{"id":1346,"date":"2020-04-06T11:03:23","date_gmt":"2020-04-06T09:03:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1346"},"modified":"2020-04-06T11:33:05","modified_gmt":"2020-04-06T09:33:05","slug":"ci-salveremo-dal-virus-ma-e-la-paura-che-rischia-di-ammazzarci-del-tutto-sanissimi-in-un-mondo-morto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2020\/04\/06\/ci-salveremo-dal-virus-ma-e-la-paura-che-rischia-di-ammazzarci-del-tutto-sanissimi-in-un-mondo-morto\/","title":{"rendered":"Ci salveremo dal virus, ma \u00e8 la paura che rischia di ammazzarci del tutto. Sanissimi in un mondo morto"},"content":{"rendered":"<p>Il senso di responsabilit\u00e0 e di comprensione del problema \u00e8 altissimo. Eppure, mi mancano i miei amici. Mi manca mio padre e mio fratello, isolati da me anche nella settimana Santa, la prima senza mia madre che ha deciso di splendere nel firmamento troppo presto.<\/p>\n<p>Oltre ogni considerazione e polemica. Sto a casa, rispetto le leggi, ma non si pu\u00f2 interrompere la semplice socialit\u00e0 per sempre. Non parlo della sacrosanta economia da far ripartire, qui parlo di altro. La psicologia \u00e8 l&#8217;altra met\u00e0 del cielo. Allora perch\u00e9, magari dopo Pasqua, non permettere, (nel modo pi\u00f9 sicuro e adeguato; non so, magari mantenendo l&#8217;obbligo di assembramento privato, parte delle nostre libert\u00e0, con un numero di persone minimo, distanziate e munite di DPI) di poter rivedere i propri cari, separati da noi, i nostri amici, le persone con cui condividiamo il viaggio e che ci fanno stare bene, pur mantenendo la distanza, indossando la mascherina? Solo cos\u00ec possiamo ricaricare la nostra anima, ridarci lo slancio, sfogarci, sfogarci, sfogarci. Semplicemente vivere un momento di serenit\u00e0, di svago dalla pericolosa routine imposta, di divertimento, fuggendo dal terrorismo psicologico e dal precoce impazzimento. Va ricostruito in fretta il tessuto dell&#8217;anima e della psiche, assieme a quello economico.<\/p>\n<p>Tutto questo non si pu\u00f2 comprare.<\/p>\n<p>Non chiedo altro, non chiedo la Luna, non chiedo di fare l&#8217;Erasmus come niente fosse, non pretendo di viaggiare in lungo e in largo facendo finta di niente. Non chiedo l\u2019aperitivo al bar.<\/p>\n<p>Sanissimi in un mondo di morti.<\/p>\n<p>Ben afferma lo scrittore Andrea Di Consoli: &#8220;Il Covid-19 ha gi\u00e0 vinto. Ha gi\u00e0 vinto nelle teste. E ha vinto perch\u00e9 ha vinto il suo miglior alleato: la paura. Quando vince la paura? Quando le si permette di decidere su tutto. Ma quando la paura diventa una dittatura, un Paese \u00e8 finito. Perch\u00e9 giorno dopo giorno ci si indebolisce, ci si chiude, si diventa diffidenti, terrorizzati, pessimisti, rinunciatari, paranoici, ossessivi, egoisti, aggressivi. Il Covid-19 ha instaurato una pericolosa dittatura: la dittatura della paura. Qual \u00e8 la pi\u00f9 grande colpa delle nostre classi dirigenti? Aver costruito, per paura, il governo della paura. Questa debolezza la pagheremo a caro prezzo. E non parlo solo di economia e benessere. Avere paura \u00e8 sano, farsi comandare dalla paura equivale a suicidarsi. A fine emergenza saremo corporalmente vivi in un Paese moralmente morto&#8221;.<\/p>\n<p>Il mio terrore \u00e8 che forse potremmo perire nell&#8217;abitudine. L&#8217;indolenza che la paura ha sviluppato, la costante angoscia prodotta artigianalmente da una classe di uomini e politici del tutto casuale ha sviluppato una pigrizia che rischiamo di confondere per unica salvezza eterna. Commetteremo, alle porte della Santa Pasqua, l&#8217;errore pi\u00f9 comune per l&#8217;uomo globalizzato di oggi, scambiare la felicit\u00e0 in soddisfazione tangibile, la salvezza della vita in esclusiva salvezza del corpo e dai dolori fisici, credendo inutile la salvezza della mente e dello spirito, sentendola inutile, non prioritaria. Il virus ammazza il corpo quanto la paura soggioga l\u2019anima. Nella Pasqua il Cristo di spirito vinse la morte superando l&#8217;inutilit\u00e0 del corpo. Il mio terrore \u00e8 che quando compreranno anche questa prigionia con i soldi per poterci campare, arrederemo il ghetto; creperemo imprigionati, tanto abbiamo tutto e ci faremo bastare due minuti di passeggiatina con insulti dello sceriffo voyeur incorporato. Quando patiremo il ricordo dell&#8217;altra vita, lo scienziato di turno ci dir\u00e0 che un nuovo picco \u00e8 all&#8217;orizzonte. Il mio terrore \u00e8 che scambieremo una vita accontentata per una vita vera, giorno dopo giorno, pi\u00f9 lontani, sempre pi\u00f9 lontani, accontentandoci di non vedere pi\u00f9 i genitori separati da noi, o i figli, i fratelli di una vita. L&#8217;idea di discolparsi da tutto per l&#8217;incapacit\u00e0 di assumersi le proprie responsabilit\u00e0, anche questo mi terrorizza, degli uomini casuali casualmente al governo. Loro \u201cnon possono avere colpa\u201d se salvandoci c&#8217;ammazzano, disidratano ogni energia spirituale, ci sterilizzante in nome della paura. L&#8217;assumersi responsabilit\u00e0 veramente salvifiche degli individui, rischiando di commettere un lecito errore di lettura verso un virus sconosciuto? Ma scherziamo?! Costerebbe il potere politico, costerebbe il rinnovarsi alle prossime elezioni. Giammai!<\/p>\n<p>E cresce il consenso di Conte e del governo, come salvatore della Patria, quel pater patriae che ci rese sanissimi in un mondo di morti. Recuperiamo i ruoli saltati, prima che sia troppo tardi. Chi nella societ\u00e0 deve fornire speranza e ci coraggio, chi contatto con la realt\u00e0 e chi brutalit\u00e0, chi lucidit\u00e0 ed equilibrio mentale, lo faccia. Ma che tutto non si riduca alla dittatura della paura lasciata gestire in solitudine ai cittadini. L\u2019emergenza psicologica cammina di pari passo con quella economica, seppur sia necessario rimanere in casa.<\/p>\n<p>Le cose semplici reggono il tutto. Una proteina ha fermato la vita<\/p>\n<p>La privazione della libert\u00e0, che non \u00e8 quella di ubriacarsi al bar, ma qualcosa di ben pi\u00f9 radicato e importante, l&#8217;avrei accettata da un generale degno del suo nome. Da uno statista. Da un uomo degno di guidare il nome Italia fuori e dentro le onde della tempesta. Trovo maledettamente offensivo, pericoloso, realmente catastrofico, dovermi privare della vita, anche nella prospettiva, non tanto nell&#8217;immediato, per colpa di un gruppetto di anonimi improvvisati. Individui che senza il continuo supporto di staff tecnici non avrebbero una visione, la lungimiranza e la conoscenza di uomini di Stato.<\/p>\n<p>Io, per quel che valgo, aspetto e combatto. Non si vuole mettere in discussione, si vuole esprimere una seria preoccupazione, poich\u00e9 ci\u00f2 che facciamo ora riecheggia nel tempo, nel nostro tempo. Ma l&#8217;idea che a cavalcare la storia in uno snodo fondamentale ben pi\u00f9 della caduta del muro di Berlino &#8211; il tempo sapr\u00e0 dircelo &#8211; e a <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2020\/03\/05\/la-resa-della-chiesa-che-si-ferma-durante-il-virus\/\" target=\"_blank\">decretare LA SOSPENSIONE DI DIO e della Pasqua<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2020\/03\/05\/la-resa-della-chiesa-che-si-ferma-durante-il-virus\/\" target=\"_blank\">(di cui scrissi nei primi giorni del virus)\u00a0<\/a>nell&#8217;assoluta e cieca devozione verso la scienza, sia questa particolare ghenga governativa, che della confusione, dell\u2019improvvisazione (dai decreti, al sito dell\u2019Inps, passando per le circolari ministeriali) e del terrore ha fatto voto, beh&#8230;mi fa ribollire il sangue.<\/p>\n<p>Per fortuna i fedeli resistono e i non fedeli si domandano.<\/p>\n<p>Ma, rito o non rito, al termine della lunga quaresima vi \u00e8 la Pasqua. Al termine della nostra logorante quarantena vi sar\u00e0 la Resurrezione. Costi quel che costi cos\u00ec sar\u00e0. Questi giorni ci sorprenderanno, mentre ci massacrano interiormente, mentre la sopravvivenza si scontra con la morte.<\/p>\n<p>Questa quarantena, questa purificazione: la grande occasione di cogliere lo spirito. Se nel silenzio tombale della notte urbana, se nel rallentare dell&#8217;aritmia folle del sistema gli uomini oggi non coglieranno lo spirito, saranno rovinati. Pi\u00f9 di ieri. Perch\u00e9 non avranno scuse. Per alcuni lo spirito di Dio, per altri quello dell&#8217;Assoluto che si rappresenta nell&#8217;arte, nella natura. Per alcuni la preghiera, per altri la meditazione. Tutti raccolti, poi, nel significato della morte.<\/p>\n<p>Va limitata la rappresentazione pi\u00f9 nitida della consistenza materiale degli uomini, dell&#8217;incontro terminato tra carne e spirito. Troppi italiani, come uomini del loro tempo, non vogliono altro che veder rappresentate le proprie necessit\u00e0 di sopravvivenza, non solo economiche, interrompendo, di fatto, ogni coabitazione con l\u2019idea della morte. L&#8217;anima sparisce, in virt\u00f9 di una marea umana di corpi in fuga dalla morte e da s\u00e9 stessi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 (tanto e solo) seguire la messa in casa dalla televisione o esserne partecipi. \u00c8 la frettolosa inconsistenza attribuita con una frase d&#8217;agenzia al rito della Pasqua: \u201cla Pasqua salta e non rompete i coglioni\u201d evocando Borrelli. Simbolico. Un coito interrotto. La celebrazione pi\u00f9 potente capace di donare speranza alle anime. Quella Pasqua che supera il Natale. Laddove il Natale \u00e8 la manifestazione del Dio preesistente, la Pasqua \u00e8 la conferma di Dio, il passaggio con cui si compie divinit\u00e0 in assoluto, poich\u00e9 capace di risorgere a nuova vita. Quel Dio che fra tutte le potenze divine \u00e8 riuscito a compiere lo sforzo pi\u00f9 grande persino per un Dio: diventare uomo, diminuirsi per farsi comprendere. E nella Pasqua Dio si riappropria dei Cieli tornando da uomo a essere Dio. La Pasqua \u00e8 la vittoria sulla morte e proprio in questi giorni dovrebbe essere celebrata con ancor pi\u00f9 letizia.<\/p>\n<p>A L&#8217;Aquila, nel 2009, molte chiese erano diroccate, piegate, distrutte dalla scosse.\u00a0La mattina del 7\u00a0aprile, arrivando l\u00ec con la mia squadra (fui volontario, nell&#8217;atto pi\u00f9 bello della mia vita che proprio oggi, 6 aprile, come ogni anno, ricordo con profonda commozione. L&#8217;Aquila ci cambi\u00f2 tutti), notai una meravigliosa messa di campo. Un altare, un crocifisso, il Santissimo Sacramento, un sacerdote e decine di persone a pregare in mezzo alla campagna. Non importava dove, ma bisognava connettersi con Dio.<\/p>\n<p>Cosa impedisce di pensare e praticare la Pasqua in questo modo, a distanza, in uno spazio ampio e controllato (magari replicando pi\u00f9 spazi per sfoltire gli accessi), adesso, adesso che siamo prigionieri tre volte, nella carne, nello spirito, nella paura?<\/p>\n<p>Bisogna uccidere la Bestia, che sia una proteina o che sia il terrore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il senso di responsabilit\u00e0 e di comprensione del problema \u00e8 altissimo. Eppure, mi mancano i miei amici. Mi manca mio padre e mio fratello, isolati da me anche nella settimana Santa, la prima senza mia madre che ha deciso di splendere nel firmamento troppo presto. Oltre ogni considerazione e polemica. Sto a casa, rispetto le leggi, ma non si pu\u00f2 interrompere la semplice socialit\u00e0 per sempre. Non parlo della sacrosanta economia da far ripartire, qui parlo di altro. La psicologia \u00e8 l&#8217;altra met\u00e0 del cielo. 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