{"id":1330,"date":"2020-03-09T11:56:00","date_gmt":"2020-03-09T10:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1330"},"modified":"2020-03-09T11:56:00","modified_gmt":"2020-03-09T10:56:00","slug":"calci-nel-sedere-al-popolo-che-crepa-di-aperitivi-isolate-chi-non-vuole-isolarsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2020\/03\/09\/calci-nel-sedere-al-popolo-che-crepa-di-aperitivi-isolate-chi-non-vuole-isolarsi\/","title":{"rendered":"Calci nel sedere al popolo che crepa di aperitivi. Isolate chi non vuole isolarsi"},"content":{"rendered":"<p>Roma, Ancona, Milano. Mare, piazzetta, montagna. Movida.<\/p>\n<p>Dei furbi e dei fessi\u00a0\u00e8 il regno d\u2019Italia, ci insegna l\u2019eterno maestro Giuseppe Prezzolini. Codice della vita italiana: \u201cDovere: \u00e8 quella parola che si trova nelle orazioni solenni dei furbi quando vogliono che i fessi marcino per loro. L\u2019Italia va avanti perch\u00e9 ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l\u2019Italia sono i furbi che non fanno nulla, spendono e se la godono\u201d<\/p>\n<p><strong>Isolate chi non vuole isolarsi. Mostrategli la vostra rabbia, gettategli pure addosso la vostra paura, contagiateli con essa, visto che costoro ne sono sprovvisti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 il momento della durezza. Non della comprensibile irritazione verso il fratello che sbaglia, ma della fermezza assoluta, della pizza in faccia al fratello suicida!<\/strong> Non sta a me dirlo, che non sono nessuno. Ma poco importa della mia qualifica sociale: anche io, come tutti noi, rischio. Rischio e mi attengo agli esperti. Di certo non vivr\u00f2 nell\u2019ipocondria e nel terrore, ma prester\u00f2 molta attenzione, limitando la mia vita, e adattandola a questo momento per sviluppare utilit\u00e0 condivisa e serenit\u00e0 personale.<\/p>\n<p>Sacrosanta la leggerezza per non esplodere nella tensione intima e nel panico (da infodemia). Non immaginate quanto vorrei essere pi\u00f9 sereno e ottimista. Sacrosanto, per\u00f2, il riassunto monito disperato: &#8220;STATE A CASA, e trovate dentro casa, e dentro di voi, la leggerezza&#8221;. Magari una passeggiata serale, magari lo sport, la lettura, la meditazione, la preghiera, il sesso coniugale, ma EVITATE di assembrarvi, pomiciarvi, rotolarvi nell&#8217;erba abbracciati. Mannaggia l&#8217;erba!<\/p>\n<p>Il terrore che non viene dalla mia limitazione, ma dall\u2019assenza di quella altrui.<\/p>\n<p>Ho il terrore di convivere con chi non sa rinunciare, nemmeno di fronte a un&#8217;epidemia. La paura, vera, di essere travolto da questa dissennata deficienza. Il terrore autentico di una gente completamente disabituata alla complessit\u00e0, al ragionamento sopra le cose, alla solitudine, al pensare come raccoglimento necessario in questo momento e quindi al dedicarsi la vita, che non sia l\u2019aver dato sfogo alla propria, tangibile soddisfazione. Disabituata al combattimento, ma che si tatua &#8220;resilienza&#8221;. Negli atti, anche nella capacit\u00e0 di saper essere sola.<\/p>\n<p>Gente\u00a0indegnamente\u00a0figlia di quei fanti che cento anni fa, sacrificando totalmente se stessi, hanno reso grande l&#8217;Italia. Ho paura e schifo di una gente irresponsabile. Nonostante il divieto, nonostante il semplice buon senso. Gente che non sa distinguere paura e angoscia. La paura che attiva la massima reazione di sopravvivenza, e l\u2019angoscia che attiva il meccanismo della\u00a0sottomissione alla psicosi. \u00c8 la cultura del \u201cVaffanculo\u201d che slega dalle forme di responsabilit\u00e0 civile, dalla &#8220;dura lex, sed lex&#8221;, che permette l\u2019elevazione dell\u2019emozione a governo del reale e la relativizzazione dell\u2019azione politica in nome della redenzione collettiva. La cultura del \u201cVaffanculo\u201d \u00e8 tra le palesi e peggiori manifestazioni della distruzione e del rifiuto dei modelli di autorit\u00e0, portoni di ingresso della postmodernit\u00e0. Modelli di autorit\u00e0 non solo pubblicamente riconosciuti (lo Stato al collasso sanitario impone per decreto il divieto e me ne fotto perch\u00e9 non posso fare a meno dell\u2019appagamento della mia egoistica individualit\u00e0) ma anche come regolazione della vita nella dimensione privata. Un&#8217;ipertrofia dell&#8217;Ego, guarito dalla sola panacea del \u201cVaffanculo\u201d a ci\u00f2 che opprime e che deliberatamente\u00a0viene inteso per potere marcio che vuole ostacolare la mia crescita e la mia persona, che oggi esplode rigonfio e col suo putrido contenuto rischia di infettare gli altri. In ogni senso. La cultura del \u201cVaffanculo\u201d \u00e8 la semplificazione massima dello sforzo, in piena resa dei tempi al dogma dell&#8217;iperconsumo che nasce dall&#8217;iperproduzione, del neoliberismo, dell\u2019estrema vita materiale che regola la vita reale, fondata sulle isterie dei mercati e dei mercanti. La riduzione dello sforzo ad atto immaginario, liquidato, simbolicamente, in una parola. Sforzo del non compiuto, quindi, che, per sua natura, annulla il sacrificio, come atto eroico ed erotico \u201cmuoio, come atto necessario, quando \u00e8 necessario. <em>\u201c<\/em>Non potete ridurre la mia socialit\u00e0. <a href=\"https:\/\/video.corriere.it\/coronavirus-pienone-ostia-nessuna-paura-mare-fa-bene\/679419ae-616c-11ea-8f33-90c941af0f23\" target=\"_blank\">Vado al mare a Ostia anche ora, perch\u00e9 il mare fa bene<\/a>\u201d.<em> \u201cC\u2019\u00e8 un dramma oggi: si pensa senza sforzo. Semplificando lo sforzo, il cervello lavora meno. \u00c8 un muscolo il cervello: s\u2019inflaccidisce. \u00c8 tutta una civilizzazione che \u00e8 condannata dal lato confortevole della vita<\/em>\u201d, afferma in un\u2019intervista del 1958, il demone santo della sfiducia negli uomini, Louis Ferdinand C\u00e9line<\/p>\n<p>Tapparsi le orecchie e frignare pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p>Costoro pretendono diritti. Diritto al lavoro, ad avere una vita dignitosa, diritto di sentirsi rappresentati e di votare. Di contare tutti allo stesso modo. Il diritto di veder rappresentate le loro chiacchiere da bar, scomodando Ortega y Gasset, e con esse costruire il presente pubblico, di vedere le proprie emozioni diventare esclusiva guida e governo, di veder i loro capricci elevati a diritto, e poi a norma di legge, di sentirsi rappresentati, di veder colmate le proprie necessit\u00e0 di sopravvivenza. Costoro, che popolano i peggiori incubi di Flaiano, Prezzolini e Longanesi sommati, pretendono diritti ma dove sono al supremo, solenne, urgente momento dei doveri? Dove sono?<\/p>\n<p>Ho il terrore di chi, in questo momento, riempie le piazze della movida romana, di chi non sa rinunciare a un aperitivo, di chi sottovaluta, si pomicia per strada incurante. Sottomesso alla propria superficialit\u00e0 ci mette tutti in pericolo. Come pu\u00f2 essere anche di questi la civilt\u00e0? La civilt\u00e0 corrosa da un tempo che vuol discolparsi da tutto perch\u00e9 incapace di assumersi le proprie responsabilit\u00e0. Io, chiuso dentro casa, con le relative difficolt\u00e0 sul lavoro, nei pagamenti e negli spostamenti, dovute anche al NECESSARIO sacrificio patrio, nazionale, semplicemente personale, come chiunque di buon senso, per s\u00e9 e per gli altri, seguendo la saggezza e la legge, noi tutti che siamo fermi, pur non essendo certamente un piacere gettato nell&#8217;ignoto, come possiamo condividere con costoro i luoghi e i modi della medesima civilt\u00e0?<\/p>\n<p>Allora s\u00ec, ha ragione il prof.Eugenio Capozzi, gi\u00e0 autore dell\u2019ottimo \u201cPoliticamente corretto: breve storia di un&#8217;ideologia&#8221; : \u201c<em>Nella storia saremo ricordati come il popolo che mor\u00ec di apericena, si estinse sullo ski-lift, si dissolse nei baretti, con un bicchierone di Spritz in mano e la parmigiana di mamm\u00e0 nel trolley<\/em>\u201d. Allora s\u00ec che ha ancor pi\u00f9 ragione il gi\u00e0 evocato C\u00e9line, quando parla, in un\u2019altra intervista, degli &#8220;uomini usciti dalla vita&#8221;, che ormai confondono le geometrie del reale. Queste sue parole sono perfette per racchiudere le sfumature da cogliere e da adattare a quanto stiamo vivendo: \u201c<em>Gli uomini si occupano di questioni volgarmente alimentari o aperitive; bevono, fumano, mangiano, sono usciti dalla vita. Digeriscono. La digestione li coglie completamente: il loro cervello, il loro corpo. Non hanno pi\u00f9 niente, solo la pelle. Gli uomini li vedo totalmente assorbiti da funzioni bassamente digestive. \u00c8 l\u2019istinto di conservazione. Abbiamo a che fare con dei mostri. Che si tratti di francesi, gialli o rossi, \u00e8 l\u2019istinto di conservazione a dominarli. Ne sono avviluppati, hanno chiuso. Basta qualche chiacchiera, qualche farfugliamento, grandi vanit\u00e0, una decorazione, accademie: eccoli soddisfatti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Sbaglier\u00f2, nel mio delirio isolato e mattutino, ma, appurata la pericolosa fragilit\u00e0 dell\u2019apparato governativo italiano, il problema sussiste, persiste, peggio di ogni virus, negli uomini, specialmente nell\u2019assenza degli uomini, grande dramma di questo tempo, o della sovrabbondanza degli uomini replicanti, incapaci di essere sovrani di se stessi, alla ricerca dell\u2019integrit\u00e0, viventi solo come parte di un meccanismo superiore. Ogni virus, ogni idea, ogni guerra, ogni screzio pu\u00f2 animare questo mondo. Si pu\u00f2 prendere ogni misura in tempo di guerra o in tempo di pace. Ma se la prendono uomini lucidi, integri, consapevoli, coscienti, pronti, preparati, c&#8217;\u00e8 speranza che produca beneficio. Il resto \u00e8 pericolo. Estinzione.<\/p>\n<p>Detto questo, in questo spazietto ritagliato, desidero ringraziare dal profondo del cuore, chi vive la trincea e chi la sostiene: personale sanitario a vario titolo, medici, infermieri, che stanno illuminando la notte pi\u00f9 buia d&#8217;Italia e si stanno caricando sulle spalle il peso della storia. E insieme, Esselunga, Armani, Eurospin, tutte quelle aziende e quei marchi che, in queste ore drammatiche, stanno donando denari fondamentali utilissimi al contrasto di questa bestia immonda con la corona che, italiani al cazzo di mare a parte, rimanderemo all&#8217;inferno!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Roma, Ancona, Milano. Mare, piazzetta, montagna. Movida. Dei furbi e dei fessi\u00a0\u00e8 il regno d\u2019Italia, ci insegna l\u2019eterno maestro Giuseppe Prezzolini. Codice della vita italiana: \u201cDovere: \u00e8 quella parola che si trova nelle orazioni solenni dei furbi quando vogliono che i fessi marcino per loro. L\u2019Italia va avanti perch\u00e9 ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l\u2019Italia sono i furbi che non fanno nulla, spendono e se la godono\u201d Isolate chi non vuole isolarsi. 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