{"id":1522,"date":"2023-11-21T16:56:44","date_gmt":"2023-11-21T15:56:44","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1522"},"modified":"2023-11-21T16:56:44","modified_gmt":"2023-11-21T15:56:44","slug":"si-vergogni-chi-sta-facendo-ideologia-sul-cadavere-ancora-caldo-di-giulia-lemozione-ha-sostituito-la-ragione-e-la-nostra-e-una-societa-malata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2023\/11\/21\/si-vergogni-chi-sta-facendo-ideologia-sul-cadavere-ancora-caldo-di-giulia-lemozione-ha-sostituito-la-ragione-e-la-nostra-e-una-societa-malata\/","title":{"rendered":"Si vergogni chi sta facendo ideologia sul cadavere ancora caldo di Giulia. L&#8217;emozione ha sostituito la ragione e la nostra \u00e8 una societ\u00e0 malata"},"content":{"rendered":"<p>Rieducazione, cultura, condanna, patriarcato, maschilismo. Una ragazza \u00e8 morta, \u00e8 ancora calda e qualcuno, anzich\u00e9 implorare \u2013 perch\u00e9 in questo Paese \u00e8 necessario farlo \u2013 chi dovr\u00e0 far rispettare la legge, affinch\u00e9 la condanna dell\u2019ex fidanzato di Giulia sia talmente ferrea da essere d\u2019acciaio \u2013 considerata l\u2019eccitante certezza della legge del carcere\u2026 &#8211; moralizza l\u2019esistente, sputando sentenze su tutta la generazione maschile vivente. Ovviamente bianca, eterosessuale e figlia di una \u201cclassica\u201d famiglia italiana, come residuo borghese altamente tossico per la nuova immagine di famiglia degenerata, pardon: senza genere alcuno.<\/p>\n<p><strong>Tossicit\u00e0 \u00e8 la parola del giorno<\/strong>, la stessa che gonfia le vene del nostro presente, in ogni sua manifestazione. Tossicit\u00e0 nel rapporto della povera Giulia col Turetta; tossicit\u00e0 dei vaneggiatori, dei rieducatori, dei riprogrammatori, sentinelle ideologiche che per rieducazione dei figli non intendono, ad esempio, il delicato ma concreto sostegno \u2013 sotto varie forme &#8211; ai genitori nel loro ruolo, in maniera imparziale e matura, di costruttori di una formazione per i figli, tale da insegnarli, anzitutto, a saper stare al mondo (fatto composito che vale pi\u00f9 di mille lauree prese per accontentare i nonni, in un bilanciamento perfetto di azione e stasi, diplomazia e forza, seriet\u00e0 e giocondit\u00e0, assenza e presenza e altre importanti biforcazioni in equilibrio), ma si riferiscono, nei loro unti sogni bagnati, a una sorta di occulta <strong>regia morale<\/strong> istituzionale che magari, con l\u2019ausilio di qualche osservatorio dal sapore di Politburo, moralizzi sotto forma di caldo consiglio, genitori e figli, pena l\u2019esclusione sociale, la degradazione a fascista violento da estinguere o condanne di carattere formale. Come faccio a sapere questo? Perch\u00e9 il sistema culturale e politico che oggi grida all\u2019impiccagione in pubblica piazza di ogni uomo esistente in questo momento in Italia, \u00e8 lo stesso che ha decretato la condanna a morte dell\u2019istituzione familiare per come l\u2019abbiamo sempre conosciuta, minando alle fondamenta il ruolo dell\u2019uomo e della donna, della coppia, a freddo raggruppamento sociale e del genitore, ridotto a figura di servizio, ad accompagnatore, privando la prima societ\u00e0 dell\u2019amore, quale la famiglia \u00e8, di ogni elemento utile a fornire un esempio che nasce da un significato e non da una funzione.<\/p>\n<p>Il saper essere padre \u00e8 un concetto antico come l\u2019uomo, che attraversa il rito e la religione, il pater familias e l\u2019immagine di Dio, il soldato e l\u2019uomo che sa edificare la pace, che da Enea, corre ad Odisseo, fino a Cristo. Sciattamente il genitore 1, oltre a ingravidare la donna depositando il suo sperma senza farla sentire offesa da un gesto simile, \u00e8 compresso in ogni sua estensione simbolica, carcerato nelle mura di un insopportabile moralismo, castrato, rigonfio di pesi che non tollera pi\u00f9. Lo stesso valga per la donna: dalla maternit\u00e0 della madre che contiene la vita e l\u2019accompagna verso la gentilezza e il perdono, verso la forza interiore e la purezza dell\u2019amore, a figura che, se possibile, deve continuare ad emanciparsi all\u2019infinito, fino ad esplodere in quella libert\u00e0 totale da ogni funzione, senso e significato. Il sorriso appena accennato della Madonna Benois leonardiana, che tiene la mano del Bambino, con cui gioca, a ricordare la gioia dell\u2019eternit\u00e0 di una madre, che supera ogni dolore, ogni oppressione e diventa prima rappresentazione della libert\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Libert\u00e0 che non \u00e8 una costante emanazione di concessioni, ma partecipazione a se stessi, al tempo e al reale.<\/strong><\/p>\n<p>Solo cos\u00ec si pu\u00f2 realizzare, nell\u2019individualit\u00e0, un pensiero critico e dare una forma reale all\u2019autodeterminazione.<br \/>\nLa famiglia, come istituzione, condannata a morte dagli albori dello stesso sistema moralizzante di oggi, figlio di una determinata visione del mondo, da quegli anni Sessanta dell\u2019emancipazione totale che ha delegittimato i modelli di autorit\u00e0 e che cresce i ragazzi di oggi, fuori dalle mura familiari, nell\u2019incomunicabilit\u00e0. Manipolatori, narcisisti patologici, potenziali individui pericolosi, atti a uccidere dentro e fuori, esistono dall\u2019alba dei tempi e, purtroppo, posso generare drammi in ogni momento, verso chiunque. Se davvero si deve parlare di educazione, a questo punto lo si faccia per insegnare ai minori come riconoscere le stranezze potenzialmente nocive di determinate figure e a comunicarle a chi di dovere, in primis ai propri genitori. Se davvero si deve parlare di educazione, lo si faccia insegnando alla generazione di questo presente il significato e la ricerca della consapevolezza del dolore, della morte, del distacco, della tristezza, della delusione, la ricostruzione del tessuto interiore conseguente alla disillusione; si vada a puntellare, con il cemento del confronto e dell\u2019apertura mentale, oltre ogni tab\u00f9, le fragilit\u00e0 interiori, l\u00e0 dove si annida anche il talento. Si abitui questa generazione a decriptare la complessit\u00e0, affinch\u00e9 non sia schiacciante ed essa non si ritrovi rinchiusa nell\u2019isolamento, nella solitudine, nell\u2019alienazione, fino all\u2019autoannullamento.<\/p>\n<p><strong>Tossicit\u00e0. Tossicit\u00e0 che castra ogni libera determinazione dei rapporti.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019epoca del nuovo infantilismo comincia cos\u00ec, con la sostituzione della ragione con l\u2019emozione per leggere e gestire i fatti del mondo, uno stato di agitazione emotiva permanente in cui l\u2019opinione autoritaria soppianta l\u2019idea autorevole. E nel leggere alcuni pareri, vi \u00e8 davvero da spaventarsi. C\u2019\u00e8 chi \u00e8 arrivato persino a scrivere che l\u2019omicida, tale Francesco Turetta avrebbe agito semplicemente in quanto maschio e che, quindi, non si \u00e8 trattato di un raptus ma di una condizione \u201cgenetica\u201d secondo cui essere uomo non significa commettere necessariamente un femminicidio, ma che quasi tutti i portatori di p\u00e8ne pensano come un femminicida. Questo sarebbe un dato di fatto talmente assodato da essere cultura e societ\u00e0, secondo l\u2019autore. Una sorta di possessione, prosegue la filastrocca, che nasce per avere credibilit\u00e0 verso gli occhi di altri uomini; gli stessi di cui donne, bambini, animali, Lego e Playmobil, benzinai, gelatai, astronauti, insomma, tutto l\u2019esistente umano, subisce il controllo e la possessione.<\/p>\n<p><strong>Signori: che schifo. Quest\u2019ossessione personale dovrebbe essere legge (morale) di tutti?<\/strong><\/p>\n<p>Occorre solo far capire che le profondit\u00e0 dell\u2019essere umano, siano esse angeliche o infernali, sono spesso imperscrutabili, per quanto vi siano gli strumenti per riconoscere la follia. Troppo spesso la morte si realizza nell\u2019errore dei vivi. In tutte quelle volte che Giulia si sentiva minacciata dal comportamento del Turetta, cos\u00ec come anche la sorella ha avuto modo di confermare.<br \/>\nLa provincializzione dell\u2019esperienza maschile \u2013 ovvero la riduzione dell\u2019esistenza maschile a fattaccio figlio della peggiore mentalit\u00e0 della provincia italiana negli anni \u201860 &#8211; operata da alcuni deliranti pupazzi scriventi che, terminata l\u2019onda mediatica con cui maturare visibilit\u00e0 e consenso nel grande regno della pubblica emotivit\u00e0, torneranno a scrivere di giardinaggio, di borse o di vacanze sulla neve, \u00e8 un concepimento assurdo. L\u2019idea secondo cui un uomo debba crescere necessariamente tosto e robusto \u2013 in chiara evocazione agli spettri di un fascismo mascolino mai sopito \u2013 pisciando sul territorio per marcarlo, incapace di ascoltare le proprie fragilit\u00e0, di chiedere aiuto, di manifestarsi inferiore o inadatto rispetto a una determinata situazione, e quindi di proseguire nella personale rigidit\u00e0 che lo porta a involvere e quindi a uccidere, \u00e8 drammaticamente pericolosa per la maturazione sociale. Chi soffia su questo fuoco ha una visione severamente distorta del reale, o, quantomeno, fusa con la personale isteria, connessa, magari, a qualche brutta vicenda trascorsa che ha generato un antico e infinito disturbo post traumatico da stress, che anzich\u00e9 curare \u00e8 stato eletto a norma di giudizio comune, grazie alla galoppante cultura della debolezza che per libert\u00e0, anzich\u00e9 partecipazione al reale, al tempo e a se stessi, prevede una concessione dietro l&#8217;altra per pulirsi la coscienza senza fatica, n\u00e9 assunzione di responsabilit\u00e0, per redimersi da se stessi nel mondo della religione dell&#8217;umanit\u00e0, orribile distorsione dell&#8217;umanesimo del mondo globale, virtuale, liquido, senza Dio, n\u00e9 confine, perennemente precario e migrante.<\/p>\n<p><strong>Il privato inonda il pubblico. <\/strong><\/p>\n<p>Il fatto privato diventa pane per la maggioranza, invertendo il principio che fu di Orwell, che nel frattempo \u00e8 stata azzerata nel suo ragionare criticamente. Cos\u00ec, anche la figura della sorella di Giulia esce dalla piccola provincia per muovere ideali e orizzonti comuni, non si sa quanto per via di un delirante dolore. La vetrinizzazione spietata in cui ogni dimensione umana finisce nella vetrina pubblica, la life politics, cosiddetta, ovvero la terribile sensazione di osservare tutto secondo un assassinante voyeurismo e su quello fondare la propria opinione. Un nozionismo che incolla pezzi di dichiarazioni dei leader, articoli della stampa, chiacchiere fugaci in amicizia, cuciti in fretta, senza il filtro di un ragionamento sopra le cose, di un approfondimento.<\/p>\n<p><strong>La democrazia liberale \u00e8 malata<\/strong>, cos\u00ec come ha notato, tra gli altri, il politologo Luigi Di Gregorio, stimatissimo e caro amico, che su questo tema ha scritto pagine scientificamente memorabili e degne di attenzione trasversale (Demopat\u00eca. Sintomi, diagnosi e terapie del malessere democratico, Rubbettino). \u00c8 malata poich\u00e9 viene fagocitata dal dubbio, dalla sua stessa essenza; quel dubbio che nutre la santa libert\u00e0, quella libert\u00e0 individuale alla base dei processi del governo delle nostre societ\u00e0. Il dubbio che una forma di libert\u00e0 e tolleranza, di giustizia sia effettivamente di alta qualit\u00e0 tale da produrre ulteriore maturazione civile; lo stesso che, per\u00f2, raggiunta una definizione di concessione individuale e sociale, prosegue nella sua opera, non si arresta, e cresce, cresce fino a ipertrofizzarsi, fino ad annientare ogni lucida razionalit\u00e0, ogni valore profondo, ogni principio morale legato al Bene, nella direzione, invece, di una moralizzazione del Giusto. La stessa che fornisce, indistintamente, doveri etici e principi pr\u00eat-\u00e0-porter che possono essere impiegati in ogni parte del mondo, senza differenza, inquadrando un solo tipo di uomo universale. La stessa moralizzazione del Giusto \u2013 quel giusto \u201cideologico\u201d che non inquadra il concetto di giustizia nel pi\u00f9 nobile senso del termine e che non tiene conto di differenze demoetnoantropologiche ma che costituisce un dogma universale &#8211; venduta come unico accesso a una degna libert\u00e0, civile e matura, realmente emancipante e che prevede che, nella gestione della cultura di massa, che l\u2019uomo sbagli a prescindere, sia pericoloso di nascita, sia un errore di programmazione della postmodernit\u00e0. Un mostro o presunto tale. Il Giusto vuole la rieducazione di chiunque nasca con un pisello. Il Bene, che non appartiene a questo presente \u2013 se non nella trasmutazione materialistica, che dalla felicit\u00e0 conduce alla gratificazione istantanea, dalla libert\u00e0 porta alla concessione continua &#8211; dei buoni profeti della riprogrammazione coatta, contrariamente, era gi\u00e0 il pacchetto con cui formare un individuo degno dell\u2019amore e del rispetto, dell\u2019onore, certamente, senza essere un nazista duro e puro incapace di ascoltare le proprie fragilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Ecco la nuova pubblica decenza, come atto di sottomissione:<\/strong> quella di chi chiede scusa per essere maschio e quella di chi vuole formare, introducendo l\u2019idea della scuola come supplemento all\u2019educazione familiare, se non come sostituzione, che genera una nuova edificante brava persona. Una decenza rassicurante per chi la pratica, che crea riconoscimento tra i buoni, tra le fila della maggioranza, tra quelli che non costituiscono parte dell\u2019emergenza democratica.<\/p>\n<p>Da quando si \u00e8 deciso di rendere sempre meno virile il maschio che l&#8217;irrazionale fragilit\u00e0 ha conquistato tutto, infestando le dimensioni pi\u00f9 profonde dell&#8217;essere uomo, generando un eunuco senza volto che non sa rapportarsi verso l&#8217;esterno, ma, in principio, con se stesso.<\/p>\n<p>Mi ribello con tutta la mia forza a questo vomitevole schifo. Questa \u00e8 una societ\u00e0 profondamente malata, in cui l&#8217;estremismo del progresso sciolto nell&#8217;azione politica e culturale opera nella mondatura delle dimensioni di profondit\u00e0 degli uomini per instillare un modo nuovo e duraturo di esserlo, intaccando, di fatto, quei meccanismi utili a filtrare la vita, il reale, alla luce della coscienza, dei principi e di un critico pensare.<\/p>\n<p>Se questa \u00e8 libert\u00e0, se la decenza conduce a un riconoscimento generale tra i buoni, non resta che essere indecenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Rieducazione, cultura, condanna, patriarcato, maschilismo. 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