{"id":1428,"date":"2021-02-10T10:58:15","date_gmt":"2021-02-10T09:58:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1428"},"modified":"2021-02-10T10:58:15","modified_gmt":"2021-02-10T09:58:15","slug":"perche-norma-cossetto-non-venga-stuprata-ancora-la-memoria-non-e-rancore-ne-riduzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2021\/02\/10\/perche-norma-cossetto-non-venga-stuprata-ancora-la-memoria-non-e-rancore-ne-riduzione\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 Norma Cossetto non venga stuprata ancora. La memoria non \u00e8 rancore, n\u00e9 riduzione"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Ogni <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">maledetto<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"> anno bisogna scongelare il presidente Mattarella, sperando che dica qualcosa di pienamente sentito e rappresentativo per l\u2019occasione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Ogni <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">maledetto<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"> anno, bisogna sperare che il Parlamento italiano ricordi di aver varato, nelle sue galeoniche movenze, una legge nazionale nel 2004 che tutela e riconosce un giorno di celebrazione comune delle \u201cvittime delle foibe, dell\u2019esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani dalle loro terre durante la seconda guerra mondiale e nell\u2019immediato secondo dopoguerra (1943-1945)\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Ogni anno bisogna sperare che la pacchiana italianit\u00e0, ancor pi\u00f9 maleodorantemente virtuale, ci eviti la gara a chi ce l\u2019ha pi\u00f9 grosso, a quali morti pesano di pi\u00f9, come se la morte di una madre per mano di un assassino, valga di meno di quella di un\u2019altra.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Come ogni triste anno, bisogna sperare che una pagina Facebook realizzi meno meme dell\u2019anno precedente, colta dalla consueta frigidit\u00e0 digitale che intercorre, caprona e banale, tra i Mar\u00f2, le foibe e il Duce appiccato per le gambe.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Di anno in anno, bisogna sperare che qualche studente di terza media sia riuscito a sentir pronunciare, anche solo per sbaglio, la parola \u201cfoiba\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Anno dopo anno, bisogna evitare di cadere nelle trappole tese, nelle tagliole. Su tutte quella di trasformare la memoria in rancore e il Giorno del Ricordo nel giorno delle polemiche. Ventiquattro ore di pochezza che soffiano via la celebrazione, il raccoglimento, la maturit\u00e0 civile.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Anno dopo anno, occorre alimentare la macchina della documentazione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Di anno, in anno, serve un Ton<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">i<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"> Capuozzo, stimatissimo giornalista, ben noto a chiunque, che ricordi: &#8220;Giorno del Ricordo. Pur di scolorire la tragedia delle foibe e il dramma dell&#8217;esodo si ricorre a due argomenti: erano pochi, gli infoibati, ed erano fascisti su cui si esercitava una comprensibile vendetta. Oggi voglio ricordare solo una vittima, che da sola basterebbe a spiegare la ferocia delle ideologie. Si chiamava Angelo Adam, meccanico, ed era di Fiume. Il 2 dicembre 1943 era stato deportato dai nazisti a Dachau, con il numero di matricola 59001. Era sopravvissuto ed era tornato alla sua citt\u00e0. Nel 1945 venne prelevato con la moglie dai titini e scomparve. Come la figlia diciassettenne, che aveva chiesto notizia dei genitori. Angelo Adam aveva 45 anni, era italiano, era antifascista, ed era ebreo&#8221;.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong>NON BASTA&#8230;<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Non c\u2019\u00e8 pace. Prendiamoci la pace. E non prendiamoci in giro: l\u2019Italia non ha ancora sufficiente memoria delle vittime delle foibe, dell&#8217;esilio. Non ha ancora sufficiente coscienza, consapevolezza che non sia inquinata dalla distorsione (seppur questo scenario inizi a mutare). Troppi sono, infatti, coloro i quali vorrebbero relegare quei morti a una dimensione privata. A una cappella in fondo al cimitero. Vorrebbero scrivere col sangue una frase da poster con cui arredare il nostro ghetto. Il nostro, poi, di chi? Che pretenderebbero di ridimensionare la storia a una questione ideologica di parte. E questo accade perch\u00e9 pur essendosi invertita la rotta politica di questo Paese, almeno al momento e almeno in apparenza, la strada della generazione della cultura di massa \u00e8 pienamente tortuosa, primato dell\u2019egemonia pensante che fa capo alla sinistra. La prima generazione al governo, anticonformista rispetto alla sinistra, gett\u00f2 le basi per il riconoscimento ufficiale del dramma delle foibe; la seconda, ora, ha il dovere di cristallizzare la memoria.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Per questo ogni strillo di dolore, ogni pianto disgraziato di Norma Cossetto tenuta ferma e stuprata dai suoi aguzzini slavi, e poi buttata in una foiba, si sentono ancora poco. I nostri giovani sentono ancora poco, i nostri studenti, gli italiani. Sordi, ciechi.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Per questo bisogna esultare a ogni vittoria della memoria e smettere di inseguire la rabbia e la vilt\u00e0 della negazione, della riduzione, del disturbo alla storia, agendo in via istituzionale affinch\u00e9 esso non si ripeta. Ma il cuore del Paese deve pensare ad altro. Far festa, nella solennit\u00e0, contribuendo a costruire la memoria civile di questa terra puttana \u2013 che \u00e8 contemporaneamente edificazione della maturit\u00e0 nazionale nella trista constatazione di una \u201cpacificazione\u201d impossibile -, ancora fortemente rinchiusa nella propria pustolosa adolescenza. Scansare, rifiutare come droghe in discoteca, le avances decostruttive, la ansie giustificazioniste, le paranoie negazioniste, la riduzione della grande storia, i calci alla memoria degli uomini, delle donne, dei bambini, crepati nelle foibe.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">NO! Preferisco andare avanti e ignorare quello sguardo di sospetto, le scritte sui muri inneggianti all\u2019odio, le targhe distrutte, i monumenti per ricordare il dramma imbrattati, l\u2019abitudine alla circostanza, la superficialit\u00e0 di certi italiani, che dovrebbero essere miei fratelli, nel dire: \u201cdopo la Shoah, anche voi (ma voi chi?) volevate la vostra ricorrenza, vero? E ti pareva\u2026\u201d. Preferisco ignorare, per non impazzire da solo nella mia stanza, chiunque giustifichi oltre diecimila morti e trecentocinquanta mila esuli, con vent&#8217;anni di fascismo omettendo completamente di citare anni e anni precedenti di eventi sul fronte orientale <strong><a href=\"http:\/\/www.storiainrete.com\/dalle-foibe-allesodo-il-nuovo-speciale-di-storia-in-rete-in-edicola-e-pdf\/\">(si segnala, a tal proposito, l&#8217;accurato speciale della rivista Storia in rete)<\/a><\/strong>. Sempre loro, abituati a dire che l\u2019infrazione della legge \u00e8 ben accetta se in nome di un ordine ideologico superiore. Superiore a cosa? Sub Lege Libertas. Come quella 30 marzo 2004, n.92. La legge \u00e8 inferiore allo spirito fintanto che non li tange.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong>L&#8217;ARTE TRADUCE IL SENSO E LO PROSEGUE<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">E allora sappiate che questa sera, il fumetto \u201cFoiba Rossa. Norma Cossetto, storia di un\u2019italiana\u201d (Ferrogallico), scritto da Emanuele Merlino, con disegni di Beniamino Delvecchio, che racconta con delicatezza e onest\u00e0 storiografica la vita e il martirio della povera studentessa, dovrebbe essere regalato a chiunque voi riteniate degno di stima. Norma, stuprata due volte, dai titini e dalla storia recente che ne vuole negare il nome e la fine, ella viene presa per mano e condotta nella verginit\u00e0 della vita nuova dell\u2019esempio, tra le pagine di una graphic novel che \u00e8 candore, giustizia e verit\u00e0. Non un passo di pi\u00f9. Un fumetto che, ad oggi, \u00e8 stato stampato in pi\u00f9 di quaranta mila copie.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Dal cinema, al fumetto. L\u2019arte, come pulsione ulteriore della vita, sta scegliendo di costruire la memoria nazionale, senza timore alcuno, senza alcun senso di inferiorit\u00e0, come un antidoto alla negazione, come un dinamismo che parli un linguaggio universale, capace di cristallizzare ed elevare il ricordo, generando eredit\u00e0. Che sia nei versi del goriziano Marco Martinolli, o in quelli di Armando Bettozzi (\u201cC\u00e0rsici b\u00e0ratri profondi e scuri custodi involontari di abominevoli vergogne e di voluti silenzi decennali [\u2026] Qual \u00e8 la differenza, deh! -se mai sapete tra un pozzo\u2026 ed un forno?\u201d), negli sforzi eroici, avamposti di purezza, della cultura popolare; che sia nelle impressioni del dramma scolpite da Paolo Menon, nel trittico di Rocco Cerchiara e Andrea Cardia, \u201cFoibe\u201d, o nelle pennellate scure, gotiche e opprimenti di Renzo Gentili ne Il supplizio di Norma Cossetto. Cos\u00ec, nell\u2019epoca dell\u2019adolescenza antifascista, i racconti d\u2019onest\u00e0 di grandi artisti come Gino Paoli, \u2013 \u00abparte della famiglia di mia madre mor\u00ec infoibata. I miei parenti non erano fascisti. Ma la caccia all\u2019italiano faceva parte della strategia di Tito. I partigiani titini, appoggiati dai partigiani comunisti italiani, vennero a prenderli di notte [\u2026] senza lasciare dietro di s\u00e9 un corpo, una tomba, una memoria. Peggio: una memoria negata\u00bb \u2013 o Umberto Smaila, Nino Benvenuti e molti altri. La miniserie Il cuore nel pozzo, o il film Rosso Istria. Le pagine de Sul ciglio della foiba (Ed. Il Borghese, pp.220, Euro 18) di Lorenzo Salimbeni, o de L\u2019esodo (Mondadori, pp.202, 10 Euro) di Arrigo Petacco, che porta lo stesso nome del nuovo spettacolo di Simone Cristicchi (L\u2019esodo \u2013 Racconto per voce, parole e immagini, ndr), gi\u00e0 autore di Magazzino 18 \u2013 ispirato al libro \u201cCi chiamavano fascisti. Eravamo italiani. Istriani, fiumani e dalmati: storie di esuli e rimasti\u201d di Jan Bernas (Mursia, pp.192, 16 Euro) che porta a teatro il pellegrinaggio e la sofferenza degli esuli istriani, fiumani e dalmati -, tra le tante. Opere che rafforzano la coscienza di un popolo a cui fa male la memoria. E la lista potrebbe continuare a lungo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong>CULTURA \u00c8 COLTIVAZIONE<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Ripartire dalle scuole. La sinistra d\u2019ogni porzione di modernit\u00e0 insegna il senso della costruzione del sentire comune, dell\u2019accettazione del pubblico sentire, di temi e idee, della strutturazione della cultura di massa. E che i suoi adepti, discepoli e santi, in ogni forma, fossero tanti o pochi in quel momento storico, fossero capaci di trainare o meno, di vincere o di perdere le elezioni, comprendono, comunque, bene la necessit\u00e0 di continuare a contaminare la storiografia ufficiale, di coltivare \u2013 genesi della parola cultura \u2013 il consenso in fasce. Di farlo per eternarsi. Nel sottoscala preparano le rivoluzioni. Non sul palcoscenico. Per questo, come vedete, la battaglia politica di contrasto all\u2019ideologizzazione del reale, da parte dell\u2019egemonia culturale imperante e sinistra, \u00e8 in atto. E al momento vincente. Ma culturalmente la societ\u00e0 italiana risente ancora troppo dei suoi influssi, come passaporto necessario per la civilt\u00e0. Vietato pensare, vietato dissentire, vietato raziocinare se si vuole vedere riconosciuto lo status di \u201cumani\u201d, e non di barbari. E dunque, la memoria trovi forma nella sensibilizzazione degli uomini futuri, proprio nel percorso di costruzione della loro cultura, da intendersi come coltivazione di se stessi, capace, tramite lo studio, la conoscenza, e il ragionamento sopra le cose, via via in sviluppo, di edificare il pensiero critico con cui leggere il reale, e saper distinguere il reale dalla sua narrazione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Solo cos\u00ec la memoria sar\u00e0 iniziativa primordiale ed essenziale di continuit\u00e0, e non continua iniziativa necessaria a non dimenticare. Il ruolo delle scuole viene, per altro, sottolineato dal fu Ministro dell\u2019Istruzione, Bussetti, che afferma che parlare di foibe negli istituti, \u00abnon \u00e8 propaganda\u00bb, aggiungendo che \u00abIl negazionismo va sempre rigettato. Nel caso delle foibe e delle persecuzioni anti-italiane sul confine orientale, abbiamo il dovere di ricordare una vicenda particolarmente dolorosa e cruenta del Novecento. Migliaia di persone furono uccise in quanto italiane, senza colpa. Per lo stesso motivo, centinaia di migliaia di uomini e di donne hanno dovuto abbandonare quelle terre e tutto quello che avevano per rifugiarsi all\u2019interno dei nuovi confini nazionali. Una catastrofe. Cancellare o minimizzare questa vicenda storica significa oltraggiare nuovamente le vittime di allora e i loro discendenti. Non sarebbe giusto\u00bb.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Che si fotta il resto: esultiamo della costruzione della memoria, per quanto inspiegabilmente faticosa in un Paese che celebra e ricorda, per legge, le vittime di un assassino decorato dallo Stato, come Josip Tito Broz, dal 1969, Cavaliere di Gran Croce dell\u2019Ordine al Merito della Repubblica Italiana.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>Ricordare Anna Frank, celebrare Norma Cossetto. Altrimenti non \u00e8 memoria, \u00e8 rancore.<\/p>\n<p><span style=\"color: #050505\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Di anno, in anno. Ogni stramaledetto anno&#8230;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ogni maledetto anno bisogna scongelare il presidente Mattarella, sperando che dica qualcosa di pienamente sentito e rappresentativo per l\u2019occasione. Ogni maledetto anno, bisogna sperare che il Parlamento italiano ricordi di aver varato, nelle sue galeoniche movenze, una legge nazionale nel 2004 che tutela e riconosce un giorno di celebrazione comune delle \u201cvittime delle foibe, dell\u2019esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani dalle loro terre durante la seconda guerra mondiale e nell\u2019immediato secondo dopoguerra (1943-1945)\u201d. 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