{"id":1313,"date":"2019-11-20T20:29:49","date_gmt":"2019-11-20T19:29:49","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1313"},"modified":"2019-11-20T20:29:49","modified_gmt":"2019-11-20T19:29:49","slug":"il-sovranismo-morira-male-se-non-maturera-in-un-movimento-culturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2019\/11\/20\/il-sovranismo-morira-male-se-non-maturera-in-un-movimento-culturale\/","title":{"rendered":"Il sovranismo morir\u00e0 male se non maturer\u00e0 in un movimento culturale"},"content":{"rendered":"<p>Malnutrizione linguistica. Diarrea semantica e logopedia: aiutateci a dire sovranismo. Sovranismo chi \u00e8? Sovranismo perch\u00e9? Sovranismo dov\u2019\u00e8, ma soprattutto, sovranismo cos\u2019\u00e8? Chi lo considera un oltraggio al pubblico ufficiale, tanto che lo vorrebbe condannare a un pubblico riservato, visto l\u2019insistente e brutale meccanismo dell&#8217;unico pensare concesso, proveniente dagli ambienti trinariciuti e oltranzisti, altrimenti detti \u201ca ripetizione in loop\u201d, fragilissimi esponenti di una delle peggiori versioni della sinistra nella storia: quelle con cui non si pu\u00f2 neanche dialogare. Sovranismo \u00e8 interesse nazionale, che corre dall&#8217;Ilva e verso ogni ragazzo fuggito all&#8217;estero, quanto in ogni piccola, grande azienda che chiude nel silenzio, o che viene acquisita da mani straniere; sovranismo \u00e8 tutela del concetto di sovranit\u00e0, anzitutto costituzionale, secondo cui nazione e popolo sono uniti non da una semplice definizione su Wikipedia, ma da un destino pi\u00f9 ampio che compone un&#8217;identit\u00e0 e gode del volto dei padri, di una propria storia, di una propria memoria, di un innamoramento spirituale, danza rituale che ogni popolo compie, che sfocia in un grande amore chiamato Patria. \u00c8 &#8220;nesso di civilt\u00e0,\u00a0evocando Scianca, grazie al quale ogni popolo \u00e8 assegnato a un luogo e per il quale una forza spirituale tutela questo radicamento. Sovranismo non \u00e8 l&#8217;italiano scemo urlante, non \u00e8 la riesumazione della salma di Mussolini, non \u00e8 nazionalismo, n\u00e9 \u00e8 populismo, non \u00e8 salvinismo, n\u00e9 melonismo, nell&#8217;accezione dell&#8217;estremo culto del capo.<\/p>\n<p>Tanto \u00e8 stato scritto sul cosiddetto sovranismo. Continuo a sentire il bisogno di travalicare l\u2019esperienza accademica sui paroloni, e sulle citazioni, utili comunque al costrutto generale, sui blocchi di conoscenza che si esprimono ma non intersecano, si ampliano e si manifestano ma non riescono a fondersi, tra scrittore e scrittore, tra testa e testa, tra volont\u00e0 di visibilit\u00e0 e giusta crescita professionale. Alla fine, ingloriosa, della storia, e mi si perdoni quest\u2019incredibile guantata in faccia ai maestri, ritengo che due sole siano le questioni iniziali capaci di salvare e attivare, renderlo efficace insomma, il sovranismo, fondendo veramente pensiero e azione, per evitare che il titolo di questo pezzo prenda vita, tra miseria e delusione: se il sovranismo non avr\u00e0 la forza di maturare, si estinguer\u00e0. Ma \u00e8 pur vero che <em>nemo propheta in patria<\/em>.<\/p>\n<p>Dunque, senza ulteriore indugio, nel mio ragionare, vivere in primissima linea, scrivere, pensare, studiare e confrontarmi con ottime materie grigie sul sovranismo, abbozzo un bivio disegnato a mano.<\/p>\n<p><strong>E FAMOLO STO SFORZO, NO?<\/strong><\/p>\n<p>Lo sforzo di codificare il sovranismo in un movimento culturale, di declinare il sovranismo in un movimento culturale, sottraendolo dalla mera figura di reazione antiallergica alle follie del progressismo e dell\u2019estremo culto liberalista. Insomma, tanto per parlare di mercato, nella bilancia commerciale, rieducare il proprio elettorato alla militanza e alla cultura (politica), e non solo a ritwittare il capo; un po\u2019 meno empatia esplosiva, dunque, e pi\u00f9 ragionamento applicato sopra le cose; un po\u2019 meno Salvini, un po\u2019 pi\u00f9 Dominque Venner. Per movimento culturale s&#8217;intende, anzitutto, la reale capacit\u00e0 di aggregare e non disgregare un mondo orfano e traumatizzato, lasciato solo, incredulo, barcollante tra i calcinacci di grandi espressioni politiche e ideologiche cadute, nella lunga notte della destra &#8211; e nel buon senso di una certa sinistra moderata e intelligente che riesce ancora a sviluppare spirito critico con cui avviluppare tra le fiamme quell\u2019antifascismo ingozzato a forza e infilato ovunque, anche per richiedere un passo carrabile a Parma, che sempre pi\u00f9 pare solo una giustificazione d\u2019esistenza. Anche i vecchi comunisti che iniziano a mancarci tanto, usavano strillare un tempo, nell\u2019amplesso della dissidenza, \u201cPatria o muerte\u201d. <strong><a href=\"https:\/\/ildubbio.news\/ildubbio\/2018\/09\/02\/la-sinistra-sovranista-riparte-guevara-patria-muerte\/\" target=\"_blank\">Alcuni spunti<\/a><\/strong> -, riproponendo il triste modello, ora al suo picco alto, che fu ed \u00e8 della &#8220;destra feudale\u201d, affetta da consorteria, meritocrazia a targhe alterne, amicizie e controamicizie, cerchi magici, temi utili e temi inutili. Feudi da difendere, per cui vendersi, corrompersi, dimenticare. Spesso, tagliando col rasoio di Occam, nel mondo dei puri sovranisti, quando non servi pi\u00f9, vieni semplicemente gettato, dimenticato. Buio. E va ricordato che la storia la fanno gli uomini e che quindi molti cambiamenti epocali non riescono a realizzarsi proprio per l&#8217;umana incapacit\u00e0 di superare certe umanissime brutture. Certi miseri vizi che solo un demonio santo come C\u00e9line \u2013 di cui consiglio eroticamente la lettura di \u201cLouis-Ferdinand C\u00e9line. Un profeta dell\u2019apocalisse. Scritti, interviste, lettere e testimonianze\u201d, edito da Bietti, a cura di Andrea Lombardi &#8211; avrebbe potuto saper strappare con le sue mani, come inservibile carne marcia: \u201c<em>l\u2019individuo perde la propria coscienza. Che si tratti di francesi, gialli o rossi, \u00e8 l\u2019istinto di conservazione a dominarli. Ne sono avviluppati, hanno chiuso. Basta qualche chiacchiera, qualche farfugliamento, grandi vanit\u00e0, una decorazione, accademie: eccoli soddisfatti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Successivamente, occorre plasmare l&#8217;idea di concepire e trasferire le fasi culturali (parola non ad cazzum et usum accademicum, ovvero quelle legate alla coltivazione dell&#8217;uomo sovrano che lo rendono indipendente in primis dai vizi del mondo odierno, impermeabile, e ne esaltano la curiosit\u00e0, gli studi, i ragionamenti, lo spirito critico, l\u2019esperienza, le visioni, le sensazioni, ovvero la formazione), quindi il concepimento, appunto, e la trasformazione in azione politica di concetti e temi propri della difesa dell&#8217;identit\u00e0 nazionale &#8211; accuratamente decorticata dagli eccessi isolanti del nazionalismo, rimandendo, quindi, adeguata al tempo e agli spazi del mondo -, anche volutamente dimenticati perch\u00e9 non ritenuti utili ai fini commercial\/elettorali, come la Bellezza e l&#8217;arte, capaci di far crescere e\u00a0leggere il mondo ben pi\u00f9 di ogni abbuffata di conoscenza dimostrativa. Infine, solo infine, la trasmissione all&#8217;elettorato, perch\u00e9 tutto non rimanga questione, tradotta male o per nulla dal salvinismo o ridotta al salvinismo e affini, degli addetti ai lavori, degli operai culturali: questo partecipa alla creazione reale dell&#8217;uomo sovrano di se stesso contrapposto all&#8217;uomo replicante e perfetto modello moderno. Dunque, la cultura non pu\u00f2 rimanere fatto privato di una casta di operatori, ma deve tornare a essere maturit\u00e0 del sovranismo e opposizione ideale al mondo avverso. Finanche capacit\u00e0 di dibattito con gli oppositori intelligenti e di costruzione del mondo, non di mera opposizione.<\/p>\n<p>Un mondo che si dice sovrano non pu\u00f2 non coltivare, in primis, l\u2019uomo sovrano di se stesso, che non \u00e8 un replicatore di tweet del capo, di parole del capo, non \u00e8 un cristiano malfatto a immagine e somiglianza del gran Messia. Egli \u00e8 uomo e in quanto tale deve assumersi le responsabilit\u00e0 della deriva o della crescita del proprio tempo, della politica, della propria nazione e del dibattito. A partire proprio dall\u2019idea che l\u2019assunzione di responsabilit\u00e0, anche verso la propria dignit\u00e0 politica, civica e culturale, in un mondo che vuole discolparsi da tutto, nascondersi nel gregge della virtualit\u00e0 e scaricare colpe, \u00e8 un atto eroico, di per s\u00e9. Sovranismo culturale \u00e8, ad esempio, dissenso e reazione, superamento della protezione altrui, della pigrizia sociale, coltivazione, compresa la pratica della Bellezza e dell\u2019arte, l\u2019idea di estendere il creato e di non essere finito nell\u2019apparato della Tecnica; \u00e8 assunzione di responsabilit\u00e0 e combattivit\u00e0, fin nelle pi\u00f9 piccole manifestazioni a noi prossime, specie socialmente, \u00e8 strada del ritorno verso gli uomini integri (secondo crismi e processi a cui dedicher\u00f2 un altro spunto e a cui, due anni fa, ho dedicato un agguerrito pamphlet, uscito in allegato proprio con Il Giornale in tutte le edicole, \u201cTorniamo uomini\u201d), \u00e8 nel rallentare il tempo e la velocit\u00e0 imposti dal sistema, \u00e8 nell\u2019astenersi dal belare sul social sotto a ogni trend e nel forzarsi al non rispondere a ogni banale e distrattiva provocazione ideologica, \u00e8 nel rapporto con la felicit\u00e0, che non \u00e8 meramente soddisfazione tangibile e materiale, \u00e8 nella coltivazione di ogni forma di Ulteriorit\u00e0, di spiritualit\u00e0. Ma \u00e8 anche nel pretendere di pi\u00f9 dai propri rappresentanti, che non sia solo uno strillo, la politica take away col men\u00f9 del giorno; \u00e8 nel ragionamento sopra le cose, nell\u2019approfondimento del proprio apparato critico, nella coltivazione di una semantica diversa rispetto a quella imposta dalle misere logiche comunicative, anche giornalistiche, che funzionano a livello di mercato del consenso. \u00c8 questo e molto, molto altro. \u00c8 una costruzione verticale, capace di espandersi in costrutti politici, antropologici e ideali ben pi\u00f9 complessi della rissa attuale.<\/p>\n<p>Si pende dalla labbra del leader, che \u00e8 sempre pi\u00f9 sovrano. Ma sovrano non deve essere il leader, bens\u00ec il suo popolo. In ogni caso, se il leader dir\u00e0 al suo popolo che la cultura &#8211; e non l&#8217;atto di darsi un tono, ma un processo salvifico &#8211; deve tornare diffusamente di moda, allora l&#8217;input partir\u00e0 e, forse, la cultura torner\u00e0 di moda. Per farla banale.<\/p>\n<p>Sarebbe terribile relegare il sovranismo a una mera conta di voti, nazionali ed esteri, a una questione squisitamente parlamentare, politica, partitica, di leadership.<\/p>\n<p><strong>NO SPAZI, NO PARTY<\/strong><\/p>\n<p>E poi un punto finale. Tenere a mente che l&#8217;unica rivoluzione culturale possibile e realmente efficace \u00e8 quella dell&#8217;occupazione degli spazi. Occupazione degli spazi dopo la fase formativa, e quindi dopo aver gioiosamente srotolato e realizzato il punto 1, il pi\u00f9 difficile, per evitare l\u2019effetto \u201cprimi vent\u2019anni di governo del centro destra\u201d.<\/p>\n<p>Il cittadino, o altrimenti l\u2019uomo sovrano di se stesso, ha un grande ruolo che non pu\u00f2 delegare al leader di turno; egli deve dedicarsi la vita, e la battaglia se ritiene di doverne combattere una, egli deve mutare ruolo. Il ruolo del militante, oggi salvifico pi\u00f9 di ieri, tempo in cui rappresentava, forse, un esercizio stilistico animato dalla forte passione, mentre oggi, il cittadino militante, il cittadino soldato deve combattere contro la censura, la negazione, l&#8217;estinzione forzata di una visione opposta a quella liberal-progressista che rischia di\u00a0relegare le sue\u00a0visioni a una dimensione privata. Che sia dalla pi\u00f9 piccola associazione culturale, fino alle urne, nei luoghi della generazione del pensiero, della formazione, della quotidianit\u00e0, non dovr\u00e0 sentirsi sconfitto in partenza e\u00a0sar\u00e0 costretto a\u00a0contrastare quella generazione della cultura di massa, quel sentire comune su cui le sinistre hanno saggiamente messo le mani anni or sono e su cui si rigenerano anche quando sono cadavere politico.<\/p>\n<p>Due punti, solo due spunti, per carit\u00e0, che andrebbero ben approfonditi e, giustamente, sviscerati. Molto realismo?<\/p>\n<p>_____________<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/emaricucci\/\" target=\"_blank\">SEGUIMI SU FACEBOOK<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Malnutrizione linguistica. Diarrea semantica e logopedia: aiutateci a dire sovranismo. Sovranismo chi \u00e8? Sovranismo perch\u00e9? Sovranismo dov\u2019\u00e8, ma soprattutto, sovranismo cos\u2019\u00e8? Chi lo considera un oltraggio al pubblico ufficiale, tanto che lo vorrebbe condannare a un pubblico riservato, visto l\u2019insistente e brutale meccanismo dell&#8217;unico pensare concesso, proveniente dagli ambienti trinariciuti e oltranzisti, altrimenti detti \u201ca ripetizione in loop\u201d, fragilissimi esponenti di una delle peggiori versioni della sinistra nella storia: quelle con cui non si pu\u00f2 neanche dialogare. Sovranismo \u00e8 interesse nazionale, che corre dall&#8217;Ilva e verso ogni ragazzo fuggito all&#8217;estero, quanto in ogni piccola, grande azienda che chiude nel silenzio, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2019\/11\/20\/il-sovranismo-morira-male-se-non-maturera-in-un-movimento-culturale\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1066,"featured_media":1314,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[79480],"tags":[364483,54489,244822,2699,26,18089,38902,22812,40865,88,191870,365731],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1313"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1066"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1313"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1313\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1315,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1313\/revisions\/1315"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1314"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1313"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1313"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1313"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}