{"id":1182,"date":"2018-07-25T15:52:10","date_gmt":"2018-07-25T13:52:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1182"},"modified":"2018-07-25T19:08:48","modified_gmt":"2018-07-25T17:08:48","slug":"problemi-di-legittimita-con-soundreef-svolta-nelleterna-battaglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2018\/07\/25\/problemi-di-legittimita-con-soundreef-svolta-nelleterna-battaglia\/","title":{"rendered":"Problemi di &#8220;legittimit\u00e0&#8221; con Soundreef? Svolta nell\u2019eterna battaglia?"},"content":{"rendered":"<p>La musica sta cambiando, e l\u2019Italia, sulle sue fragili gambe secche, balla il motivetto della battaglia dei diritti. Anche quelli d\u2019autore. Perch\u00e9 non di sola empatia, non di sola estremistica tolleranza, non di sola innovazione etica si pu\u00f2 vivere. Nello scorrere del progresso a muso duro, c\u2019\u00e8 da mantenere la rotta del reale, che si compone di grandi e piccole tenzoni, vecchi e nuovi fronti, questioni da risolvere, certezze da accumulare, normative europee da interpretare e sviluppo da accogliere sapientemente. E cos\u00ec, pubblico contro privato, storia e innovazione, conservazione contro liberalizzazione. Siae contro Soundreef. \u00c8 braccio di ferro, \u00e8 legge di modernit\u00e0, \u00e8 obbedienza al culto laico sostitutivo del mercato. Italia contro Inghilterra. E stavolta non pu\u00f2 finire con un pareggio.<\/p>\n<p>Siae, rappresenta autori ed editori da ben 130 anni. Soundreef, giovanotta londinese che ha fascinosamente attirato, appoggiata al muretto della novit\u00e0, in giacca, cravatta, cresta e anfibi, personaggi importanti della musica italiana, come Fedez \u2013 che a gennaio commentava cos\u00ec: \u201cHo creduto fin dall\u2019inizio nel progetto dei ragazzi di Soundreef. Ero consapevole delle difficolt\u00e0 cui saremmo andati incontro ma sapevo che si doveva rompere un monopolio e un sistema che agevolava pochi soggetti e i soliti. Oggi sono contento di poter rivendicare di essere stato in prima linea con Soundreef in questa battaglia tra Davide e Golia che alla fine ci ha visti tagliare il traguardo nonostante gli ostacoli che hanno cercato di metterci davanti&#8221; -, Enrico Ruggeri e Gigi D\u2019Alessio, che hanno scelto di farsi tutelare dalla Ltd made in Britain, in materia di gestione di diritti e compensi. Le royalties from the \u201cRoyal family\u201d, since 2011. Soundreef tenta la rottura del monopolio Siae.<\/p>\n<p>Ma andiamo con ordine. In Italia il sistema di gestione del diritto d\u2019autore \u00e8 operato da un ente pubblico a base associativa, la SIAE. In quasi tutti i Paesi moderni, ogni nazione ha un ente che si occupa di tutelare i diritti degli autori, in Italia questa attivit\u00e0 \u00e8 rappresentata da SIAE. Da qualche anno la stessa societ\u00e0 vede attaccato il suo modello d\u2019impresa. La\u00a0 startup Soundreef Ltd \u00e8 un ente di gestione indipendente \u2013 come si legge sul sito web dell\u2019azienda \u2013 fondata nel 2011 e presente nel registro pubblico Intellectual Property Office del Regno Unito con lo scopo di offrire un\u2019alternativa alla gestione del diritto di autore. Soundreef, fondata da Davide D\u2019Atri, vuole provare a occupare fette di mercato della SIAE.<\/p>\n<p>Pare che qualcuno, per\u00f2, alzi il tiro sulla legittimit\u00e0 dell\u2019operato di Soundreef, facendo seguito alle parole chiare del direttore generale della Siae, Blandini: \u201cUn autobus che per ora nel nostro paese viaggia senza licenza, cio\u00e8 illegittimamente\u201d. Non si tratta di un colpo basso, ma di una eventuale riflessione normativa.<\/p>\n<p>Eppure, \u201cAdesso possiamo dire a tutti gli effetti che una piccola societ\u00e0 ha abbattuto il dominio monopolistico ultracentenario della\u00a0SIAE\u00a0nella raccolta dei\u00a0diritti d\u2019autore. Da oggi anche societ\u00e0 private come Soundreef possono operare in\u00a0piena legalit\u00e0\u00a0e, si spera, a pari condizioni sul mercato italiano\u201d, ebbe a dire Davide D\u2019Atri in una conferenza stampa, le cui parole sono riportate dall\u2019agenzia Dire. \u201cLavoreremo in Italia \u2013 prosegue il fondatore di Soundreef \u2013 insieme all\u2019associazione no profit LEA\u00a0(Liberi Editori Autori \u2013 www.leamusica.com), costituita di recente da un gruppo di autori, editori e professionisti del settore. Gli oltre11 mila autori ed editori nostri iscritti saranno rappresentati ed intermediati in Italia da LEA rientrando cos\u00ec nel perimetro delineato dall\u2019art.19 del decreto fiscale (148\/2017)\u00a0collegato alla Legge di Stabilit\u00e0 2018. Non abbiamo mai smesso di combattere per far valere i nostri diritti e dare una nuova prospettiva al mercato della musica e alla fine le nostre fatiche sono state premiate\u201d.<\/p>\n<p>La battaglia, quindi, proseguirebbe solo sul piano tecnico, ma non si porrebbe un problema di legittimit\u00e0 legale, poich\u00e9 Soundreef, servendosi dell\u2019Associazione no profit LEA, aggirerebbe cos\u00ec la nuova legge nazionale, che ha aperto il mercato dei diritti alle sole societ\u00e0 di raccolta senza scopo di lucro, ma non a quelle private for profit, come nel caso della startup inglese. Eppure c\u2019\u00e8 chi si pone pi\u00f9 di una domanda. Il condizionale \u00e8 d&#8217;obbligo. Perch\u00e9 un gruppo d\u2019imprenditori italiani dovrebbe aprire una societ\u00e0 a Londra per gestire i diritti d\u2019autore in Italia? Stando a quanto dichiarato da alcuni manager dell\u2019azienda.<\/p>\n<p>Il braccio di ferro continua&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La musica sta cambiando, e l\u2019Italia, sulle sue fragili gambe secche, balla il motivetto della battaglia dei diritti. Anche quelli d\u2019autore. Perch\u00e9 non di sola empatia, non di sola estremistica tolleranza, non di sola innovazione etica si pu\u00f2 vivere. Nello scorrere del progresso a muso duro, c\u2019\u00e8 da mantenere la rotta del reale, che si compone di grandi e piccole tenzoni, vecchi e nuovi fronti, questioni da risolvere, certezze da accumulare, normative europee da interpretare e sviluppo da accogliere sapientemente. E cos\u00ec, pubblico contro privato, storia e innovazione, conservazione contro liberalizzazione. 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