{"id":1483,"date":"2022-07-24T11:41:18","date_gmt":"2022-07-24T09:41:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1483"},"modified":"2022-07-24T11:41:18","modified_gmt":"2022-07-24T09:41:18","slug":"quei-padri-di-tutti-che-avrebbero-salvato-il-mondo-dallimpazzimento-se-solo-non-avessimo-scelto-di-suicidarci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2022\/07\/24\/quei-padri-di-tutti-che-avrebbero-salvato-il-mondo-dallimpazzimento-se-solo-non-avessimo-scelto-di-suicidarci\/","title":{"rendered":"Quei padri di tutti che avrebbero salvato il mondo dall&#8217;impazzimento, se solo non avessimo scelto di suicidarci"},"content":{"rendered":"<p>Una traduzione in arte che non chiede permessi. Non una triste ricorrenza obbligata a porte semi chiuse, con sedici persone, dedicata ad Heidegger, essenziale a cogliere il nichilismo, in cui per\u00f2, il gelataio di Vigevano, incuriosito, presente l\u00ec per caso, non arriva neanche lontanamente a concepire di cosa stiamo parlando, nel loop di una vuota masturbazione rituale.<\/p>\n<p>Una traduzione in arte: dalla mostra, al libro. Da un linguaggio, all\u2019altro. Necessaria e testarda stimolazione sensoriale nell\u2019epoca della secchezza dell\u2019anima. Ci vuole coraggio per infilarsi nell\u2019assenza del senso, come mettere le mani tra due cani che si sbranano; ce ne vuole per proporre una esposizione, e poi una pubblicazione, sui grandi del Novecento che non \u00e8 frutto marcio di una compravendita politica; ce ne vuole davvero molto per farlo nei mesi della guerra (in)civile tra italiani, parto di frammentazione e di idola fori, che non lascer\u00e0 nulla, se non ulteriore polvere fine di questo popolo di cittadini de iure e sudditi de facto, perch\u00e9 incapace di combattere per evolvere, nel senso proprio di quella douleia che anima il servizio verso un qualcosa di pi\u00f9 grande, e che mai, per sua natura, esprimer\u00e0 umiliazione. Tentare di riempire un vuoto \u00e8 gi\u00e0, di per s\u00e9, un atto di coraggio, specie in un certo mondo di idee che spesso pretende di contrastare l\u2019egemonia culturale imperante &#8211; che tramite i suoi ispiratori, tenta di estinguere tutto ci\u00f2 che si pone come alternativo all\u2019imposto -, con l\u2019autorefenzialit\u00e0, con il senso di inferiorit\u00e0, con la nicchia arredata a gran teatro di una guerra tra poveri, figli di una percentuale e di un sondaggio, cercando la dimostrazione di conoscenza statica, e ritenendo inutile, a scapito della continua celebrazione erotica della geopolitica e dell\u2019economia, la pratica dell\u2019arte, della musica, della poesia, raramente del teatro, come fonte di maturazione umana e civile.<\/p>\n<p>Avere davanti, dunque, una raccolta ordinata e indipendente come \u201cProfeti inascoltati del Novecento\u201d (2022, Italia Storica Edizioni, 29 euro), che mi onoro di aver accompagnato nella genesi, \u00e8 una gioia per le anime ancora vive, specie in tempi in cui la rabbia e a l\u2019agire politico e sociale non hanno pi\u00f9 un fine culturale \u2013 cio\u00e8 devoto alla coltivazione di un pensiero critico &#8211; ma sono regredite allo stadio del peggior primitivismo, all\u2019emozione pubblica che ha sostituito l\u2019opinione pubblica e la ragione, all\u2019istinto animalesco della sopravvivenza, allo stato di agitazione emotiva permanente. Profeti di una parola disattesa, al servizio dell\u2019Alto e dell\u2019altro che non sia uomo folla, colui che vive per replicare, per garantire la propria gratificazione istantanea, mondato da ogni dimensione di profondit\u00e0, che \u201csi sente come tutto il mondo\u201d, capace di avere \u201csoltanto appetiti, crede di avere solo dei diritti e non crede di avere obblighi\u201d, ci direbbe Ortega y Gasset, che non sia l\u2019individuo digerente c\u00e9liniano (\u201cGli uomini si occupano di questioni volgarmente alimentari o aperitive; bevono, fumano, mangiano, sono usciti dalla vita, totalmente assorbiti da funzioni bassamente digestive. Abbiamo a che fare con dei mostri. Basta qualche chiacchiera, qualche farfugliamento, grandi vanit\u00e0, una decorazione, accademie: eccoli soddisfatti\u201d). E proprio Ortega y Gasset e Ottone Rosai \u2013 di cui il sottoscritto ha curato i due apparati critici, tra le pagine &#8211; C\u00e9line, assieme a J\u00fcnger e Conrad, \u00a0Pound \u00a0a Borges , Flaiano e Cristina Campo, Bernanos e\u00a0 Camus, Sol\u017eenicyn, Hannah Arendt e Ingmar Bergman, Mauriac e Pasolini, Pessoa e Poe, Weil e Pasternak, Prezzolini e Limonov, tra i tanti \u2013 cos\u00ec distanti e cos\u00ec vicini &#8211; disegnati da Dionisio di Francescantonio, compongono prima una mostra preziosa, realizzata con il patrocinio del Comune di Genova e della Regione Liguria, organizzata dalla Domus Cultura di Genova, da un&#8217;idea di Andrea Lombardi, che ha curato anche il progetto editoriale, Miriam Pastorino e Dionisio di Francescantonio, e poi un libro, con la prestigiosa prefazione di Vittorio Sgarbi, da qualche settimana in libreria, che \u00e8 un atlante della vita contro la morte cerebrale. 66 disegni, in un figurativo fortemente espressivo, capace di mostrare l\u2019anima degli inascoltati dagli occhi e dalla rughe, senza scadere in una cronaca sciatta, che ricordano il Paganini bronzeo di Livio Scarpella del teatro Carlo Felice, con relative schede critiche di apprezzati pensatori, da Pietrangelo Buttafuoco a Gianfranco de Turris, da Luigi Iannone a Stenio Solinas, fino a Davide Brullo e Alessandro Gnocchi. \u201cL\u2019arte pretende quella libert\u00e0 di espressione che personaggi scomodi hanno coraggiosamente e diversamente testimoniato, anche divisi dalle violentissime vicende storiche del Novecento. Il possibile punto d\u2019incontro \u00e8 la verit\u00e0 delle parole che consente di superare gli schemi ideologici, propri di un tempo che \u00e8 finito, mentre la loro vita \u00e8 qui\u201d, racconta Sgarbi nella prefazione. Cullarsi nel bisogno della prosecuzione mentre tutto intorno \u2013 dal Governo, alla dignit\u00e0 dei lavoratori \u2013 muore male. Vincer\u00e0 questa guerra contro l&#8217;autoannullamento degli uomini solo chi sapr\u00e0 rimanere lucido.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Una traduzione in arte che non chiede permessi. Non una triste ricorrenza obbligata a porte semi chiuse, con sedici persone, dedicata ad Heidegger, essenziale a cogliere il nichilismo, in cui per\u00f2, il gelataio di Vigevano, incuriosito, presente l\u00ec per caso, non arriva neanche lontanamente a concepire di cosa stiamo parlando, nel loop di una vuota masturbazione rituale. Una traduzione in arte: dalla mostra, al libro. Da un linguaggio, all\u2019altro. 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