{"id":1247,"date":"2019-05-07T15:38:01","date_gmt":"2019-05-07T13:38:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1247"},"modified":"2019-05-07T15:38:01","modified_gmt":"2019-05-07T13:38:01","slug":"altro-che-raimo-la-destra-pensa-scrive-vende-e-la-sinistra-assente-dal-presente-rischia-di-perdere-il-primato-culturale-alla-conquista-dellegemonia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2019\/05\/07\/altro-che-raimo-la-destra-pensa-scrive-vende-e-la-sinistra-assente-dal-presente-rischia-di-perdere-il-primato-culturale-alla-conquista-dellegemonia\/","title":{"rendered":"Altro che Raimo: la destra pensa, scrive, vende e la sinistra, assente dal presente, rischia di perdere il primato culturale. Alla conquista dell&#8217;egemonia&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il gioco degli spazi.<\/strong> In questo cervellotico mondo strapieno e bulimico, la conquista dello spazio \u00e8 fondamentale. Se risulta inutile, infatti, perdere tempo nella dialettica A contro B, oggi totalmente in voga (l&#8217; &#8220;antifascismo&#8221;\u00a0provoca, la sua alternativa risponde, in un botta e risposta eterno che pu\u00f2 durare per settimane sui social, sui giornali, sui blog, accentrando completamente il dibattito), se \u00e8 vero onanismo dare troppo spazio a Raimo, e alle sue giravolte, il segnale\u00a0nuovo \u00e8 che tutto questo spazio ha concesso una prateria agli editori condannati a morte dalla partigianieria. Altaforte in primis. Ma soprattutto ha svelato le carte di un intimo terrore, in primis, palesato, in secundis, come profondo rodimento, manifestato ufficialmente, infine, come battaglia di giustizia sociale: no ai fascisti in qualsiasi cosa esista.<\/p>\n<p>Ma procedamus in pace, con ordine.<\/p>\n<p><strong>Non mi preoccupa la battaglia sul Salone del libro.<\/strong> Non mi appassionano le battaglie di Lepanto in mezzo bicchiere d\u2019acqua, o \u201cvivere tempeste grandi quanto una chicchera da caff\u00e8\u201d, <strong>(<a href=\"https:\/\/www.dagospia.com\/rubrica-2\/media_e_tv\/versione-mughini-ldquo-resto-allibito-innanzi-polemiche-202630.htm\" target=\"_blank\">dalla lettera di Mughini sui fatti di Torino, a Dagospia<\/a>)<\/strong>. Non mi preoccupa la schermaglia, ma le conseguenze di un agire pi\u00f9 grande. Ormai, in maniera incomprensibile, non ci si spiega perch\u00e9 non si riesca pubblicamente a cogliere, o ad ammettere, quella leggerissima paura, quel sottile terrore delle sinistre pensanti, di perdere il primato sulla generazione della cultura di massa. Ed \u00e8 proprio qui il problema dei problemi. <strong>La generazione della cultura di massa<\/strong>, il suo controllo, la sua gestione, la creazione del sentore comune, anche se distorto, anche se spaventosamente\u00a0rigonfio di fantasie e\u00a0inesattezze, superficialit\u00e0, pregiudizi. Creazione del sentore comune, in un minuzioso lavoro artigianale e sociologico, che oggi \u00e8 detenuto dall\u2019egemonia intellettuale, rappresentata anche da chi non vuole Altaforte edizioni, o i libri di amici come Scianca, Giubilei, Giuli e compagnia cantante, al Salone del libro di Torino, perch\u00e9 fascisti. Totenkopf, SS, bombe a mano e carezze col pugnal. Affaffini!.<br \/>\nMassa \u00e8 consumo, massa \u00e8 commercio, massa \u00e8 consenso. Massa \u00e8 tutto ci\u00f2 che i capezzoli turgidi di un tempo ridotto a essere spietato venditore di ogni cosa, dell\u2019anima, della madre, di se stesso, vorrebbero vedere, toccare, sentire e frequentare ogni giorno per il proprio erotico piacere. Appagante senso di potere.<\/p>\n<p>Allora il piano di lettura degli accadimenti deve spostarsi <strong>in un\u2019altra direzione<\/strong>, quella che parla di vicende ulteriori. All\u2019egemonia culturale imperante, le quali rappresentanze non parteciperanno al Salone del libro, dai Wu ming, a Raimo, dall\u2019Anpi, a Zerocalcare,\u00a0rode fortemente\u00a0che il mondo alternativo ad essa pensi, scriva, maturi visioni del mondo complesse e complete, legga, produca, insomma goda di un\u2019inattesa vitalit\u00e0, proprio oggi, penseranno i ducaconti dell\u2019intellighenzia progressista, che la storia avrebbe dovuto condannarli come inutili orpelli, come antichi tromboni di ottone secco, della banda di un Paese che non suona pi\u00f9, che non esiste pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>E invece \u00e8 il contrario:<\/strong> quel mondo che loro tacciano di fascismo, in un gettito spento di semantica ejaculazione precoce, perch\u00e9 spaventa ci\u00f2 che non si comprende, inizia a rappresentare la prossimit\u00e0. La prossimit\u00e0 delle idee del presente, la vita nei quartieri, presso gli ultimi, dei temi trattati, mentre la stantia e adolescenziale narrazione supereroesca degli antifascisti necessari salvatori del mondo, chiamati a (ri)costruire da zero un nemico in camicia nera, da distruggere &#8211; atto mai richiesto \u2013, conduce la sinistra pensatrice a passare dalle periferie\u00a0 ad essere periferia del reale, essa stessa. La sinistra pensantora frequenta, sempre pi\u00f9, il suo beato Idillio verde di Pellizziana memoria, una compassata meditazione romantica sulla Resistenza da continuare a prescindere.<\/p>\n<p><strong>Ma Resistenza a cosa?<\/strong>\u00a0Non certo a un sistema di disgrazie e disgraziati che non riesce a garantire a una partita Iva mezzo futuro (partita Iva, 400 euro in nero, sette giorni di lavoro, senza garanzie, n\u00e9 diritti, che un figlio pu\u00f2 solo sognarselo. Idilli\u2026). Bens\u00ec resistenza a un movimento culturale, editoriale e politico che esiste non in clandestinit\u00e0, ma secondo i dettami della democrazia e del vivere civile e, quindi, pubblica libri, organizza eventi, si candida in politica, elegge amministratori, rappresenta porzioni importanti del mondo pubblico e privato? Cos\u00ec per Casa Pound Italia, quanto per altre ispirazioni, provenienti da visioni politiche simili del mondo, che oggi vengono tacciate di imbecillit\u00e0 naturale e primordiale, tale da giustificare una censura al Salone del libro o nella societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p><strong>ORDUNQUE!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quell\u2019egemonia parla una lingua vecchia<\/strong>, superata, abbigliandosi di una manifesta superiorit\u00e0 francamente insopportabile, e oggi difficilmente tollerata dall\u2019opinione pubblica. Si nutre di dicotomie modernamente antistoriche, muffe e quasi irritanti, come la polvere sulle bomboniere nel salotto della zia tirchia e sola. E mentre quel \u201cpiccolo mondo antico\u201d si strappa i capelli fin dalla cute per impedire e censurare un qualcosa che non le appartiene, e che non conosce, e proprio per questo non riesce a comprendere, la battaglia si sposta non sui messaggi dei libri di Altaforte edizioni, o dei condannati a morte, ma sulla mera impossibilit\u00e0 di dare spazio agli avversari. No pasaran. E invece, grazie a questa egocentrica condanna, che profuma di forte richiesta di attenzioni, dei Raimo, dei Wu Ming, di Anpi e sodali, <strong>Altaforte edizioni tocca vette di notoriet\u00e0<\/strong>, con estrema velocit\u00e0, che probabilmente avrebbe conquistato, duramente sul campo, dopo anni e anni di costante lavoro e presenza.<\/p>\n<p>La battaglia di Torino, quella sul Salone del libro, \u00e8 sintomo di una nefasta guerra, ancor pi\u00f9 grande, densa e potente che rappresenta lo scontro di questo tempo. E allora: cos\u2019\u00e8 oggi la cultura, oltre a essere un\u2019indubbia puttana, da pagare per godere? Dove va la cultura, verso le grandi genti o verso la rigenerazione del proprio significato originario di coltivazione? Di coltivazione di un pensiero critico, che le conferisce l\u2019assoluto ruolo di\u00a0genesi della libert\u00e0 che le si attribuisce, tramite la storia, l\u2019esperienza, lo studio, l\u2019approccio sentimentale e sensoriale, visionario, del mondo, la propria identit\u00e0? Ma soprattutto, <strong>perch\u00e9 \u00e8 la sinistra, colpevole e manchevole, ancora oggi, a gestirne le fila \u201cnazionali\u201d<\/strong>? Con quale merito, a qual titolo? Con la vicenda del Salone del libro abbiamo constatato come i \u201cfascisti\u201d pensino, e abbiano persino imparato a leggere, far di conto, colorare gli animali entro i bordi. Insomma, il vivere civile e democratico, perch\u00e9 deve essere esclusiva delle sinistre? Vietare, censurare, impedire, condannare, isolare, alla faccia della democrazia, da vivere vietandola, come pu\u00f2 essere un pubblico titolo di merito per sfamare le anime, in maniera riconosciuta, degli italiani?<\/p>\n<p><strong>Come il creare continue e anacronistiche divisioni e tensione sociale,<\/strong> per altro, in nome di una contraddittoria (senza contraddittorio) difesa dei pi\u00f9 alti valori democratici e di libert\u00e0, piovuti dal cielo SOLO grazie alla Resistenza, oggi elevata a culto laico sostitutivo, possa garantire a un certo sistema di idee di rappresentarci tutti?<\/p>\n<p>E allora, tutto questo polpettone di\u00a0mirabolanti riflessioni per ricordare di ricordarci. Di ricordarci dov\u2019\u00e8 il vero terreno di battaglia, quando erutter\u00e0 il\u00a0magno vulcano, oltre ai piccoli crateri che sul suo fianco sputano lava a pi\u00f9 non posso. Mentre Istat rileva che\u00a0il 34% degli\u00a0studenti\u00a0che frequentano il terzo anno delle medie escono da scuola con un <strong><a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/cronache\/istat-alunno-terza-media-su-3-esce-scuola-analfabeta-1688549.html\" target=\"_blank\">livello di alfabetizzazione insufficiente<\/a><\/strong>, la guerra da combattere \u00e8 pi\u00f9 alta e pi\u00f9 ampia, e vola nella direzione dell&#8217;influenza della storia, non solo dell&#8217;immediato appagamento del presente social-giornalistico: quella di Torino, \u00e8 una\u00a0scaramuzza \u201cvinta\u201d, seppur non voluta, importante per il mondo sovranista, o per l&#8217;alternativa al culto del mondo globale, migrante, precario, senza Patria e senza Dio, che deve tenere conto per\u00f2, adesso pi\u00f9 di sempre, che la battaglia complessiva da vincere, per tornare a influenzare il tempo concretamente, al di l\u00e0 dell\u2019essere una reazione antiallergica al progressismo, \u00e8 culturale. La sinistra politicamente cadaverica, gestisce ancora il sentore comune e la generazione della cultura di massa. Il sovranismo dovr\u00e0, quindi, <strong>codificarsi in un movimento culturale<\/strong> unitario e strutturato, che superi ogni pregiudizio e feudalesimo interno per elevarsi oltre, oltre le sigle politiche, oltre gli umani vizi, oltre le abitudini, capace di essere un vero blocco alternativo, pronto e operativo a farsi carico delle responsabilit\u00e0 del presente in maniera coesa.\u00a0Risorsa umana e pensante\u00a0contro il degrado e contro il parco giochi.<\/p>\n<p>Io dico che giudicheremo il libro, questa volta, dai contenuti e non dalla copertina. Voi che ne dite?<\/p>\n<p>Ah, prima di chiudere, risulta necessario passare la palla ad Alessandro Gnocchi, che ben nota un particolare, non di poco conto:\u00a0\u00a0&#8220;Per facilitare il lavoro del Comitato editoriale del Salone 2020, ecco una prima lista di proscrizione. Case editrici da escludere perch\u00e9 pubblicano libri fascisti: Mondadori e Neri Pozza (Pound); Corbaccio, Einaudi, Guanda (C\u00e9line); Feltrinelli (Mishima), Adelphi (Simenon); Il Mulino, Passigli e Sellerio (Drieu la Rochelle), Rizzoli (Berto). Sono escluse dal Salone anche le case editrici che abbiano in catalogo almeno un titolo dei seguenti autori per evitare offese alla sensibilit\u00e0 della comunit\u00e0 del Salone: Maurice Barr\u00e8s, Gottfried Benn, Leon Bloy, Jorge Luis Borges, Emile Cioran, Paul Claudel, Benedetto Croce, Gabriele d&#8217;Annunzio, Thomas Stearns Eliot, Edward Morgan Forster, Carlo Emilio Gadda, Knut Hamsun, Hermann Hesse, Eugene Ionesco, Marcel Jouhandeau, Ernst J\u00fcnger, Tommaso Landolfi, Thomas Mann, Filippo Tommaso Marinetti, Francois Mauriac, Charles Maurras, Eugenio Montale, Henri Millon de Montherlant, Vladimir Nabokov, Aldo Palazzeschi, Giovanni Papini, Luigi Pirandello, Giuseppe Prezzolini, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, William Butler Yeats. L&#8217;elenco si pu\u00f2 allungare a piacimento con molti altri reazionari, conservatori e neoconservatori&#8221;<\/p>\n<p>Coerente con ci\u00f2 che penso e scrivo ormai da mesi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il gioco degli spazi. In questo cervellotico mondo strapieno e bulimico, la conquista dello spazio \u00e8 fondamentale. Se risulta inutile, infatti, perdere tempo nella dialettica A contro B, oggi totalmente in voga (l&#8217; &#8220;antifascismo&#8221;\u00a0provoca, la sua alternativa risponde, in un botta e risposta eterno che pu\u00f2 durare per settimane sui social, sui giornali, sui blog, accentrando completamente il dibattito), se \u00e8 vero onanismo dare troppo spazio a Raimo, e alle sue giravolte, il segnale\u00a0nuovo \u00e8 che tutto questo spazio ha concesso una prateria agli editori condannati a morte dalla partigianieria. Altaforte in primis. Ma soprattutto ha svelato le carte di [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2019\/05\/07\/altro-che-raimo-la-destra-pensa-scrive-vende-e-la-sinistra-assente-dal-presente-rischia-di-perdere-il-primato-culturale-alla-conquista-dellegemonia\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1066,"featured_media":1248,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[79480],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1247"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1066"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1247"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1247\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1250,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1247\/revisions\/1250"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1248"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1247"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1247"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1247"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}