{"id":1289,"date":"2019-09-09T20:47:18","date_gmt":"2019-09-09T18:47:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1289"},"modified":"2019-09-09T21:02:18","modified_gmt":"2019-09-09T19:02:18","slug":"la-censura-virtuale-non-fermera-la-battaglia-reale-contro-le-follie-del-progresso-scordatevelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2019\/09\/09\/la-censura-virtuale-non-fermera-la-battaglia-reale-contro-le-follie-del-progresso-scordatevelo\/","title":{"rendered":"La censura virtuale non fermer\u00e0 la battaglia reale contro le follie del progresso. Scordatevelo!"},"content":{"rendered":"<p>Censurano i Torquemada, nel loro saio unto di disgrazia. Censurano alle porte della fiducia al nuovo governo Conte. Mentre la piazza di Roma, in cui ero questa mattina per vivere il disagio del mio Paese e documentare, s&#8217;infiammava tra le urla, con migliaia di persone imbufalite che affollavano i varchi che danno accesso alla piazza del Parlamento, bloccati dalla Polizia. Neanche l\u2019attimo di ragionare sopra le cose di questa immondizia presente, popolata dalla miseria, dalla decomposizione umana, di tradimenti, giravolte, odio, rinnegamenti, che segna la fine palese di una classe politica al servizio della credibilit\u00e0, dell&#8217;istituzione e nel legame indispensabile con il corpo elettorale, di una classe di uomini, fatto ben pi\u00f9 grave dell\u2019alternanza storica delle idee al potere. Neanche il momento di chiedersi, &#8220;quanto durer\u00e0 questa motivazione? Per quanto questo morso?&#8221;, se non vive nella quotidianit\u00e0, nei giusti luoghi e nei giusti modi, nel tessuto pi\u00f9 prossimo sulla pelle d&#8217;Italia, nella militanza continua, come forma di partecipazione del presente ed espressione della propria identit\u00e0, che si manifesta in vari modi, si allenta inesorabilmente,\u00a0lasciando alla sinistra la possibilit\u00e0 di rigenerare continuamente il suo stargate, che gli permette di generare la cultura di massa e il sentire popolare anche quando \u00e8 cadavere politico. Neanche qualche istante per osservare quella marea di individui e tricolori, per dirsi \u201cpare essere giunto il momento di unire e non di dividere\u201d, con le destra unite in piazza, superato l\u2019atavico odio interno, gli antichi vizi, il brutale vizio dell\u2019incastellamento, la coltivazione dell\u2019ego sociale, i cerchi magici. Neanche il tempo di ammettersi che non si tratta di mettere in scena una rivoluzione, gli italiani di oggi non ne sarebbero capaci per molti motivi, ma di offrire un segnale concreto di contrasto al governo, riempiendo il senso del vuoto che intercorre tra Paese reale e Paese dei balocchi parlamentari e governativi.<\/p>\n<p>Neanche il momento di ragionare sull\u2019accaduto, in un frastuono che, da un mese, offende e umilia l\u2019integrit\u00e0 di ognuno, come un moto ondoso spaventoso, che la censura, subdola e bastarda, colpisce e cancella. Che curioso modo di fare democrazia, di praticare la libera espressione del pensiero. Decine di pagine di Casa Pound Italia, su Facebook, sono state cancellate in un secondo e tutte insieme. Senza motivo e, a quanto pare, lontano da ogni casualit\u00e0. Compresi i profili privati dei principali dirigenti di Cpi, dei consiglieri comunali eletti in quota Cpi, di molte altre associazioni, di editori, dei membri della redazione del Primato Nazionale e di numerose altre figure certamente non allineate con il culto del momento contingente, provenienti dal mondo comunitario, sovranista. Il blitz degli sfascisti \u00e8 compiuto. Curioso caso di libert\u00e0, che logora chi non ne ha. E il pi\u00f9 delle volte chi non ne ha \u00e8 chi la professa, per bluffare e fregare, per colmare il vuoto spinto e manifesto della slealt\u00e0, evidentemente. La professione di libert\u00e0 nell&#8217;epoca della miseria umana, quella che chiude il precedente ciclo storico e ne apre uno nuovo (con la dignit\u00e0 dei cambiamenti epocali, anche se non percepiti), quello che non parla solo di politica e governi, di vicende e ministri, di manovre e programmi, ma di un\u2019intera classe umana, su cui camminano gli esecutivi, le idee, che nutrono il presente di carne, non di solo spirito e immaginazione del futuro, che \u00e8 andata al macero e ora si sta decomponendo, quella per cui, come ebbi modo di scrivere di recente sempre qui sul Giornale, ogni credibilit\u00e0 viene meno, in maniera plateale, rispetto al proprio posizionamento. L\u2019assenza degli uomini e delle loro dimensioni, della loro formazione, della loro profondit\u00e0 sar\u00e0 il gran male del tempo venturo. Masse furenti. Questa la grande battaglia, quella degli uomini sovrani contro gli uomini replicanti, striscianti.<\/p>\n<p>Tornano i Torquemada. Casa Pound, nel proprio agire quotidiano, pare offrirci l\u2019idea di popolare il reale e la prossimit\u00e0, tra gli ultimi, nei quartieri, tra i senza diritti, i lasciati fuori, avendo sostituito le sinistre che dalle periferie sono diventate periferie del reale, e questo non \u00e8 censurabile, oltre ogni segnaposto virtuale che si ingozza gaudente di illusione della partecipazione e del potere. Casa Pound si nutre di un&#8217;identit\u00e0 certa, reale, storica e ragionata, da cui si pu\u00f2 anche dissentire, talune volte, ma che \u00e8 tale, manifestata, che non si genera nella virtualit\u00e0 e non ha bisogno di essa, tanto pi\u00f9 di altri movimenti nell\u2019epoca dell\u2019idolatria e della estrema personalizzazione della politica, morbo in primis salviniano. E questa \u00e8 la vittoria pi\u00f9 grande e antimoderna di chi non prolifera come batterio inservibile alla storia, nella social-democrazia.<\/p>\n<p>Poco male eliminare un residuo di virtualit\u00e0. Che rinascer\u00e0 comunque. Grave, gravissimo per quanti strillano, nella loro cravattina di rappresentanza o nella loro folta chioma da libertino a casa propria, che la libert\u00e0 di ognuno \u00e8 sacra, ma sempre col culo degli altri. Grave, gravissimo per tutti. Anche per chi ha perso il senno mordendosi d&#8217;ira ogni giorno, tifando e non ragionando pi\u00f9 sopra le cose; anche per chi ha perso il senso dell\u2019oggettivit\u00e0, della libert\u00e0 superiore a ogni condizione politicamente imposta, come fine umano e basilare. Questa \u00e8 una frattura scomposta, spaventosa e insanabile anche se avesse colpito in altre direzioni ideali e politiche. Oltre alla demenziale esultanza di parte,\u00a0dovrebbe far riflettere ognuno.<\/p>\n<p>Mala tempora currunt per gli uomini integri, che forse, in questo momento, dovrebbero compiere un vero gesto eroico: superarsi. Superare la comodit\u00e0 e le priorit\u00e0 della propria dimensione per offrirne gran parte alla serrata dei ranghi, in una vera battaglia di depurazione civile contro la democrazia edittale in atto e a venire. Chiss\u00e0 che un domani non tocchi ai profili della Lega, di Fratelli d\u2019Italia, di giornalisti indipendenti, di opinionisti liberi. &#8220;Un giorno vennero a prendere me&#8221;, com&#8217;era che finiva, &#8220;ma non c&#8217;era pi\u00f9 nessuno a protestare&#8221;&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Censurano i Torquemada, nel loro saio unto di disgrazia. Censurano alle porte della fiducia al nuovo governo Conte. Mentre la piazza di Roma, in cui ero questa mattina per vivere il disagio del mio Paese e documentare, s&#8217;infiammava tra le urla, con migliaia di persone imbufalite che affollavano i varchi che danno accesso alla piazza del Parlamento, bloccati dalla Polizia. Neanche l\u2019attimo di ragionare sopra le cose di questa immondizia presente, popolata dalla miseria, dalla decomposizione umana, di tradimenti, giravolte, odio, rinnegamenti, che segna la fine palese di una classe politica al servizio della credibilit\u00e0, dell&#8217;istituzione e nel legame indispensabile [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2019\/09\/09\/la-censura-virtuale-non-fermera-la-battaglia-reale-contro-le-follie-del-progresso-scordatevelo\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1066,"featured_media":1291,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[79480],"tags":[99874,3737,27118],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1289"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1066"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1289"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1289\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1294,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1289\/revisions\/1294"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1291"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1289"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1289"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1289"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}