{"id":1450,"date":"2021-03-25T11:40:50","date_gmt":"2021-03-25T10:40:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1450"},"modified":"2021-03-25T11:43:22","modified_gmt":"2021-03-25T10:43:22","slug":"dantedi-se-dante-potesse-ci-picchierebbe-altroche-per-lui-la-liberta-era-sacra-per-noi-il-lockdown-e-infinito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2021\/03\/25\/dantedi-se-dante-potesse-ci-picchierebbe-altroche-per-lui-la-liberta-era-sacra-per-noi-il-lockdown-e-infinito\/","title":{"rendered":"Danted\u00ec? Se Dante potesse ci picchierebbe, altroch\u00e9. Per lui la libert\u00e0 era sacra, per noi il lockdown \u00e8 infinito"},"content":{"rendered":"<p>Lui usc\u00ec a riveder le stelle, liberandosi dal male, noi, a malapena, possiamo uscire per fare la spesa.<\/p>\n<p>Celebrare Dante in galera, leggerne i suoi versi, musealizzarne l&#8217;essenza disinnescandola in maratone di lettura online. Feticismo fariseo. Pareva brutto non fare niente nel giorno dei settecento anni della sua nascita, ovvio. Anche oggi, ci siamo puliti la coscienza. L\u2019equilibrio \u00e8 ristabilito.<\/p>\n<p>Possiamo evocare il nome dei padri, possiamo disturbare il sonno glorioso dei giusti, possiamo leggerne i versi, persino masturbarci sopra le loro pagine, ma ormai il bluff \u00e8 svelato: nel profondo nostro, profondo rosso, non sentiamo pi\u00f9 accendersi il motivo del nostro esistere e reagire, combattere ed ambire, strettamente legato ai loro insegnamenti, se non per dimostrazione di stile. Quasi sempre, ormai per la totalit\u00e0, cos\u00ec va. L&#8217;eredit\u00e0 si \u00e8 rotta, la trasmissione interrotta. Riempiamoci pure la bocca, ma domani saremo gli stronzi di sempre.<br \/>\nOgni nostro sforzo quotidiano dovrebbe essere volto alla ricerca della giustizia, in questi mesi. S\u00ec dovrebbe respirare tensione, non solo generata dalla continua privazione ma dalla necessit\u00e0 di liberarci dal male che buca lo stomaco. Tripartire la nostra volont\u00e0 quotidiana: famiglia, lavoro e ricerca della giustizia. Ognuno dovrebbe cavalcare il disagio. Eppure sembriamo atomi che non si legano e, per questo, non producono effetti. Passivi, sodomizzati, strillanti su un social network: eccoli i \u201cbotoli ringhiosi\u201d, nel Danted\u00ec, che siamo diventati, chiusi nell&#8217;infinito pandemico, a gridare nel Purgatorio che osa punire anche solo l&#8217;idea di Bene con le fruste dei virologi che lasciano segni sulla schiena: non permetterti di vivere, di sperare, la curva non cala, i contagi esplodono, i morti aumentano, serve un nuovo lockdown, serve altra prigione. E noi qui, oggi, a celebrare Dante che della libert\u00e0 fece ambizione assoluta?<\/p>\n<p>Ma forse non ci rendiamo pienamente conto. Io mi chiedo: cos&#8217;altro debbano fare, dal governo, per non meritarsi una vera e propria sommossa popolare? Forse, dare della mignotta a nostra madre? Come si riesce a intavolare, in ogni disgraziato giorno italiano, un dibattito su questo e quello, quando ad Anagni vengono scoperte magicamente oltre venti milioni di dosi di vaccino, in un Paese che lagna assenza di vaccini e che, proprio per questo, \u00e8 ancora agli arresti domiciliari ad aspettare che il caldo sciamano, santo e magico, venga a salvarci tutti, o meglio, quelli che, di questo passo, saranno rimasti poich\u00e9 fuori pericolo rispetto al fallimento economico o psicologico? Ma come si fa? Con quale coscienza? Con quale visione di uomo, di cittadino e di Stato?<\/p>\n<p>Questi cavoli della Boldrini e della figlia di Fedez; questi grandissimi cavoli della corsa scudetto e delle uscite di Michele Serra; questi ingombranti cavoli di Enrico Letta e del nuovo suicidio del Pd. Questi rampanti cavoli di ogni cosa mobile o immobile, compreso il Danted\u00ec, tanto siamo sempre meno degni di ricordare un padre nobile. Quel padre ci disconoscerebbe: &#8220;Libert\u00e0 va cercando, ch&#8217;\u00e8 s\u00ec cara, come sa chi per lei vita rifiuta (Pg I 71). La vita rifiuta per lei. E noialtri, poveri farisei virtuali, me in primis, non stiamo rifiutando la vita per giungere alla libert\u00e0, non compiamo il sacrificio della ribellione &#8211; eppure c&#8217;\u00e8 chi ancora va definendosi tale in un giubilo mistico di infantilismo e tenerezza -, ma abbiamo accettato, supinamente, la riduzione della vita stessa a un&#8217;eccezione. Dante, nei suoi passi, mostra una continua tensione alla redenzione, alla libert\u00e0 come fondamento dell&#8217;integrit\u00e0 degli uomini, in continuo equilibrio tra libero arbitrio e sfera morale: &#8220;dalle prime opere fino alla Commedia, dove continuamente presente \u00e8 la tensione dell&#8217;anima verso la purificazione degli affetti, sostenuta dalla ragione e illuminata dalla grazia&#8221;, ci ricorda Bruno Bernabei nell&#8217;Enciclopedia Dantesca, &#8220;Libertade \u00e8 tra i vocaboli centrali del mondo dantesco, pervaso dall&#8217;ideale della libert\u00e0&#8221;. Il rovesciamento dalla servit\u00f9. Quella dantesca appare non come una libert\u00e0 \u201cdi\u201d (che oggi pretendiamo come se ci\u00f2 che facciamo determina la nostra esistenza, specie in rapporto agli altri), ma una libert\u00e0 \u201cda\u201d. E qui risuona pi\u00f9 forte di tutte le letture online della Divina commedia online del cacchio di questa giornata, l\u2019ammonimento di Alighieri esiliato ai concittadini, che possiamo oggi leggere non solo con accezione al Divino, ma anche come evocazione pi\u00f9 alta di cosa sarebbe giusto fare per non essere pi\u00f9 considerati cittadini de iure e sudditi de facto: \u201cNon vi accorgete\u2026che \u00e8 la cupidigia che vi domina,\u2026che vi tiene costretti con minacce fallaci e vi imprigiona nella legge del peccato e vi proibisce di ubbidire alle santissime leggi [\u2026] l\u2019osservanza delle quali\u2026non solo \u00e8 dimostrato che non \u00e8 servit\u00f9, ma anzi, a chi guardi con perspicacia, appare chiaro che \u00e8 la stessa suprema libert\u00e0\u201d. Libert\u00e0 dantesca, nobile affrancamento che dovrebbe essere anzitutto dalle macerie di noi stessi e dalle nostre aspettative: attendiamo, e i giorni della pandemia ne sono testimonianza, che la libert\u00e0 ci venga data, ci venga offerta, peggio ancora, ci venga concessa.<\/p>\n<p>Dunque eccoci qui a celebrare il cimitero, la Cultura come rito forzato, atto dimostrativo, il ricordo come ricorso. Eccoci, oggi, a spolverare le bomboniere nella cristalliera, ricordando i tempi che furono. Nel frattempo ci ricordo che, quasi sicuramente, le restrizioni dureranno anche dopo Pasqua, fino al 13 o al 18 aprile, nonostante le dichiarazioni del ministro Franco e dello stesso Draghi &#8220;sull&#8217;ultimo sforzo&#8221; e su &#8220;da dopo Pasqua ricomincia gradualmente una parvenza di normalit\u00e0&#8221;. E chi gli impedisce di non proseguire con le zone rosse fino a met\u00e0 maggio?<\/p>\n<p>Ancora una volta: i padri sono sempre pi\u00f9 giovani di noi, anche se hanno settecento anni. Mentre lo ricordiamo e mentre lui ricorda chi siamo e come siamo fatti, chiediamo scusa a Dante della nostra inconsistenza. E questo Regno cretino, se voleva dare vita a qualcosa di concreto, poteva almeno regalare una copia della Divina a ogni studente. Una casa, una Divina commedia, che \u00e8 lettura degli uomini, del tempo, di Dio. Ben pi\u00f9 di un\u2019interrogazione.<\/p>\n<p>\u201cColor che ragionando andaro al fondo, s\u2019accorser d\u2019esta innata libertate; per\u00f2 moralit\u00e0 lasciaro al mondo \u201c. Quale moralit\u00e0 pu\u00f2 lasciare un mondo umano in rovina che si limita a farsi sterilizzare, a replicare, a godere dell\u2019immagine-verit\u00e0, a prostituirsi verso chiunque politicamente possa garantire le proprie necessit\u00e0 di sopravvivenza, che campa di mera gratificazione istantanea, che rinuncia al proprio pensiero critico per cucire in fretta e senza approfondire, il reale e i suoi accadimenti, morendo nel nozionismo, nelle porzioni di dichiarazioni dei media, del web, dei leader che d\u00e0 vita a una percezione di conoscenza?<\/p>\n<p>Anche oggi ci siamo puliti la coscienza. Anche oggi abbiamo constatato, in gran parte, l\u2019inutilit\u00e0 degli intellettuali in questo mondo, l\u2019inutilit\u00e0 degli intellettuali che si esprime nell\u2019impossibilit\u00e0 di tradurre e declinare, di contaminare la sfera morale, e non solo pompare le possibilit\u00e0 infinite del libero arbitrio, e la volont\u00e0 degli stessi di apparire, di monetizzare, di farsi riconoscere. Vuoti simulacri. Nello sforzo dell\u2019anima per uscire dal peccato, nel riportare il mondo ad un salvifico antropocentrismo.<\/p>\n<p>\u00c8 Massimo Dapporto, nei suoi ragionamenti sulla libert\u00e0 dantesca, a ricordarcelo: \u201cAncora la dialettica fra libert\u00e0 e schiavit\u00f9; tra un giudizio non compromesso dalla passione e il condizionamento dell\u2019appetito. Perch\u00e9 la libert\u00e0 in Dante \u00e8 \u201cde la volont\u00e0 la libertate\u201d, come dir\u00e0 in Paradiso o, nelle parole ancora della Monarchia, \u201cprincipio primo della nostra libert\u00e0 si \u00e8 la libert\u00e0 dell\u2019arbitrio\u201d. Anche qui, l\u2019io della modernit\u00e0 non pu\u00f2 che sentirsi lontano, forse dolorosamente lontano, dalle certezze dantesche. L\u2019io spodestato del soggetto moderno, non pi\u00f9 padrone a casa sua; l\u2019io invaso dall\u2019inconscio, o disturbato dal progresso delle neuroscienze, che non sanno dove collocare l\u2019organo della libert\u00e0 nella contemporanea topografia del cervello, rischiano di rendere il concetto di libert\u00e0 dantesca remoto, supremamente inattuale. Dante vive in un regime intellettuale e morale di orgogliosa alterit\u00e0 antropocentrica; in cui la diversit\u00e0 radicale della ragione apparenta l\u2019uomo al divino e alla sua trascendenza\u201d, cos\u00ec come fu per il genio dell\u2019imperfezione, Leonardo, e cos\u00ec come fu per quell\u2019uomo rinascimentale, che mise in asse Natura, Bellezza e Assoluto, che noialtri, poveri topi da laboratorio, andiamo cercando ma che sempre meno riusciamo a capire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Lui usc\u00ec a riveder le stelle, liberandosi dal male, noi, a malapena, possiamo uscire per fare la spesa. Celebrare Dante in galera, leggerne i suoi versi, musealizzarne l&#8217;essenza disinnescandola in maratone di lettura online. Feticismo fariseo. Pareva brutto non fare niente nel giorno dei settecento anni della sua nascita, ovvio. Anche oggi, ci siamo puliti la coscienza. L\u2019equilibrio \u00e8 ristabilito. Possiamo evocare il nome dei padri, possiamo disturbare il sonno glorioso dei giusti, possiamo leggerne i versi, persino masturbarci sopra le loro pagine, ma ormai il bluff \u00e8 svelato: nel profondo nostro, profondo rosso, non sentiamo pi\u00f9 accendersi il motivo [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2021\/03\/25\/dantedi-se-dante-potesse-ci-picchierebbe-altroche-per-lui-la-liberta-era-sacra-per-noi-il-lockdown-e-infinito\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1066,"featured_media":1452,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[79480],"tags":[408840,408848,411608,53585,13297,408839,412238,244822,2699,395725,40330,7575,409696,59439,408844,408845],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1450"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1066"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1450"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1450\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1454,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1450\/revisions\/1454"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1452"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1450"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1450"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1450"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}