{"id":1407,"date":"2020-09-07T16:54:12","date_gmt":"2020-09-07T14:54:12","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1407"},"modified":"2020-09-07T16:54:12","modified_gmt":"2020-09-07T14:54:12","slug":"quegli-aborti-sociali-che-hanno-ammazzato-una-vita-vera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2020\/09\/07\/quegli-aborti-sociali-che-hanno-ammazzato-una-vita-vera\/","title":{"rendered":"Quegli aborti sociali che hanno ammazzato una vita vera"},"content":{"rendered":"<p>Due aborti sociali con evidenti disagi mentali, riscontrabili anche dal lombrosiano aspetto che li identifica in foto, hanno ucciso una vita vera. Perch\u00e9 una vita vera si mette in mezzo a difendere, come pu\u00f2, ci\u00f2 che pi\u00f9 gli sta a cuore, gli aborti sociali la aggrediscono in gran numero e la lasciano per terra. Non perch\u00e9 Willy, pace alla sua giovane anima, fosse nero. Non perch\u00e9 chi sta &#8220;di qua&#8221; deve dimostrare qualcosa, magari una clitoridea sensibilit\u00e0 o un maggiore senso civico forzato o un manifesto senso di inferiorit\u00e0, a chi sta &#8220;di l\u00e0&#8221;. Solo perch\u00e9 esiste la via del coraggio e quella della vigliaccheria. Solo perch\u00e9 il mondo lo puoi ribaltate quante volte vuoi, puoi rendere relativo ogni significato, ogni azione, puoi erigere un monumento all&#8217;emozione che sovrasta la ragione, puoi rendere tutto un pessimo film di fantascienza, ma esister\u00e0 sempre una vita vera e un aborto. E Willy era una vita vera.\u00a0 &#8220;Una sola cosa vorrei dire ai due fratelli tatuati e palestrati e alle loro gallerie di foto da duri di cartone: il coraggio e la lealt\u00e0 stanno tutti dalla parte del mingherlino&#8221;, ecco il senso della vita vera, colta, perfettamente, da Tony Capuozzo.<\/p>\n<p>\u00c8 sempre difficile rimanere lucidi in questo tempo vorticoso e desideroso di giudizi pilateschi e trancianti, che pare vengano prodotti in serie per soddisfare eroticamente la volont\u00e0 diffusissima, ormai esondante, di gratificazione istantanea, di qualcosa o qualcuno in grado di dissetarci, nella dittatura dell&#8217;istante che annulla e sostituisce il precedente con tutti i suoi fatti e le sue riflessioni, dall&#8217;accecante sete di vedere soddisfatte le nostre necessit\u00e0 di sopravvivenza. Psichica, sociale, non solo economica. Un mostro serve e se non ha un volto ce lo inventiamo. A costo di concepire la favola di un runner fascista e immigrato.<\/p>\n<p>Il suggerimento, l&#8217;unico ormai prezioso, \u00e8 quello di rimanere lucidi se ci si vuole salvare dalla distorsione mediatica, dalla tifoseria indiavolata, da ogni speculazione &#8220;ideologica&#8221;, da tutto ci\u00f2 che per rabbia o per occasione ci fa involvere in uomini folla che occupano spazio, che vivono di percezione, replicano e diventano incapaci di ragionare sopra le cose. Rimanere lucidi, affare complicato che, spesso, non \u00e8 riuscito neanche al sottoscritto, nel suo vivere passionale. Non sempre sono rimasto lucido e ho finito per sbagliare giudizio. Rimanere lucidi per proteggere la propria capacit\u00e0 di generare un pensiero critico, per ragionare sopra le cose. Pertanto, in questa storia terribile, si intravede una sola, possibile dicotomia: una vita vera che se ne va e aborti sociali ora rinchiusi nella gattabuia della propria coscienza.<\/p>\n<p>Per questo, stavolta, non bisogna cadere nella trappola, non bisogna tifare. Non bisogna commettere l&#8217;errore di azzannare ogni riflessione, di ammazzare ogni insegnamento nella ricerca del demonio fantastico, spiegando al mondo quanto sarebbe stato &#8220;diverso&#8221; se l&#8217;omicidio fosse stato compiuto da ragazzi di colore, cos\u00ec come si chiede, con fare forzatamente superficiale e indelicato, un giornalista di TPI in un suo pezzo &#8211; per inciso: &#8220;Un ragazzo nero di 21 anni viene ucciso a botte a calci e pugni da un branco di giovani italiani spacciatori. Immaginate questa storia al contrario. Quanto avrebbero sbraitato certi politici, certa stampa, certi leghisti?&#8221; -, o di quanto le MMA, le Mixed Martial Arts, siano lo sport preferito dal demonio, come fa intuire il Corriere della Sera in un suo pezzo, mancando, invece, di riflettere profondamente sulla nobilt\u00e0 di certa arte sportiva; meditazione che, per fortuna, compie la Federazione pugilistica italiana in un suo post: &#8220;Willy, corso in aiuto di un amico preso di mira da una banda di balordi e per questo malmenato a morte, era portatore sano di quei valori che fanno di un uomo un Pugile: Coraggio, altruismo e incoercibile voglia di aiutare chi e\u0300 in difficolta\u0300. Valori, non i soli, e ideali che sono alla base della nobile arte e che i Maestri insegnano quotidianamente nelle palestre affiliate alla FPI. Chi non ne e\u0300 in possesso e, soprattutto, non e\u0300 tesserato (agonista\/amatore, ndr) con la FPI non puo\u0300 e non deve essere definito Pugile&#8221;.<\/p>\n<p>Azzannare ogni riflessione, ammazzare ogni insegnamento, appunto.<\/p>\n<p>Da ultimo, nella mia rinomata rigidit\u00e0, concepisco un pensiero che forse non sar\u00e0 di molti, ma almeno risulta liberatorio per ogni intelligenza ancora non corrotta: non occorre essere Wittgenstein per maledire la pi\u00f9 stupida, non peggiore, forma di trasgressione generazionale. Che qualcuno stramaledica Gomorra e tanta trap, che riempiono di vuoto, rinomati non luoghi per aborti sociali che poi strisciano nelle nostre giornate, magari per infastidire o per ammazzare la vita vera.<\/p>\n<p>Una preghiera per Willy.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Due aborti sociali con evidenti disagi mentali, riscontrabili anche dal lombrosiano aspetto che li identifica in foto, hanno ucciso una vita vera. 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