{"id":129,"date":"2015-10-07T08:16:49","date_gmt":"2015-10-07T06:16:49","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=129"},"modified":"2015-10-07T11:28:23","modified_gmt":"2015-10-07T09:28:23","slug":"e-tu-di-che-destra-sei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2015\/10\/07\/e-tu-di-che-destra-sei\/","title":{"rendered":"Quante belle destre a madama Ital\u00ec"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/destra-italiana.png\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-131 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/destra-italiana-300x157.png\" alt=\"destra-italiana\" width=\"300\" height=\"157\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/destra-italiana-300x157.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/destra-italiana.png 376w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La destra \u00e8 in ca(m)mino. Tre giorni orsono, tra morsi e sguardi tesi, si chiudeva la parentesi della Fondazione AN, mentre Berlusconi si reinventa, Salvini affonda i canini e Verdini va con Renzi. Si chiude una parentesi e se ne aprono centinaia. Continuamente si ridisegna la strada che ridefinisce chi \u00e8 l\u2019uomo di destra e che cos\u2019\u00e8 la destra all\u2019alba della scoperta dell\u2019acqua su Marte. Quella dal passato immenso, capace di tagliare le epoche, e dal futuro che terrorizza. Il presente a destra sembra un tempo dimenticato, mai adatto ad un\u2019area costantemente in crisi di panico, in fibrillazione.<\/p>\n<p>Ecco <strong>una visuale\u00a0in macro blocchi<\/strong>, semiseria e pagliaccia, prima di tornare polvere. Un esperimento di comunit\u00e0, tanto di destra parliamo, no? Sostieni aggratis il reportage.<\/p>\n<p><strong>La confraternita della buona destra (o della Bonamorte)<\/strong> \u2013 Candida, moderata, pettinata, gira ancora con Windows 98: lenta nel parlare, ipertattica nel ragionare, pare un epico partitone a Risiko il giorno di Santo Stefano. \u00c8 un lancio di dadi, un freddo calcolo di probabilit\u00e0: carri armati, truppe cammellate, uomini e risorse si spostano verso il continente migliore da conquistare in quella tranche di gioco. Al diavolo l\u2019etica, l\u2019amicizia, i valori: in guerra tutto \u00e8 concesso. Schiava del Risiko, giammai prenderebbe posizione senza profitto. Ovattata e perspicace come Sandro Bondi.<\/p>\n<p><strong>La destra alla Loggia<\/strong> &#8211; o sovraesposta, come una frattura. Affacciata a guardare il mondo e a cercare di capire come incastrarci dentro la destra, non viceversa. Quelli dell\u2019ismo ovunque: moderatismo, liberalismo, europeismo. Ci manca voyeurismo e stiamo apposto. Quelli che confondono gli ismi di cui sopra: essi potranno essere il mezzo, lo stile, il modo di essere non il contenuto, l\u2018obiettivo la visione, un po\u2019 come in auto, sapere la velocit\u00e0 a cui si viaggia non include in s\u00e9 il fatto di sapere dove si stia andando. La destra alla Loggia dei dottorini, dei dottoroni, che prescrivono la cura; quelli della destra su prescrizione medica. Riuscire ad inquadrare questo tipo di blob liberal-metafisico \u00e8 compito per intellettuali, veri o per commercialisti.<\/p>\n<p><strong>I neri per caso<\/strong> \u2013 vanno molto di moda, specie negli ultimi due anni. No immigrazione, no Euro, s\u00ec ordine, s\u00ec giustizia sociale ed improvvisamente si \u00e8 \u201cdestra\u201d. Nell\u2019universo della politica takeaway, che si nutre del momento, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/19906.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-130 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/19906-300x124.jpg\" alt=\"19906\" width=\"300\" height=\"124\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/19906-300x124.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/19906.jpg 780w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>dell\u2019occasione per battagliare ed aumentare l\u2019immagine, spopolano nel versante destro ma di quella storia, di quella identit\u00e0, di quella coscienza, visione, battaglia, di quei padri non condividono nulla o non poggiano l\u00ec le loro fondamenta. Salvini ed il salvinismo militante ne offrono un ricco esempio. Seppur il suo movimento sia palesemente aperto alle destre italiane \u2013 finanche alle estreme -, sia nella vicinanza tematica, sia nell\u2019aspetto elettorale (futuro, premesso che si vada al voto entro il 2094) dopo un bel restyling, la federalista Lega Nord non pu\u00f2 dirsi propriamente di destra, fin dalla sua nascita: \u201cMai al governo con la porcilaia fascista \u201c esclam\u00f2 nel \u201994 il senatur fondatur del movimento, Umberto Bossi, formatosi negli ambienti del PCI negli anni \u201970, capace di dare un imprinting a tratti antiberlusconiano ed antifascista alla sua gestione, come sicuramente non pu\u00f2 dirsene il suo segretario attuale, dal passato \u201ccomunista padano\u201d. Anche in ambito non leghista ve ne sono molti nella consueta area destra. Eppure, il loro moto aggressivo verso la tutela della sovranit\u00e0 fa un favore all\u2019anima stessa della loro identit\u00e0 politica: la destra o \u00e8 sovranit\u00e0 nazionale o non \u00e8.<\/p>\n<p><strong>La destra agricola<\/strong> \u2013 o del proprio orticello, cresciuta nel blocco di terra a pane e cetriolo. Ricca di appezzamenti, meno di apprezzamenti, \u00e8 anche detta destra feudale. Plasmata sul sistema delle corti intermedie, dal pi\u00f9 piccolo valvassore segretario di provincia, direttamente al famigerato capo corrente. Gli accoliti giurano fedelt\u00e0 solo a lui e lui, o lei, cura minuziosamente il suo territorio sempre ricco e rigoglioso, con un bel maniero e fortificazione tutt\u2019intorno. Capizona, capibanda, \u2018io c\u2019ero prima\u2019, \u2018ma che ne sai te\u2019, \u2018tu non puoi passare\u2019. Alleanze a giorni alterni, attende lo scontro o la soffiata per espandere il grazioso feudo di cui si fregia. Una confederazione di citt\u00e0-stato aperta agli scambi dove si scambiano anche la guerra ogni tanto, direbbe uno dei pi\u00f9 acuti osservatori della realt\u00e0 del nostro tempo: Homer Simpson<\/p>\n<p><strong>Destra (il bagno in fondo a)<\/strong> &#8211; per chi la scambia per una pattumiera ideologica, scolorita e sputtanata, ridicola e circense. Uno stupro. Una condanna per chi c\u2019\u00e8 morto e c\u2019ha creduto. Esplode sui social tra saluti a braccio teso anche sul bidet ed espressioni di tremebonda cattiveria sulle foto del profilo. Chi esprime il senso di appartenenza ideale, liquidandolo velocemente con un post di Facebook al giorno. Ne scopri l\u2019esistenza quando godendo della beatitudine serale ti sollazzi sul social pi\u00f9 inquisitore che c\u2019\u00e8 e ti arriva la notifica \u201c<strong><em>Ti ha iscritto al gruppo \u2018Mussolini Sieg Heil Santo Dio\u2019<\/em><\/strong>\u201d. Quella che giura vendetta al sistema, quella che si auto ghettizza in grupponi dai nomi roboanti, inappropriati ed antichi come Miss Italia 1955, \u00a0ma combatte per l\u2019emancipazione. Nostalgia (non sana) portami via. Brave persone, per davvero, per\u00f2\u2026<\/p>\n<p><strong>La sinestra<\/strong> \u2013 Brevemente. N\u00e9 destra, n\u00e9\u00a0 sinistra: sinestra, appunto. Non lo sfondamento a sinistra della destra, non l\u2019accezione pi\u00f9 nobile di destra sociale. Non il Fronte della Giovent\u00f9 degli anni \u201980, eclettico, moderno e multiforme, non la vena rautiana di \u2018andare oltre\u2019. Non l\u2019eresia, tra Bombacci e Prezzolini. Piuttosto, tra \u201cNazareni\u201d che salvano uomini sull\u2019orlo di una crisi di gradimento e resuscitano un passato da scudo crociato<strong>. Bianchi, rossi e Verdini, verrebbe da dire o Verdini (poi) rossi e bianchi. Dal trasformismo allo scambismo, la ricetta italica \u00e8 servita: invertendo l\u2019ordine degli addendi, il risultato, non cambia<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ritorno al futuro \u2013 <\/strong>Non sono tornati, non sono fermi a questi stupidi gaglioffi che si azzuffano per interpretare i tempi, comunque, in nome di un\u2019identit\u00e0 comune. Non rinnegano, non restaurano ma neanche inventano, al limite riscoprono, rispolverano, mixano. Sono i fascisti del terzo millennio, D\u2019Annunziani del primo biennio, un po\u2019 adolescenti futuristi, un po\u2019avanguardisti col processore overclockkato; vedono pi\u00f9 in profondit\u00e0 e quando c\u2019\u00e8 stasi, quando una teoria, un padre culturale \u00e8 stato sviscerato per bene, il suo viaggio \u00e8 compiuto, rimischiano le carte. Dissidenti, intellettuali, rivoluzionari. L\u2019ego risuona dalle Alpi a Calabria: infaticabili analisti, incommensurabili scrittori, attenti filosofi, inarrivabili pensatori, fulminei giornalisti. Ragazzi normali, baluardi, in fondo. Papillonati o rasati, baffetto stilizzati o giacca cravattati (ma con il capello lungo e l\u2019occhialetto tondo), fluttuano nella metafisica e si nutrono di mistica dell\u2019azione, ravvivando spesso piazza e militanza, indiscutibile presenza, verso nuove frontiere dello spirito, col pregio di fungere da olio tra i cuscinetti del (nostro) passato e del (nostro) presente, da bastone e carota, al contempo, per la tradizione e la linearit\u00e0 teorica intese alla maniera de noantri.<\/p>\n<p><strong>La destra onesta<\/strong> \u2013 fatta di instancabili militanti di periferia, sempre l\u00ec da vent\u2019anni. Il sabato, il volantinaggio e la litigata con la fidanzata che gli aveva detto di non prendere impegni per le 19.00. Quelli fidati che assurgono a figura divina: prima detentori delle chiavi della sezione oggi della password dell\u2019account facebook dov\u2019\u00e8 contenuta la pagina online del movimento. Onesta perch\u00e9 pura e coraggiosa, che s\u2019incazza ancora, si riunisce ancora, si cerca ancora. Milita e vive, vive e milita parallelamente. Soffre durante l\u2019ora di cena a pensare che tutto potrebbe finire ancora. Quella fatta di piccoli consiglieri comunali di Paese, radice, fondamenta che non vedranno mai il capitello della colonna ma che ne reggono il peso. Qui ci fermiamo per non incappare in grida fameliche: \u201cIpocrita, buonista, minchione e strappalacrime\u201d.<\/p>\n<p><strong>La destra alzheimer o compiacente<\/strong>\u2013 Buio, vacuit\u00e0. \u201cChe avevo detto di essere?\u201d. Da \u201cIl Fascismo fu parte del male assoluto\u201d &#8211; frase del XXI Secolo attribuita a Messere Fini \u2018Il Piccolo\u2019 &#8211; ad Angelino Alfano con il suo NCC (Noleggio con Conducente che viaggia dal centro-destra al Governo, verso l\u2019infinito ed oltre). Cosa vi ricorda? La lunga sequela di \u2018pesanti leggerezze\u2019 da marketing, \u00a0non il tentativo di democratizzare gli orizzonti di una sponda politica che trae origini, radice spirituale e culturale dal Fascismo, dotata di una marcata identit\u00e0. Una damnatio memorie, che, nel tempo, ha disatteso, come puntualmente si aspettava, \u00a0\u00a0l\u2019incipit di un uomo puro: non restaurare, d\u2019accordo, ma neanche rinnegare, avrebbe detto Almirante. Era cos\u00ec che disse no? Allora scatta la corsa al suffisso lava coscienza\/aumenta credibilit\u00e0: post(qualcosa), neo(qualcos\u2019altro), foruncolo e bubbone. Non si capisce bene cosa sia, ma serve a distinguere comunque da ci\u00f2 che si fu in precedenza. La destra Alzheimer, anche detta compiacente, quella che \u201cnon \u00e8 caduta su progetti, imprese, idee connotate con i propri colori. \u00c8 morta d&#8217;anemia, si \u00e8 spenta perch\u00e9 si \u00e8 resa neutra e incolore, uniformata per confondersi; perch\u00e9 non ha inciso, non ha lasciato segni distintivi del suo passaggio. Non \u00e8 morta d&#8217;identit\u00e0 ma di nientit\u00e0, non \u00e8 morta di estremismo ma di mediocrit\u00e0. Non \u00e8 morta di saluti romani ma d&#8217;imitazioni maldestre\u201d, scriveva Veneziani nel 2013. In questo humus ingrigito alla Mattarella si genera il mostro: la compiacenza verso le sinistre sbiadite, ma tali. Le scappatelle proibite e miseramente tristi.<\/p>\n<p><strong>La destra di sempre<\/strong> &#8211; &#8220;Certi amori non finiscono; fanno dei giri immensi e poi ritornano&#8221;, Venditti lo sa bene. E non solo lui. Questa tipologia di destra, senza infamia e senza lode, ma con un grande pregio, ha transumato un pochino, passando negli ambienti moderati, quelli col &#8216;centro&#8217; prima, dopo e ovunque, per poi tornare a casa. L\u00ec s&#8217;\u00e8 fatta ossa ed esperienza , ha un po&#8217; ammosciato &#8216;fiamma&#8217; ed elettorato ma almeno ha l&#8217;onore e l&#8217;onere, la bravura di essere tornata a casa e di impegnarsi fortemente a viso aperto per essa. Furbetta ma sincera e soprattutto, oggigiorno, stoica. Runica e solida, legata ai padri, allo spirito di un tempo, da trasportare all&#8217;oggi e al domani. &#8216;Di sempre&#8217;.<\/p>\n<p><strong>La destra intellettuale<\/strong> \u2013 Passata, osannata e amatissima. Riscoperta e da riscoprire come diktat. Presente, serve ma non piace. Sacrosanta ma non sopportata. All\u2019anima dell\u2019intellettuale organico! Sempre il solito Marcello Veneziani: \u201c<em>Ma un intellettuale come deve comportarsi di questi tempi? Come si muove \u00e8 fulminato, e se non si muove \u00e8 fulminato lo stesso, accusato per il suo superbo letargo e la sua immacolata estraneit\u00e0 (\u00abnon vuole sporcarsi\u00bb). Se scende in campo \u00e8 servo del Capo o del Partito, se non scende in campo \u00e8 fossile o disfattista. Se sceglie il male minore ed esprime una relativa e provvisoria preferenza, \u00e8 accusato di opportunismo. Se condanna s&#8217;atteggia a profeta, ma \u00e8 solo un depresso o un frustrato che trasferisce in politica i suoi problemi intestinali. In realt\u00e0 \u00e8 l&#8217;intellettuale in s\u00e9 che non viene accettato, sempre fuori posto, fuori tempo, fuori dalla realt\u00e0. Prendete un intellettuale di destra, se ci riuscite; ma \u00e8 uno sport un po&#8217; pi\u00f9 originale di prendere il solito intellettuale di sinistra. Come deve comportarsi in questa situazione? Non si sente rappresentato da nessuno e da nessuna parte, ma non pu\u00f2 friggere nel suo olio santo e imboscarsi in altre epoche, altri saperi e altri linguaggi. Coltiver\u00e0 un giudizio sul suo tempo, dovr\u00e0 pur attraversarlo anche solo per raggiungere la torre d&#8217;avorio, il bosco o la navicella spaziale con cui allontanarsi. E non pu\u00f2 semplicemente disfarsi del presente e dei contemporanei\u201d<\/em><\/p>\n<p>Serve aggiungere altro?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vieni a ballare a Fiuggi, Fiuggi, Fiuggi \/ dove ti aspetta il boia, boia, boia \/dalla tavola rotonda proprio come Re Art\u00f9 \/ si apre la voragine e la destra non c\u2019\u00e8 pi\u00f9<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>*Hai qualche categoria da suggerire?\u00a0Commenta sotto<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><em>Disclaimer<\/em><\/h5>\n<h5><em>Tra provocazione e ironia, con\u00a0il dovuto rispetto,\u00a0nessun individuo o ideale \u00e8 stato maltrattato\u00a0<\/em><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La destra \u00e8 in ca(m)mino. Tre giorni orsono, tra morsi e sguardi tesi, si chiudeva la parentesi della Fondazione AN, mentre Berlusconi si reinventa, Salvini affonda i canini e Verdini va con Renzi. Si chiude una parentesi e se ne aprono centinaia. 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