{"id":141,"date":"2015-10-08T23:35:14","date_gmt":"2015-10-08T21:35:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=141"},"modified":"2015-10-09T13:09:31","modified_gmt":"2015-10-09T11:09:31","slug":"marino-la-banda-pd-che-triste-spettacolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2015\/10\/08\/marino-la-banda-pd-che-triste-spettacolo\/","title":{"rendered":"Renzi, Marino &amp; co: la banda PD, uno spettacolo trash"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/resize.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-142 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/resize-199x300.jpg\" alt=\"resize\" width=\"199\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/resize-199x300.jpg 199w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/resize.jpg 432w\" sizes=\"(max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/a>A Roma, almeno, cambia il significato di liberazione. 8 Ottobre.<\/p>\n<p>Dopo estenuanti ore di trattative, nervi tesi e cori da stadio sotto le sue finestre, le teste di cuoio riescono a convincere Ignazio Marino ad uscire dal Campidoglio con le mani in alto, le dimissioni in tasca e l\u2019attestato del Guinnes World Record di smentite internazionali. Con una tattica di sfondamento, le forze speciali del PD lo hanno costretto a dimettersi, facendo esplodere la \u2018carica\u2019. Eppure, fino all\u2019ultimo, asserragliato con tecniche d\u2019assalto, al grido \u201cresistenza, resistenza, resistenza\u201d, il subcomandante Marino, non voleva cedere. Era molto pi\u00f9 dignitoso farsi prendere all\u2019epoca dell\u2019esplosione di Mafia Capitale o quando la citt\u00e0 era sommersa da acqua e vergogna, piuttosto che per qualche scontrino.<\/p>\n<p>Ma come in Rambo, questa volta il capo si \u00e8 rotto e ne ha prontamente dato notizia al colonnello di zona: la sua fine \u00e8 stata decisa. Pubblicamente, brutalmente, sfacciatamente. Giustamente! Renzi, che pure lo ha cavato fuori dagli impicci non poche volte tentando di difendere il feudo anche con l\u2019avvicinamento di Causi, pensato come longa manus di Palazzo Chigi, questa volta ne ha decretato la fine per mano di Orfini, tenente della colonna romana del PD.<\/p>\n<p>Con solo una cartucciera di penne intorno alla vita ed il basco con la stella rosa (trattasi di PD del resto) in testa, il sub sindaco Marino ha resistito stoicamente per ore, finch\u00e9 ha potuto, sorretto nell\u2019animo dalle compagne Estella Marino\u00a0ed Alessandra Cattoi, le due (ex) assessore(assessoresse o assesoratrici, ora non mi sovviene, dovrei consultare il gruppo di esperti per il linguaggio di genere) della sua giunta.<\/p>\n<p>Marino a casa, Renzi in difficolt\u00e0, Orfini boia \u2013 nel senso di esecutore, ci mancherebbe -. Ed una sola, palpabile certezza: che infinita tristezza la banda PD(democristiano). Incredibile.<\/p>\n<p>Da movimento per il rinnovamento della sinistra democratica, d\u2019ispirazione socialista, ad una SpA con le quote degli italiani. Si \u00e8 creato gli spazi di legge per governare a regime e non levarsi pi\u00f9 di torno, dal paesello al Paesone, ha difficolt\u00e0 a reperire i numeri per governare, talvolta; ha letteralmente interrotto il regolare processo democratico, sospendendolo a data da cestinarsi, cestinando, poi, il subcomandante Marino, abbandonandolo letteralmente al suo destino che, nonostante tutto, nonostante Roma sia tristemente involuta da Caput Mundi a Cloaca Maxima, nonostante Mafia Capitale, nonostante l\u2019estremo degrado e tutto ci\u00f2 che ha affossato, anche agli occhi del mondo, la Citt\u00e0 Eterna, avrebbe voluto resistere, rimanere, attaccato con le unghie sanguinanti e i denti alle poltrone dell\u2019Aula consigliare del Campidoglio.<\/p>\n<p>Che uomini, quelli del PD! Che esempio e che classe. Quanta elegante cavalleria civile, che raccapricciante modello<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/941031_378853368899473_356221943_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-143 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/941031_378853368899473_356221943_n-291x300.jpg\" alt=\"941031_378853368899473_356221943_n\" width=\"291\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/941031_378853368899473_356221943_n-291x300.jpg 291w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/files\/2015\/10\/941031_378853368899473_356221943_n.jpg 393w\" sizes=\"(max-width: 291px) 100vw, 291px\" \/><\/a> politico da seguire. Invischiati tra la restaurazione sul trono della Democrazia Cristiana, ne ripercuotono in ogni macroavvenimento, in ogni interscambio politico, le fattezze, le gesta, gli echi, anche meglio dei maestri democristiani. Una struttura totalitaria disegnata intorno ad un feudatario, ad uno one man show come Matteo Renzi ed al suo ego smisurato: \u201c<em>Nel corso dei mesi, man mano che aumentava il suo potere ma anche gli impegni governativi anche internazionali, Renzi s&#8217;\u00e8 allontanato precocemente dal Pd e dalla tenuta del territorio che, in termini calcistici, \u00e8 lo spogliatoio<\/em>&#8220;, scriveva Marco Damilano de L\u2019Espresso, &#8220;<em>ha immaginato di poter coprire tutto con la sua leadership, con la sua velocit\u00e0, con la potenza di fuoco mediatica, col cronoprogramma delle riforme. Invece si \u00e8 dimenticato che, se non c&#8217;\u00e8 partito, cultura politica, organizzazione, un cosa del genere non si regge. Che la gente, al voto regionale, si trova\u00a0<strong>Raffaella Paita<\/strong>, la\u00a0<strong>Moretti<\/strong>,\u00a0<strong>De Luca<\/strong>, non lui. Per questi, lo storytelling non bastava. Non sarebbe stato credibile<\/em>&#8221;<\/p>\n<p>Marino come De Luca e l\u2019Italia di Renzi come quella del PD: senza seriet\u00e0, in crisi umana ed economica lacerante, tra casi di corruzione, opere incompiute, perdita della residua dignit\u00e0 it, riforme crono programmate, aumento della povert\u00e0, \u2018pacifica invasione\u2019 di \u2018qualche povero migrante\u2019, linguaggio di genere da garantire, sessismo, razzismo, omofobia e tenuta della politica poltrona ovunque. Caotica come la Roma ottocentesca.<\/p>\n<p>Una citt\u00e0 sfinita, stremata, proveniente da anni di mala gestione, fossero solo due, che oggi, per\u00f2 intravede la rinascita, lenta e ponderata. Una citt\u00e0 crepata dall\u2019umiliazione e dalla violenza eppure, mancano ancora venti giorni. Venti lentissimi e fatidici giorni in cui il subchirurgo statunitense potrebbe ripensarci, potrebbe fare marcia indietro annullando le sue dimissioni e restaurando, anche in questo caso, il trono. L\u2019unico uomo politico ad essere fatto palesemente cazziare da un Papa. Neanche ai tempi di Bonifacio VIII.<\/p>\n<p>Ancora venti giorni. Il 28 ottobre, potrebbe essere un giorno decisivo. Novantatre anni fa furono i fascisti a marciare su Roma, speriamo, novantatre anni dopo, non sia Marino a marcirci su, facendo ancora le veci della banda PDemocristiana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>A Roma, almeno, cambia il significato di liberazione. 8 Ottobre. Dopo estenuanti ore di trattative, nervi tesi e cori da stadio sotto le sue finestre, le teste di cuoio riescono a convincere Ignazio Marino ad uscire dal Campidoglio con le mani in alto, le dimissioni in tasca e l\u2019attestato del Guinnes World Record di smentite internazionali. Con una tattica di sfondamento, le forze speciali del PD lo hanno costretto a dimettersi, facendo esplodere la \u2018carica\u2019. 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