{"id":1500,"date":"2023-05-21T11:07:11","date_gmt":"2023-05-21T09:07:11","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1500"},"modified":"2023-05-21T11:46:56","modified_gmt":"2023-05-21T09:46:56","slug":"un-uomo-ci-vuole-salvi-da-cio-che-ci-sta-distruggendo-in-memoria-di-dominique-venner-a-dieci-anni-dal-suicidio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2023\/05\/21\/un-uomo-ci-vuole-salvi-da-cio-che-ci-sta-distruggendo-in-memoria-di-dominique-venner-a-dieci-anni-dal-suicidio\/","title":{"rendered":"Un uomo ci vuole salvi da ci\u00f2 che ci sta distruggendo: in memoria di Dominique Venner a dieci anni dal suicidio"},"content":{"rendered":"<p>Una revolverata in fronte. Una botta di pistola secca che riecheggia nelle navate di Notre Dame ancora non violentata da un fuoco senza nobilt\u00e0. Dieci anni fa si toglieva la vita Dominique Venner in un rito di purificazione, dinamitardo, allarme per il mondo libero, ancora con gli occhi aperti rispetto: &#8220;Io mi do la morte al fine di risvegliare le coscienze assopite. Mi ribello contro la fatalit\u00e0 del destino. Insorgo contro i veleni dell&#8217;anima e contro gli invasivi desideri individuali che stanno distruggendo i nostri ancoraggi identitari, prima su tutti la famiglia, intimo fondamento della nostra civilt\u00e0 millenaria. Mentre difendo l&#8217;identit\u00e0 di tutti i popoli a casa propria, mi ribello nel contempo contro il crimine che mira alla sostituzione dei nostri popoli&#8221;.<\/p>\n<p>Sanguinante lascito a sporcare una tomba di marmo coperta, oggi condannata all&#8217;indecifrabilit\u00e0 per eccessivo pericolo di traduzione. Venner non si pu\u00f2 tradurre, Venner non si pu\u00f2 evocare, Venner non va letto, n\u00e9 seguito, dice strisciando chi vuole estinguere tutto ci\u00f2 che si pone come alternativo all&#8217;imposto, quei demiurghi del conformismo, maestri burattinai della globalit\u00e0 indistinta come unica religione di Stato.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 di tutto, invece, occorre essere grati all&#8217;intellettuale francese per la sua volont\u00e0, estrema nel suicidio, di porsi come grande ordinatore del caos, per aver difeso continuamente le dimensioni dell&#8217;uomo dagli attacchi dell&#8217;isteria, dell&#8217;estremismo progressista, nella variante culturale e nella visione selvaggia dell&#8217;economia, per aver ricondotto a un senso del limite l&#8217;uomo sottraendolo al macello dell&#8217;indistinto, individuo sempre precario, migrante, sismico, senza Dio, n\u00e9 patria, senza radice, incapace di dedicarsi la vita e di radicarsi in un&#8217;identit\u00e0 e in un processo di continuo sviluppo del pensiero critico. Strada per il paradiso che non pu\u00f2 esistere senza il ritorno all&#8217;origine e senza che quell&#8217;origine non sia nell&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Un &#8220;Samurai d&#8217;Occidente&#8221;, Venner &#8211; come il titolo di una sua opera fondamentale &#8211; in vita come D&#8217;Annunzio, nel ripercorrere l&#8217;uomo intiero che si esplica in libert\u00e0 e in cui la libert\u00e0 \u00e8 partecipazione al suo tempo e alla storia, nella morte, come il Mishima del seppuku che togliendosi la vita diventa un santo laico, si eterna, diventa luce e gloria, sole e acciaio, come la spada del Samurai che resiste alla distruzione programmata degli uomini e come il sole in cui la gioia della morte lo trasforma.<\/p>\n<p>\u00c8 impossibile ridurre il pensiero venneriano a poche righe. Ma possiamo ringraziare chi ne ha disposto l&#8217;atto del ricordo, pubblicandolo, leggendolo, diffondendolo, come Andrea Lombardi, editore genovese gi\u00e0 attentissimo lettore e amplificatore della figura e delle opere di C\u00e9line, che nel decennale del sacrificio del pensatore francese pubblica con la sua Italia Storica, un volumetto che non si relega al sunto, limitando la forza del vennerismo, ma diventa un&#8217;arma digeribile capace di passare di mano, in mano e dare conforto a chi \u00e8 in trincea contro l&#8217;autoannullamento degli uomini &#8211; vera, grande battaglia di questa nostra epoca e della generazione presente al tempo e meno a se stessa &#8211; e delle loro dimensioni di profondit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Per esistere e per trasmettere l&#8217;anima Europea&#8221;<\/strong> \u00e8 un breviario dell&#8217;uomo integro; consigli pratici di Venner per edificare &#8220;la cittadella interiore&#8221; di cui colpisce la forza della meditazione che si traduce in atto pratico digeribile per ognuno, una forza capace di costruire un pensiero critico, una mano che si aggrappa a quella degli uomini folla &#8211; evoluzione leboniana degli uomini massa indicati da Ortega y Gasset, dediti solo alla propria gratificazione istantanea &#8211; e li tira via dalla lavatrice infernale dell&#8217;occidente senza Patria, n\u00e9 Dio, senza radici, n\u00e9 spirito, senza confini, con la potenza di una santit\u00e0 laica. Scrivere ogni giorno il proprio breviario personale per &#8220;vincere la decadenza provocata dall\u2019eccesso di informazioni, l\u2019una che scaccia l\u2019altra, lasciando solo il vuoto&#8221;, tornare a concentrarsi, oppure leggere &#8220;non per fuggire dal mondo, ma per ricostituire le vostre forze e fare il pieno di energia&#8221;, e cos\u00ec &#8220;Riappropriarsi di un momento per s\u00e9. A casa, create una \u201crottura\u201d con il mondo esterno: spegnete il cellulare, il televisore, la radio, staccate la connessione internet. Riappropriarsi del silenzio per ritrovare s\u00e9 stessi&#8221;.<br \/>\nLe piccole cose reggono il tutto. Atomi e molecole compongono ogni esistenza, dalla foglia, al figlio. In questo Venner corre alla base delle cose umane per riconnettere il tessuto degli uomini occidentali con se stessi, col rapporto sacro tra Natura, Bellezza e Assoluto, con ci\u00f2 che salva dalla precisa volont\u00e0 di mondare le dimensioni di profondit\u00e0, atto necessario per ripulire la Civilt\u00e0 occidentale prima di scomporla in un semplice tratto geografico utile, a livello numerico, come carne da macello commerciale.<br \/>\nRitrovare il rapporto con i riti antichi, recuperare passione per lo sport, coltivare la bellezza per se stessi che &#8220;risiede in tutto e soprattutto nei piccoli dettagli della vita&#8221;, ritrovare l&#8217;Europa come casa comune, come plasma del nostro sangue e non come una densa colla di trattati: &#8220;pensare e parlare dell\u2019Europa, unione di popoli e civilt\u00e0. \u00c8 ancora meglio \u2013 e perfino indispensabile \u2013 vivere davvero l\u2019Europa stringendo<br \/>\nlegami personali, oltrepassando le abitudini e le barriere linguistiche. Via Internet e (o) zaino in spalla, come i Wanderv\u00f6gel di altri tempi, partire<br \/>\nper conoscere i ragazzi e le ragazze della nostra grande patria europea. Riscoprire anche i nobili luoghi della nostra civilt\u00e0 in occasione di \u201cpellegrinaggi\u201d tra amici o in famiglia: Stonehenge, Delfi, la foresta di Brocelandia, Toledo, Alesia,<br \/>\nMont Saint Michel, Salisburgo, Bayreuth, Sils-Maria\u2026 &#8220;.<\/p>\n<p>Quell&#8217;Europa che si erge oltre, negli occhi militanti di Venner, arrivando a essere persona e tempo, luogo contrapposto al non luogo odierno in cui, afferma: &#8220;cerco rifugio in me, pi\u00f9 vicino possibile alle mie radici e non in una lontananza che<br \/>\nmi \u00e8 estranea. Il santuario in cui vado a raccogliermi \u00e8 la foresta profonda e misteriosa delle mie origini&#8221;.<br \/>\nEuropa, radice, identit\u00e0 per la storia, per la vita. E l&#8217;europeo integro, presente a se stesso. L&#8217;uomo di Venner \u00e8 degno di ogni epoca, degno in ogni epoca.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 l&#8217;animo del pensatore francese, di cui oggi celebriamo i dieci anni dalla scomparsa, puro, nobile, salvifico, sciolto nelle pagine del lavoro retrospettivo di Lombardi che termina con un&#8217;intervista, l&#8217;ultima prima del suo sacrificio.<\/p>\n<p>Passi densi per la giovent\u00f9 a cui consegna un fuoco sacro, a cui ricorda di assumersi la propria porzione di responsabilit\u00e0 agli occhi della storia e in cui celebra l&#8217;importanza della militanza come elevazione e come formazione: un presidio ideale semovente sciolto in societ\u00e0, contrapposto al segnaposto virtuale. In queste parole terminali ma esplosive come lame di fuoco, Venner abbraccia senza rinunce la giovent\u00f9 e ne parla come un padre, evitando di rifuggirla: &#8220;Quelli della mia generazione (in realt\u00e0 una piccola minoranza di questa generazione) hanno avuto la fortuna di vivere nell\u2019orizzonte della guerra e nella speranza di una rivoluzione nazionalista europea [&#8230;] Coloro che ci avevano preceduto ci ave-<br \/>\nvano trasmesso poco, se non esempi di coraggio nelle avversit\u00e0, il che non \u00e8 poco comunque. Ma, appartenendo a un\u2019altra epoca, essi non potevano<br \/>\nconsegnarci le chiavi per pensare, vivere e agire nel nostro mondo. Un mondo totalmente nuovo, nato dal grande ripiego europeo seguente alla seconda guerra mondiale, alla decolonizzazione,<br \/>\nall\u2019egemonia americana. \u00c8 per questo che dico che noi eravamo degli orfani&#8221;, e prosegue, &#8220;noi abbiamo fatto in modo che voi non siate orfani. Abbiamo ridato vita al fuoco sacro delle nostre origini, in parte spento da molto tempo. E questo fuoco ve lo abbiamo trasmesso&#8221;.<\/p>\n<p>Sta a noi, oggi, proseguire il viaggio luminoso di questo fuoco, diventandolo, nella traduzione della tradizione, nella lucida difesa dell&#8217;origine contro lo scorporamento e la cancellazione, della pi\u00f9 integra forma di umanit\u00e0 contro la massificazione, nell&#8217;amore e nel pathos.<\/p>\n<p>Uno sparo ha spezzato il silenzio di un mondo senza grazia.<\/p>\n<p>Tornare a dedicarsi la vita, essendo alleati del tempo, ci dice Venner consegnandoci pronti ai nostri giorni\u00a0 mentre lui si donava all&#8217;eterno.<\/p>\n<p>Sia benedetto Dominique Venner, di cui non preghiamo il cadavere ma amplifichiamo la vita nel pensiero.\u00a0 Che queste mie parole, insufficienti, non siano lette come un ricordo, ma come missione ardente.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Una revolverata in fronte. Una botta di pistola secca che riecheggia nelle navate di Notre Dame ancora non violentata da un fuoco senza nobilt\u00e0. Dieci anni fa si toglieva la vita Dominique Venner in un rito di purificazione, dinamitardo, allarme per il mondo libero, ancora con gli occhi aperti rispetto: &#8220;Io mi do la morte al fine di risvegliare le coscienze assopite. Mi ribello contro la fatalit\u00e0 del destino. Insorgo contro i veleni dell&#8217;anima e contro gli invasivi desideri individuali che stanno distruggendo i nostri ancoraggi identitari, prima su tutti la famiglia, intimo fondamento della nostra civilt\u00e0 millenaria. 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