{"id":1530,"date":"2024-06-10T17:55:43","date_gmt":"2024-06-10T15:55:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/?p=1530"},"modified":"2024-06-10T17:55:43","modified_gmt":"2024-06-10T15:55:43","slug":"vannacci-e-salis-una-furbata-generale-tra-emotivita-elettorale-e-paragoni-osceni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ricucci\/2024\/06\/10\/vannacci-e-salis-una-furbata-generale-tra-emotivita-elettorale-e-paragoni-osceni\/","title":{"rendered":"Vannacci e Salis: una furbata &#8220;generale&#8221;. Tra emotivit\u00e0 elettorale e paragoni\u00a0osceni"},"content":{"rendered":"<p>La classica operazione da compagni: da un lato, la santificazione che porta sulle spalle il peso dell\u2019immagine immediata, sporca e subito, dall\u2019altra, la continuit\u00e0 della specie ideale, chiamando a raccolta qualsiasi compagno nel raggio di cento metri dai quartieri pi\u00f9 ricchi delle citt\u00e0: non importa il nome del candidato, del segretario, del partito, del simbolo, occorre votare, sostenere, diffondere le qualit\u00e0 del prescelto o della prescelta. Ne sa qualcosa proprio Ilaria Salis in quel di Milano.<br \/>\nUn\u2019operazione legittima dal punto di vista della spietatezza politica &#8211; di cui la sinistra italiana \u00e8 maestra indiscussa &#8211; ma infantile e imbarazzante da quello morale. Del resto, \u00e8 la stessa sinistra che, in anni e anni di politicamente corretto da ingoiare a forza, tenta di plasmare quella societ\u00e0 che non si orienta pi\u00f9 su una morale edificante il Bene, grazie a precisi precetti e identit\u00e0, ma decade verso la moralizzazione del giusto collettivo. Per giocare con le parole, la morale \u00e8 cambiata, o meglio, si \u00e8 decomposta in favore della moralizzazione della societ\u00e0. Un nuovo aggregato fatto di tante individualit\u00e0 urlanti e pretenziose, fragili e disorientate, che sono affiancate in una folla sciolta nel peggior conformismo, che le unisce come fugaci manifestazioni; un blocco che non attinge a valori o ideali per condurre il cavallo della storia, ma punta alla dimensione antropologica, fin nelle profondit\u00e0 degli uomini e delle loro dimensioni di profondit\u00e0. Una societ\u00e0 che non \u00e8 pi\u00f9, da tempo, comunit\u00e0, ma aggregato indistinto in cui il Giusto prende il posto del Bene, in cui la sfera privata invade quella pubblica. Un luogo in cui conviene essere decenti, dalla parte dei giusti, per esistere, se si vuole far parte della maggioranza, del corpo sociale e non incarnare il demonio dell\u2019indecenza che \u00e8 la forma di respirazione indipendente in questa cappa \u2013 come l\u2019ha definita Marcello Veneziani \u2013 di ipocriti e silenti allineati.<\/p>\n<p>In ogni caso, ancor pi\u00f9 macchiettistico di queste poco allegre trovate commerciali \u00e8 chi paragona Vannacci alla Salis. E qui si spalanca un bivio: a destra si va nel mare estivo dell\u2019incontinenza emotiva, a sinistra, verso la montagna insuperabile del ridicolo.<br \/>\nParagonare una frequentatrice di centri sociali e detenuta a un uomo che ha servito lo Stato, nei massimi ranghi, \u00e8 quantomeno idiozia. Perch\u00e9 creare un parallelo? Per la loro natura di &#8220;outsider&#8221; prestati alla politica, o meglio, scippati da due spompate compagini, come la Lega e il duo antico come i divani della zia ricoperti dalla plastica, Fratoianni e Bonelli, al fine di sostenere i loro magri bottini e impedire la trasformazione delle urne elettorali in urne cinerarie.<br \/>\nDall\u2019altra parte del bivio sulla provinciale, del resto l\u2019Italia \u00e8 tutta una provincia, specie nella mente, la salita al cielo europeo di Vannacci e Salis testimonia ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, che il merito \u00e8 andato allegramente a farsi pestare da uno gnu sordo e che il voto, sociologicamente e troppo spesso, \u00e8 orientato sullo stato di agitazione emotivo permanente, su quella <em>life politics<\/em> &#8211; in cui il voyeurismo, il giudizio estetico, il farsi i fatti della politica, il gossip attorno a infantili dichiarazioni, la biografia individuale, prevalgono come metro di giudizio e di impiego del libero arbitrio elettorale &#8211; che prescinde dalla costruzione razionale di un pensiero critico, di un assetto ideale e culturale, per orientarsi, molto pi\u00f9 di ieri, sulla percezione della realt\u00e0. In sostanza, un&#8217;ejaculata libera che, per\u00f2, non feconder\u00e0 alcunch\u00e9. Quella <em>life politics<\/em> &#8211; come scrive uno dei pi\u00f9 importanti analisti politici viventi, Luigi Di Gregorio, nel suo <em>Demopat\u00eca. Sintomi, diagnosi e terapie del malessere democratico <\/em>(Rubbettino, 2019) &#8211; che penetra ovunque da quando \u201cla televisione \u00e8 diventata l\u2019arena principale del conflitto politico\u201d, con relativo adattamento paraculo degli stili di comunicazione, esaltazione (vannacciana) e &#8220;martirizzazione&#8221; (salisiana) compresi. Un\u2019 \u201corizzontalizzazione\u201d garantita anche dal mirabolante mondo marcio dei social, con cui esprimersi abbassandosi verso l\u2019utente\/spettatore, favorendogli la comprensione del nostro essere e del nostro volere, diminuendo toni e qualit\u00e0 dei contenuti per colpire, anzich\u00e9 richiedergli lo sforzo di comprenderci, contribuendo a formarlo correttamente, a renderlo consapevole nei limiti della liberalit\u00e0. Bellezza del mondo presente, insolenza verso l&#8217;intelligenza. Crolla, cos\u00ec, l\u2019aura di autorit\u00e0 e di solennit\u00e0 propria della politica che fu. Antipatica da vivere, certo, ma spesso garanzia di una visione pi\u00f9 strutturata.<\/p>\n<p>Insomma, operazioni di politica commerciale simili non possono che nascere all&#8217;ombra di una piccola pillola che molti non ingoieranno e di cui altri, invece, sono totalmente dipendenti: siamo passati dalle idee autorevoli, alle opinioni autoritarie.<\/p>\n<p>Imparagonabili, Vannacci e la Salis, ma ora che soggetti simili\u00a0 sono stati premiati sulla base di questi e altri principi, dovranno tradurre l&#8217;eccitazione emozionale in atti utili per il proprio Paese. Secondo voi lo faranno? E se s\u00ec, in che grado? Seguiteli anche fra due anni, quando i loro nomi saranno sbiaditi e vedrete. Vannacci salva la Lega, la Salis, i suoi. E questo giustifica quanto detto. Altrimenti avremmo avuto un risultato forte anche dal punto di vista del movimento ospitante, a sostenere la tesi contraria di un voto programmatico, ideale, razionale, partorito su una coltivazione dell&#8217;elettore.<\/p>\n<p>E quale sar\u00e0 lo step due del circo commerciale? La mirabolante gara tra i salvatori: il camerata Vannacci contro la pacifica compagna Salis.<\/p>\n<p>Risulter\u00f2 impopolare. Molto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La classica operazione da compagni: da un lato, la santificazione che porta sulle spalle il peso dell\u2019immagine immediata, sporca e subito, dall\u2019altra, la continuit\u00e0 della specie ideale, chiamando a raccolta qualsiasi compagno nel raggio di cento metri dai quartieri pi\u00f9 ricchi delle citt\u00e0: non importa il nome del candidato, del segretario, del partito, del simbolo, occorre votare, sostenere, diffondere le qualit\u00e0 del prescelto o della prescelta. 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