{"id":1280,"date":"2019-08-28T12:22:48","date_gmt":"2019-08-28T10:22:48","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1280"},"modified":"2019-08-28T16:32:23","modified_gmt":"2019-08-28T14:32:23","slug":"di-maio-zingaretti-e-simili-io-vi-rifiuto-uomini-piccoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2019\/08\/28\/di-maio-zingaretti-e-simili-io-vi-rifiuto-uomini-piccoli\/","title":{"rendered":"Di Maio, Zingaretti e simili: io vi rifiuto, uomini piccoli"},"content":{"rendered":"<p>Stavolta ci siamo spinti oltre. Oltre il baratro, fin nella miseria umana. E quella non si pu\u00f2 cancellare con un colpo di spugna. L\u2019autodistruzione d\u2019Italia: ecco la nostra guerra incivile. Chi voleva spazzare via le \u00e9lite e ne \u00e8 diventato parte, perch\u00e9 solo chi \u00e8 senza peccato pu\u00f2 scagliare la prima pietra. Ma chi in Italia \u00e8 senza peccato? Miracoli e miracolati.<br \/>\nCongelato di rabbia, battendo sui tasti, non discuto, n\u00e9 dubito dei dettami costituzionali che garantiscono al parlamento il potere di trovare una nuova maggioranza, della legittimit\u00e0 di questa operazione. Schiumo di rabbia per la fine degli uomini, che rappresenta la fine della carne e dell\u2019arte, la cessazione della virt\u00f9 umana e politica, qualcosa di ben pi\u00f9 di un governo da amare o da odiare, di un\u2019elezione andata bene o male: Renzi, Di Maio, Zingaretti e simili, io vi schifo. Io non vi riconosco. Voi non siete ci\u00f2 che possa rappresentarmi nella pienezza dell\u2019etica democratica, n\u00e9 nell\u2019estetica della decenza. E nel caso di un fugace incontro, voi non avrete la mia mano, perch\u00e9 vi possa essere negato il gesto di pi\u00f9 semplice, intima e onorevole intesa. Nello spirito di Palach e di Brasillach, di quei fratelli maggiori che ci hanno preceduto e per i quali occorre rileggere la propria opportunit\u00e0 di essere storia, vita e integrit\u00e0 militante, proprio nell\u2019assenza di una pi\u00f9 basilare, manifesta e profonda ragione, o forma di giustizia e lealt\u00e0, di quel Paese che fa male, arde, scoppia come bolle incontrollabili nella notte, all\u2019improvviso, brucia come sale nel sangue, non sar\u00f2 con voi. Sar\u00f2 con loro, con quei fratelli maggiori, a vivere i mesi, spero pochi, di questa nuova e nefasta istituzione nascente. Con chi \u00e8 in grado di offrirmi un esempio che lo Stato non riesce pi\u00f9 a fornirmi.<\/p>\n<p>Sbaglia chi crede ancora negli schieramenti. La vittoria all\u2019italiana \u00e8, talvolta, nella sconfitta dell\u2019altro. Annichilimento incontrollato. Sbaglia chi crede che qualcuno abbia vinto o perso, in questo agosto maledetto che avr\u00e0 il disonore delle cronache. Stavolta abbiamo perso tutti. Gli elettori dei traditori, traditi a loro volta, gli elettori dei traditi, anch\u2019essi isolati nella loro impotenza.<\/p>\n<p>Impotenza.<\/p>\n<p>Nella mia fortunata qualit\u00e0 di cittadino italiano sono abituato a vivere il senso di impotenza. Di fronte allo spread, di fronte ai mercati, di fronte a centinaia di miei connazionali che fuggono, a migliaia di immigrati che arrivano; innanzi all\u2019aumento delle tasse, all\u2019ennesima azienda italiana venduta all\u2019estero o chiusa, alla granitica difficolt\u00e0 di fare un figlio, alla demografa che si schianta verso il nulla, ai figli mai nati, di fronte al degrado della Capitale del mio Paese ridotta a puttana struccata, da Caput Mundi a cloaca maxima. Io vivo l\u2019impotenza. Mai forte come questa volta. Questa volta \u00e8 oltre. Oltre l\u2019immaginabile, il plausibile, il concesso. Oltre la perversione pi\u00f9 estrema. Un ribaltone fatto davvero (al di l\u00e0 della composizione effettiva del governo) e fatto anche male. Stento a crederci. Privo di ogni proverbiale eleganza politica, di ogni intelligenza tattica, di decenza pubblica, di ogni amor patrio, di ogni collegamento empatico e logico con gli italiani e le loro reali preoccupazioni e necessit\u00e0. Ecco presentarsi a noi questo aborto, come il tempio venduto per il favore del denaro, del mutuo acceso, per utilitarismo, per volont\u00e0 personali, per cos\u2019altro altrimenti? Questa volta \u00e8 oltre, perch\u00e9 non v\u2019\u00e8 stata idea di Stato, n\u00e9 cultura della nazione, n\u00e9 movente ideale o spirito valoriale pi\u00f9 alto a giustificare il \u201crimpastone\u201d, il \u201cribaltone\u201d, ma solamente miseria umana. Oltre le idee, stavolta muoiono anche gli uomini e i loro esempi. Esempi di Stato. Stato padre ubriaco e bastardo. Bastardo.<\/p>\n<p>Questo terrorizza.<\/p>\n<p>\u00c8 la putrefazione umana. La decomposizione umana. Vendite, compravendite, tradimenti, rinnegamenti, giravolte, dispetti, odi, rancori personali. Incoerenza, inesistenza, nessun rispetto delle regole, nessun coraggio, nessun rispetto degli italiani. E muffa. Molta muffa. La dissennata sfilata degli uomini replicanti, che sfiorano la vita come un&#8217;ombra perch\u00e9 non li tanga e li scorti al tramonto col massimo profitto e il minimo sforzo, azzerati nell\u2019animo, nello spirito e nella fede, nell\u2019identit\u00e0, nel valore della lealt\u00e0 e dell\u2019onore. Come quel Mario imprigionato, figlio di quel borghese piccolo, piccolo monicelliano. Vili e curvilinei, arroccati, sporchi. Figure teatrali intorno alla nostra vita di perenni sudditi impiegati, di partite Iva sognanti e affaticate, s\u2019aggirano, pirandelliane e shakespeariane, replicano gesti per non staccarsi dal bordo, per incapacit\u00e0 manifesta, con le pupille sbiancate dal guadagno. Ometti e donnette che hanno definitivamente interpretato il mantra utilitaristico del tempo presente e hanno confuso la felicit\u00e0 con la soddisfazione. Vada come vada in queste ore assurde, ma questa puzza di uomo morto, questa lunga vacanza dall&#8217;agogh\u00e9, questa putrescenza, sono insopportabili a ogni anima ancora viva. Questo \u00e8 il gran dramma del nostro tempo, quello degli uomini sovrani di se stessi, ancora prima che delle idee, che lentamente digradano verso il bianco nulla. L&#8217;estinzione degli uomini integri.<\/p>\n<p>Miei cari governanti futuri, nati dall\u2019ingordigia, io vi disprezzo, vi rifiuto. E non cercher\u00f2 il vostro perdono. Potrete ben ammaestrare le foche, potrete salvare l\u2019Italia, ma quel che \u00e8 accaduto \u00e8 la legittimazione dell\u2019inconsistenza. E a questo non v\u2019\u00e8 riparo. Ci consegnate al vuoto della nostra impotenza. \u00c8 misero perdonare quei governanti che abbandonano i propri figli al vuoto e alla confusione, alla spaccatura. Avrete la poltrona ma non avete, n\u00e9 avrete il consenso popolare, il cuore d&#8217;Italia. Il cuore d\u2019Italia, quello no. E ve ne accorgerete. Politiche, regionali, amministrative ed europee, il tessuto connettivo, i pori sulla pelle d\u2019Italia, parlano d\u2019altro, di altri risultati e altre volont\u00e0; l&#8217;ultimo anno e mezzo testimonia che questo orribile baccanale che solo VOI avete il coraggio di chiamare governo, segna la spaccatura tra popolo e istituzioni. Siamo spaccati. Questa \u00e8 la nostra guerra incivile.<\/p>\n<p>Uomini replicanti.<\/p>\n<p>\u00c8 il nostro nuovo 8 settembre. Quel PD rinnegato, dal cui odio sgorga la primigenia battaglia, la primordiale officina di conquista del web del Movimento Cinque Stelle. Quel PD, ancora una volta al governo d&#8217;Italia senza il consenso popolare, senza il volere delle urne, che aveva perso nel marzo 2018, bocciato dagli italiani, dalla coalizione di centro destra e dal Movimento Cinque Stelle. Quel Movimento Cinque Stelle, da prodigio postideologico, a nuova Democrazia Cristiana, asse del guadagno, centrotavola. Da uno vale uno, a uno vale l&#8217;altro. Da mai col Partito di Bibbiano, al governo con esso. Mai vista, con cos\u00ec tanto infantilismo, voracit\u00e0 e sciatteria, una giravolta incredibile e pi\u00f9 raccapricciante, a livello umano (insulti, miseria e odio di ogni tipo verso il PD, il nemico da combattere. Ben ce ne ricordiamo tutti) e politico (proprio quel nemico da combattere, l&#8217;anticristo, l&#8217;opposto, ora diventa amico, con cui mantenere i propri interessi). Io non tifo, io sono sveglio. Nulla mi rappresenta in questo Parlamento. Io sono triste, abbattuto, finito, per questa mia patria, che mi fa male. Il tempo \u00e8 galantuomo, cari governanti.<\/p>\n<p>E a quanti vorranno leggere e condividere questa pagina amara, io dico che questa volta bisogna essere tonici, se il \u201cgoverno\u201d giallorosso si far\u00e0. Tonici e tesi. Sovvertire la presenza virtuale, ergersi da fantasmi perduti e urlanti, lontani dalle geometrie del reale, assenti ingiustificati sopra l\u2019asfalto della citt\u00e0. Materializzare la nostra carne in piazza.\u00a0 Ci avevano dimenticato. Una piazza che non dovr\u00e0 essere\u00a0 solo di Salvini o della Meloni, ma di ogni italiano ancora lucido, che si chiede cosa conti il proprio voto, la propria sovranit\u00e0. Che sia la piazza di tutti gli italiani ancora lucidi che si ergono contro questa porcheria. Anche degli elettori grillini, se necessario. I primi a dover scendere in protesta oltre la piattaforma Rousseau (ricordate la vita reale?), i pi\u00f9 traditi, presi per il culo, oltraggiati, sacrificati sull\u2019altare di interessi privati, odiati, dovrebbero essere proprio gli elettori del Cinque Stelle. Al loro silenzio si dimostrerebbe defunta la militanza, eziandio, la credibilit\u00e0 dell\u2019esistenza stessa, mei grandi recinti per italiani, in cui far pascolare il popolo nell\u2019illusione della partecipazione globale. Essi non hanno cessato di essere massa, perdendone la coscienza in favore di atti concessi a minoranze qualificate, come quello del governare, contraddicendo il pi\u00f9 grande esploratore delle masse, Jos\u00e9 Ortega y Gasset; essi, se rimarranno in silenzio, oltre l\u2019odiato web, saranno il segno del tempo e delle cedevolezza. Umana, ancora una volta. Essi saranno ancor pi\u00f9 massa.<\/p>\n<p>Questa volta non dovr\u00e0 essere una passeggiata coi panini nello zaino, con una bandiera ad asta lunga sopra la testa, col vento a favore e l\u2019autobus di ritorno dopo il comizio del gran capo. Questa volta, chi ancora \u00e8 lucido, dovr\u00e0 vivere, come potr\u00e0, quella piazza come ultima difesa della propria dignit\u00e0 pubblica, della propria rispettabilit\u00e0, della propria porzione residua di sovranit\u00e0 nazionale, ancor prima che venga intaccata quella privata dalla scelleratezza del governo prossimo venturo, dalle sue iniziative. Ancor prima che la censura si abbatta e i confini decadano.<\/p>\n<p>E cos\u00ec il voto degli italiani non conta pi\u00f9 nulla, tantomeno la loro rispettabilit\u00e0. In attesa di un eventuale Conte bis\u2026betico, cos\u00ec come ben lo ha definito Il Tempo nell\u2019edizione del 27 agosto, viene da ragionare sulle parole del direttore Sallusti, quando afferma, sconsolato e lucidissimo, che in effetti in Italia, a queste condizioni proporzionali e parlamentari, \u00e8 il parlamento ad essere sovrano, non il popolo, che ormai, in maniera limpida, nitidissima, ha poco pi\u00f9 da fidarsi degli uomini che sceglie col proprio voto, il quale verr\u00e0 puntualmente disatteso per qualche isterica schizofrenia politica, che condurr\u00e0, con l\u2019alibi della parlamentarit\u00e0 repubblicana e democratica, a perversioni impensabili, quali anche riportare in vita morti e sconfitti che l\u2019Italia ha cassato, dimenticato, bocciato. Che non sia, pertanto, una reductio ad salvinium. Il problema \u00e8 maggiore e successivo all\u2019iniziativa (per quanto contestabile; per quanto capace di nutrirsi di proprie logiche, in parte ancora sconosciute) di Matteo Salvini di mettere in crisi il governo gialloverde. Le responsabilit\u00e0 sono molteplici. La palla \u00e8 stata in mano ai Cinque Stelle, la strada naturale era quella del voto, proprio perch\u00e9 nella composizione del futuro del Paese, bisogna tener conto anche del sentimento popolare, non solo della matematica spicciola, altrimenti \u00e8 imposizione. \u00c8 una connessione complessiva, un ragionamento sopra le cose complessivo quello che il Presidente della Repubblica deve compiere. In quel contesto, il Cinque Stelle aveva il potere di essere semplicemente coerente con la \u201cpropria identit\u00e0\u201d di apritore di tonni in scatola: fallita l\u2019esperienza di governo con la Lega, ritiratasi dai giochi, e maledicendo una qualsiasi forma di accordo con il PD, si sarebbe dovuti tornare alle urne, sponsorizzando indirettamente l\u2019ipotesi salviniana, non per filosalvinismo improvvisato (figurarsi\u2026), ma per semplice linearit\u00e0 con la propria missione. Questo non \u00e8 accaduto. La palla l\u2019ha avuta il Cinque Stelle che, in questa modalit\u00e0, si \u00e8 fatto autogol. Un autogol che oggi non appare tale, ma nel tempo potrebbe essere evidente. Il tempo, repetita, \u00e8 galantuomo.<\/p>\n<p>Qui hanno fallito gli uomini.<\/p>\n<p>Vi rifiuto, piccoli uomini. Chiunque siate. E vi processo per alto tradimento con le parole di Robert Brasillach:<\/p>\n<p><em>\u201cIl mio Paese mi fa male per le sue vie affollate, per i suoi ragazzi gettati sotto gli artigli delle aquile insanguinate, per i suoi soldati combattenti in vane sconfitte e per il cielo di giugno sotto il sole bruciante.<\/em><\/p>\n<p><em>Il mio Paese mi fa male in questi empi anni, per i giuramenti non mantenuti, per il suo abbandono e per il destino, e per il grave fardello che grava i suoi passi.<\/em><\/p>\n<p><em>Il mio Paese mi fa male per i suoi doppi giochi, per l&#8217;oceano aperto ai neri vascelli carichi, per i suoi marinai morti per placare gli dei, per i suoi legnami troncati da una forbice troppo lieve.<\/em><\/p>\n<p><em>Il mio Paese mi fa male per tutti i suoi esilii, per le sue prigioni troppo piene, per i suoi giovani morti, per i suoi prigionieri ammassati dietro il filo spinato, e tutti quelli che sono lontani e dispersi.<\/em><\/p>\n<p><em>Il mio Paese mi fa male con le sue citt\u00e0 in fiamme, male contro i nemici e male con gli alleati, il mio Paese mi fa male con tutta la sua giovinezza sotto bandiere straniere, gettata ai quattro venti, perdendo il suo giovane sangue in rispetto al giuramento tradito di coloro che lo avevano fatto.<\/em><\/p>\n<p><em>Il mio Paese mi fa male con le sue fosse scavate, con i suoi fucili puntati alle reni dei fratelli, e per coloro che contano fra le dita spregevoli, il prezzo dei rinnegati piuttosto che una pi\u00f9 equa ricompensa.<\/em><\/p>\n<p><em>Il mio Paese mi fa male per la sua falsit\u00e0 da schiavi, con i suoi carnefici di ieri e con quelli di oggi mi fa male col sangue che scorre, il mio Paese mi fa male. Quando riuscir\u00e0 a guarire?\u201d<\/em><\/p>\n<p>Non mi interessa se questo \u201cgoverno\u201d, infine, si far\u00e0. Il fondo \u00e8 stato toccato e questa marcescenza antropologica preoccupa pi\u00f9 di ogni giravolta politica, sui temi, perch\u00e9 rende benissimo conto del sottile spessore degli uomini, della classe politica che, poveri noi, guider\u00e0 questo Paese, cieco, sordo, muto, ignorante, lontano dalla Bellezza, dalla virt\u00f9, dalla cultura, da leggersi col significato originale, intatto, quello di coltivazione delle idee, dell\u2019identit\u00e0, dei valori, degli studi, summa di esperienza e visioni.<\/p>\n<p>_________________<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/emaricucci\/\" target=\"_blank\">Seguimi su Facebook<\/a><\/strong><\/p>\n<h5><em>(foto tratta da Panorama.it)<\/em><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Stavolta ci siamo spinti oltre. Oltre il baratro, fin nella miseria umana. 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