{"id":1300,"date":"2019-10-22T13:07:37","date_gmt":"2019-10-22T11:07:37","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1300"},"modified":"2019-10-22T13:07:37","modified_gmt":"2019-10-22T11:07:37","slug":"contro-la-chiusura-del-caffe-greco-di-roma-una-battaglia-di-civilta-contro-lo-schifo-moderno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2019\/10\/22\/contro-la-chiusura-del-caffe-greco-di-roma-una-battaglia-di-civilta-contro-lo-schifo-moderno\/","title":{"rendered":"Contro la chiusura del Caff\u00e8 Greco di Roma. Una battaglia di civilt\u00e0 contro lo schifo moderno"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Italia si vende, l&#8217;Italia si sveste. L&#8217;Italia si presta, l&#8217;Italia s&#8217;\u00e8 desta.<\/p>\n<p>E nella infinita fragilit\u00e0 di questa nostra terra con le gambe piccole e ossute, ormai, che precipita verso la sua negazione, annegando nel politicamente corretto, il Caff\u00e8 Greco, per l&#8217;esattezza, l&#8217;Antico Caff\u00e8 Greco di Roma, aperto nel 1760, ora chiude,\u00a0chiuder\u00e0 &#8211; <strong><a href=\"https:\/\/roma.corriere.it\/notizie\/cronaca\/19_ottobre_22\/antico-caffe-greco-oggi-sfratto-continueremo-servire-cornetti-ff6b8ab2-f431-11e9-ab88-bb61137cd7f3.shtml?refresh_ce-cp\" target=\"_blank\">anche se lo sfratto sembra rinviato<\/a><\/strong> -, portando con s\u00e9 la rovina e la tristezza. Dietro a questa vicenda si cela un mostro. La tristezza di un Paese che non riesce a imporsi nella sua forza di padre nobile, ma appare distratto e superficiale mentre un presidio di bellezza tale scivola via nel frastuono di giorni ritmici, asettici, uguali, votati al consumo, segnaposto virtuali appena alzati in una nuova alba di uomini replicanti ciechi e sordi, impossibilitati ad estendere la Bellezza come figli ed eredi del Rinascimento. Mix letale per ogni profondit\u00e0, per ogni legame di dignit\u00e0 che porta a incontrarci in un eterno abbraccio di continuit\u00e0 con i nostri padri e con ci\u00f2 che ci hanno lasciato in eredit\u00e0 oltre ogni preghiera. La bellezza sembra non partecipare pi\u00f9 alla costruzione del reale, non \u00e8 meta, n\u00e9 ambizione, n\u00e9 contemplazione del presente. Non accompagna i nostri giorni se non nella dimensione privata. Il ver sacrum verso la bellezza, ora, \u00e8 sogno. Diventa mito. Solo sotto i portici onirici alberga il mito, in una dimensione di estasi leggera e quasi non vissuta veramente. I giovani che corrono a santificare il proprio esistere, di generazione in generazione, correndo a colonizzare la Bellezza come estasi ed esaltazione dell&#8217;armonia creatrice che supera una vita di mali, la morte, il magma del caos, per unirsi all&#8217;Ulteriore e tracciare la strada verso di esso. Il Bello solo unisce i mondi. Ver sacrum, come cento anni fa a Fiume, come Enea, come i fanti della Grande Guerra per la bella madre Italia da fondare morendo, momento della fondazione. E qui sta il mostruoso problema. Uomini svuotati come bign\u00e9 caduti e calpestati. Uomini assenti a se stessi, masse al potere, nel dramma di Ortega y Gasset, troppo prese dall&#8217;illusione del potere e della partecipazione globale, eternamente distratti, oggi vedono chiudere il Caff\u00e8 Greco di Roma, ignorandone, forse, la grandezza, le opere in esso contenute (oltre 300 esposte nelle sale, che lo rendono la pi\u00f9 grande galleria d&#8217;arte privata aperta al pubblico esistente al mondo, i cui arredi sono vincolati dal 1953, come specifica Italia Nostra), i maestri che l\u00ec hanno generato virt\u00f9 e lo hanno frequentato come casa di vita (tra i quali Goethe, Leopardi, D&#8217;Annunzio, Pellico. Nelle stanze in cui Gogol scrisse il suo Le anime morte). Chiude per una misera questione di soldi. Per un affitto che quadruplica in maniera apparentemente immotivata, e che diventa impossibile da sostenere per i gestori. Nel mondo dei saldi, dove la cultura \u00e8 scontata, non nel senso della sua certezza creatrice nel nostro quotidiano, linfa vitale per (r)esistere, compagna e musa di vita degli uomini fragili e iperprogrediti, incapaci di ragionare sopra le cose e mantenere, troppe volte, aderenza al reale, intenti a confondere sempre amore ed eccitazione, felicit\u00e0 e soddisfazione. Il tocco erotico del Dio che appaga e non si prega.<\/p>\n<p>Chiude, l&#8217;Antico Caff\u00e8 Greco, mentre combattono tanti guerrieri quest\u2019ultima battaglia, come Sgarbi, militante essenziale della libert\u00e0, che questa mattina, nel giorno fatidico e definitivo, presente per un presidio di solidariet\u00e0 che ci riporta sulla strada del ritorno, contro la chiusura del caff\u00e8 greco ha dichiarato: &#8220;Dove c\u2019\u00e8 da difendere la cultura e la storia l\u00ec c\u2019\u00e8 Vittorio Sgarbi. \u00c8 stato cos\u00ec da sempre. Per questo motivo questa mattina ero a Roma a prendere un caff\u00e8 all\u2019Antico Caff\u00e8 Greco che non pu\u00f2 e non deve chiudere. Questa \u00e8 una battaglia di civilt\u00e0. Contro chi pensa che col denaro \u00e8 possibile fare tutto. Si pu\u00f2 fare molto, ma non tutto. Non a scapito della memoria comune che va preservata. E ha offerto la colazione ai molti solidali con la causa. Una battaglia di civilt\u00e0, come quella contro i monumenti abbattuti per fare spazio all&#8217;ingombrante &#8220;religione dell&#8217;umanit\u00e0&#8221;, citando Harouel, che alimenta il progresso con le folli pretese ingombranti dell&#8217;Uomo-Dio; come quella contro i capolavori rubati o quella contro le siringhe e il piscio che infestano i monumenti sulla pelle d&#8217;Italia. Passione dell&#8217;arte italiana. Ma anche passione militante. La presenza contro il vuoto, il movimento contro la stagnazione.<\/p>\n<p>&#8220;La passione \u00e8 uno strumento di difesa della ragione&#8221;, ben dice Sgarbi. Passione che \u00e8 militanza: vita est militia, la vita \u00e8 militanza, \u00e8 palestra di ardimento e ordine, \u00e8 bruciore di quell&#8217;animo, fuoco creatore, come nel tempio di Vesta, che non si accontenta di assistere, come numero sommato, alla distruzione, alla tristezza, alla povert\u00e0.<\/p>\n<p>Cosa diamine stiamo perdendo, mentre un nuovo Apple store, non luogo perfetto di una vita takeaway accuratamente mondata da ogni profondit\u00e0 e resa utilitaristica ed essenziale al tocco, aprir\u00e0 da qualche parte di questo perduto Paese. Appello, dunque, a chiunque sia vivo e con gli occhi aperti, appello a chiunque viva la bellezza come compagna di vita e la cultura come coltivazione di se stesso: come possibile contro la chiusura del Caff\u00e8 Greco, anche se tutto pare perduto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;Italia si vende, l&#8217;Italia si sveste. L&#8217;Italia si presta, l&#8217;Italia s&#8217;\u00e8 desta. E nella infinita fragilit\u00e0 di questa nostra terra con le gambe piccole e ossute, ormai, che precipita verso la sua negazione, annegando nel politicamente corretto, il Caff\u00e8 Greco, per l&#8217;esattezza, l&#8217;Antico Caff\u00e8 Greco di Roma, aperto nel 1760, ora chiude,\u00a0chiuder\u00e0 &#8211; anche se lo sfratto sembra rinviato -, portando con s\u00e9 la rovina e la tristezza. Dietro a questa vicenda si cela un mostro. 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