quale essa pu\u00f2 diventare a prezzo di impegno, lavoro e fatica, e la pretesa nobilt\u00e0 di ogni comportamento umano, fosse pure il pi\u00f9 volgare, il pi\u00f9 vile, il pi\u00f9 spregevole. Dunque, diciamolo forte e chiaro: non tutte le esistenze umane sono spese all\u2019insegna della nobilt\u00e0; molte, al contrario, sprofondano, sovente per una libera scelta, nel fango dell\u2019abiezione, dell\u2019egoismo distruttivo, della malvagit\u00e0 intenzionale<\/em>\u201d (Francesco Lamendola, ragionando sulla modernit\u00e0 del pensiero di Ortega Y Gasset e sulle sue riflessioni circa la perdita di una morale sociale)<\/p>\n<p><strong>E io un pochino mi sarei rotto le palle di vivere su quel carro che porta via da Frittole<\/strong>, nel 1492, viaggiando a fianco di Benigni e Troisi, con Mario, Saverio e Vitellozzo, che mentre li guida in citt\u00e0 gli ricorda dei capibastone, del Savonarola e del Giuliano Del Capecchio, boia con l\u2019ascia affilata, capaci di mettere a catena la citt\u00e0 nel nuovo volere morale di una nuova censura personalizzata, espressione di una setta. Di un pezzetto di societ\u00e0 civile. Niente vestiti sgargianti, niente feste, n\u00e9 allegria. E le donne, le donne, poi, non si possono guardare, neanche pensare, incrociare o avvicinare. Ecco, qui, in questo nostro 2018.<\/p>\n<p>\u201c<em>Vergognoso che per le strade di Roma si permettano manifesti contro una legge dello Stato e contro il diritto di scelta delle donne\u201d<\/em>, disse la Cirinn\u00e0 alla vista del manifesto dello scandalo.<\/p>\n<p>Non vincer\u00e0 in me l\u2019idea della morte, specie in un sistema che offre pi\u00f9 soluzioni per morire che per vivere. Non vincer\u00e0 in me l&#8217;idea della morte,\u00a0 se non come eternit\u00e0, prosecuzione o dedica alla vittoria. Che sia fisica o concettuale.<\/p>\n<p>Se il centro del sistema saranno i capricci di ogni nuova minoranza che viene a generarsi come figliastra del razzismo moderno, che vuole estendere ogni lagna a diritto, la priorit\u00e0 sar\u00e0 sempre meno proseguire noi stessi, come uomini, come figli, come padri e madri. L&#8217;unica soluzione \u00e8 tornare uomini, sovrani, anzitutto, di noi stessi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Facciamo fare quattro saldi in paideia ai progressisti! Cancellare quella gigantografia di un feto (a fianco in una foto dell&#8217;ANSA), che oggi vale molto meno di un diritto civile a caso, pescato nel cilindro delle libert\u00e0, ci ha reso simili all&#8217;Iran che cancella, censura le mammelle della Lupa Capitolina. Quel manifesto spaventava. Perch\u00e9 era un invito ad assumersi le proprie responsabilit\u00e0 in un mondo che vuole discolparsi da tutto. Dietro lo scudo dei diritti da tutelare, delle libert\u00e0 da garantire c&#8217;\u00e8 il terrore di essere pienamente uomini e donne, di portare a compimento, nel caos odierno, la propria virilit\u00e0, la [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2018\/04\/07\/no-alla-schifosa-censura-si-al-manifesto-provita-vogliamo-essere-civilta-non-cirinna\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1066,"featured_media":1157,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[79480],"tags":[77797,244822,262901,303620,303831,2669],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1156"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1066"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1156"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1156\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1162,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1156\/revisions\/1162"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1157"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1156"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1156"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1156"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}