{"id":1204,"date":"2018-10-17T18:38:41","date_gmt":"2018-10-17T16:38:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1204"},"modified":"2018-10-17T18:38:41","modified_gmt":"2018-10-17T16:38:41","slug":"se-frocio-lo-dice-la-sinistra-e-civilta-a-tutti-gli-altri-e-vietato-chiamare-finocchi-persino-gli-ortaggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2018\/10\/17\/se-frocio-lo-dice-la-sinistra-e-civilta-a-tutti-gli-altri-e-vietato-chiamare-finocchi-persino-gli-ortaggi\/","title":{"rendered":"Se &#8220;frocio&#8221; lo dice la sinistra \u00e8 civilt\u00e0. A tutti gli altri \u00e8 vietato chiamare finocchi persino gli ortaggi"},"content":{"rendered":"<p>Non tutti i froci sono uguali. C\u2019\u00e8 il frocio della Cirinn\u00e0, quello della maglietta \u201cMeglio frocio, che fascista\u201d, ovvero quello di sinistra, e poi quello di tutti gli altri, \u201cpurtroppo\u201d non al livello di Nostra Signora della libert\u00e0 sessuale. Perch\u00e9 il frocio della Cirinn\u00e0, fatto passare per una provocazione bonaria e di lotta sulla sua pagina Facebook, fa subito convivialit\u00e0, simpatia e diritti? Ancora una volta, i nostri amici compagni, vanno alla mensa Caritas con la borsa di Prada a dire ai poveri di tenere duro.<\/p>\n<p>Quel frocio significa molto. In nome di una battaglia si pu\u00f2 dire di tutto, perch\u00e9 il fine della sinistra \u00e8 sempre cervellotico, guarda caso sempre indotto dalla \u201cbassezza\u201d umana e culturale altrui, capace di moltiplicarsi cos\u00ec tanto, che si trasforma in supereroina e va a salvare gli italiani. Si pu\u00f2 dare del fascista a qualsiasi cosa non ci aggradi, si pu\u00f2 invertire il senso storico, si pu\u00f2 fare di tutto. Ma tu, tu che non sei un barone della civilt\u00e0, se dici immigrato, anzich\u00e9 migrante, sei un malato di mente. Seppure ti esprimi correttamente in lingua italiana. Ecco perch\u00e9 la battaglia culturale, oggi, contro l\u2019egemonia dei sensi e della realt\u00e0, contro il parapetto di ferro del politicamente corretto \u00e8 urgente, e non periferica, come la battaglia politica. Non esiste sovranit\u00e0 politica, senza sovranit\u00e0 culturale. Non si pu\u00f2 essere sovrani di alcun ch\u00e9 se prima non si ha coltivato se stessi e il proprio pensiero critico per riconoscersi liberi dall\u2019ideologizzazione imposta di qualsiasi cosa si muova.<\/p>\n<p>Bei tempi in cui la sessualit\u00e0 era una dimensione privata e non uno strumento di guerra ideologica. E in quanto voce significativa della propria intimit\u00e0, tutelata profondamente. Quando la pudicizia era \u201cun\u2019invincibile attrattiva\u201d, evocando Anatole France, e favoriva l\u2019eros, non lo uccideva, generando fascino e ignoto, continuazione e curiosit\u00e0. Ma rispetto. Eros che \u00e8 pi\u00f9 ampia dimensione dell\u2019amore e del sesso. Contribuzione dell\u2019immagine individuale e sociale di s\u00e9. Bei tempi quando la sessualit\u00e0 non veniva scagliata contro il pubblico ludibrio, o il nemico numero uno, per intavolare una conversazione come premessa fondamentale, per vincere le elezioni, manifestare superiorit\u00e0 o rilasciare patenti di civilt\u00e0.<\/p>\n<p>E il dramma contemporaneo \u00e8 duplice e si arrotola convulso nella vita di tutti i giorni. Un\u2019edera infetta che appesta la lingua e l\u2019anima. L\u2019anima dei tortacci loro, e ne hanno tanti a sinistra, specie quello di dimenticare. Come hanno sciacquato Gramsci dalla loro coscienza di lotta, in piena decadenza alla ricerca di un modello da imitare, di un leader che li salvi, di un martire da immolare a esempio attrattivo da immolare sull\u2019ara dei consensi (come colei che denunci\u00f2, leggiadra, il barista perch\u00e9 esponeva una foto di Mussolini), e ora non sapendo pi\u00f9 che pesci pigliare te li ritrovi verdi (di rabbia), dopo essere stati rossi e tanto bianchi, specie negli ultimi tempi. Costoro forse dimenticano che l\u2019omosessualit\u00e0 non \u00e8 un giochino militante, una misura a chi ce l\u2019ha pi\u00f9 grosso, a chi deve avere pi\u00f9 diritti, ma una vita che spesso ha popolato i loro quartieri perch\u00e9 aperti alla tolleranza e svincolati da ogni confine, specie geografico, da Pasolini a Sandro Penna, di cui proprio Pier Paolo Pasolini sostenne la virt\u00f9 poetica, pensandolo come il pi\u00f9 grande poeta lirico del Novecento. Quell\u2019omosessualit\u00e0 che \u00e8 legata comunque all\u2019altra dimensione, quella dell\u2019amore, \u00e8 diventata carne elettorale e demagogica per troppi, incredibilmente ridotta a un presa per il culo, sminuita, brutalizzata a un\u2019idea di partito: seguimi, votami se vuoi rivedere i tuoi diritti. Sempre a sinistra. Gli omossessuali oggi dovrebbero essere diversi, scegliendo di non avere un padre putativo nei seggi elettorali.<\/p>\n<p>E poi il dramma contemporaneo continua fino a scadere nell\u2019altro grande disastro, quello della lingua. Molto semplicemente. Loro \u201cfrocio\u201d lo possono dire, lo possono associare. Ci possono ridere sopra, addirittura. Tu, che non sei santo, barone della civilt\u00e0 e privilegiato come loro, non puoi neanche chiamare \u201cfinocchi\u201d gli ortaggi al mercato, pena la ripetizione delle Elementari e l&#8217;esilio. Ma soprattutto la negazione culturale: non ti \u00e8 concesso coltivare te stesso, bruto fascista, e sviluppare un tuo proprio pensiero critico entro cui riconoscerti e riconoscere il mondo. La caccia alle streghe non vale per tutti. Ma non era stato creato un istituto, da Laura Boldrini, che controllasse la lingua e la conformasse agli standard etici \u201cdi genere\u201d? Ma non era da incivili, razzisti e fascisti chiamare un omosessuale, \u201cfrocio\u201d? Ora \u00e8 da fascisti; poco fa era da primitivi, da indegni.<\/p>\n<p>Ci usano la lingua contro a scopo intimidatorio. Quando hai dubbi nell\u2019esprimerti, rinunci a farlo. E stai zitto, sei pi\u00f9 malleabile. Hai perso la tua breve porzione di luce e di presente, quell\u2019attimo per infilarti, per esprimerti in questa bolgia di social network, quotidiani, talk show e opinioni. Opinioni. Opinioni, che illudono la moltitudine di partecipare al presente, ma nella virtualit\u00e0 delle cose, secondo cui \u00e8 solo una questione di tempo: il tuo lamento libero sar\u00e0 prima archiviato e poi cancellato da un computer. Si vale il tempo di un algoritmo.<\/p>\n<p>E dunque, stiamo perdendo miseramente la battaglia semantica, quella secondo cui il significato non \u00e8 conoscenza e aderenza alla realt\u00e0, ma parcella di una visione ideologica. La via semantica all\u2019esistenza attuale, dove il suono delle parole sono le parole stesse. Dove le parole non sono pi\u00f9 importanti, alla Nanni Moretti, ma intercambiabili, costantemente interpretabili.<br \/>\nLa battaglia semantica, la quale, per sua natura, non \u00e8 un esercizio di stile dei migliori a scuola, ma lo svilimento infame dei significati e, quindi, dei concetti, che porta ad una pericolosissima relativit\u00e0 da applicare a qualsiasi cosa si muova. Ridicola. Quanto ci si pu\u00f2 sentire fuori luogo nel dire \u00abavvocatA\u00bb o \u00abpresidentA\u00bb? O quanto dovrebbe sentircisi esibendo una maglietta con scritto \u201cMeglio frocio che fascista\u201d, ridendoci su, come ha fatto Monica Cirinn\u00e0? Ci spieghi culturalmente le sue battaglie per il mondo omosessuale, piuttosto. Ci racconti della carne, del sesso, della pulsione; ci parli dell\u2019eros e della perversione, del suono della voce sussurrata nella nudit\u00e0, dell\u2019eccitazione, dell\u2019adolescenza. Non solo di politica. Le giustifichi al mondo e non solo col sentore del SUO presente. Cerchi un\u2019implicazione storica. E si ricordi di non avere, lei e l\u2019altro, Zingaretti, quattordici anni. Perch\u00e9 frocio non \u00e8 pi\u00f9 amichevole se viene da destra o da sinistra, e che si fottano le classificazioni con cui si potrebbe, oggi, nomenclare l\u2019archeologia degli uomini furbi. O \u00e8 frocio per tutti, o per nessuno. O frocio, in ogni sua accezione, \u00e8 il passato dei primitivi, o il presente degli ipocriti. Nel ricordo della strumentalizzazione suprema, evocata facilmente da Pasolini, che dovrebbe rendere chiaro questo ragionamento. \u00ab<em>Oggi la libert\u00e0 sessuale \u00e8 un obbligo, un dovere sociale, un\u2019ansia sociale, una caratteristica irrinunciabile della qualit\u00e0 di vita del consumatore. Risultato: la libert\u00e0 sessuale \u201cregalata\u201d dal potere \u00e8 una vera e propria generale nevrosi. La facilit\u00e0 ha creato l\u2019ossessione; perch\u00e9 \u00e8 una facilit\u00e0 indotta e imposta\u2026\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Cerchiamo di salvare la battaglia dell\u2019anima, almeno, ricordando i versi di Penna, icona gay: <em>\u00abFelice chi \u00e8 diverso essendo egli diverso. Ma guai a chi \u00e8 diverso essendo egli comune\u00bb<\/em>. In questa icona poetica che arriva a raccontare l\u2019amore con la sofferenza di un travaglio, tra pulsioni sessuali e doveri morali, una gestazione continua, in cui si apre il mito e la natura, vie di fuga dagli uomini storpi dentro. Chi \u00e8 comune qui? E chi \u00e8 diverso? La sinistra \u00e8 davvero cos\u00ec diversa da tutelarci tutti? Da poter fare ci\u00f2 che ritiene? La sinistra \u00e8 davvero cos\u00ec diversa dalla \u201cbrutalit\u00e0 salviniana\u201d, dalla \u201cmostruosit\u00e0 dei fascisti\u201d per insegnare a tutti come coltivare se stessi e sviluppare il proprio pensiero critico? Guai a chi \u00e8 diverso essendo egli comune. Cos\u00ec comune da dire una cosa e farne un\u2019altra, come indossare quella stupida maglietta. Ma soprattutto, chi \u00e8 senza peccato scagli la prima pietra. E, hic et nunc, in questo tempo italiano, chi \u00e8 davvero senza peccato? Chi pu\u00f2 scagliare la pietra addosso a un muro qualsiasi e lasciare un graffio nel tempo per dire ci\u00f2 che si deve dire e cosa deve significare?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non tutti i froci sono uguali. C\u2019\u00e8 il frocio della Cirinn\u00e0, quello della maglietta \u201cMeglio frocio, che fascista\u201d, ovvero quello di sinistra, e poi quello di tutti gli altri, \u201cpurtroppo\u201d non al livello di Nostra Signora della libert\u00e0 sessuale. Perch\u00e9 il frocio della Cirinn\u00e0, fatto passare per una provocazione bonaria e di lotta sulla sua pagina Facebook, fa subito convivialit\u00e0, simpatia e diritti? Ancora una volta, i nostri amici compagni, vanno alla mensa Caritas con la borsa di Prada a dire ai poveri di tenere duro. Quel frocio significa molto. 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