{"id":1436,"date":"2021-03-04T11:27:23","date_gmt":"2021-03-04T10:27:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1436"},"modified":"2021-03-04T11:41:16","modified_gmt":"2021-03-04T10:41:16","slug":"un-anno-di-lockdown-un-anno-di-insopportabile-umiliazione-ora-basta-la-vita-non-e-un-crimine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2021\/03\/04\/un-anno-di-lockdown-un-anno-di-insopportabile-umiliazione-ora-basta-la-vita-non-e-un-crimine\/","title":{"rendered":"Un anno di lockdown, un anno di insopportabile umiliazione. Ora basta! La vita non \u00e8 un crimine"},"content":{"rendered":"<p>Un anno come una botta in testa. Confusione, smarrimento. Vi vengono richiesti solo cinque minuti del vostro tempo agli arresti domiciliari.<\/p>\n<p>Un anno fa, abbiamo imparato a misurare il peso della libert\u00e0 in un tempo che si crede libero perch\u00e9 pu\u00f2 permettersi pressoch\u00e9 qualsiasi cosa: che fiacca minchiata. Libert\u00e0 \u00e8 partecipazione. Come, di grazia, stiamo partecipando a quanto accade, a quanto ci sradica da ogni diritto? Qual \u00e8 la partecipazione in un anno di editti del faraone, Dpcm, di decisioni politiche che, ormai, esulano da un sostegno scientifico, piste da sci chiuse in mezz\u2019ora, senza preavviso? Qual \u00e8 la partecipazione in Dpcm che, fino a l\u2019altro ieri, venivano emanati senza consultare il Parlamento, luogo ridotto a nonluogo, da tempio a scempio della democrazia? Abbiamo mai constatato se la nostra sofferenza, se qualche nostro grido di allarme, di paura, di sfinimento costituzionale sia mai realmente preso in considerazione da chi ci governa per orientare il giorno? Questa \u00e8 partecipazione? Questa \u00e8 libert\u00e0, forse? Chi crede lo sia, vive la sua percezione dovuta alla realizzazione nell\u2019egoismo individualista. Banalmente, vivere murati in casa con l\u2019abbonamento di Sky rinnovato NON \u00e8 libert\u00e0. E s\u00ec, ognuno di noi, da un anno o da una vita, per un virus o per altro, conosce il sacrificio. Non \u00e8 vizio, n\u00e9 capriccio.<\/p>\n<p>Un anno fa, abbiamo imparato a concepire che la vita non solo pu\u00f2 essere un\u2019eccezione ma che pu\u00f2 persino trasformarsi persino in un crimine. La vita.<\/p>\n<p>Un anno fa, abbiamo imparato il senso della colpa e della vergogna, nudi di fronte alla nuova divinit\u00e0, nel nuovo peccato originale della religione dell\u2019umanit\u00e0, come direbbe Jean Louis Harouel, che deve redimersi solamente da s\u00e9 stessa e dai propri peccati, senza pi\u00f9 alcuna mediazione divina. Culto sostitutivo che dichiarava l\u2019avvento del Dio Vaccino e della Scienza Vergine \u2013 diffusa dagli apostoli del Cts e dai virologi suoi profeti -, sempre intonsa e maestra di vita, dea delle coscienze, ispiratrice unica degli atti degli uomini. C\u2019ha trovato nudi e colpevoli, intenti a credere in un Dio, a chiedere la Pasqua, a fare frizione con un pensiero critico, a possedere una volont\u00e0 e uno spirito, a rompere i coglioni con la voglia di vivere. Nulla di pi\u00f9 sbagliato: la scienza ti salva, pupazzo. Stai zitto e lasciati salvare, sempre. Non la scienza dei chirurghi, benevola, ma l\u2019Altissima scienza che diventa politica e governa la polis, la plasma, ne indirizza le abitudini, il credo privato, i sentimenti; non la giusta prevenzione, ma la soffocante precauzione, il principio di precauzione, dalla culla, alla tomba. La Scienza che ci ha rivelato quali finestrini aprire in auto per non contagiarci, come fare l\u2019amore, come masturbarci, come mangiare, cosa, quando e con chi al pranzo di Natale. La priorit\u00e0 del corpo sullo spirito e sui suoi prodotti. Il corpo \u00e8 sacro, lo spirito, ora, \u00e8 un ammennicolo inutile.<\/p>\n<p>Un anno fa, abbiamo ricordato a noi stessi il valore dei nostri medici e del nostro talento.<\/p>\n<p>Un anno fa, abbiamo imparato cosa significa fare a cazzotti col proprio daimonion: acquisizione di un senso di responsabilit\u00e0 che giunge in quel tempo in cui basta frignare diritti e correre sotto il manto progressista della Madonna della Piet\u00e0 per essere protetti e rassicurati; abbiamo scoperto la sismicit\u00e0 antropologica, uomini vibranti nell\u2019incertezza costante, incapaci di essere sovrani di s\u00e9 stessi; abbiamo fatto macerare la paura cos\u00ec tanto da trasformarla in angoscia, che corre all\u2019infinito, e ora siamo pronti a essere perfettamente grigliati nella fragilit\u00e0. Ansia, depressione, panico, giovani generazioni accoltellate mentre correvano. Emergenza psicologica, oltrech\u00e9 economica, costantemente ignorata. E poi ci lamentiamo se il loro canto \u00e8 la Trap, graffiato e graffiante, gronda sangue rabbioso di isolamento in un sogno di potenza che non si realizza, come una richiesta indiretta di aiuto. TRAPpola.<\/p>\n<p>Un anno fa, il rapporto Stato-cittadini \u00e8 mutato: dalla fiducia, alla paura. Stato liberamente illiberale. Lo Stato \u00e8 stato.<\/p>\n<p>Un anno fa, abbiamo misurato esattamente il peso della mediocrazia, ovvero del governo dei mediocri \u2013 che giunge nuovo per la postdemocrazia -, in una interminabile favola che parla di un Conte e di Draghi, di giullari e buffoni di corte. Dagli scranni moriremo scannati. Scannati senza un soldo, scannati senza pi\u00f9 sangue.<\/p>\n<p>Un anno fa, abbiamo imparato quanto la pi\u00f9 grande battaglia del nostro tempo non sia pi\u00f9 ideologica, ma antropologica: la grande battaglia, per chi vorr\u00e0 concepirla e combatterla, contro l\u2019autoannullamento degli uomini, della loro integrit\u00e0. Abbiamo imparato a conoscere gli aborti umani, i mai nati come uomini, figuriamoci come politici.<\/p>\n<p>Un anno fa, o meglio, nel corso di un anno orribile, abbiamo sentito un ex commissario all\u2019eterna emergenza pandemica affermare che con il vaccino sarebbe terminata la pandemia. Ad oggi, i vaccini spopolano, ma non in Italia, dove tentenna ancora un piano vaccinale degno di essere chiamato tale.<\/p>\n<p>Un anno fa, avremmo dovuto attrezzarci, capendolo subito, per una reazione a ci\u00f2 che accade un anno dopo (METTETE VOI IL PENSIERO).<\/p>\n<p>Un anno fa, abbiamo lucidamente compreso che non esistiamo come nazione, men che meno come popolo, ma che ne manifestiamo gli stereotipi \u2013 credendo possa bastare per essere tale -, i baffineripizamandolino dai balconi festanti. Abbiamo acquistato di gran furia il tricolore al negozietto cinese sotto casa a un euro e venti, per incarnare l\u2019atto dimostrativo di un canto dalla loggia, abituati a non essere grati, evocando Ortega Y Gasset, a chi l\u2019ha costruita la Civilt\u00e0 \u2013 e l\u00ec c\u2019\u00e8 un popolo -, che per\u00f2 ci godiamo pienamente. Cento anni fa, potevamo pure dire ai ragazzi del \u201899 di tornare al paese in Calabria a fare l\u2019amore con le fidanzate, a questo punto. Anche loro cantavano e avevano un tricolore. \u201cLi ho visti i ragazzi del &#8217;99. Andavano in prima linea cantando. Li ho visti tornare in esigua schiera. Cantavano ancora\u201d, ci dir\u00e0 Armando Diaz. Un popolo per dirsi tale ha bisogno di un rito che ne rigenera l\u2019essenza nel tempo, specie nell\u2019epoca della negazione degli Stati come nazione. Quel rito, quasi sempre, ricorre nel dramma e nell\u2019oppressione, nel tempo di guerra. Nel tempo di pace non esistono popoli, ma solo persone indaffarate o felici; nel tempo di guerra, ogni virt\u00f9 nazionale, se esiste, viene richiamata ad esistere e a confermarsi. Momenti fondativi della Patria vanno rigenerati per riconoscersi ancora come tale. Da cittadini a coinquilini. Nessun destino che taglia il tempo pare pi\u00f9 unire questa gente, non vi \u00e8 pi\u00f9 interesse, quindi, in una communitas, che richiama il dovere, il debito, il dare, ma in un individualismo di sopravvivenza, che ci rende spietati, delatori, colpevolizzatori: faremmo qualsiasi cosa per garantire le nostre necessit\u00e0 di sopravvivenza. Aprite i porti ma sparate al mio vicino. Losco presente agambeniano di una massa fatta di unit\u00e0 abitative distanti ma unite nei nonluoghi della protesta inconcludente, dei social network, nella illusione della partecipazione e del potere globale. Sottolineatura orwelliana: piuttosto che finire ancora nella Stanza 101, prendete i miei tre figli, ammazzatemeli davanti. Farei, io, ego, qualsiasi cosa pur di non tornare la dentro.<\/p>\n<p>Un anno fa, abbiamo visto la materializzazione della nuova forma umana, gli uomini folla. Uomini folla che occupano solo spazio e si spostano l\u2019uno sull\u2019altro, come brulicare di vermi in busta, per riempire i vuoti creati dall\u2019ingegneria politica, come zone pasturate in cui fare gran cattura di consenso. Vuoti e pieni, vuoti pieni solo del loro vuoto, come le dichiarazioni dei virologi, l\u2019eterno lockdown ricciardiano, l\u2019eterno terrore galliano, crisanteniano. Uomini folla che vivono di gratificazione istantanea, nella dittatura dell\u2019immagine-verit\u00e0, nella negazione del processo complesso e profondo che genera la ricerca della verit\u00e0, tutto si materializza come vero quando si vede, e poco importa cosa c\u2019\u00e8 dietro. Ci\u00f2 che si vede \u00e8 l\u2019esistente, e basta. Dittatura dell\u2019immagine, quella s\u00ec, che passa per gli occhi per fottere le anime. Uomini folla replicanti, sterilizzati, incapaci di reagire, che si accontentano della vita puntillistica \u2013 memorie di Bauman -, in cui ogni giorno \u00e8 in un punto, in un punto stretto che genera nuove voglie, necessit\u00e0, stimoli, paure, emozioni, dall\u2019alba al tramonto, identit\u00e0 portatili, volatili, virologiche, politiche, terroristiche. Dall\u2019alba al tramonto. Uomini folla che non riescono a nutrire dubbi, a mettere in discussione, neanche di fronte a contraddizioni o stronzate cos\u00ec spesse che chiunque ci sbatterebbe la testa: \u201cmai col Pd, mai con Forza Italia al governo. Mai quello con cui sto governando\u201d, suona il cielo rimasto con sole Cinque Stelle; \u201cavremo 150mila persone in terapie intensiva se vi permettete di vivere\u201d. 150Mila.<\/p>\n<p>Un anno fa, abbiamo imparato a capire che siamo noi a disturbare il virus e non viceversa.<\/p>\n<p>Un anno fa, abbiamo imparato a comprendere che nessuno si salva da solo. Che si salver\u00e0 da questo infinito pandemico, solo chi rimarr\u00e0 lucido. Abbiamo imparato, forse, quanto un pensiero critico, la generazione di dubbi, il ragionamento sopra le cose, che distinguono il reale dal surreale, il luogo dal nonluogo, la libert\u00e0 dalla schiavit\u00f9, la dignit\u00e0 dall\u2019indegno vivere come runner nazisti colpevoli di ogni cosa, siano fondamentali per campare. Ossigeno. Non basta l\u2019assenso. Non basta indossare una salvifica mascherina.<\/p>\n<p>Un anno fa, abbiamo imparato a capire che, un anno dopo, siamo al punto di partenza: zone rosse, aria di lockdown, infinito pandemico che si materializza nelle due parole sante: varianti e ondate. Ondate di varianti, varianti di ondante, terza, quarta, quinta. Parcheggiati nel coprifuoco \u2013 della cui utilit\u00e0 ancora qualcuno dovr\u00e0 spiegarci qualcosa \u2013 per l\u2019incapacit\u00e0 della politica di farci vaccinare in fretta e in gran numero. Non si pu\u00f2 chiedere alla psicologia sfinita, devastata degli italiani di resistere ancora, ancora e ancora, chiedere ulteriori e dannosi sacrifici, quando i vaccini non arrivano.<\/p>\n<p>Un anno fa, ci hanno fatto caricare sulle spalle l\u2019intero peso del dramma, intero. E ce lo hanno anche fatto pesare, pi\u00f9 del previsto. Runner, movida, giovani, voglia di vivere una vita appena decente che loro ci concedono per poi punirci dello sfruttamento della concessione concessa, mentre in molti si sono iniziati a chiedere: lo Stato ha condiviso con noi questo peso? Ha potenziato i protocolli per le cure da casa, ha sostenuto il meccanismo dei medici di base, ha seriamente rafforzato il sistema sanitario con nuovi macchinari, operatori e strutture? Ha creato un efficiente piano vaccinale, veloce, organizzato, efficace? Ma soprattutto, su tutto, lo ha fatto nei tempi giusti \u2013 penso all\u2019estate del 2020, mentre Di Maio consumava rapporti vaginali nell\u2019acqua di mare -?<\/p>\n<p>Un anno fa, abbiamo imparato a capire che una partita Iva, per questo Stato, un lavoratore autonomo, un negoziante, un imprenditore privato, e tante altre figure di questo nostro variegato teatro, vale quanto il fango sotto le scarpe.<\/p>\n<p>Un anno fa, abbiamo imparato che cinema, teatri, palestre, musei, sono l\u2019inferno, luoghi di inutile frequentazione, disastro e perdizione, vero? Giusto?<\/p>\n<p>Un anno fa, e sempre pi\u00f9 in questo anno maledetto, abbiamo imparato la sfiducia verso l&#8217;altro, la distruzione della coesione sociale, la normalizzazione dell&#8217;istituzione e la realizzazione del sogno bagnato sessantottino, la distruzione dei modelli di autorit\u00e0, diventati pop, gossip e voyeurismo, selfismo militante, quella life politics che si abbassa verso le emozioni e gli istinti popolari per mangiare consenso, ogni giorni di pi\u00f9; abbiamo imparato che, questo, \u00e8 un mondo gi\u00e0 morto, che ha terrore di bambini e ragazzi, oggi, pare, sempre pi\u00f9 appestati portatori del contagio.<\/p>\n<p>Un anno fa, abbiamo imparato a capire che va rifondata, anzitutto, una classe di uomini, non solo di politici. In un anno non abbiamo ancora imparato a capire che come per tutte le altre generazioni ora tocca alla nostra portare il peso della propria porzione di responsabilit\u00e0 sulle spalle, se vogliamo essere degni della storia e non di un racconto di fugace imbarazzo. Responsabilit\u00e0 che significa certamente prevenzione, tutela della salute propria e altrui ma che di fronte, ad esempio, al terrorismo virologico e mediatico, si incarna anche in una reazione che non sia accettazione aprioristica della nuova normalit\u00e0, felici in mascherina, danzando con la morte, nella tana del coniglio dalle 22.00, ai soprusi, al modo di essere trattati, alle decisioni esclusive della politica, talvolta ingiustificate o scellerate.<\/p>\n<p>Un anno fa, abbiamo imparato cosa significa essere trattati da figli stupidi.<\/p>\n<p>Un anno fa, nel corso di un intero anno ad oggi, abbiamo imparato molte cose. Ma un anno dopo esatto mi chiedo, cosa abbiamo imparato davvero? Come siamo cresciuti? Cosa potevamo fare? Cosa possiamo fare? Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 reazione? Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 reazione a questa umiliante degradazione? Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 reazione? Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 reazione? Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 reazione? Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 reazione? Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 reazione? Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 reazione? Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 reazione? Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 reazione? Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 reazione? Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 reazione? Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 reazione? Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 reazione?<\/p>\n<p>L&#8217;assurdo, l&#8217;irrazionale, i banchi a rotelle. Primule rosse.<\/p>\n<p>Un grido di dolore. Se volete, ancora, ingozzarvi di dati da rivomitare nella illusione che serva a qualcosa, andate a leggere altrove. Non di soli dati muore la nostra dignit\u00e0. Cretino io che ancora credo sia possibile smuovere la bench\u00e9 minima riflessione scrivendo, coinvolgendo in un dramma che non \u00e8 privato, n\u00e9 isolato.<\/p>\n<p>Ci nutrono a spazzatura, come i gabbiani. Non c&#8217;\u00e8 neanche pi\u00f9 il buon gusto dell&#8217;asservimento.<\/p>\n<p>Manifesto di un anno di vita criminale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un anno come una botta in testa. Confusione, smarrimento. Vi vengono richiesti solo cinque minuti del vostro tempo agli arresti domiciliari. Un anno fa, abbiamo imparato a misurare il peso della libert\u00e0 in un tempo che si crede libero perch\u00e9 pu\u00f2 permettersi pressoch\u00e9 qualsiasi cosa: che fiacca minchiata. Libert\u00e0 \u00e8 partecipazione. Come, di grazia, stiamo partecipando a quanto accade, a quanto ci sradica da ogni diritto? Qual \u00e8 la partecipazione in un anno di editti del faraone, Dpcm, di decisioni politiche che, ormai, esulano da un sostegno scientifico, piste da sci chiuse in mezz\u2019ora, senza preavviso? Qual \u00e8 la partecipazione [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2021\/03\/04\/un-anno-di-lockdown-un-anno-di-insopportabile-umiliazione-ora-basta-la-vita-non-e-un-crimine\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1066,"featured_media":1437,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[79480],"tags":[261104,387511,387565,408825,244822,408834,317126,2699,26,7610,395725,2759,9154,40330,47034,66669,384580,408824,391229,16082,59439,4672],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1436"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1066"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1436"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1436\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1440,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1436\/revisions\/1440"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1437"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1436"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1436"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1436"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}