{"id":1251,"date":"2019-05-09T17:47:32","date_gmt":"2019-05-09T15:47:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1251"},"modified":"2019-05-09T18:04:00","modified_gmt":"2019-05-09T16:04:00","slug":"comprate-i-libri-di-altaforte-inizi-ora-la-battaglia-di-liberta-la-battaglia-generazionale-contro-la-miseria-umana-e-culturale-della-sinistra-peggiore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2019\/05\/09\/comprate-i-libri-di-altaforte-inizi-ora-la-battaglia-di-liberta-la-battaglia-generazionale-contro-la-miseria-umana-e-culturale-della-sinistra-peggiore\/","title":{"rendered":"Comprate i libri di Altaforte: inizi ora la battaglia di libert\u00e0, la battaglia generazionale contro la miseria umana e culturale della sinistra peggiore"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 l\u2019ora di una battaglia generazionale che sancisce l\u2019esistenza oltre la resistenza.<\/p>\n<p>Liste di proscrizione, censure, impedimenti, diarrea linguistica (dal \u201cMinistro della Malavita\u201d di Saviano, riferito a Salvini, al \u201cnazisti\u201d di Zerocalcare verso gli editori che non la pensano come lui. Nazisti\u2026).<br \/>\nUn circo da chiudere per il bene comune.<br \/>\nUn incredibile affronto al buon senso di ogni italiano libero, oltre le sigle. Ancora una volta prevale l&#8217;opinione e l\u2019ossessione ideologica, fuori tempo e fuori luogo, al dibattito, alla misura dei contenuti, delle visioni, delle idee. Del rispetto altrui. Alimentando cos\u00ec il presente non si fa altro che cadere in un passato peggiore. Epurazione, non cultura. E ora uniti, in una battaglia generazionale ben pi\u00f9 grande di una tessera di partito.<\/p>\n<p>Altaforte ufficialmente fuori dal Salone del libro. Il libro dei morti. Dei morti viventi, come la sinistra peggiore, neanche lontana ombra di quella che, anni fa, difendeva a spada tratta l\u2019articolo 21 della Costituzione, il diritto di potersi esprimere nella libert\u00e0 della democrazia, che avrebbe agito sui messaggi che cambiano la storia; quella che si sarebbe fatta ammazzare pur di difendere il diritto all\u2019esistenza culturale e al dibattito democratico. Perch\u00e9 avrebbe chiamato il contrario FASCISMO. Lontana da ogni forma di incredibile maturit\u00e0 civile, garanzia di libert\u00e0 nella cultura, e viceversa, come quella espressa da Giampiero Mughini, Pierluigi Battista, Vittorio Sgarbi, e molti altri, in queste ore, solidali con l\u2019editore cassato dalla rassegna torinese, pur godendo di due prospettive diverse del mondo. Il libro dei morti viventi, come Altaforte, che grazie a questa ignobile e stupida bagarre, cade sul campo del Salone deli libro, ridotto a tinello delle belle menti incattivite da una spietata adolescenza isterica, sintomo del terrore di perdere l\u2019egemonia e la gestione del sentore comune, e risorge in libreria, con le vendite che schizzano alle stelle, con la dignit\u00e0 culturale che popola i temi dei suoi libri, la semplice possibilit\u00e0 di esprimere un apparato teorico, la propria visione del mondo.<\/p>\n<p>Quello vistosi a Torino \u00e8 un assalto alla cultura, sputi in faccia alla dea madre, una coltellata al suo significato pi\u00f9 profondo, alla sua pi\u00f9 sincera evocazione: coltivazione. Coltivazione dello spirito, del pensiero critico che rende davvero gli uomini liberi, che si srotola nella vita di ognuno, collettiva e individuale, tramite lo studio, le esperienze, il contatto con la propria profondit\u00e0 sensoriale, istintiva, intima. Processo vitale che richiede nutrimento. Per non crepare di fame come bestie nel villaggio globale, etichettate, come uomini replicati, versione marcia degli uomini ancora integri, sovrani, s\u00ec, ma prima di tutto di se stessi, ancora prima che della propria economia.<\/p>\n<p>Volere la democrazia, vietandola.<br \/>\nVolere la libert\u00e0, censurandola.<\/p>\n<p>La legge non \u00e8 uguale per tutti. La libert\u00e0 non \u00e8 (uguale) per tutti. La democrazia non \u00e8 (uguale) per tutti. La cultura non \u00e8 (uguale) per tutti. L&#8217;Italia non \u00e8 un posto per tutti.<\/p>\n<p>Potremmo star qui a sottolineare la morte dell\u2019egemonia culturale dominante, del progressismo pensante. Ma sarebbe banale. Da figli del nostro tempo, invece, dobbiamo incarnare la nuova storia, che non si alimenta solo di romanticheria di piombo, e storie militanti che furono. Assumersi le nostre responsabilit\u00e0 in un mondo che vuole discolparsi da tutto, sottraendosi da ogni eredit\u00e0 nazionale, di identit\u00e0, storica, spirituale. E allora eccola la vera battaglia generazionale che risponde a una domanda fondamentale: come pu\u00f2 questa egemonia culturale, questa cricca di censori, la sinistra pensante, che ripete spesso che senza la Resistenza oggi non potremmo liberamente esprimerci, che censura, uccide la democrazia con martellate alla testa e il dibattito, impedisce e fornisce un esempio di contraddizione totale sulla predica del Vangelo pacifista, garante delle libert\u00e0, rappresentare il modello culturale italiano? Come pu\u00f2 generare la cultura di massa? A quale titolo?<\/p>\n<p>La sinistra esce sconfitta da questo incredibile teatro. La sua egemonia \u00e8 in pezzi. Cadranno i tiranni? Nel prototipo umano di troppo antagonismo uscito fuori da ogni schema, nell\u2019allungo a una visione salvifica e accettabile del presente. Antifascismo urlato, strillato, senza confronto sui contenuti. Oggi muore la sinistra pensante. Che diventa depensante: che rinuncia, ovvero, all\u2019offerta dei propri contenuti teorici, capaci di influenzare il presente e la storia, per divenire antistoria, anacronismo e distacco dal reale, smettendo di pensare per realizzare la trappola al mondo ad essa alternativo. E tutto si riduce a una bagarre, a una castrazione. Oggi muore, ancora un po&#8217; di pi\u00f9, la libert\u00e0 e la democrazia. Ecco perch\u00e9 dietro alla cacciata di Altaforte Edizioni dal Salone del libro di Torino (che a qualcuno coster\u00e0 caro in termini economici, vista la volont\u00e0 dell\u2019editore di fare ricorso, avendo regolare contratto per la partecipazione alla rassegna), c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Molto di pi\u00f9. C\u2019\u00e8 una battaglie generazionale, per la difesa della democrazia e della generazione del presente. Contro i nuovi Torquemada coi social, contro il nuovo oscurantismo, contro la dittatura del pensiero.<\/p>\n<p>Hic et nunc.<\/p>\n<p>Dietro tutto ci\u00f2 esiste una chiamata alla coesione.<\/p>\n<p>Un feudalesimo irrimediabile nel doversi rendere conto che la sinistra, ormai cadavere politico, ancora gestisce il sentore comune, genera la cultura di massa. La battaglia, oltre che generazionale, \u00e8 culturale, non tanto politica. E solo se il sovranismo, o comunque si chiamer\u00e0 l&#8217;alternativa a quell&#8217;anacronistico e vaneggiante mondo antifascista, della sinistra pi\u00f9 irragionevole di sempre, si codificher\u00e0 in un movimento culturale strutturato si potr\u00e0 sperare di influenzare la storia e annullare l&#8217;egemonia.<\/p>\n<p>Il momento, per le menti libere, \u00e8 ora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 l\u2019ora di una battaglia generazionale che sancisce l\u2019esistenza oltre la resistenza. 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